Introduzione
Nei primi anni ottanta l’intrattenimento videoludico domestico stava diventando un business di grandi proporzioni, con un fiorente e lucroso mercato dominato da Nintendo e Sega con le rispettive macchine Famicom/NES e Master System, dal canto suo Hudson Soft, giovane azienda nata nel 1979, avente anche una divisione hardware, propone a Nintendo l’implementazione dei propri avanzatissimi chip grafici nelle sue macchine, ma alla luce del netto rifiuto da parte dei vertici della grande ENNE, la Hudson Soft senza perdersi d’animo cerca e trova nel colosso nipponico NEC, anch’essa intenta ad entrare nel lucroso mercato di cui sopra, la partnership ideale per il finanziamento agli elevati costi di produzione, marketing e sviluppo del proprio progetto.
Per la Machiavelliana teoria dei corsi e ricorsi storici dunque, il Pc Engine nasce da un rifiuto da parte di Nintendo ad una collaborazione, così come avverrà qualche anno dopo con una certa Sony, intenta allo sviluppo di un lettore di CD-Rom per Super NES, che per un rifiuto di Nintendo diverrà la PSX.
PC-Engine CD-Rom2
Storia del PC Engine
Dallo sforzo collaborativo tra Hudson Soft e NEC nasce quindi il PC Engine, distribuito per la prima volta sul mercato nipponico il 30 ottobre 1987, al prezzo di lancio di 24.800 YEN (circa 500.000 vecchie lire del tempo), console per videogiochi di colore bianco di dimensioni piuttosto contenute, il cuore pulsante sotto la scocca era un processore Hu65SC02 ad 8 bit con frequenza di 7,2 Mhz, ma la cosa che rendeva speciale la macchina ed il progetto stesso di Hudson era il fatto che fu la prima console della storia ad ospitare una GPU a 16 bit dedicata con 64 Kbyte di memoria video che lavorava in concomitanza con la CPU, infine la console era dotata di uscita audio stereo a 6 canali di qualità ovviamente superiore alle controparti, anche se forse è proprio il Chip audio la caratteristica meno brillante della console.
Le piccole dimensioni della console non permisero di ospitare più di una porta controller, costringendo le persone intenzionate a giocare in mutiplayer a munirsi di un apposito adattatore denominato multitap per collegare fino a cinque Pad, quest’ultimo di ottima fattura, piuttosto solido risulta molto similare alla controparte nintendo con il classico D-Pad, i tasti azione I e II ed i classici Select e Run (start), i giochi erano distribuiti su cartucce proprietarie denominate Hu Card dalle dimensioni simili a quelle di una normalissima carta di credito ma leggermente più spessa, con una dimensione, in termini di memoria, variabile da 2 Mbit (256 KByte) fino ad un massimo di 16 Mbit (2048 Kbyte per il solo Street Fighter 2 C.E.).
Tutta questa potenza consentì alla Hudson in primis, ed a tutti i produttori di Software terze parti di mettere le mani su una macchina dal potenziale eccezionale che riusciva a rendere una grafica quasi pari a quella dei cabinati da bar, e comunque impensabile per le altre console in circolazione infatti i primi giochi per la console Nec si mostrano come conversioni di giochi da sala con una qualità grafica quasi arcade perfect, soprattutto per le primissime conversioni troviamo titoli come Gradius, Salamander, Mr. Heli, R-Type ecc. che hanno ben poco da invidiare alle controparti a gettoni.
Successivamente Hudosn Soft e Nec, si dimostrarono ancora una volta lungimiranti dotando la propria macchina di un lettore Cd-Rom opzionale, diventando di fatto la prima console della storia ad usufruire di questo supporto per la memorizzazione dei giochi, strada intrapresa successivamente, ma in maniera meno fortunata, da Sega col suo Mega CD.
La Console arrivò anche in occidente ben due anni dopo la sua nascita ribattezzata col nome di Turbo Grafx 16, nonostante la buone vendite in patria la console non riscosse grande successo nel mercato Americano per cui alla luce delle poche vendite i vertici di Nec non distribuirono mai ufficialmente la macchina in Europa, costringendoci ad avvalerci dei canali di importazione con relativi prezzi esorbitanti
Ma quanti modelli di PC Engine esistono?
A questo punto diventa doveroso fare una piccola premessa relativa al mercato giapponese di quegli anni, che era completamente diverso dai mercati americano ed europeo, nonché dal mercato odierno.
Questa premessa è la chiave che chiarisce la politica di Nec ed Hudson di sfornare nel corso dei primi sei anni di vita della console (1987-1993) una miriade di modelli ed upgrade, giustificati da un mercato interno sempre in evoluzione e movimento, ed alla costante ricerca di aggiornamenti, costi quel che costi, laddove gli utenti erano ben disposti a sborsare anche cifre rilevanti pur di accaparrarsi l’ultimo ritrovato tecnologico.
Ma andiamo ora ad analizzare tutte le versioni, ufficiali, distribuite sul territorio nazionale ed internazionale e soprattutto andiamo a capire le differenze tra le varie edizioni della console.
- 1987 al prezzo di 24.800 Yen (450.000 lire del tempo) il 30 Ottobre debutta in patria il Nec Pc Engine.
- 1989 Vede il primo upgrade ufficiale chiamato Pc Engine Core Grafx, sempre al prezzo di 24.800 Yen (450.000 vecchie lire) questa evoluzione sostanzialmente cambia nelle scelte cromatiche presentandosi di un colore grigio scuro con scritte blu, tecnicamente si differenzia solo per l’implementazione di un’uscita video AV al posto della classica RF, inoltre il pad viene dotato di autofire regolabile per i tasti azione.
- 1989 Nel tentativo di rendere la console accessibile a tutti esce il Pc Engine Shuttle, questa versione di forma similare ad un Ufo, viene castrata della porta di espansione che consentirà in futuro l’installazione del lettore CD, anche il Pad subisce un leggero restiling il prezzo? 18.800 Yen (circa 350.000 vecchie lire) questa versione si rivela tuttavia fallimentare soprattutto alla luce dell’uscita, un anno dopo, del lettore CD con ovvio calo di interesse per questa versione, rendendola di fatto una delle più rare console del retrogaming.
- 1989 con l’uscita del Sega Megadrive e l’imminente arrivo del Super Famicom, Nec ed Hudson corrono ai ripari lanciando sul mercato una nuova potentissima console il Super Grafx, compatibile al 100% con tutta la softeca del PC Engine questa nuova console, basata sulla medesima CPU della sorellina, vanta una GPU estremamente più performante, capace di visualizzare contemporaneamente a schermo fino a 128 sprite e fino a 482 colori contemporaneamente da una palette di 512 il tutto ad una risoluzione massima di 565x242 pixel, insomma ne aveva abbastanza da far impallidire anche il neonato Megadrive, tuttavia una bizzarra scelta di marketing, il prezzo proibitivo di 34.800 Yen (circa 700.000 vecchie lire), il maggior interesse degli utenti verso il nascente Cd Rom, e lo scarso software prodotto, ne decretarono il fallimento, per questa piattaforma furono sviluppati solo 5 giochi, BATTLE ACE (sparattutto in stile Space Harrier), 1941 (ottima conversione dell’omonimo arcade Capcom), Ghouls ‘n Ghosts (splendida conversione che superava graficamente anche la controparte Megadrive), Aldynes (sparatutto a scrolling orizzontale stile R-Type), ed infine Madō Kind Grandzort (ottimo action con personaggi intercambiabili) in più ovviamente si poteva usufruire di tutta la libreria software del Pc Engine.
- 1989 finalmente il 29 Agosto anche in nord America arriva il PC Engine, Nec, visto il diffondersi in terra statunitense del Megadrive che basava la propria campagna marketing sulla potenza dei 16 Bit, e l’imminente arrivo dello SNES, per cercare di far passare la propria console per un 16 bit la battezza col nome di Turbo Grafx 16 ne cambia anche l’estetica facendola diventare estremamente più grande per renderla più appetibile ai gusti americani, inoltre la console non essendo Region Free necessita di un adattatore per poter usare il software Giapponese, accessorio questo estremamente necessario vista la gran quantità di titoli, anche di ottima fattura, mai usciti dai nipponici confini.
- 1989 Nec ed Hudson cercano di entrare anche nel mercato dei portatili dominato da Gameboy e Game Gear, sviluppando un suo portatile denominato PC Engine GT, che dire del GT? Essendo praticamente compatibile con tutta la libreria giochi del Pc Engine, era praticamente una console portatile sensazionale, immaginate oggi, con PSP e 3DS che microsoft esca sul mercato con una console portatile che faccia girare tutto il software della 360, avete così ottenuto l’impatto che ebbe all’epoca il GT, inoltre vista la esigua dimensione delle Hu Card, i gochi erano anche fisicamente gli stessi per cui chi acquistava il portatile poteva tranquillamente usare tutto il software che aveva già acquistato per la console fissa, infatti l’hardware era il medesimo del Pc Engine con uno schermo LCD retroilluminato ad alta risoluzione da 2,6 pollici, il problema? Ovviamente il prezzo, che superava abbondantemente le vecchie 600.000 lire 299 dollari al Day one americano nello stesso anno, tuttavia nonostante il prezzo, il GT in patria vendette piuttosto bene, ed anche la controparte a stelle e strisce chiamata Turbo Express ma identica nell’estetica, ovviamente in funzione dell’ottima qualità dello schermo LCD uscirono sia in Giappone che in USA i relativi Tuner TV portatili in stile Sega Game Gear, come consumi la console prosciugava 4 stilo in poco più di tre ore, tutto sommato in linea con i consumi del rivale Sega.
- 1990 esce l’upgrade ufficiale Cd Rom che permetteva appunto la memorizzazione dei giochi su supporto CD eliminando quello che poteva considerarsi l’unico neo della macchina, ovvero l’audio, ora infatti le traccie audio vengono direttamente campionate su CD con una qualità ovviamente inarrivabile da qualsivoglia chip audio, quello dello snes compreso, per la gestione del buffer di memoria il Cd Rom si appoggiava alla System Card, che era in pratica una card del tutto similare al software ma che conteneva una rom flash di due mega per la gestione del buffer CD, uscirono 3 versioni della Sytem card la 1.0 che quasi subito fu sostituita dalla 2.0 che a sua volta fu sostituita dalla 2.1 che sostanzialmente differivano solo nel software per la gestione del Cd audio.
- 1991 anno nuovo console nuova, debutta il Core Grafx II, molto simile al Core Grafx ma di colore grigio chiaro con scritte arancio, si differenzia per materiali di qualità inferiore per ottimizzare i costi di produzione e ridurne il prezzo al pubblico a 19.800 Yen (circa 400.000 lire) in pratica solo 1000 Yen in più del fallimentare Shuttle.
- 1991 i prouttori di software, per produrre giochi su CD di altissima qualità, e con tanti filmati, necessitano di maggior memoria buffer, nasce così la System Card 3 che aumentava appunto il buffer del lettore fino al doppio passando da due a quattro megabit, per distinguere i giochi compatibili con la sola nuova card si decide di passare dalla scritta CD Rom2 al logo Super CD Rom2, in concomitanza la Nec esce sul mercato con il Super CD Rom2 che implementava all’interno dello stesso la System Card 3.
- 1991 La console più assurda mai vista all’epoca, nasce e resta confinato solo in Giappone il PC Engine LT di dimensioni in pratica quasi identiche a quelle della console fissa ma con apertura a conchiglia (Lap Top), schermo LCD retroilluminato a matrice attiva da 8 pollici, e porta per connettere il lettore Cd Rom, include inoltre il Tuner per la ricezione dei canali televisivi. Ma in realtà LT non è un vero portatile infatti necessita comunque di alimentazione dalla rete domestica e non è possibile usare batterie, per cui si potrebbe definire una semiportatile infatti il concetto era quello di portati la console dietro ovunque, senza necessità di un Tv color.
- 1991 Nec pensa che la sua console è ormai matura e decide quindi di rinnovarla implementando tutto in un’unica macchina, ovvero Pc Engine, CD Rom2 e System Card 3, nasce così il Pc Engine DUO, ribattezzato lo stesso anno in America col nome di Turbo DUO.
- 1992 visto che orami il software viene prodotto quasi esclusivamente su Super CD Rom la Nec pensa bene di creare una nuova versione del DUO leggermente più economica, nasce così il Duo-R sostanzialmente identico al DUO, anch’esso implementa la System Card 3, differisce per il colore della scocca completamente bianca, la qualità leggermente inferiore dei materiali, l’assenza della presa per le cuffie, ma presenta l’implementazione di un lettore più stabile.
- 1993 è l’anno del massimo splendore per le console NEC escono capolavori come Akumajo Dracula Chi no Rinne, ritenuto uno dei migliori episodi della saga di Castlevania, ma la vera svolta si ottiene con l’implementazione di una nuova System Card che porta ad 8 i mega di buffer, questa card uscirà in due versioni la Arcade Card PRO con 4 Mega che si andavano ad aggiungere ai 4 mega preinstallati dei sistemi Super CD ROM2, DUO, e DUO-R che già implementavano la System Card 3, e la Arcade Card DUO con 8 Mega necessaria a tutti coloro che possedevano i vecchi sistemi Cd Rom2, grazie a questa nuova potenza vengono sviluppate ottime conversioni di giochi arcade della SNK come Art of Fighting, Fatal Fury 2 e Special, World Herpes 2, nonché il capolavoro shooting Ginga Fukei Densetsu Sapphire esce inoltre Strider, che merita menzione particolare non per la qualità stessa della conversione, quanto per il fatto che il progetto strider in origine doveva vedere la luce sul Super Grafx e fu cancellato alla luce dello scarso successo che ottenne la macchina.
- 1994 Card nuova, console nuova, esce l’ultima versione ufficiale del Pc Engine, il DUO-RX come è facile immaginare è un DUO-R che implementa l’ultima card uscita ovvero la Arcade Card con i suoi 8 mega di memoria buffer inoltre presenta di serie il PAD a sei tasti uscito precedentemente per giochi come Fighting Street, e Street Fighter 2 C.E.
Altri PC Engine? Ancora?
No basta così, le console prodotte da Nec sono finite giusto un paio di curiosità, nel 1990 una non meglio nota casa produttrice Coreana fa uscire in patria il primo clone ufficiale del Pc Engine chiamato Vistar, altro esperimento curioso lo realizza Pioneer, che, con le dovute licenze ufficiali, nel 1994 produce il PIONEER LASERACTIVE ovvero un lettore CD da salotto ibrido che implementava al suo interno un Pc Engine ed un Megadrive potendone utilizzare non solo i rispettivi software su CD ma anche quelli su cartuccia, il prezzo era ovviamente allucinante 89.800 Yen 1.700.000 lire del ’94.
PS: si ringrazia belmont976, per la stesura del testo di questo speciale.




Rispondi quotando
-> Gioco interessante, ma potrebbe non piacere.
-> Grande gioco! Da provare almeno una volta.
-> Must Have! Capolavoro da possedere.
sto lottando contro il tempo per preparare una lista dei giochi più significativi di questa macchina 
ecco perchè l'ho sempre ritenuta la mia console preferita





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