Gli agenti segreti, è innegabile, hanno sempre avuto il loro fascino. A questa particolare professione sono stati dedicati centinaia di libri (si va da Fleming con il suo "supereroistico" James Bond ai più tormentati personaggi di Le Carre, passando per ogni possibile variazione sul tema), film a palate e, ovviamente, un bel pò di videogiochi (il migliore, inutile dirlo, rimane Spy vs. Spy per i computer a 8 bit... ah, i ricordi...). Eccoci quindi pronti a recensire questo Syphon Filter che, sebbene sia uscito ormai da un anno (controllate Freegames nei prossimi mesetti per la recensione del suo promettente seguito), rimane un ottimo titolo con cui passare qualche serata di fronte alla Psx
La trama è piuttosto classica: c'è un supercattivone (tale Erich Rohemer) che ha deciso di fomentare il caos mondiale spargendo qua e la un potentissimo virus “programmabile” per attaccare particolari gruppi etnici e ci siete voi, Gabriel Logan, tipico agente da vodka-e-martini-agitato-non-mescolato, che avete il compito di rimediare a tutto (ovviamente da soli, visto che le rare volte in cui vi vengono mandati dei rinforzi questi ultimi vengono annientati dopo dieci secondi). Non vi tedierò con minuziose descrizioni di ciò che succede in seguito durante l'avventura, ma sappiate comunque che la storia si dipana piuttosto fluidamente tra situazioni e personaggi che, per quanto possano essere stereotipati, fanno comunque egregiamente il loro dovere e forniscono al titolo un'atmosfera di tutto rispetto
Le scelte riguardo al motore grafico operate dai 989 Studios sono piuttosto classiche: avrete sempre il sederone (ehmm...) del vostro personaggio in primo piano, con la telecamera spostata giusto un ciccino verso l'alto per consentirvi di vedere meglio dove state andando, anche se c'è da dire che potrete passare alla visuale in prima persona per utilizzare la mira manuale (comunque non aspettatevi di giocare a un clone di Goldeneye, visto che l'unico movimento che potete compiere in queste condizioni è il classico passettino di lato). Nulla di nuovo sotto il sole, dunque, c'è però da dire che il tutto è realizzato davvero ottimamente e non vi capiterà mai (diciamo quasi mai, la perfezione purtroppo va al di là dell'hardware della PlayStation) di vedere inquadrature da dietro un muro (come in Tomb Raider, per intenderci), poligoni che spariscono bellamente portandosi dietro tutte le loro textures (mai sentito parlare di Tomb Raider ?) o deformazioni delle textures stesse al limite del ridicolo (tranquilli, in Tomb Raider ci sono pure quelle...). Anche i rallentamenti sono ridotti al minimo, e persino nelle aree più affollate di nemici non noterete cali di frame rate rilevanti: completano il quadro delle ottime esplosioni, delle animazioni più che discrete e delle luci colorate (piuttosto finte, ma vabbè) che aggiungono un tocco di, uhm... colore ai vari livelli
Mi duole invece non poter assegnare medesime lodi al sonoro che, per quanto riguarda nella versione italiana, è afflitto da un doppiaggio made in Sony che se non raggiunge le vette di orrore di Metal Gear Solid poco ci manca (parlando di MGS, e giusto per rendere l'idea della qualità del parlato, vi dico che lo stesso doppiatore che dava voce ad Otacon nel capolavoro Konami qui interpreta un personaggio completamente differente "recitando" nella stessa identica maniera...). Un bel punto negativo, quindi, e a poco servono degli effetti sonori e delle musiche più che discrete per risollevare un pò questo particolare aspetto quantomai importante per l'atmosfera ma, ahimè, spesso colpevolmente sottovalutato
Le carte migliori, comunque, Syphon Filter le mette in tavolo quando si parla di giocabilità e -soprattutto- varietà delle missioni: a seconda delle occasioni, dovrete cimentarvi in assalti frontali, in missioni di spionaggio dove è necessario non farsi individuare dai nemici, in sabotaggi e così via. La cosa veramente interessante è che, mano a mano che si avanza nel gioco, tutte queste caratteristiche vengono spesso a sommarsi nella stessa missione, rendendo così le cose parecchio più difficili ma anche decisamente più interessanti. Il vostro arsenale, come è ovvio, rifletterà in pieno gli obbiettivi assegnativi: se dovete fare le cose in silenzio, sarà meglio lasciar perdere i vari mitragliatori e lanciagranate e usare fucili di precisione e simili, mentre se si prevedono numerosi scontri a fuoco contro nemici in netta superiorità numerica (anche se, per ovvi motivi, i nemici sono SEMPRE in netta superiorità numerica) vi verranno forniti armamenti più devastanti (ovviamente la dotazione base che possedete all'inizio della missione è ampliabile con quello che trovate addosso ai cadaveri che seminerete qua e la)
Visti i pregi, ci tocca anche dare un'occhiata agli inevitabili difetti: quello che mi è parso più evidente è di sicuro l’errato settaggio del livello di difficoltà. Syphon Filter, infatti, si presenta come un titolo piuttosto semplice fin dai primi livelli, e prosegue così all’incirca fino alla sedicesima missione: da qui in poi, le cose si faranno veramente difficili, non tanto a causa della maggior complessità degli obbiettivi in sè, quanto per colpa dell’entrata in gioco delle terrificanti guardie d’elite, soldati super addestrati, con una mira eccellente e una decisa predisposizione al cecchinaggio fetente (per esempio piazzandosi dietro una finestra o un cornicione e lasciandovi un obbiettivo visibile di due pixel per due). Considerando che tutti i terroristi incontrati fino a quel momento meritavano a stento l’appellativo di subumani, è facile rendersi conto di come l’impatto possa risultare alquanto spiacevole e frustrante. Altri piccoli problemucci dell’IA sono riscontrabili nel comportamento schizofrenico delle squadre speciali che ogni tanto verranno in vostro aiuto: a volte, infatti, capita per sbaglio di colpire i cadaveri di tali loschi figuri ed ecco che improvvisamente ci si ritroveranno contro i propri ex alleati (capisco lo spirito di corpo e il cameratismo, ma qui si esagera! Vorrei vederli loro, con in mano un PK-102 nel bel mezzo di una furiosa battaglia: può capitare di sbagliar mira e segar via una gamba a un corpo steso in mezzo alla strada, e che sarà mai!).
Commento
Bel gioco davvero, questo Syphon Filter. Dal momento che oramai dovreste anche trovarlo a prezzi più che vantaggiosi, poi, non vedo alcun motivo che dovrebbe impedirvi di acquistare una copia del titolo dei 989 Studios e giocare felici per un paio di settimane (sempre che facciate buon viso a cattiva IA, come ho già spiegato in sede di recensione, ma vista la qualità complessiva di tutto il resto non dovrebbe poi essere troppo difficile passare sopra a questo difetto). Sia chiaro, non dovete aspettarvi un capolavoro assoluto, ma non dovreste comunque rimpiangere i soldi spesi...
Fonte: sito concorrente
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