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Discussione: Ultimo film visto | I commenti sono graditi!




  1. #35001
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    Le bonheur | Agnes Varda, 1965. I fiori! Il parco inondato di sole! I bambini e le ragazze! A tratti Le bonheur sprizza una gioia tanto cristallina, una pace dei sensi tanto idillica che quasi si vorrebbe poter entrarci, e rimanerci. Visivamente pazzesco (e impressionanti certi movimenti di macchina in spazi ridottissimi), peccato per un montaggio non brillante quanto vorrebbe apparire. Purtroppo il film non è fatto solo di questi momenti magici, e delude per via dei personaggi ridicolmente monodimensionali (certe scelte e reazioni rimangono incomprensibili, e non credo fosse voluto); l'ho trovato anche piuttosto semplicistico tematicamente (il finale, bah). Lascia comunque bellissime sensazioni, un gioiello mancato.

    Dogville | Lars Von Trier, 2003. Sarebbe bastata anche solo la geniale messa in scena, e il fatto che per qualche strana ragione funziona, e invece ha così tanto da offrire anche sotto la superficie. Perdonando alcune scelte ai limiti del grottesco (l'invenzione di Bill, e certi eventi che seguono), la scrittura di Dogville è così cinicamente umana, così emotivamente stimolante. I caratteri e i rapporti fra i personaggi sono delineati alla perfezione, i dialoghi mai buttati a caso, e l'accompagnamento del narratore dà al film un respiro più simile a quello di un romanzo – tre ore che incomprensibilmente volano, e in questo mi ha ricordato da vicino l'ancor più radicale Historias extraordinarias. Gli abitanti di Dogville, con le loro tragiche debolezze, sono al contempo terrificanti ed universalmente riconoscibili – ed è da questa non-contraddizione che Dogville trae tutta la sua destabilizzante potenza. Magnifico.

    Frances Ha | Noah Baumbach, 2012. FINALMENTEEE anni e anni di attesa, ed è ancora più bello di quanto mi aspettassi. Gerwig è Frances, Frances è il film, e il film è adorabile. Dialoghi e personaggi memorabili, è un film che ho trovato fondamentalmente tristissimo eppure così pieno di energia che non riesci a toglierti quel sorriso dalla faccia. Bellissima fotografia in bianco e nero, tanto semplice da apparire quasi casuale, eppure non priva di un'eleganza tutta sua. Un gioiello, da vedere e rivedere.

    Rogue one: A Star Wars story | Gareth Edwards, 2016. FINALMENTEEE solo un anno di attesa in questo caso, ed è all'incirca esattamente come me lo aspettavo (il che si traduce in una irrazionale delusione, dato che le aspettative si erano autoalimentate col passare dei mesi). Personaggi insulsi trama ancora più insulsa, metà situazioni riciclate (ma imbellettate) da altri Star wars (anche se quell'altri sembrerebbe implicare che questo sia Star wars, il che non è vero) l'altra metà raccattata qua e là da prodottini d'azione standard per non dire mediocri, insomma tutta roba già vista e stravista solo che adesso si chiama Star wars e ci sono i costumi degli Stormtroopers e a un certo punto dicono La forza sia con noi (perché a quanto pare per fare uno Star wars basta seguire una checklist già pronta, e da lì in poi rimane solo da collegare i puntini con pezzi di sceneggiatura – un nome ormai svuotato, ridotto ai suoi soli elementi superficiali). Sceneggiatura imbarazzante. Nel vuoto siderale di Rogue one spiccano però due momenti, uno positivamente sorprendente ed uno sorprendentemente deludente, considerando che era l'unico motivo che mi attirava verso il film. Il primo è la battaglia spaziale sul finale (sia chiaro non quella a terra, quella è solo la versione rumorosa del piattume visto fino ad allora). All'improvviso sembra che sia iniziato Star wars, quello vero: un giocattolone spettacolare e genuinamente divertente, nel quale hanno pure infilato qualche nuova navetta **** – e l'ultima cosa che mi aspettavo di vedere era qualcosa di nuovo. Se la gioca per il titolo di miglior battaglia spaziale dell'intera saga, anzi forse è proprio la migliore. Chapeau. Il secondo momento cui accennavo è la scena ovvia di cui ovviamente tutti parlano, quando parlano di Rogue one – che è bella per carità, ma da cui mi aspettavo qualcosa di molto più forte. Quando hanno annunciato il film, il primo pensiero (o meglio il secondo, dopo Ma perché) è andato a come avrebbero reso quella scena: la mia fervida e ingenua immaginazione aveva partorito qualcosa del genere, che non starò a riportare nei minuziosi e deliranti dettagli, ma che fondamentalmente vedeva
    Spoiler:
    i protagonisti barricati in un ambiente sospettosamente claustrofobico, assediati dagli Stormtroopers, con l'unico, ultimo compito di inserire il floppino con i piani della Morte nera (ah, ho sorvolato sull'effetto ridicolo del riproporre in pompa magna una fantascienza di quarant'anni fa) in qualche buco da cui inviare i dati alla base. Poi arrivava chi doveva arrivare (ma non preannunciato in alcun modo, per cui l'entrata in scena è inaspettata ed elettrizzante) e seguiva il PANICO e il furioso massacro di ogni singolo inerme personaggio con il quale in teoria si sarebbe dovuta costruire una qualche connessione empatica nel corso del film. Per cui mi è stato difficile entusiasmarmi nei famosi trenta secondi in cui viene falciata con nonchalance una decina di tipi a caso, tutti uguali nei loro costumi anni Settanta, per un coinvolgimento emotivo non molto più intenso rispetto al vedere i leziosi Jedi della seconda trilogia tagliuzzare mucchi di insignificanti droidi in grafica digitale.
    Con un po' di coraggio in più si sarebbe potuto fare qualcosa di portentoso; peccato. Tornando a parlare del film in generale, alla fine dei conti non rimpiango affatto di averlo boicottato al cinema: per quanto girato onestamente (e non del tutto privo di meriti) rimane una robetta insignificante di cui non si sentiva nessun bisogno. Facciano quello che vogliono con la nuova trilogia, ma l'originale per quanto mi riguarda non si tocca.


    Ultima modifica di Quattro; Oggi alle 10:14:40


    Pure heroine | I love you, it's cool | Slowdive | The king of limbs | In rainbows | Showbiz | Hail to the thief Ascoltati
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    Rogue one: A Star Wars story | Frances Ha | Dogville | Le bonheur | mother! | Hotaru no haka | Moana with sound | Europe, she loves Visti

  2. #35002

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    Omicidio All'Italiana



    Voto:6


    Spoiler:

    Dopo l'Italiano Medio,Maccio capatonda ci riprova con un omicidio tutto all'Italiana, ma cosa si intende all'italiana? senza dubbio si parte dalla manipolazione dei media,dei giornalisti,delle televisioni a strumentare un omicidio in un posto del tutto quasi sconosciuto e renderlo nel giro di poche ore oggetto di discussione sulla bocca di tutti in men che non si dica,ed è ciò che succede anche in questa pellicola ad Acitrulla,piccolo paesino di pochi abitanti. Capatonda interpreta un sindaco che vuole rianimare il paesino,e tramite dei sotterfugi dopo la morte di una contessa acida e rompicoglioni ci riesce, ma come succede in questi i casi,ci sono presunti assassini,indagati e colpi di scena,anche per colpa della polizia spesso incompetente nel condurre le indagini. Accanto al Maccio nazionale troviamo quel belloccio di Herbert Ballerina che interpreta il fratello del sindaco,ormai spalla fissa si può dire nei film diretti dall'ex Padre Maronno dei bei tempi, quello che odio o comunque che non mi va proprio giu e Ivo Avido,mamma mia
    Il Film scorre meglio dell'Italiano Medio sicuramente,che personalmente non mi è piaciuto,però alterna comunque alti e bassi,meglio sicuramente dalla seconda parte in poi,è li che forse il film incanala una direzione più rosea nello scorrere dei minuti,anche perche forse diventa pure più divertente rispetto all'inizio. Vorrei soffermarmi un attimo anche sulla comicità,anzi la solita comicità che contraddistingue i prodotti di Maccio,si ride,ed è vero,succede anche in questo film,ma spesso forse certe battute sono fine a se stesse,oltre che non fanno ridere,forse dovrebbe iniziare a cambiare il repertorio o alternare momenti comici ad alcuni più seri,dovrebbe mixare bene le due cose. In ogni caso le solite genialate non mancano,vedi i cinesi che parlano in milanese per esempio,oppure la scena con Nino Frassica che ha tutto metà,compresa la macchina che presta ai protagonisti che gireranno a Campobasso (centrocommerciale) con quella
    Insomma si potrebbe definire un film Trash,ma ha anche un obbiettivo probabilmente,con la solita ironia targata Capatonda e compagnia bella,ovvero quella di farci riflettere un attimo sulla manipolazione che ci circonda in TV. ***** se è vero,la gente che si va a fare i selfie nei posti dove succedono queste disgrazie esistono veramente,e non è soltanto una scena immaginaria quella del film che vuole strapparci un sorriso,siamo frequentemente manipolati,come se quel posto diventasse un luogo di culto o turistico da visitare assolutamente.

    Film promosso,non a pieni voti,ma in fin dei conti Maccio è migliorato,offrendoci un prodotto un po più "serio" senza dimenticare i suoi marchi di fabbrica storici e geniali,da vedere senza impegno o aspettarsi chissà quale filmone,piacevole ma finisce li





    Fino All'osso

    voto:8

    Spoiler:





    Fino all'osso è un film distribuito dalla Netflix,che affronta una storia di un adoloscente alle prese con problemi fisici e psicologici che la portano a cambiare la propria vita. La protagonista è la ventenne Ellen che soffre di anoressia e continua a fare da trottola impazzita su questo continuo problema e a rischiare la vita continue volte. Grazie alla Matrigna e alla Sorellastra viene mandata in un centro di recupero per cercare di dare una svolta alla propria vita e sorpassare questo problema che la turba definitivamente, farà amicizia con altri ragazzi che vivono li con questi ed altri problemi ed inizierà la cura non del tutto normale ed etica del dottor William Beckham. Quindi Ellen inizia questo nuovo percorso dove emerge una voglia di autodistruggersi e di non saper andare avanti comunque da sola,ha bisogno di aiuto o di una persona accanto per sentirsi meglio,anche se per solo poco tempo, in fondo è una ragazza debole ma forte,cerca di reagire ma a modo suo,è una ragazza tenace ma passiva allo stesso tempo,ma anche dal cuore di pietra alle volte,se prende una decisione che reputa sia la cosa giusta per se stessa non torna indietro,avvolte sembra abbia il cuore di pietra ma è coerente,su questo non ci piove. In questo processo di cambiamento della ragazza,oltre il dottore un ruolo importante lo gioca quel ragazzo "sempliciotto" di Luke che si trova dentro al centro proprio come Ellen e riesce ad instaurare un rapporto con la protagonista di The To Bone, riesce a farla parlare di cose banali,a farla sorridere,la porta anche a cena fuori,insomma tutto quello di cui ha bisogno la giovane Ellen,svagarsi e non pensare ai suoi problemi. Ma anche qui a lungo andare qualcosa andrà storto, forse come anche il finale,che può piacere e non può piacere,dipende dai propri gusti personali,personalmente mi è piaciuto solo in parte,perche comunque mi aspettavo tutt'altro,visto che le ultime scene sono state gestite in un certo modo che ti fanno pensare ad altro.
    Oltre la fotografia,e l'interpretazione degli attori mi è piaciuto tanto una scena a meta pellicola,ovvero quella dove il dottore porta i ragazzi sotto la pioggia nella visita artistica in un museo,terapia strana sicuramente,ma è stata una scena molto significativa e profonda dal mio punto di vista,forse la migliore del film per quanto mi riguarda,complimenti al regista Noxon.
    Film sicuramente drammatico e adolescianziale che può anche non piacere,ma sicuramente la tematica molto difficile da trattare viene trattata con i guanti di velluto ed in modo realistico, ci fa capire che chi soffre di questi problemi alimentari non se ne rende conto per davvero,perchè crede veramente di avere tutto sotto controllo e che sta bene con se stesso e se lo ripete dentro più volte al giorno oltre che guardarsi allo specchio tante volte e continuare a fissare il proprio corpo,magari dopo aver finito di correre o fare esercizi in camera. Il problema è sicuramente fisico agli occhi degli altri e delle persone che ti circondano,ma forse il problema più grave è quello psicologico che spinge l'individuo ad andare sempre oltre e non fermarsi mai,ma qui nessuno può aiutarti o può cambiarti,si è sempre se stessi,da soli,ma se stessi,nessuno può entrare nella nostra mente e risolverci i problemi,nemmeno i dottori,a meno che non lo vogliamo noi.
    Lily Collins (che trovo carina anche da magrissima come nel film) comunque è dovuta dimagrire un bordello per arrivare in questo stato per poter interpretare il ruolo,onore a lei,non era facile.


    Spoiler:



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