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Discussione: L'angolo del Lettore: commenti, acquisti recenti e lista di libri consigliati!




  1. #7551
    Legend of forum L'avatar di Buddha94
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    Finito di leggere Inferno di Dan Brown. Ormai sono passati diversi anni dall'ultima volta che avevo letto Dan Brown e la differenza si è sentita. Ho trovato lo stile di scrittura abbastanza infantile, pieno di spiegazioni non richieste e di ragionamenti sempliciotti. I lati positivi sono invece sempre gli stessi, ovvero la trama è comunque intrigante, ti invoglia ad andare fino alla fine, con colpi di scena magari forzati ma che in fin dei conti funzionano. E poi l'immersione nel mondo attuale e nella sua storia dell'arte. In particolare in questo è stato bello leggere descrizioni e approfondimenti di luoghi e opere nostrane.

  2. #7552
    L'avatar di robbb
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    La scopa del sistema, David Foster Wallace

    ho capito di trovarmi di fronte a un capolavoro dopo avere letto mezza pagina. finito il primo capitolo volevo già piangere per la commozione (e l'ammirazione).
    la scrittura di Wallace è folgorante, è puro e immenso amore dall'inizio alla fine e ha la grandiosa capacità di essere naturalmente (e sottolineo: naturalmente, senza alcuna forzatura) malleabile e sfruttabile a dovere in base al sempre vario intento. in queste 500 pagine c'è un gioco di registri linguistici e stilistici che è fuori parametro, qualcosa che ricorda non poco gli Esercizi di Queneau ma che a mio avviso è molto più intelligente e ragionato. ogni personaggio ha un modo completamente suo di esprimersi, e ogni personaggio è allo stesso tempo tremendamente fuori di testa, e queste due cose, unite, sono devastanti. è notevole e rinfrescante anche il continuo passaggio da una forma narrativa a un'altra: ora si affrontano delle esagerate e splendidamente eccessive descrizioni di paesaggi ed eventi, ora i personaggi dialogano per intere pagine e al lettore non è dato alcuno riferimento spaziale, ora ci si ritrova a leggere resoconti, racconti dentro il racconto, botta-e-risposta teatrali, trascrizioni di sedute psichiatriche. e il tutto avviene come se ci si trovasse dentro una centrifuga, il tutto viene lanciato al lettore allo stesso momento e richiede un certo lavoro di costruzione e ricostruzione: nessun dettaglio è lasciato al caso, e la lettura diventa notevolmente attiva e stimolante. nonché maledettamente originale, mi permetto di aggiungere.
    questo libro è veramente un vortice di emozioni fatto di sintassi e parole unici, un'esperienza che coinvolge tutti i sensi e fa percepire sensazioni sempre nuove: si ride, ci si emoziona, si riflette; e si adora Lenore Beadsman - tantissimo -, e si adora Wallace, parola dopo parola.

    splendida scoperta. il 2017 non poteva iniziare in modo migliore.


    Ultima modifica di robbb; 06-01-17 alle 22:21:03

  3. #7553
    Tendo al mio fine L'avatar di p a n z e r
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    inaugurato il 2017 con le otto montagne di paolo cognetti. più che convincente, cognetti non inventa nulla ma si lascia leggere con piacere. i rapporti con i genitori, tra complicità e antagonismi, e l'amicizia tra pietro e bruno, con la sua nascita, la perdita dei contatti e il ritrovarsi, sono temi che vengono ben gestiti e sviluppati. l'ambiente montanaro e il rapporto con esso è sicuramente l'elemento di maggiore originalità, ed è qualcosa in cui cognetti sembra essere veramente a suo agio. le descrizioni sono ottime e riesce a creare non poche tensioni interessanti.

    una buona lettura, negli ultimi mesi se ne è parlato abbastanza e direi a ragione

  4. #7554
    ... L'avatar di Quattro
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    Brevemente, prima di dimenticarmi di nuovo.

    Lo zen e l'arte della manutenzione della bicicletta | Robert M. Pirsig, 1974. Molto godibile la prima parte; ad un certo punto però la storia si tinge di tinte piuttosto inquietanti, ed inizia un quasi ininterrotto delirio metafisico. Delirio che ho trovato a tratti interessante e suggestivo, pur restando difficilmente condivisibile (dopotutto la parola “delirio” non è scelta a caso), ma richiede un quantitativo di concentrazione che forse valeva la pena di spendere in testi di Filosofia veri e propri. In ogni caso una lettura che non dimenticherò, vi ho trovato concetti e modi di intendere la vita ed il lavoro che credo porterò con me per lungo tempo.

    La scopa del sistema | David Foster Wallace, 1987. Un libro pazzo, un esordio impressionante per padronanza della forma letteraria e la varietà di stili. All'inizio della propria carriera Wallace dimostra di aver già sviluppato una tecnica inconfondibile, ed un raro talento nel creare immagini. Ci ho trovato un che di cinematografico, non saprei spiegare bene. La più grande forza del romanzo sono i personaggi, macchiette irresistibilmente ridicole e patetiche, piena espressione di quel tono tragicomico e delirante che si avverte nei passaggi migliori dell'opera. E che modo di intrecciare gli innumerevoli fili narrativi, un disordine calcolato nel quale fanno la differenza allusioni, frasi spezzate di mezza riga in un oceano di decine e decine di pagine. Che controllo. È comunque un'opera che è bene non fraintendere: è narrazione per il gusto di narrare, esercizio di stile, un calderone di idee in cui il giovane Wallace ha riversato tutto se stesso per vedere cosa diavolo ne sarebbe venuto fuori. Ed è venuto fuori qualcosa di meraviglioso, una superficie sfavillante al di sotto della quale sprofonda un abisso di intimi terrori; una lettura torrenziale alla quale è emozionante abbandonarsi. Non ho amato solamente i primi due e gli ultimi due capitoli, all'incirca: nei primi manca ancora il tono surreale, la costruzione del mondo narrativo non è ancora stata messa in cantiere e la girandola dei personaggi non è ancora al massimo dell'ispirazione; e negli ultimi l'equilibrio tragicomico cede ad un dramma esplicito che non ho trovato molto stimolante, così come insoddisfacente è il modo in cui (non) tira le fila del discorso – a mio parere, ovviamente. Altra piccola cosa: ad un certo punto la giostra di personaggi e relazioni inizia a chiudersi sempre più su se stessa (tutti conoscono tutti, tutti sono connessi a tutti gli altri) e, benché credo fosse un preciso intento dell'autore, nella mia esperienza questo ha privato il mondo di quel respiro ampio, caotico ed in continua espansione che avevo tanto amato esplorare. Comunque parliamo di una quarantina di pagine su centinaia, per cui si prendano queste critiche per quello che sono, il proverbiale pelo nell'uovo. Leggetelo, è un labirinto in cui vale la pena di perdersi.

    Mentre morivo | William Faulkner, 1930. Una perla. Il primo impatto è piuttosto traumatico, dato che quasi non si capisce di cosa si stia parlando ma, una volta entrati nel flusso, la prosa sconnessa di Faulkner si rivela improvvisamente comprensibile, non tanto a livello razionale quanto intuitivo. (Salvo alcuni deliranti passaggi di un ermetismo volutamente indecifrabile.) È un canale che deve essere ristabilito ad ogni sessione di lettura, per cui è un'opera che non si presta molto bene ad una lettura spezzettata. Aiuta molto la brevità dei capitoli, unico elemento capace di dare ritmo all'uniforme flusso di coscienza che Faulkner indirizza verso il lettore. (Devo ammettere però di non aver compreso a fondo il capitolo
    Spoiler:
    dedicato a Addie.)
    Alla fine ho amato la tragica comicità di questa storia, il suo parlare per allusioni che è parte del gioco interpretare, e soprattutto il personaggio di quella canaglia che è Anse Bundren: disprezzato da tutti, te compreso, eppure incomprensibilmente irresistibile, quasi un inconsapevole incantatore. Mentre morivo è un'opera unica: se preso per il verso giusto sa dare soddisfazioni, e non richiede neppure molto tempo per essere portato a termine. Per cui dategli una possibilità, se la forma non vi spaventa.

    Ho anche letto due saggi, Storia di sei idee di Tatarkiewicz e Prima lezione di Filosofia morale di Lecaldano. Forse scriverò qualche riga in più in un'altra occasione, mi limito qui a dire che sono letture di valore per chi fosse interessato agli argomenti trattati.

    Al momento mi sono imbarcato in Moby Dick. Sono ancora ai primi capitoli, ma già sento odore di capolavoro. La traduzione di Pavese è magnifica, come la sua introduzione che merita assolutamente un'attenta lettura.

    Alla prossima.




    The king of limbs | In rainbows | Showbiz | Hail to the thief | Pablo Honey | Innerworld | Transistor original soundtrack Ascoltati
    Supersonic acrobatic rocket-powered battle-cars | Catherine | Grow home | The vanishing of Ethan Carter | Transistor Giocati
    Moby Dick | Il cinema secondo Hitchcock | Mentre morivo | La scopa del sistema | Prima lezione di Filosofia morale Letti
    Dazed and confused | Groundhog day | Summer of Sam | Ecce bombo | Palombella rossa | La la land | Brutti sporchi e cattivi Visti

  5. #7555
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    atti impuri e amadio mio di pasolini, due romanzi brevi giovanili pubblicati postumi. tanto vicini nei contenuti quanto lontani nella forma, entrambi dai forti connotati autobiografici, raccontano dell'omosessualità del giovane pasolini nei suoi anni friulani, tra ambientazioni contadine e naturalistiche (ancora dovranno arrivare le borgate romane dei ragazzi di vita). due letture che per quanto incomplete e acerbe presentano un certo grado di interesse: le capacità stilistiche, ancora alla ricerca di una direzione precisa (narratore omodiegetico il primo ed eterodiegetico il secondo, e mentre atti impuri presenta uno stile medio con attimi di lirismo più elevato, amadio mio è una continua, incessante ricerca di uno stile elevato, complici le non poche citazioni letterarie, assenti invece nel primo), sono già evidenti, e i travolgenti amori vengono resi con una certa, apprezzabile forza.

  6. #7556
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    candore di mario desiati, storia di una involuzione e autodistruzione. la spasmodica passione del porno riflette tutte le insicurezze e incapacità relazionali e sociali di martino, protagonista sempre più impotente alla ricerca di un piccolo posto in una roma estranea e ostile. il porno tanto come filtro quanto specchio riflettente, è attraverso ciò che modula i suoi discorsi e i suoi pensieri, e l'insoddisfazione davanti a una realtà non all'altezza delle aspettative (discorso allargabile a qualsiasi ambito fonte di ossessione) lo lascerà senza via di fuga. presenti non poche sferzate umoristiche, riuscite tanto quando devono smorzare l'atmosfera che quando più che indorare rendono più amara la pillola.

  7. #7557
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    ma qui non c'è più nessuno che legge?


    le ragazze
    di emma cline. giovane scrittrice al suo esordio letterario, è stato un caso editoriale e non me ne sorprendo. riesce a mantenersi su un buon equilibrio creando un intreccio intrigante e contemporaneamente facendo ruotare il tutto intorno alla protagonista, la giovane evie, le sue ossessioni e insicurezze. la ripresa della vicenda della famiglia manson assicura un certo grado di fascino e spettacolarità, e il continuo sondare la personalità di evie offre un contraltare intimista e riflessivo. insomma può tanto conquistare il lettore meno esigente alla ricerca di una storia che lo intrattenga, tanto quello più smaliziato alla ricerca di un prodotto stilisticamente valido. il limite più grande però è che in questo modo non eccelle veramente in nessuno dei due aspetti, rimane su una via di mezzo tutto sommato soddisfacente, ma nulla di più.

    lotteria dello spazio di philip k. dick. a mani basse tra i più deboli che mi sia mai capito di leggere di dick, ingenuità a non finire e per quanto si vedano in nuce temi che poi svilupperà bene in futuro, qui è già tanto se ci si limita ad intaccare la superficie.
    non del tutto malvagio, ma solo per completisti.

  8. #7558
    Master of forum L'avatar di Kirillov
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    Faccio un po' di compagnia a panzer che tanto si impegna a condividere le sue letture. Cito giusto le letture più interessanti.

    Musicofilia di Oliver Sacks.
    Il libro è una specie di saggio divulgativo sul rapporto tra la musica e la medicina e neurobiologia moderna. Sack scrive in maniera molto chiara e accattivante anche per i non esperti della materia. Il linguaggio specialistico è ridotto ai minimi termini. Non è un libro che parla delle basi neurali della musica o cose del genere, ma affronta una rassegna di tantissimi casi clinici di pazienti spesso molto particolari (amusia, orecchio assoluto e molto altro di davvero singolare) da cui il discorso parte e a volte abbraccia una riflessione più ampia sull'evoluzione umana e sulle conoscenze neurologiche attuali. La lettura è stata interessante, però non lo consiglierei a chi è molto sensibile alle disgrazie altrui. C'è, per fare un esempio, la storia di un uomo la cui ''memoria'' dura solo per pochi secondi tranne quando inizia a suonare il piano. Da segnalare che ci sono anche molte citazioni di casi e personaggi famosi del passato e dei loro disturbi, spesso si tratta di compositori notissimi a tutti, oltre a qualche citazione dotta qua e là.

  9. #7559
    L'avatar di robbb
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    Citazione Originariamente Scritto da Kirillov Visualizza Messaggio
    Faccio un po' di compagnia a panzer che tanto si impegna a condividere le sue letture. Cito giusto le letture più interessanti.

    Musicofilia di Oliver Sacks.
    Il libro è una specie di saggio divulgativo sul rapporto tra la musica e la medicina e neurobiologia moderna. Sack scrive in maniera molto chiara e accattivante anche per i non esperti della materia. Il linguaggio specialistico è ridotto ai minimi termini. Non è un libro che parla delle basi neurali della musica o cose del genere, ma affronta una rassegna di tantissimi casi clinici di pazienti spesso molto particolari (amusia, orecchio assoluto e molto altro di davvero singolare) da cui il discorso parte e a volte abbraccia una riflessione più ampia sull'evoluzione umana e sulle conoscenze neurologiche attuali. La lettura è stata interessante, però non lo consiglierei a chi è molto sensibile alle disgrazie altrui. C'è, per fare un esempio, la storia di un uomo la cui ''memoria'' dura solo per pochi secondi tranne quando inizia a suonare il piano. Da segnalare che ci sono anche molte citazioni di casi e personaggi famosi del passato e dei loro disturbi, spesso si tratta di compositori notissimi a tutti, oltre a qualche citazione dotta qua e là.
    interessantissimo questo. per caso hai letto anche L'uomo che scambiò blabla di Sacks?

  10. #7560
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    Non l'ho ancora letto, ma ne ho sentito parlare bene. Sarà sicuramente tra le mie prossime letture. Credo l'impostazione sia sempre quella di un saggio rimpinzato dalle sue esperienze di neurologo, da studi condotti da altri, e dalle sue riflessioni su alcuni disturbi davvero singolari

  11. #7561
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    Finalmente, dopo quasi un anno torno alla lettura, inizio non dei migliori

    Lo straniero di Camus
    In passato mi sono spesso confrontato con lettori che ritenevano una prosa essenziale con frasi corte e una punteggiatura ridotta all'osso come "banale". Personalmente mi sono trovato sempre a mio agio con questo stile in letterati come Hemingway o Bukowsky, perchè questo stile non pregiudica una prosa inventiva e ricca di una sua intrinseca bellezza. Purtroppo con Camus ho oltrepassato quella barriera. Nella sua prosa non ho trovato nessun interesse, ma solo banalità, così come nella trama e nel protagonista.



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  12. #7562
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    Citazione Originariamente Scritto da p a n z e r Visualizza Messaggio
    lotteria dello spazio di philip k. dick. a mani basse tra i più deboli che mi sia mai capito di leggere di dick, ingenuità a non finire e per quanto si vedano in nuce temi che poi svilupperà bene in futuro, qui è già tanto se ci si limita ad intaccare la superficie.
    non del tutto malvagio, ma solo per completisti.
    Lotteria dello spazio è il primo romanzo di Dick, molto acerbo
    Anche se la vicenda parallela a quella principale non mi era dispiaciuta.



  13. #7563
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    Citazione Originariamente Scritto da beppe92 Visualizza Messaggio
    Lotteria dello spazio è il primo romanzo di Dick, molto acerbo
    Anche se la vicenda parallela a quella principale non mi era dispiaciuta.
    decisamente d'accordo, anche io durante la lettura ho avuto la netta sensazione che fosse la parte meglio riuscita. maggiormente deluso dal fatto che poi, a conti fatti, finisce in niente

  14. #7564
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    Le Notti di Villjamur di Mark Charan Newton.

    Tante idee interessanti (se non fosse del 2009, direi che è stato scritto come pura reazione all'alt-right ), ma sfruttate male. Posso capire che si tratti di un volume introduttivo (primo di quattro), e magari vedendo la saga nel suo complesso il giudizio sarà positivo, sta di fatto che a sè stante questo libro è piuttosto debole. Parte discretamente, ma la seconda metà circa si legge quasi esattamente come una fredda cronistoria a pura preparazione ai libri successivi. I personaggi, inevitabilmente, non rimangono impressi.

  15. #7565
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    Finito Il Grande Nulla, davvero ottimo. Peccato che tutta la parte sui comunisti sia un po incasinata e che si capisca poco, perché tutto il resto è pazzesco. Le descrizioni degli omicidi mi hanno fatto venire i brividi. Mi è piaciuto più della dalia nera, ora sotto con L.A. Confidential

  16. #7566
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    Citazione Originariamente Scritto da Havgard Visualizza Messaggio
    Finito Il Grande Nulla, davvero ottimo. Peccato che tutta la parte sui comunisti sia un po incasinata e che si capisca poco, perché tutto il resto è pazzesco. Le descrizioni degli omicidi mi hanno fatto venire i brividi. Mi è piaciuto più della dalia nera, ora sotto con L.A. Confidential
    Tanta roba, sia il romanzo che il film



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  17. #7567
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    Neanche gli dei di Asimov
    è la prima volta che mi confronto con Asimov, e in genere non leggo molto di fantascienza (a parte 2 romanzi di Dick). Ciò che mi ha certo colpito maggiormente è stata la capacità di creare tre universi possibili, anche se completamente fantastici, soprattutto il secondo, che non ha nulla a che vedere con gli uomini. La storia non è molto interessante, infondo la Pompa citata è il mezzo che lega questi tre universi, ma passa in secondo piano. La prosa di Asimov non colpisce per bellezza né per innovatività, ma l'intuizione di concentrare l'attenzione sui personaggi rispetto che sull'universo che abitano è funzionale a farci affezionare a loro, nonostante la caratterizzazione non sia delle migliori, e alcuni personaggi paiano trascurabili. E' un romanzo che funziona molto più quando non lo si ha sotto gli occhi e non lo si sta leggendo, perchè ci spinge a pensare a come possano essere completati questi mondi negli aspetti, che ovviamente non possono tutti essere citati, tanto paiono credibili, ed è certo questo il miglior complimento che si può fare all'autore.


    Ultima modifica di McCowan; 26-02-17 alle 11:31:42

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  18. #7568
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    la prima moglie e altre cianfrusaglie di arto paasilinna. romanzo in cui il compulsivo collezionismo del protagonista ci porta di volta in volta a tante piccole avventure autoconclusive, spesso dal gusto popolareggiante o folcloristico, lasciando sullo sfondo accenni a momenti della storia novecentesca europea dal secondo dopoguerra agli anni '80 circa. storie che possono avere toni tanto comici quanto malinconici, spesso proponendo più una commistione di generi che non una vera e netta distinzione.
    nella sua semplicità, piacevole.

    giro di vite di henry james. romanzo incredibilmente affascinante in cui si mischiano la dimensione paranormale, da romanzo gotico, con ossessioni e paure personali, interiori. direttiva principale è l'assoluta ambiguità con cui la narratrice ci descrive ciò che vede e come lo percepisce. una narratrice che fa da assoluto filtro per la vicenda che risulta così essere non risolvibili in maniera univoca, ma che punta a lasciare irrisolte tutte le suggestioni ottimamente evocate durante la lettura.
    alla luce di ciò il lavoro stilistico svolto da james è assolutamente magistrale.

  19. #7569
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    Causa una discussione avuta su altri lidi, mi è venuta improvvisamente voglia di leggere Half a King di Joe Abercrombie, e l'ho finito in una decina di giorni, che per i miei standard è un traguardo notevole

    È una versione light degli altri suoi romanzi, ma non per questo non è apprezzabile: personaggi memorabili come sempre, ritmo spedito e senza tempi morti (un po' a scapito della psicologia, ma ci si chiude un occhio), narrazione semplice e diretta ma non avara di colpi di scena.

    Bellino, forse non a livello degli altri libri dell'autore, ma ha anche un target abbastanza diverso.

  20. #7570
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    Finito Leviathan il risveglio che vi straconsiglio se vi piace la space opera (4/5), inizio Malice di John Gwynne


    "La cenere cadeva dal cielo."

  21. #7571
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    Letto O Lost, primo romanzo di Thomas Wolfe (quello che propose per la pubblicazione e poi venne fortemente tagliato dall'editore), la mia non è stata una scelta per farne un paragone, semplicemente quello avevano in biblioteca.
    E' la prima volta che leggo qualcosa di Wolfe, e dal punto di vista della prosa c'è poco da dire, sa scrivere come pochi, il problema è che si fa prendere dal suo desiderio di dimostrare quanto ne sa e quanto è bravo, un egocentrismo che a volte lo porta su tutt'altri lidi che nulla danno e nulla tolgono alla storia e ai personaggi. Quando invece si contiene e deve "sbrigare la pratica" sa essere conciso, e tutto ne quadagna in ritmo. La prima parte in cui racconta la storia del capofamiglia è da antologia.
    Pensare che si tratta di un opera prima lascia semplicemente cosi . Ora non ricordo se ho letto altre opere prime altrettanto epiche, ma certo è una delle migliori



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  22. #7572
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    non commento da un pochino, non che abbia letto molto. gli ultimi libri:

    I turbamenti del giovane Torless, Robert Musil
    devo ancora decidere se è droppato o se ho la pazienza di farmi spazio nelle ultime venti pagine. sinossi e concetto dietro mi attiravano parecchio, ma una volta iniziato ho trovato la lettura esageratamente lenta e fredda, l'interiorità del protagonista viene vista quasi come se fosse un vero e proprio caso da analizzare nelle sue profondità; forse si tratta di una reminiscenza positivista, considerato che a quanto pare tale corrente di pensiero influenzò non poco Musil. sta di fatto che un turbamento interiore descritto in modo oggettivo perde imho di potenza, se sono attirato da storie simili è perché spero più che altro in un effetto catartico. in generale poi tutta la narrazione è lenta, e lo stile non è esattamente dei più piacevoli, per quanto scorrevole.

    Vita di Galileo, Bertolt Brecht
    non conoscevo concretamente Brecht, è stata una bella scoperta. appassionante sia per il modo in cui è articolata la vicenda che per le tematiche concretamente affrontate.

    Bianco su nero, Rubén Gallego
    immensamente e dolorosamente vero, bellissimo e importantissimo. mi ha fatto commuovere nonostante io non mi commuova pressoché mai di fronte a un'opera di narrativa. una purezza di lacrime traumi e dolori che spezza il cuore e si trasforma in uno splendido inno alla vita. ogni volta che ne rivedo la copertina mi sale un'angoscia terribile, ma allo stesso tempo penso con affetto a questo incredibile uomo.


    Ultima modifica di robbb; 08-04-17 alle 13:19:08

  23. #7573
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    Nascita di un ponte Maylis de Kerangal

    La scrittrice francese ha uno stile inconfondibile. Prima la odi, quando la devi inseguire lungo frasi lunghe due, tre pagine, inframezzate non di rado da parentesi da cui si fatica ad uscire con ancora in mente il filo della frase principale. Poi cominci a entrare nel suo ritmo ed allora ti risucchia, e ti dispiace che solo due delle sue opere siano state tradotte in italiano.

    L'altra (lettura di Maylis) disponibile al momento è Riparare i viventi, se non ricordo male ci hanno pure tratto un film. Ho letto di seguito entrambi i romanzi e preferisco la storia di Coca, cittadina di fantasia che potrebbe stare in una California parallela dei nostri giorni, col suo ponte e l'interessante caratterizzazione della varia umanità accorsa in città per partecipare a vario titolo all'edificazione della struttura.

    EDIT: mi sono accorto consultando il Kobo Store che di Maylis è disponibile anche Lampedusa.

    L'amore quando tutto è perduto di Isabelle Autissiere, navigatrice solitaria francese (quella che venne salvata da Soldini nei mari del sud durante una regata intorno al mondo). Questo romanzo è molto crudo, per l'ambientazione selvaggia in cui si svolge, ai confini del mondo, e per la durezza con cui viene narrata una vicenda che sembra tagliata sulle rughe di un volto che ha abbracciato l'avventura come professione di una vita e sfiorato la morte in prima persona. Ho preso l'ebook con qualche dubbio, ispirato non dall'amore ma dall'ambientazione tutta mari e isole e situazioni di sopravvivenza. Dubbi fugati, essendo una storia d'amore adatta a persone che di solito non bazzicano la letteratura di genere.


    Ultima modifica di Flight; 07-04-17 alle 08:07:40

  24. #7574
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    Letto Underworld di Don De Lillo tante storie legate tra loro (ma neppure troppo) per descrivere una grossa fetta della storia d'America.
    Buona l'idea ma scostante la realizzazione. In questo romanzo De Lillo mette molto di sè, e così come idealizza la sua infanzia/adolescenza, dandogli vita con vigore anche nel dramma, diversamente ha un visione eccessivamente negativa e vuota dell'età adulta. Questi due fattori alternati potevano tenere alta l'attenzione del lettore, ma la decisione di eccedere con il vuoto esistenziale nei primi 3/4 del romanzo, per poi passare al colorito Bronx dell'infanzia verso la fine, mi ha fatto correre il rischio di interrompere la lettura più di una volta; e sarebbe stato un vero peccato, perchè nell'insieme è un gran romanzo.



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  25. #7575
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    Letto Follie di Brooklyn di Paul Auster, un romanzo che si presta a una lettura poco impegnata e rapida (infatti me lo sono fumato in 3 gg), ma non per questo va sottovalutato. L'impostazione è inequivocabilmente studiata per legare tra loro diversi racconti che Auster ha scribacchiato su un block notes tra un romanzo e l'altro, non a caso anche lo stesso protagonista che fa da perno attorno a cui girano le diverse storie fa lo stesso. Il risultato è un altalena tra episodi più e meno ispirati, più e meno curati, alcuni chiusi con soluzioni di comodo poco originali. Sicuramente in futuro approccerò qualcosa di più impegnato dello stesso autore, ma se cercate qualcosa di leggero e godibile non dovreste lasciarvelo scappare.



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