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Discussione: Stefania "Tahva" Sperandio (PS4, PS Vita, PC)




  1. #1
    L'avatar di Tahva
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    opere Stefania "Tahva" Sperandio (PS4, PS Vita, PC)

    Ecco la mia scheda di presentazione, anche se molti di voi a quanto pare mi conoscono già

    Nome: Stefania

    Nick
    : Tahva

    Generi preferiti: non ho specifici generi preferiti, mi piacciono le grandi storie. Se il gioco promette di emozionarmi, allora mi interessa. Generalmente mi capita sopratutto con giochi di ruolo e giochi action-adventure, ma non sono particolarmente selettiva.

    Giochi preferiti: la saga Metal Gear è praticamente un'istituzione nella mia vita. Mi ha fatto appassionare alla scrittura e mi ha legato in particolare al mondo dei videogiochi. Il primo episodio Solid è quello con i ricordi più cari, ma Guns of The Patriots, per il momento in cui è uscito e per il messaggio che trasmette, è quello che tengo a cuore più gelosamente. Amo anche la serie Final Fantasy (i miei preferiti sono il X e il VI), quella Hitman (Blood Money e Silent Assassin su tutti) e Tomb Raider. Poi ci sono anche The Elder Scrolls e Fallout, oltre a tante perle sparse come Second Sight, Life is Strange, Unravel, Red Dead Redemption e alcuni immortali di PSX, sopratutto Crash Bandicoot 2, Tombi e Spyro 2. Sto sicuramente dimenticando qualcosa, l'elenco potrebbe essere lunghissimo...


    Stile di scrittura: cerco sempre di essere il più chiara possibile, e contemporaneamente di trasmettere qualcosa a chi legge. Ogni tanto ci può stare qualche battuta, ma solo se il gioco o un particolare suo elemento lo consentono. Adoro trattare i videogiochi come una forma d'arte, e spero che prima o poi riescano a conquistare questa posizione anche agli occhi degli scettici che ci vedono ancora solo e soltanto un passatempo virtuale per bambini.


    Piattaforme di gioco possedute: attualmente, ho qui PS4, PS Vita, Wii U, 3DS e PC. A casa in Sardegna ho Wii, GameCube, Nintendo DS (quello originale, decisamente corposo rispetto a quello di oggi ), PlayStation 3, PlayStation 2, PlayStation, PSP, NES e - udite udite - Atari XE, la mia prima console di proprietà, che era praticamente un carro armato. Cominciai a giocare sul Commodore 64 di un cugino, ma non ne ho mai avuto uno mio.


    Di cosa mi occupo: domanda difficile, mi occupo davvero di un po' di tutto. Ogni settimana realizzato il What's Up con il recap di notizie e recensioni (lo faccio ormai dal 2013), ho fatto anteprime un po' su tutte le piattaforme, recensioni qua e là, approfondimenti, speciali, la retrospettiva di Metal Gear, i recap dal mondo Apple, il turno alle news giornaliere... seriamente, un po' di tutto.


    I miei articoli: a riprova di quello che dicevo, mi viene un po' difficile elencare qui sotto gli articoli XD Ho cominciato a scrivere su SpazioGames nel febbraio 2012 (scrivo in questo settore dal 2005) e ad oggi siamo a qualche centinaio di articoli e una decina di migliaia di notizie. Bisogna continuare così


    Per qualsiasi domanda o curiosità, sentitevi pure liberi qui sotto!


    Ultima modifica di Tahva; 05-04-16 alle 02:48:14


  2. #2
    Veterano L'avatar di Nale
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    Personalmente non sono d'accordo con una cosa che hai scritto, ovvero questa: "Adoro trattare i videogiochi come una forma d'arte, e spero che prima o poi riescano a conquistare questa posizione anche agli occhi degli scettici che ci vedono ancora solo e soltanto un passatempo virtuale per bambini".

    Secondo me non c'è alcuna posizione da conquistare, perchè semplicemente non c'è almeno per come la penso io nessun complesso di inferiorità o voglia di arrivare ad essere quello che è il cinema o la musica o altre forme d'arte. Bisogna solo stare lì seduti e guardare le cose che scorrono, e i videogiochi proprio per la loro potenza come media arriveranno al livello di riconoscimento delle altre forme d'arte (tra l'altro già ci sono arrivati).

    Più che cercare di innalzare il videogioco, secondo me dobbiamo "difenderlo". Ci sono degli squali che lo vedono giustamente come una macchinetta da soldi ed improvvisamente lo hanno scoperto...beh, io a loro dico di tenersi giù dal carro, nel videogioco ancora più che in altri settori c'è un romanticismo da parte dei fan "di vecchia data" che non deve essere scalfito.

  3. #3
    Legend of forum L'avatar di Pey j
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    Personalmente non sono d'accordo con una cosa che hai scritto, ovvero questa: "Adoro trattare i videogiochi come una forma d'arte, e spero che prima o poi riescano a conquistare questa posizione anche agli occhi degli scettici che ci vedono ancora solo e soltanto un passatempo virtuale per bambini".

    Secondo me non c'è alcuna posizione da conquistare, perchè semplicemente non c'è almeno per come la penso io nessun complesso di inferiorità o voglia di arrivare ad essere quello che è il cinema o la musica o altre forme d'arte. Bisogna solo stare lì seduti e guardare le cose che scorrono, e i videogiochi proprio per la loro potenza come media arriveranno al livello di riconoscimento delle altre forme d'arte (tra l'altro già ci sono arrivati).

    Più che cercare di innalzare il videogioco, secondo me dobbiamo "difenderlo". Ci sono degli squali che lo vedono giustamente come una macchinetta da soldi ed improvvisamente lo hanno scoperto...beh, io a loro dico di tenersi giù dal carro, nel videogioco ancora più che in altri settori c'è un romanticismo da parte dei fan "di vecchia data" che non deve essere scalfito.
    giusto per scherzarci su: è partito tutto da macchinette mangiasoldi e a quelle macchinette va spesso il pensiero romantico dei giocatori vegliardi e difensivisti.
    personalmente l'idea che i VG acquisiscano lo status di arte nell'immaginario mi interessa relativamente. mi auguro piuttosto che l'industria non trascuri mai l'arte di fare i VG.

  4. #4
    L'avatar di Tahva
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    Personalmente non sono d'accordo con una cosa che hai scritto, ovvero questa: "Adoro trattare i videogiochi come una forma d'arte, e spero che prima o poi riescano a conquistare questa posizione anche agli occhi degli scettici che ci vedono ancora solo e soltanto un passatempo virtuale per bambini".

    Secondo me non c'è alcuna posizione da conquistare, perchè semplicemente non c'è almeno per come la penso io nessun complesso di inferiorità o voglia di arrivare ad essere quello che è il cinema o la musica o altre forme d'arte. Bisogna solo stare lì seduti e guardare le cose che scorrono, e i videogiochi proprio per la loro potenza come media arriveranno al livello di riconoscimento delle altre forme d'arte (tra l'altro già ci sono arrivati).

    Più che cercare di innalzare il videogioco, secondo me dobbiamo "difenderlo". Ci sono degli squali che lo vedono giustamente come una macchinetta da soldi ed improvvisamente lo hanno scoperto...beh, io a loro dico di tenersi giù dal carro, nel videogioco ancora più che in altri settori c'è un romanticismo da parte dei fan "di vecchia data" che non deve essere scalfito.
    Capisco il tuo punto di vista, ma saprai anche tu quanto poco si venga presi sul serio quando si parla di voler lavorare nel mondo dei videogiochi, o di scrivere nella critica per i videogiochi. Perché, per costume e mentalità, non succede lo stesso con chi dice "vorrei lavorare nel cinema?", o perfino con chi "vorrei lavorare in tv?". Anche i videogiochi sono un medium, una forma di espressione con i suoi schemi e la sua nobiltà, e io continuo a sperare che prima o poi la cosa venga riconosciuta anche dagli scettici. Che si tratti di "difendere" o di "elevare" non mi importa, mi basta che sia trattato per quello che è.
    Mi viene anche in mente che, all'università, l'insegnamento di "Videogame e digital entertainment" non ha mai trattato l'argomento videogiochi. MAI, nonostante fosse previsto dal corso. Il professore non osava nemmeno pronunciarlo, e l'abbiamo finita a parlare di app e gamification del marketing, nient'altro. I videogiochi in quanto intrattenimento sono stati completamente esclusi dalle analisi, come se fossero una cosa poco seria... il tutto, proprio in mezzo a quella massa di miei colleghi che elencavano "voglio lavorare in tv, voglio lavorare al cinema." Perché il "vorrei lavorare nel mondo dei videogiochi" non è stato visto altrettanto seriamente? Ecco, io spero personalmente che questo tipo di approccio cambi, perché è davvero molto comune e superficiale.




  5. #5
    Veterano L'avatar di Nale
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    Capisco il tuo punto di vista, ma saprai anche tu quanto poco si venga presi sul serio quando si parla di voler lavorare nel mondo dei videogiochi, o di scrivere nella critica per i videogiochi. Perché, per costume e mentalità, non succede lo stesso con chi dice "vorrei lavorare nel cinema?", o perfino con chi "vorrei lavorare in tv?". Anche i videogiochi sono un medium, una forma di espressione con i suoi schemi e la sua nobiltà, e io continuo a sperare che prima o poi la cosa venga riconosciuta anche dagli scettici. Che si tratti di "difendere" o di "elevare" non mi importa, mi basta che sia trattato per quello che è.
    Mi viene anche in mente che, all'università, l'insegnamento di "Videogame e digital entertainment" non ha mai trattato l'argomento videogiochi. MAI, nonostante fosse previsto dal corso. Il professore non osava nemmeno pronunciarlo, e l'abbiamo finita a parlare di app e gamification del marketing, nient'altro. I videogiochi in quanto intrattenimento sono stati completamente esclusi dalle analisi, come se fossero una cosa poco seria... il tutto, proprio in mezzo a quella massa di miei colleghi che elencavano "voglio lavorare in tv, voglio lavorare al cinema." Perché il "vorrei lavorare nel mondo dei videogiochi" non è stato visto altrettanto seriamente? Ecco, io spero personalmente che questo tipo di approccio cambi, perché è davvero molto comune e superficiale.
    Come tante altre cose...l'affrontare un argomento in modo comune e/o superficiale è comune a molte persone. Il punto è che non capisco perchè a te importi qualcosa, detto chiaramente senza polemica. Anzi, mettendomi nei tuoi panni sarei addirittura contento di vedere che c'è poco interesse addirittura da potenziali competitori nella mia area lavorativa. In fondo pensiamoci bene e rispondiamo a tre domande:

    1) E' bene che la gente non voglia lavorare in un settore in cui tu ti vuoi affermare? Sì, perchè c'è più spazio per te! Continuassero a dormire

    2) I videogiochi sono riconosciuti come una forma di intrattenimento seria dal grande pubblico? Sì, altrimenti non vedo perchè decine di milioni di persone spenderebbero il loro tempo e soldi per giocarli / produrli / scriverne / parlarne. Poi è chiaro che se vogliamo arrivare al punto in cui tutte le persone del mondo guardino ai videogiochi come ad un qualcosa di serio ed apprezzabile mi sembra un po' utopistico...

    3) Qui non ti do una risposta personale ma ti faccio solo una domanda: sicura sicura sicura che anche la televisione e il cinema non abbiano la loro buona dose di sputtanamento?

  6. #6
    Veterano L'avatar di Nale
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    Ad ogni modo questa discussione ci è servita a scoprire qualcosa in più su Tahva...ovvero che il cognome sta per "Sperandio che ti risponde quando si cerca di fare un discorso serio"

  7. #7
    L'avatar di Tahva
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    Ad ogni modo questa discussione ci è servita a scoprire qualcosa in più su Tahva...ovvero che il cognome sta per "Sperandio che ti risponde quando si cerca di fare un discorso serio"
    Questa non l'avevo ancora sentita scusa ma sono stata diversi giorni all'estero per un press tour e non ho più avuto tempo di rispondere.

    Quello che a me interessa è che il medium venga riconosciuto come un mezzo di espressione serio, non come intrattenimento per bambini capace di traviare le menti e generare criminali (ossia, ciò che è per la stragrande maggioranza non solo della generalista, ma anche delle persone). Non so se ti è capitato, ma a me e ai miei conoscenti la frase "non sei cresciuto un po' troppo per i videogiochi?" è venuta a noia. Si pensa mai che qualcuno sia troppo grande per il cinema? No. Che un deficiente entri a sparare in una scuola per un film che ha visto? No. C'è una cultura del sospetto e dello sminuire che attornia il videogioco, e a me interessa informare affinché questa tipologia di barriera si riduca il più possibile. Non piacerà e non sarà rispettato da tutti, ma che almeno si sappia di ciò di cui si sta parlando, quando si decide di farlo

    Per quanto riguarda il rispetto per cinema e televisione, ho notato una cosa: ti guardano strano solo se vuoi stare sotto i riflettori. "Vuole fare l'attore" è praticamente associato a "sogna, bello". Se si inizia a parlare di fotografia, sonoro, sceneggiatura - mestieri visti in modo più concreto - allora si viene trattati diversamente. Mi rendo conto proprio per l'ambiente del corso di studi che sto concludendo. Idem per la televisione: il tizio o la tizia che vogliono essere davanti alla telecamera sono quelli illusi, gli altri (autore, cameraman, montatore, addetto al palinsesto, casting...) sono inquadrati in una professione tangibile e quindi rispettati.
    Nel nostro paese, non mi è capitato con nessuna posizione che, parlando di mondo dei videogiochi, non si venisse visti come alieni. Sia game designer che art director che sceneggiatore che qualsiasi cosa ti venga in mente. Credo il problema sia anche linguistico, "-giochi" è associato inevitabilmente a qualcosa di puerile. Come detto, a me interessa fare il possibile per parlare dei videogiochi e fare magari qualche passo in avanti anche in questo Paese. Ora che stanno cominciando a sorgere corsi di laurea a tema (mi viene in mente quello in game design della Statale) spero che piano piano la cosa cominci ad essere percepita come una professione ed un'industria in cui si lavora, e dove peraltro ci sono tante occasioni.




  8. #8

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    Capisco il tuo punto di vista, ma saprai anche tu quanto poco si venga presi sul serio quando si parla di voler lavorare nel mondo dei videogiochi, o di scrivere nella critica per i videogiochi. Perché, per costume e mentalità, non succede lo stesso con chi dice "vorrei lavorare nel cinema?", o perfino con chi "vorrei lavorare in tv?". Anche i videogiochi sono un medium, una forma di espressione con i suoi schemi e la sua nobiltà, e io continuo a sperare che prima o poi la cosa venga riconosciuta anche dagli scettici. Che si tratti di "difendere" o di "elevare" non mi importa, mi basta che sia trattato per quello che è.
    Mi viene anche in mente che, all'università, l'insegnamento di "Videogame e digital entertainment" non ha mai trattato l'argomento videogiochi. MAI, nonostante fosse previsto dal corso. Il professore non osava nemmeno pronunciarlo, e l'abbiamo finita a parlare di app e gamification del marketing, nient'altro. I videogiochi in quanto intrattenimento sono stati completamente esclusi dalle analisi, come se fossero una cosa poco seria... il tutto, proprio in mezzo a quella massa di miei colleghi che elencavano "voglio lavorare in tv, voglio lavorare al cinema." Perché il "vorrei lavorare nel mondo dei videogiochi" non è stato visto altrettanto seriamente? Ecco, io spero personalmente che questo tipo di approccio cambi, perché è davvero molto comune e superficiale.

    Citazione Originariamente Scritto da Tahva Visualizza Messaggio
    Questa non l'avevo ancora sentita scusa ma sono stata diversi giorni all'estero per un press tour e non ho più avuto tempo di rispondere.

    Quello che a me interessa è che il medium venga riconosciuto come un mezzo di espressione serio, non come intrattenimento per bambini capace di traviare le menti e generare criminali (ossia, ciò che è per la stragrande maggioranza non solo della generalista, ma anche delle persone). Non so se ti è capitato, ma a me e ai miei conoscenti la frase "non sei cresciuto un po' troppo per i videogiochi?" è venuta a noia. Si pensa mai che qualcuno sia troppo grande per il cinema? No. Che un deficiente entri a sparare in una scuola per un film che ha visto? No. C'è una cultura del sospetto e dello sminuire che attornia il videogioco, e a me interessa informare affinché questa tipologia di barriera si riduca il più possibile. Non piacerà e non sarà rispettato da tutti, ma che almeno si sappia di ciò di cui si sta parlando, quando si decide di farlo

    Per quanto riguarda il rispetto per cinema e televisione, ho notato una cosa: ti guardano strano solo se vuoi stare sotto i riflettori. "Vuole fare l'attore" è praticamente associato a "sogna, bello". Se si inizia a parlare di fotografia, sonoro, sceneggiatura - mestieri visti in modo più concreto - allora si viene trattati diversamente. Mi rendo conto proprio per l'ambiente del corso di studi che sto concludendo. Idem per la televisione: il tizio o la tizia che vogliono essere davanti alla telecamera sono quelli illusi, gli altri (autore, cameraman, montatore, addetto al palinsesto, casting...) sono inquadrati in una professione tangibile e quindi rispettati.
    Nel nostro paese, non mi è capitato con nessuna posizione che, parlando di mondo dei videogiochi, non si venisse visti come alieni. Sia game designer che art director che sceneggiatore che qualsiasi cosa ti venga in mente. Credo il problema sia anche linguistico, "-giochi" è associato inevitabilmente a qualcosa di puerile. Come detto, a me interessa fare il possibile per parlare dei videogiochi e fare magari qualche passo in avanti anche in questo Paese. Ora che stanno cominciando a sorgere corsi di laurea a tema (mi viene in mente quello in game design della Statale) spero che piano piano la cosa cominci ad essere percepita come una professione ed un'industria in cui si lavora, e dove peraltro ci sono tante occasioni.
    Quoto tutto, anche i punti, è la pura verità. Purtroppo l'ignoranza è ancora presente nella stramaggioranza della gente, anche se rispetto al passato abbiamo fatto dei netti miglioramenti..ma ce n'è ancora di strada da fare. Per dire, non ho la certezza ma ho come la sensazione che se dici di andare a contenderti i tronisti o fare il tronista di uomini & donne, programma per ritardati, con offesa per chi lo segue, rischi di esser guardato con meno disprezzo rispetto a se dici di giocare ai videogiochi, ancora peggio di apprezzarli. In passato sicuro, forse oggi chissà..ahh, la società..


    "There are no facts, only interpretations."

  9. #9
    Manuel Calavera L'avatar di Horizont
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    Parole sante, condivisibili ed è sempre un piacere leggerle. Pare che qualcuno abbia voglia di portare avanti la baracca malgrado tutto
    Ti faccio i migliori auguri per tutto quanto, compresa l'esperienza in Spazio ovviamente .
    Ti chiedo, lavorando tu nel settore da molti anni, in merito al discorso che si è intrapreso qui riguardo la non sufficiente considerazione della forma di intrattenimento alla quale siamo più appassionati, ti sembra sia cambiato qualcosa da diversi anni a questa parte?
    Perchè, mi spiace dirlo, ma credo che nella società di oggi in cui l'apertura mentale è diventata davvero una chimera, non credo ci sia terreno fertile per un cambiamento.
    Si ha la sensazione che per parlare di VG in maniera ragionata, pensata e matura bisogna ridursi a farlo alla stregua dei salottini nei quali si parlava di filosofia sorseggiando brandy.
    Le persone che riducono il videogiocare ad un passatempo per bambini, il che in teoria non sarebbe male in se, ma è evidente che l'intenzione della frase è ben altra, magari sono le stesse che tornano a casa e si vedono programmi altamente formativi come Beautiful o l'isola dei famosi che altro non danno se non una drastica riduzione delle cellule neuronali.
    La stessa persona potrebbe sentirmi, o sentire tanti altri, parlare ore e ore di quel "Would you kindly?" Bioshockiano, letteralmente sciogliendosi davanti ad una tale inaspettata complessità di argomenti trattati.
    Meh, io credo che molto spesso poi la cosa si riduca alla sensibilità di ognuno...bisogna volere di più, bisogna volere più conoscenza, pretendere di più dalla propria mente. Purtroppo sembra che un folto numero di individui stiano bene nella mediocrità...soprattutto psicologica.


    Ultima modifica di Horizont; 19-04-16 alle 18:31:18

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Horizont Visualizza Messaggio
    Parole sante, condivisibili ed è sempre un piacere leggerle. Pare che qualcuno abbia voglia di portare avanti la baracca malgrado tutto
    Ti faccio i migliori auguri per tutto quanto, compresa l'esperienza in Spazio ovviamente .
    Ti chiedo, lavorando tu nel settore da molti anni, in merito al discorso che si è intrapreso qui riguardo la non sufficiente considerazione della forma di intrattenimento alla quale siamo più appassionati, ti sembra sia cambiato qualcosa da diversi anni a questa parte?
    Perchè, mi spiace dirlo, ma credo che nella società di oggi in cui l'apertura mentale è diventata davvero una chimera, non credo ci sia terreno fertile per un cambiamento.
    Si ha la sensazione che per parlare di VG in maniera ragionata, pensata e matura bisogna ridursi a farlo alla stregua dei salottini nei quali si parlava di filosofia sorseggiando brandy.
    Le persone che riducono il videogiocare ad un passatempo per bambini, il che in teoria non sarebbe male in se, ma è evidente che l'intenzione della frase è ben altra, magari sono le stesse che tornano a casa e si vedono programmi altamente formativi come Beautiful o l'isola dei famosi che altro non danno se non una drastica riduzione delle cellule neuronali.
    La stessa persona potrebbe sentirmi, o sentire tanti altri, parlare ore e ore di quel "Would you kindly?" Bioshockiano, letteralmente sciogliendosi davanti ad una tale inaspettata complessità di argomenti trattati.
    Meh, io credo che molto spesso poi la cosa si riduca alla sensibilità di ognuno...bisogna volere di più, bisogna volere più conoscenza, pretendere di più dalla propria mente. Purtroppo sembra che un folto numero di individui stiano bene nella mediocrità...soprattutto psicologica.
    Ti ringrazio. Purtroppo, i cambiamenti che ho notato nella società in generale sono veramente minimi. Ripeto, trovarsi in un'università di new media che trova quasi poco serio pronunciare la parola "videogioco" fa riflettere. Non ovunque è così, però. Ad esempio, piano piano stiamo diventando terreno fertile per piccoli e grandi sviluppatori, ci sono corsi (anche alla Statale di Milano, senza dover vendere i reni) che consentono di laurearsi specificamente nell'ambito dei videogiochi. Da qualche parte, piano piano, un approccio che guarda a questo medium come ad un'occasione e ad un mezzo di comunicazione, piuttosto che solo come un mezzo per i bambini, sta prendendo piede. Ma poco altro. La stampa generalista di tanto in tanto pubblica articoli a tema online, ma ci sono ancora anche quelli che "lo ha ucciso perché ha giocato troppo a GTA e quindi è diventato violento". Rispetto al tempo che è trascorso da quando mi sono avvicinata ai videogiochi, i cambiamenti sono stati piccoli piccoli. Vedremo cosa succederà quando si avvicenderanno ancora le generazioni, ed anche quelle più vecchie avranno in larga parte vissuto il mondo dei videogiochi




  11. #11
    Professionista L'avatar di Dragonjarl
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    Piacere di conoscerti Tahva, voglio farti i miei complimenti per gli articoli che hai scritto su Metal Gear, ben scritti e utili per rivedere le storie dei vari capitoli di una delle saghe più belle e famose al mondo. Se hai Metal Gear Solid V:TPP su Pc magari ci possiamo fare qualche partita online (anche se l'ho ripreso da poco a giocare, il tempo a disposizione per giocarci non è mai molto ).


    Ultima modifica di Dragonjarl; 08-05-17 alle 22:01:44

  12. #12
    L'avatar di Tahva
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    Piacere di conoscerti Tahva, voglio farti i miei complimenti per gli articoli che hai scritto su Metal Gear, ben scritti e utili per rivedere le storie dei vari capitoli di una delle saghe più belle e famose al mondo. Se hai Metal Gear Solid V:TPP su Pc magari ci possiamo fare qualche partita online (anche se l'ho ripreso da poco a giocare, il tempo a disposizione per giocarci non è mai molto ).
    Ciao Dragon, grazie! In questo periodo sto rigiocando alcune sequenze di MGSV per l'ultimo articolo della retrospettiva (personalmente, il più difficile), ma ho abbandonato l'online da tantissimo e non ci sarebbe gusto a competere con me




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