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  1. Sarò puntiglioso io, ma la costituzione parla di limitazioni applicabili tramite atti aventi forza di legge, non di atti amministrativi basati su atti aventi forza di legge. E l'atto in parola non è esattamente cristallino.
  2. Secondo me anche l'instaurazione e la gestione della chiusura tramite dpcm è un filino problematica e sarebbe interessante se qualcuno, a livello di magistratura, chiedesse spiegazioni vere.
  3. Ma, anche in questo caso, il problema non è Crosetto. Crosetto è di destra, ovvio che voglia deflazione salariale per i lavoratori in tutela degli interessi del capitale. Il problema sono i lavoratori o aspiranti tali che, invece di pretendere lavoro a tempo indeterminato salario garantiti e sicuri, oltre a tutto il resto, ossia il socialismo -mi prendo il lusso di chiamare le cose con il loro nome-, preferiscono, non so quanto incosciamente e quanto coscientemente, vedere peggiorate le condizioni di altre persone più che vedere migliorate le proprie. Mi sono sempre chiesto quale sia il meccanismo psicologico per cui, ad esempio, un disoccupato, pensa: "Se sono disoccupato io anche le gli altri devono ritrovarsi nella merda come me" e non "Se altri hanno lavoro e salario anche a me spettano lavoro e salario".
  4. Per Guido Crosetto, una delle tante lauree millantante ma non conseguite della politica italiana, bisogna far cadere un tabu ed equiparare il lavoro pubblico a quello privato. Dando le stesse tutele del lavoratore pubblico al lavoratore privato, prima fra tutte la possibilità di non essere licenziato? Ovviamente no, anzi: bisogna rendere licenziabile anche il lavoratore pubblico, perché "Non ha senso che il pubblico impiego sia a vita, indipendentemente da come è svolto il lavoro". Con pioggia di mutande sporche per via delle polluzioni, notturne e non, di liberisti denoartri, rosiconi e tanti "basta che sto bene, crepino gli altri" variamente declinati.
  5. Ma, tanto, i tagli non hanno influito sulla sanità. In ogni caso, l'UE ci regala (presta) i soldi e, ovviamente, l'UE ci ama e ci protegge. D'altra parte, siamo (siete) italiani: ce lo meritiamo (ve lo meritate).
  6. Il "Sì" vincerà alla grande.
  7. Ma, infatti, la partecipazione ad un programma simile non dovrebbe passare per il Parlamento? Basta un tweet?
  8. Niente di diverso rispetto a quello che leggiamo tutti i giorni qui dentro 😂
  9. "L'Europa ci è vicina più che mai". E tre mesi fa si fregavano le mascherine dirette nel nostre Paese. 😂😂😂 Vabbè, saranno contenti i sostenitori del mes e dell'Euro. Salvo, ovviamente, prenderlo in culo quando arriverà il redde rationem e dare la colpa agli italiani -gli altri, ovviamente- 😂😂😂
  10. Ecco, forse la differenza fra DPCM e decreto legge è un filino fondamentale, non fosse altro che le motivazioni della scelta potrebbero risiedere proprio nelle differenze suddette. Inoltre, la costituzione è sufficientemente chiara in materia quindi, insomma, mi sembra che ci sia molto poco da aggiungere.
  11. Io non ho gli strumenti per essere d'accordo con te né per non esserlo. Comunque, faccio notare, il decreto legge è progettato esattamente per situazioni di urgenza e passa per il Parlamento la sua conversione in legge, non la sua approvazione. Inoltre, nonostante la ravvisata situazione d'urgenza, si sono attese quasi due settimane dal 21 febbraio al 08/09 marzo. C'era tutto il tempo per emanare quanti decreti legge fossero necessari.
  12. Io non sono in grado di fare affermazioni sul lockdown visto che non ho competenze in materie mediche. Ma, quantomeno, tutti sicuri delle competenze che hai tu per affermare che il lockdown andava fatto "punto, e basta". D'altra parte, se ci sono certezze, una di questa è che il lockdown non ha avuto nessun tipo di vaglio politico. Cosa, questa, che può fare sborrare in molti nelle mutande ma che tanti altri potrebbero non gradire.
  13. Come vedi da solo, quindi, non solo "eh ma è facile con il senno di poi" non è tana libera tutti ma, giudicare non è neanche così semplice visto che non sono disponibili tutti i documenti.
  14. Sicuramente le scelte di Conte erano condivise dai partiti di maggioranza e dall'opposizione. Eppure, si è scelto di procedere emanando atti amministrativi quando si sarebbe potuto procedere per decreto/decreti legge, ossia atti aventi forza di legge- e successiva conversione in Parlamento. Strano. Da notare, poi, è accaduto almeno una volta che un ministro facente parte del governo si sia detto estraneo al contenuto del DPCM di turno. Cosa ovvia, questa, visto che il dpcm è emanato da Conte e non dal governo. Meno ovvia se il DPCM è emanato da uno che parla di sé al plurale.
  15. In realtà, anche durante una delle sue conferenze gli sono state chieste spiegazioni circa la mancata istituzione delle zone rosse ad Alzano e a Nembro. D'altra parte, "il senno di poi" non è una scusa jolly e, anzi, è anche abbastanza infantile.
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