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Stemaa

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About Stemaa

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  1. Sì, le pendrive USB-C sono compatibili con gli ultimi iPad Pro. Per la seconda domanda, effettivamente non saprei; credo che ci siano ancora delle limitazioni comunque.
  2. Samsung è un’azienda sudcoreana fondata da Lee Byung-chul nel Marzo del 1938. Il nome dell'azienda è composto da due parole, 'Sam' e 'Sung', rispettivamente 'Tre' e 'Stelle' in coreano. Quindi 'Samsung' sarebbe l’equivalente italiano di 'Trestelle', simbolo che nella cultura del luogo significa potenza e grandezza. Al giorno d’oggi, associamo il nome di questo colosso a elettronica di consumo e tecnologie informatiche, tuttavia Samsung nacque come azienda di distribuzione di generi alimentari in Corea e in Cina, per poi ramificarsi ed ampliare le proprie competenze in molteplici settori che, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, le garantirono una crescita economica vertiginosa. Nel 1969 entrò nel mondo dell’elettronica con la nascita della divisione Samsung Electronics, in seguito alla quale furono avviate le produzioni di televisori, forni a microonde e altri elettrodomestici. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, Samsung divenne una delle realtà dominanti nel palcoscenico mondiale, entrando nel panorama dell’informatica (con i primi PC e con la produzione di hardware), della telefonia mobile e specializzandosi nella produzione di pannelli LCD, per poi diventare, nei primi anni Duemila, il maggior produttore di televisori. Samsung detiene dal 2012 il primato mondiale di smartphone venduti, grazie specialmente all'enorme e straordinario successo della serie Galaxy, che include anche tablet, phablet, lettori multimediali e fotocamere, e che copre tutte le fasce di prezzo e form factor. I dispositivi della serie Galaxy sono tradizionalmente equipaggiati col sistema operativo Android, personalizzato con l'interfaccia utente Touchwiz, spesso aspramente criticata per la sua iniziale e malcelata ispirazione ad iOS di Apple e per la sua pesantezza in termini di risorse. Oltre ad Android, nel corso degli anni Samsung ha sempre tentato di diversificare la sua offerta in termini di sistemi operativi, continuando a collaborare con Microsoft (attualmente tale collaborazione risulta interrotta, per quanto concerne i dispositivi mobili), lanciando un proprio sistema operativo nel 2009, chiamato Bada ('onda' in coreano), progetto poi naufragato nel 2012, e infine collaborando con Linux Foundation e Intel per lo sviluppo di Tizen, un altro sistema operativo mobile alternativo, molto versatile, che attualmente Samsung utilizza prevalentemente per la propria serie di dispositivi indossabili (smartwatch e smartband della sere Gear). Infine, nonostante la divisione mobile sia uno dei fulcri più importanti per l'azienda coreana, Samsung continua ad essere leader mondiale anche in molti altri settori, dalle TV agli elettrodomestici, configurandosi come il più imponente colosso mondiale dell'elettronica di consumo, con un fatturato di oltre 300 miliardi di dollari all'anno. Trattandosi del maggior produttore a livello mondiale, i dispositivi Samsung vengono venduti e capillarmente pubblicizzati praticamente ovunque, dalle catene delle grandi distribuzioni ai siti di e-commerce. Smartphone
  3. Al giorno d’oggi è indubbia l’esigenza di rimanere costantemente connessi, motivo per cui avrete sicuramente sentito parlare di NETWORKING, ovvero il modo in cui i dispositivi elettronici (smartphone, pc, tablet ecc) interagiscono tra loro. Il router è un apparecchio molto “intelligente” che consente di condividere la connessione ad Internet tra più devices, sia via cavo (wired) che senza fili (wireless). Esso accede ad Internet tramite l’indirizzo IP fornito dal provider della linea (ISP) e assegna ad ogni dispositivo connesso un indirizzo IP locale univoco. Ormai la maggior parte di questi dispositivi integrano al loro interno un modem, motivo per cui si parla spesso e volentieri di modem router. Le soluzioni “only router” necessitano di un modem esterno e sono da preferire solo in determinati contesti che richiedono settaggi o personalizzazioni particolari. Cosa sono i Router Dual-Band? In luoghi particolarmente affollati, come ad esempio i condomini, è facile rilevare molte reti wireless che trasmettono sulla classica banda da 2.4 Ghz, creando quindi delle interferenze l’una all’altra. In questi casi potrebbe risultare utile avere un Router che trasmetta anche sulla banda da 5 Ghz (utilizzando il protocollo 802.11ac che può raggiungere velocità superiori al classico 802.11n), decisamente meno congestionata e capace di trasmettere una maggiore quantità di dati, tuttavia prima di procedere all’acquisto è consigliato verificare che i dispositivi da collegare siano compatibili con tale frequenza. L’unico svantaggio delle reti 5 Ghz consiste nella minore capacità di oltrepassare gli ostacoli che si traduce in una copertura minore negli spazi chiusi. Wireless o cavo Ethernet? Il wireless è senz’altro più comodo, perché consente di connettere in modo istantaneo più dispositivi senza il fastidioso ingombro dei cavi. Tuttavia nel caso di PC Desktop o Portatili l’uso del cavo Ethernet ha ancora dei vantaggi, quali maggiore velocità nella trasmissione dei dati, minor latenza, interferenze notevolmente ridotte e maggior sicurezza (è impossibile violare una rete cablata dall’esterno). Come trovare il canale WiFi migliore? La scelta del canale di trasmissione è fondamentale per riuscire a godere a pieno dei vantaggi delle connessioni senza fili. Idealmente bisognerebbe scegliere un canale sgombro da interferenze (altre reti wireless), per far ciò possiamo utilizzare un qualsiasi software analizzatore di reti Wifi con cui è possibile vedere quali canali risultino meno affollati e quindi indicati per la nostra rete. Come posso estendere il segnale WiFi del mio modem/router? E' possibile farlo in più di un modo: si possono usare i range extender, gli acces point o le powerline. I Range Extender sono dei ripetitori utilizzati per espandere la copertura della rete Wifi. Per poter ritrasmettere il segnale in modo ottimale è necessario che vengano posizionati in una zona ben coperta dal segnale wireless del Router. Lo svantaggio principale consiste nella degradazione in termini di velocità del segnale ripetuto rispetto a quello originale. L’Access Point è un apparecchio connesso al Modem/Router attraverso una connessione Ethernet utilizzato per creare una rete WiFi. E’ utile nel caso in cui il Router in possesso non sia dotato di trasmissione Wireless. Esso è inoltre può assolvere compiti di ripetitore, sia wireless (funzionando allo stesso modo dei Range Extender descritti nel paragrafo precedente), che wired se si ha la possibilità di tirare un cavo Ethernet fino alla posizione dell’AP (soluzione da preferire perché la rete WiFi sarà potente e veloce quasi quanto quella originale del Router). Le Powerline usano i cavi elettrici per connettere due o più dispositivi, sono utili in quelle situazioni in cui il Wireless non risulti soddisfacente a causa di interferenze o ostacoli che ne pregiudicano le performance. La configurazione è semplicissima, tuttavia la qualità del collegamento dipende molto dalle condizioni dell’impianto elettrico; è inoltre sconsigliato inserire gli adattatori Powerline in ciabatte o doppie prese.
  4. -OnePlus- OnePlus è una azienda cinese, fondata da Pete Lau (ex vicepresidente di Oppo) e Carl Pei a Shenzen il 17 dicembre 2013. Già dal precedente ruolo di uno dei fondatori si può capire lo stretto rapporto che intercorre fra la nuova azienda e Oppo, infatti OnePlus ne è una società controllata. OnePlus, subito dopo la sua nascita, iniziò un’innovativa e aggressiva campagna promozionale del suo futuro primo smartphone, il One, tutta realizzata sfruttando i social network e il passaparola fra gli utenti. Riuscì ben presto ad attirare un’eccezionale attenzione mediatica e a creare un enorme hype fra gli appassionati, grazie alle specifiche tecniche che venivano svelate via via e che promettevano di rivoluzionare il mondo degli smartphone di fascia alta, poiché il OnePlus One sarebbe stato un vero ‘flagship killer’, cioè un device dalle specifiche top di gamma, superiori a quelle della concorrenza, mantenendo tuttavia un prezzo a dir poco concorrenziale. Fece inoltre discutere la creazione di un sistema ad inviti (che fra l’altro perdurò per moltissimo tempo, rendendo lo smartphone pressoché irreperibile alla grande massa della clientela) per avere la possibilità di acquistare il device, promuovendo inizialmente un criticatissimo gioco che induceva le persone a filmarsi nell’atto di distruggere fisicamente il loro smartphone precedente, per poter appunto ricevere un invito da OnePlus. Inoltre, il One poteva contare sul supporto di Cyanogen Inc., che appositamente per lui programmò una versione della celeberrima CyanogenMod: fu uno dei primi smartphone a poter vantare il supporto nativo del famoso team di sviluppo. Il OnePlus One venne finalmente svelato il 23 aprile 2014 e, dopo alcune problematiche iniziali (poi superate) di natura hardware e software, fu effettivamente un grande successo, contenuto solo dal sistema ad inviti. Più di un anno dopo, il 27 luglio 2015, OnePlus presentò il Two, appunto il suo secondo smartphone. Rispetto al primo portava migliorie estetiche e hardware e la perdita del supporto di Cyanogen Inc., senza però stravolgere il modello precedente. Nonostante questi cambiamenti tutto sommato contenuti, il prezzo aumentò non di poco, non facendo raggiungere al Two l’appeal che invece aveva sempre avuto il One. Il 29 ottobre 2015, OnePlus svelò un po’ a sorpresa il primo smartphone non top di gamma dell’azienda, il OnePlus X. Tuttavia, questo device poteva contare su un design molto curato, delle dimensioni più compatte e un ottimo rapporto qualità prezzo, che gli consentirono di riscuotere un ottimo successo. Attualmente è in rampa di lancio il OnePlus 3. Come altre aziende cinesi, anche OnePlus ha lanciato sul mercato anche device di altra natura, come una powerbank, un piccolo drone, un visore VR e altri gadget vari. Fortunatamente, da pochissimo i vertici di OnePlus hanno annunciato che l’azienda ha definitivamente abbandonato il sistema ad inviti per i propri device, che ora potranno essere acquistati senza limitazioni dallo shop ufficiale, che vende anche in Europa (Italia compresa), garantendo i 24 mesi di garanzia previsti dalla legge. Inoltre, gli smartphone OnePlus possono essere acquistati anche sullo store italiano di Amazon, nel caso si preferisse l’eccezionale servizio di assistenza e di post vendita dell’azienda statunitense.
  5. -XIAOMI- Xiaomi è una azienda cinese, fondata da Lei Jun a Pechino il 6 aprile 2010. Il nome si può tradurre in italiano come 'miglio', inteso come il cereale utilizzato per produrre alcuni tipi di farina. Circa un anno più tardi, Xiaomi lanciò sul mercato il suo primo smartphone, il Mi1, equipaggiato con la MIUI (pronunciato come la sequenza di parole inglesi 'Me you I'), un'interfaccia grafica basata su Android e apertamente ispirata alla Touchwiz di Samsung e, soprattutto, ad iOS di Apple, è infatti sprovvista del 'app drawer', canonico su Android ma assente su iOS. Negli anni successivi si susseguirono altri modelli della serie 'Mi': Mi2, Mi2S, Mi3, Mi4 e l'attuale top di gamma, Mi5. Tutti questi smartphone si sono contraddistinti per l'ottimo rapporto qualità prezzo, migliorando via via sotto l'aspetto hardware, per la cura estetica e dei materiali, oltre che per il salto di qualità della MIUI, che in pochi anni divenne una delle rom più apprezzate nel panorama Android, poiché installabile, come custom rom, anche su device non prodotti da Xiaomi, ma che l'azienda supportava con lo sviluppo ufficiale del proprio firmware. Parallelamente alla serie 'Mi', nacque poi la serie 'Redmi' (che ha visto succedersi nel tempo il Redmi 1, 1S, 2 e 3), a cui si affiancò la serie gemella 'Redmi Note' (cioè smartphone di dimensioni più grandi, i cosiddetti 'phablet'), entrambe volte ad occupare anche la fascia entry level del mercato, mantenendo però molto elevato il rapporto qualità prezzo. Visto l'enorme successo dei proprio smartphone, Xiaomi ben presto allargò il proprio orizzonte, iniziando a commercializzare anche tablet (il Mi Pad 1 e 2) e smartband (la Mi Band 1, 1S e 2), oltre a tanti gadget di supporto ai suoi device (powerbank, cavi vari), per poi occupare trasversalmente il mondo dell'elettronica (esistono router, la famosa action cam, dongle bluetooth, wifi e chi più ne ha più ne metta) e arrivare addirittura ad occuparsi di domotica (bilance smart, depuratori di aria ecc.). Attualmente, Xiaomi è il quinto produttore al mondo di smartphone, con quasi 71 milioni di dispositivi venduti nel 2015 ed è al secondo posto tra le start-up più innovative del 2015, secondo il MIT, subito dopo Tesla. Senza dubbio il suo successo, oltre all'indubbia qualità hardware e software dei suoi prodotti, è dovuto alla possibilità di sfruttare direttamente lo sterminato mercato cinese, tuttavia se pensiamo che, India a parte, Xiaomi non si è ancora espansa ufficialmente in mercati esteri, capiamo la portata del suo successo e le potenzialità d'espansione futura. Il fatto che Xiaomi venda direttamente solo in Cina (e in India), porta immediatamente ad un quesito: qui in Italia come possiamo acquistare dei prodotti che, di fatto, non sono venduti ufficialmente dal produttore? Fortunatamente, visto il crescente successo riscosso da Xiaomi, i canali di importazione di device di origine cinese si sono espansi, affinati e sono diventati più affidabili e veloci, nel corso del tempo. Per quanto riguarda gli smartphone, esistono alcuni shop cinesi, come Aliexpress, Tinydeal o GearBest, che permettono di acquistare i prodotti cinesi, compresi quelli marchiati Xiaomi, a prezzi molti bassi, tuttavia con evidenti controindicazioni: nessuna garanzia offerta, se il prodotto smette di funzionare anche solo dopo una settimana, si è costretti a rassegnarsi ad usarlo come soprammobile; tempi di spedizione generalmente molto dilatati, anche oltre un mese; concreto rischio di imbattersi nei dazi doganali, che finiscono per gonfiare un prezzo che, in partenza, sembrava molto conveniente, ma che di fatto finisce per non esserlo. Per questi motivi, questi canali d'acquisto sono consigliabili solo per prodotti dal costo molto contenuto, ad esempio i vari gadget Xiaomi, la Mi Band e poco altro. Per gli smartphone, è molto più saggio affidarsi a degli shop con base in Italia, che comportano un unico svantaggio, a fronte di tanti altri vantaggi: lo svantaggio è senz'altro il prezzo, decisamente più alto (anche se non in tutti i casi) rispetto al prezzo dello stesso prodotto venduto in Cina; tuttavia, come dicevo, fanno da contraltare degli indubbi e decisivi vantaggi: questi shop o si fanno carico dell'importazione dei prodotti, affrontando i dazi doganali, per poi spedire direttamente dall'Europa al consumatore finale, oppure hanno stretto accordi con vari corrieri per far sì che il cliente finale non debba pagare i dazi doganali. Un altro vantaggio, correlato al primo, è il tempo di spedizione, molto più rapido: se dall'Europa, la velocità di spedizione è paragonabile a quella di Amazon, che sperimentiamo quotidianamente, se dalla Cina, i corrieri utilizzati sono comunque molto rapidi, in massimo 8-10 giorni (ma spesso anche molto meno) recapitano a casa il pacco. Infine, il vantaggio più importante: la garanzia. Infatti, questi shop garantiscono i canonici 24 mesi di assistenza, come qualsiasi altro shop europeo. Ovviamente, non trattandosi di un'assistenza ufficiale, per il motivo di partenza, cioè che Xiaomi non vende ufficialmente in Europa, i tempi di assistenza potrebbero essere più lunghi rispetto a quanto si è abituati, ma d'altronde è uno scotto da pagare per poter avere i prodotti Xiaomi anche in Italia. Come rendere fruibile in Italia uno smartphone Xiaomi con firmware cinese Smartphone Mi 5X Mi6 Mi Note 3 Mi Mix 2S Tablet Mi Pad 2
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