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Insomnis - Recensioni degli Utenti

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Insomnis
Passeggiata a palazzo Castevet

La storia dei walking simulator ad ambientazione horror è ormai lunga e ricca di esempi. Il problema è che, inesorabilmente, si sta facendo tanto lunga e ricca da avvicinarsi al limite del trito e banale, un rischio che sarebbe fonte di riflessione e analisi per una produzione tripla A e causa di disastro per una produzione indie. È proprio questo il caso di Insomnis, l’approccio al genere di Path Games e Gammera Nest che probabilmente passerà senza lasciare traccia di sé nella memoria videoludica collettiva.
Le premesse sono quelle standard. Il nostro personaggio, che controlliamo in prima persona, deve esplorare la casa del nonno, un maniero con tutte le caratteristiche che ci si aspetterebbe dall’ambientazione domestica di un film horror. Siamo Joe Castlevet e il nostro obiettivo sembra essere quello di esaminare ogni stanza e ogni cassetto alla ricerca di documenti e indizi che possano farci scoprire un segreto oscuro e spaventoso. Come prevedibile, gli eventi soprannaturali si moltiplicano via via che avanziamo nella nostra ricerca.

Insomnis vede prevalere la natura di walking simulator, anche se formalmente viene presentato come puzzle game a tema horror. Possiamo muovere liberamente il nostro personaggio tra le stanze della casa, raccogliendo documenti, cartoline e oggetti vari, alcuni con la sola funzione di collezionabili e altri legati agli enigmi da risolvere. Enigmi che in molti casi ruotano intorno all’apertura di porte per l’accesso a stanze prima interdette e all’avanzamento con l’avventura.

Il primo problema emerge da qui, con un tasso di difficoltà e di complessità logica dei puzzle che rasenta lo zero assoluto. Giusto per fare un paio di esempi, per aprire una determinata porta è necessario posizionare un libro in uno scaffale, libro che è facilmente reperibile in un mobile al piano terra semplicemente aprendo a caso ogni anta e cassetto. In un’altra sezione, poco dopo aver trovato un disegno con scritto il nome ANNA, si apre una porta per una stanza il cui pavimento è coperto da pannelli con lettere. Non serve dire che alcune formano proprio il nome ANNA e che passandoci sopra questo si illuminerà lasciandoci procedere oltre.

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Questo è solo un assaggio per capire quale sia il livello generale dei puzzle, per quella che è un’esperienza di pura esplorazione mascherata da qualcos’altro. Non che i walking simulator siano poco apprezzabili se riducono al minimo l’interazione e il ricorso alla logica, a patto che altri elementi contribuiscano a renderli memorabili e coinvolgenti. Il fatto è che Insomnis risulta manchevole anche in questo. L’elemento horror è quasi forzato, ricco di cliché e prevedibilità e con evidenti errori in termini di ritmo e modalità.

Basta un esempio su tutti, una regola generale che è applicabile a qualunque prodotto di intrattenimento che voglia spaventare la gente. L’orrore è tale se si fa desiderare, se si mostra poco o niente, lasciando all’immaginazione dello spettatore la costruzione delle forme spaventose che popolano il buio, il corridoio dietro l’angolo o la nebbia. Con Insomnis, invece, tutto viene spiattellato davanti a noi senza la minima suspense, togliendo qualunque carica emozionale.

In un frangente, per esempio, ci si trova in una sorta di aula scolastica e alla cattedra è seduta una bambina fantasma. Lì per lì viene da chiedersi se sia un manichino, ma in realtà si scopre che è proprio la bambina che vediamo correre in altre occasioni pensate come “spaventose”, mentre in questa è seduta come se nulla fosse. Tanto più che il nostro protagonista non ha la minima reazione e le passa accanto continuando la sua esplorazione come se tutto fosse normale. In questa e altre occasioni l’elemento horror viene disinnescato e fa cadere mestamente tutto l’impianto progettato dagli sviluppatori.

Con queste premesse c’è poco altro da dire. Anche a livello tecnico, tra l’altro, la natura indie della produzione è evidente, con una grafica che non risulta all’altezza di produzioni contemporanee, moltissimi elementi ripetuti e finestre che si aprono sul buio assoluto senza accenni di “mondo esterno”, un altro elemento che toglie realismo e coinvolgimento in un’avventura in cui questi dovrebbe essere i cardini. L’accompagnamento sonoro è ripetitivo, a volte quasi fastidioso, con picchi esagerati in occasione di quegli eventi che dovrebbero farci spaventare ma che falliscono miseramente.


+ Il gioco è breve

- Un tipico esempio di approccio manieristico finito male
- Non fa paura e non stuzzica con enigmi interessanti


Insomnis rappresenta molte delle cose che un videogioco non dovrebbe fare. La prima è cercare di cavalcare il successo di un genere ben rappresentato anche da colossi dell'intrattenimento senza le risorse e le idee adatte. La seconda è dedicarsi all'horror senza conoscerne (apparentemente) alcuni dei principi fondamentali. La terza è cercare di inserire degli enigmi senza avere la capacità di costruirne di davvero interessanti. La somma di questi tre gravi errori è un gioco che non riesce a incuriosire minimamente e che si gioca privi di qualunque stimolo.


VOTO: 5
 
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