Stanotte c’è stata la première del primo episodio su Sky in contemporanea con gli USA, e già che ero sveglio ho voluto dargli una chance.
Premessa: IT è il mio secondo libro preferito di King dopo The Stand; ho visto la prima volta da bambino il film in due parti del 1990 con Tim Curry e (purtroppo) ho visto anche (quella merda del)la riproposizione di Muschietti. E niente, se gli ultimi due film non vi sono piaciuti evitate questa serie come la peste.
Cerco di argomentare un minimo partendo dall’aspetto principale: la protagonista assoluta di una serie che si chiama “Welcome to Derry”, e in generale un’opera che vuole trasporre IT in film/serie dovrebbe essere Derry. Ancor prima dei ragazzini e del pagliaccio/ragno/entità, il libro si impegna pagina dopo pagina per 1300 fottute pagine a costruire nel lettore l’immaginario in cui si svolge la storia. E si tratta di un immaginario sporco, un’atmosfera costantemente tesa e pesante, in cui anche quando vengono narrati momenti di vita quotidiana normali e comuni percepisci costantemente che c’è qualcosa di sbagliato. King gioca quasi per tutto il tempo su questo, le scene marcatamente horror sono poche. In compenso la componente orrorifica si basa molto sulla suggestione dei ragazzi protagonisti e, di riflesso, del lettore. Loro sanno che in città c’è qualcosa che non va, gli sembra di vedere cose, di sentire rumori e voci, di essere guardati male dalla gente, di non essere parte di quella città e di quella comunità. Ecco, nei film del buon Muschietti e in questo primo episodio questa cosa io non l’ho minimamente trovata. Anzi, rispetto ai due film secondo me qua è pure peggio: gli ambienti sono puliti, patinati, i vari personaggi macchiettistici e scontati. In quasi ogni scena c’è una saturazione di colori che fa quasi male agli occhi (nella scena al cinema il rosso super saturo mi ha dato effettivamente fastidio alla vista). Tutto viene reso in modo talmente finto, pacchiano e dozzinale che la sospensione dell’incredulità mi è svanita già alla seconda scena. In una serie su IT, se canni la resa dell’atmosfera hai già sbagliato in partenza.
Oltre a questo, non mi è piaciuta la recitazione, troppo impostata ed innaturale, non mi sono piaciuti gli effetti speciali (di fatto ce ne sono solo un paio ma sono orrendi), in una scena notturna ambientata al chiuso c’è un uso dell’illuminazione osceno con dei fari da stadio, i jumpscares sono telefonati e dozzinali alla Piccoli Brividi. Mi ha ricordato la regia e il setting di Stranger Things e della serie di Chucky, con la differenza che la loro era una scelta registica consapevole e, a mio avviso ben riuscita per il tipo di prodotto che volevano essere.
E mi fermo qua perché vorrei che chi la vede mi dica se sono io prevenuto e vedo i difetti con occhio particolarmente critico o meno.
Concludo dicendo che, come nei film, anche qua gli sceneggiatori prendono gli elementi del romanzo che per loro sono utili a creare un horror e li appiccicano insieme senza coglierne minimamente lo spirito. Il dualismo con la Tartaruga, la caratterizzazione della personalità dei personaggi, la città che ti soffoca costantemente, la maggiore caratterizzazione che c’è nella Torre Nera..scordatevi tutto questo! Welcome to Derry parla di uno spirito maligno pagliaccio che rapisce e uccide bambini perché sì (avranno costruito la trama sul fatto che è mosso dalla vendetta o, se proprio va di lusso, sul fatto che è un alieno).
Se ne avrete voglia, mi piacerebbe sentire le opinioni di chi la guarderà!