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Onestamente non pensavo che seguire la vita di un uomo comune potesse essere così interessante. Le 2 ore di film sono passate in un batter d'occhio.
I messaggi di estrarre il bello dalla mondanità, trovare il proprio equilibrio (che non deve essere per forza l'ascetismo del protagonista) e vivere consapevoli dell'imprevedibilità della vita (come l'imprevedibilità dei giochi di luce e ombra tra le piante) mi hanno colpito perchè sono cose che spesso ci si dimentica.
Inoltre trovo anche una critica ai social che ci distraggono e competono per la nostra attenzione. Il protagonista vive una vita analogica e per questo è padrone dei suoi interessi senza distarzioni. Nessun algoritmo che sceglie la sua musica, o nessun trend da seguire per le sue foto.
Un messaggio così semplice ma allo stesso tempo complesso. Il finale per me è una via di mezzo tra chi lo vede positivo e chi negativo
Il protagonista da un lato rimpiange i sacrifici fatti, rinunciare magari ad una vita più "autorevole", al successo, le connessioni umane. Dall'altro trovare il suo equilibrio gli ha donato goia e quindi non tornerebbe mai indietro. Perchè la vita èfatta di luci e ombre e ci si muove tra le une e le altre. Bisogna capire cosa é più giusto per noi.