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Red Colony 3 - Recensioni degli Utenti

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Red Colony 3
Una Mina esplosiva sì, ma alla fine è solo fumo

La serie Red Colony giunge alla sua terza iterazione. Allo spazio profondo, ai dinosauri, agli zombi e alle immancabili curve maggiorate si aggiunge l’elemento androidi, non scevro dai problemi esistenziali naturalmente connessi al tema.

L’androide Mina, di ritorno al proprio mondo da una missione sulla Terra, scopre di essere un’assassina ricercata. Ha ucciso la Regina, nientemeno, che teneva tutti gli androidi sotto controllo, liberando in questo modo la coscienza delle proprie simili (tutte maggioratissime, non sia mai) ma – curiosamente – non la propria. Ci sono strani vuoti nella memoria di Mina: non è passata come le altre e tuttavia non è stata neanche punita con la formattazione. È l’unica androide incapace di piene emozioni e sentimenti eppure è mossa da un chiaro anelito: l’Amore.

Red Colony 3 a suo modo è dunque una love story, anzi un intreccio di love stories che riportano nel racconto personaggi già incontrati nelle puntate precedenti: alcuni amano, altri sono amati. E sullo sfondo zombi, dinosauri clonati o meccanici, splatter, distruzione. E corpi gonfi di curve, ovviamente, agiti da menti più che ingenue, nuove alla libertà di emozione. Tutto assai grottesco, come vuole essere.

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L’impianto di gioco è immutato: survival con qualche puzzle ambientale e drastica scarsità di munizioni e opportunità di salvataggio. Sono scomparse le pozioni curative (che in passato comunque non erano generose) ma è stata introdotta la possibilità di cambiare indumenti in qualunque momento, aspetto decisivo ai fine del gameplay giacché a ciascun indumento è assegnata una diversa capacità protettiva, fatto che consente di affrontare alcuni nemici anche in assenza di munizioni. Gli abitini a ogni danno subito come in passato si rovinano, lasciando in vista la prodiga anatomia dell’androide. O per meglio dire degli androidi, visto che in corsa vi sono anche avvicendamenti nel personaggio controllato.

Macchinosi i movimenti e la mira, scarse le opportunità di salvataggio, si gioca con una tensione elevata, non sempre piacevole, quasi con irritazione. Tuttavia rispetto al passato Red Colony 3 è ben più lineare: poco backtracking e soluzioni dei puzzle quasi sempre nei paraggi dell’azione. E soprattutto ha una durata sorprendentemente breve: bastano due o tre ore per completarlo, nonostante i ritmi blandi imposti dalle meccaniche. Si potrebbe dire allora che la sofferenza viene opportunamente mitigata ma va aggiunto che anche la soddisfazione ne risulta limitata.


+ Gradevolmente naïve

- Drasticamente breve
- Macchinoso ma semplice e semplificato


Se grazie a personaggi e contesti naïve i primi due capitoli di Red Colony hanno potuto garantire una qualche gradevolezza, l’arcaicità riconfermata ma semplificata di Red Colony 3 mette in mostra svergognatamente insieme alle curve delle signorine bioniche la pochezza dello scheletro del gioco.


VOTO: 4
 
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