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Tormented Souls - Recensioni degli Utenti

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Tormented Souls
Un ritorno ai classici survival horror

I ragazzi di Dual Effect insieme all'aiuto dello studio Abstract Digital confezionano un vero e proprio omaggio agli horror di una volta, di quelli che ti davano davvero poche risorse, una manciata di oggetti curativi e un numero limitato di salvataggi a disposizione. Operazione nostalgia effettuata con successo quindi? Circa.

Il mio nome è Claire Redf... ah no.

La protagonista di questa storia è Caroline Walker, una giovane ragazza dai capelli rossi che un giorno riceve una misteriosa lettera contenente una breve frase minacciosa e soprattutto, una foto che ritrae due bambine misteriosamente scomparse. Da quell'istante, la povera ragazza sarà tormentata da una perenne insonnia e tanti incubi che la spingeranno ad andare proprio all'indirizzo del mittente della lettera, il Wildberger Hospital. Una volta arrivata, dopo neanche quattro passi verrà aggredita e colpita violentemente da una figura misteriosa che la farà svenire e il risveglio sarà di quelli brutali: nuda, con un lungo tubo respiratorio infilato in gola e soprattutto, senza più un occhio. Superato lo shock iniziale, prenderemo finalmente il suo controllo e toccherà quindi a noi, risolvere il mistero che si cela all'interno dell'inquietante ospedale e cosa più importante, trovare un modo per uscirne sani e salvi.

Detto in maniera schietta, la trama non è di certo il punto forte di Tormented Souls, così come non lo era nei giochi da cui il titolo prende ispirazione e che vuole omaggiare. La trama rimane al livello degli horror di anni fa, senza mai brillare per una scrittura originale o chissà quanto profonda, Caroline stessa purtroppo pecca abbastanza di personalità senza mai uscire dai cliché tipici del genere. Tolto il dente, possiamo passare quindi ai lati positivi del gioco che fortunatamente, sono presenti e riescono a sorreggere l'intera baracca.

Da sola nel buio

Se da una parte, come già detto, la trama potrebbe lasciare alquanto a desiderare, fortunatamente l'atmosfera c'è tutta. L'ospedale è ben realizzato e per quanto non sia nulla che non si sia già visto, riesce comunque nel suo intento di incutere ansia, timore e tanta inquietudine. Una grossa mano in questo senso, la dà l'impostazione della telecamera che in questo titolo sarà sempre completamente fissa, cambiando inquadratura per ogni stanza (o angolo, per le stanze più grandi) esattamente come i vecchi Resident Evil di una volta. Una volta preso il controllo di Caroline, dovrete addentrarvi in questo misterioso ospedale apparentemente abbandonato muniti, all'inizio, solo di un semplice accendino.

Per buona parte del gioco, avrete a che fare con numerosi enigmi ambientali quasi tutti ben studiati che riusciranno a stimolare per bene il vostro intelletto dandovi poi, tanta soddisfazione una volta risolti. Per spostarvi tra le varie stanze che compongono l'enorme edificio, dovrete muovervi utilizzando un sistema di comandi simile a quello dei vecchi tank controls ma snellito per non risultare troppo legnoso: sarete liberi di muovervi in ogni direzione e ad ogni cambio inquadratura Caroline continuerà a muoversi nella stessa direzione finché continuerete a tenere premuta la levetta sinistra, una volta presa la mano riuscirete a muovervi per i tetri corridoi senza troppi problemi. Lo stesso non si può dire purtroppo per il combat system, ereditando anche questo dai vecchi titoli di Capcom, per sparare contro i vari nemici che incontrerete non avrete il controllo diretto della mira visto che sarà la protagonista stessa a mirare automaticamente il nemico più vicino. Cosa che rende gli scontri con più entità, abbastanza "legnosi" in certe situazioni visto che non sempre mirerà al bersaglio che volevate eliminare per primo.

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Ovviamente, come ogni buon survival horror che si rispetti, gli scontri a fuoco non dovranno essere la vostra prima scelta. Se possibile, soprattutto nelle zone iniziali, dovrete cercare di fuggire da ogni scontro in modo da tale da risparmiare risorse utili per le parti più impegnative. Il gioco non sarà infatti chissà quanto generoso e sarà vostra premura scegliere bene quando e se cercare lo scontro. A rendere le cose ancora più ostiche, ci penserà poi il buio che avvolgerà buona parte delle zone dell'ospedale, un buio che oltre che scenico avrà anche una vera e propria influenza nel gioco visto che se rimarrete senza fonti di luce per troppo tempo, il game over sarà inevitabile. Giusto per non farci mancare nulla, anche qua non saranno presenti checkpoint, ma avrete invece a disposizione solo i classici salvataggi eseguibili solo nelle stanze apposite dove potrete, oltre che tirare un sospiro di sollievo dagli orrori del gioco, trovare dei vecchi registratori che vi permetteranno di salvare utilizzando le bobine sparse per le varie stanze (quindi consumabili e non infinite!). Un modo abbastanza carino per eseguire il salvataggio, va detto, visto che ogni volta la protagonista registrerà letteralmente i suoi progressi facendo mente locale sulle ultime cose successe.

Non sono presenti livelli di difficoltà selezionabili, dovrete quindi adattarvi all'unica modalità pensata dagli sviluppatori senza poter magari, ripiegare su un eventuale difficoltà facile. L'inizio non sarà semplice e anche proseguendo, i giocatori meno avvezzi al genere potrebbero avere non pochi grattacapi, ma alla fine dei conti il gioco non sarà mai ingiusto con il giocatore. Inoltre, per quanto voglia omaggiare i titoli di una volta, sono comunque presenti una serie di cambiamenti atti a rendere il tutto più al passo con i tempi, come ad esempio l'inventario ottimamente pensato, senza limitazioni di sorta e suddiviso in categorie ben organizzate. È tutto ben bilanciato e una volta imparate per bene le varie meccaniche, con la giusta attenzione potrete arrivare ai titoli di coda, in poco meno di una decina di ore, senza troppi problemi.

Orrori in salsa vintage

Tecnicamente il gioco, tenendo conto del budget limitato a disposizione e del numero esiguo di persone che ci hanno lavorato, fa comunque il suo lavoro. Diciamocelo, si è visto ben di peggio anche da titoli più blasonati o che comunque potevano permettersi di fare molto di più. Per quanto non eccelsa, la resa grafica è soddisfacente e l'intero ospedale è riprodotto in maniera tale da riuscire a creare l'atmosfera adatta per un horror. Stona leggermente la protagonista con qualche animazione come quella della corsa, abbastanza legnosetta. Comparto sonoro nella media con delle musiche scelte sempre in maniera ponderata in base alla situazione, che sanno accompagnare la tensione crescente lungo tutto il gioco.


+ Enigmi ben studiati e mai banali
+ Atmosfere riuscite e degne dei classici del genere
+ Invoglia a proseguire senza mai davvero stufare


- Combat system non propriamente fluido e in certi casi, anche abbastanza legnoso
- Alcuni nemici un po' troppo facili da aggirare


Tormented Souls, se preso con la consapevolezza di essere un vero e proprio indie realizzato da poche persone, si rivela essere un buon titolo per gli amanti del genere horror. Al netto di una trama abbastanza banalotta, riesce nell'intento di omaggiare i classici del passato e in grado di soddisfare specialmente chi è cresciuto con i vari Resident Evil e Silent Hill. I suoi veri e propri difetti sono principalmente derivati dalla sua natura low budget, ma la passione degli sviluppatori per il genere si riesce ad avvertire e non posso che consigliarne l'acquisto anche solo per chi è stufo degli ormai abusati titoli horror moderni alla Outlast, basati principalmente sul fuggire e basta dal nemico di turno. Buona la prima quindi e che sia il primo di una lunga serie!


VOTO: 7,5
 
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