Cosa c'è di nuovo?

Wife Quest - Recensione degli Utenti

ufficiale
Wife Quest
I’m not your babe, I’m not your babe, Fernando (cit.)

Contenuta nell’album "The Fame Monster" del 2010, “Alejandro” è una canzone di Lady Gaga. Vincitore di una moltitudine di dischi d’oro e di platino, il brano ruota attorno alle avances ricevute costantemente dalla cantante da parte di un harem di uomini, tra cui un tale Fernando (omaggio all’omonimo brano degli ABBA del 1976). Da un presupposto narrativo molto simile parte la storia di Wife Quest.

Sviluppato da Pippin Games e pubblicato da EastAsiaSoft, il titolo è un platform old style realizato in pixel art, disponibile sugli store digitali delle console Sony, Microsoft e Nintendo.

Mia, ex guerriera, e Fernando, ingenuo agricoltore, sono una coppia sposata che vive felicemente una vita di campagna. Un giorno, la tranquillità della coppia viene turbata dall'elfa oscura Morganna che rapisce Fernando per… ehm… divertirsi con lui, assieme alle sue seducenti aiutanti mostruose. Fernando infatti gode di un fascino talmente irresistibile per il gentil sesso che un gruppo di malintenzionate decide di privare Mia del suo sposo per… ehm… godere della compagnia del virile bracciante. Sarà compito di una inferocita e gelosissima Mia prendere nuovamente le armi e liberare il suo amato.

Wife Quest propone una trama molto semplice e piacevole, veicolata attraverso un'ironia dissacrante e spesso strutturata sui doppi sensi dei dialoghi e sul ribaltamento della prospettiva della damigella in pericolo. E’ un umorismo parodistico ma non particolarmente salace, che risulta abbastanza equilibrato e senza cadute di stile. Anche la direzione artistica, in pixel art, contribuisce a trasmettere una dimensione cartoonesca alla narrazione, che non si prende mai troppo sul serio e fornisce rapidi spunti per strappare un sorriso al termine di ogni fase di gameplay.

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Ludicamente, il titolo si presenta come un platform 2D di vecchia scuola, sia strutturalmente sia nelle meccaniche. Ognuno dei sei livelli di cui è composto il titolo è a sua volta suddiviso in una decina di quadri da affrontare in sequenza, al termine dei quali si dovrà sconfiggere un boss ottenendo in premio una nuova abilità. Troviamo dunque le tipiche sequenze dei classici del genere: piattaforme da attraversare in velocità, nemici da sconfiggere per raccogliere monete, abilità da sfruttare per incrementare la mobilità, una negoziante presso cui incrementare le proprie possibilità offensive/difensive e così via. Wife Quest non propone, coscientemente, nulla di nuovo, limitandosi a proporre un gradevole tuffo nell’amarcord dei titoli platform dell’era 8/16 bit.

Anche quando Mia accede ad abilità interessanti, il gioco non ne sfrutta a pieno il potenziale, sia a causa di un level design fin troppo piatto sia a causa di una mappatura dei tasti a tratti piuttosto scomoda. Emerge dunque un po' di ingenuità da parte dello studio, composto da una manciata di sviluppatori volenterosi, che inciampa proprio dove avrebbe potuto rendere distinguibile il prodotto. E’ un peccato, perché la cura nell’arricchimento dell’offerta ludica emerge non solo dalla possibilità di sbloccare una modalità extra al termine dell’avventura, che arriva comunque dopo circa 8 ore, ma anche dalla ricchezza di costumi da sbloccare nonché di sfide ed obiettivi extra raggiungibili in ogni livello. E’ addirittura presente un minigioco in cui si potrà giocare ad una versione di test del concept iniziale di Wife Quest: un extra decisamente apprezzabile soprattutto per chi gradisce i retroscena produttivi.

Le musiche accompagnano puntualmente le avventure di Mia, con brani sempre adatti al contesto ed in linea con l’omaggio alla tradizione del genere: nulla di memorabile che possa rimanere nei ricordi dei giocatori, ma brani onesti che fanno egregiamente il loro lavoro. Sul versante tecnico, il titolo è piuttosto solido nella sua semplicità, non mostrando il fianco ad incertezze o rallentamenti.

La produzione Pippin Games viene proposta ad un invitante prezzo di 7,99€: un costo assolutamente ragionevole considerando il divertimento insito nel profilo contenutistico di Wife Quest.​



+ Trama simpatica e non eccessivamente salace
+ Gameplay classico
+ Longevo e ricco di contenuti...

- Non offre alcunché di nuovo
- Non sfrutta con convinzione alcune idee di game design
- ... ma l'appeal dei contenuti stessi potrebbe essere relativo



Wife Quest è un curioso mix tra amarcord ed ironia. In questo platform 2D old school, Pippin Games riversa l’amore per il genere e per la tradizione, mischiandolo alla irriverenza dei doppi sensi e dell’inversione dei ruoli. Una produzione che offre paradossalmente molto da giocare, tuttavia senza avere mai l’intenzione di proporre qualcosa di nuovo. Wife Quest rappresenta dunque un piacevole ed economico passatempo, in cui si intravede la passione degli sviluppatori ed al contempo se ne avverte anche l'incertezza.


VOTO: 7,0
 
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