Bar Bar Nazionale | SUPER LEAGUE IS BACK

Toto CT: chi volete come nuovo allenatore della nazionale?


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Non postavo da una vita in sezione calcio, era una promessa che avevo fatto a me stesso (disintossicarmi dal tifo tossico), ma vista la vicenda esplosa in questi giorni ho comunque voglia di dire la mia. Un abbraccio virtuale a chi avrà avuto la pazienza e la voglia di leggere tutto :asd:
Parto col dire, come ho espresso nel sondaggio, che sono contrario (ma assolutamente contrario) alla Superlega. A chiunque stia a cuore questo sport, non ci dovrebbe essere un minimo dubbio in merito. Le squadre più indebitate del mondo che mettono in piedi una competizione in cui non esiste la competizione, appunto, poteva mai essere una buona idea? Le premesse sono: "siamo indebitati, dobbiamo risanare i bilanci spartendoci tra noi indebitati i soldi delle tv e dei tifosi". Le squadre sono società, alcune quotate anche in borsa, su questo non ci piove, ma pur sempre delle società sportive. Insomma, dove sarebbe lo sport in questa pagliacciata di torneo? Questo per dire che bisogna pensare solo il peggio possibile del sistema che vogliono (volevano?) mettere in piedi.
Premessa doverosa, ma che in realtà fa capire quanto l'attuale sistema calcio sia arrivato a un collasso già pronosticabile, e che la pandemia ha solo accelerato. Voglio tornare indietro a pochi anni fa, ma anche solo al 2019, elencandovi alcune situazioni per me emblematiche e al tempo stesso paradossali di questi tempi: le commissioni agli agenti dei calciatori, Neymar acquistato per 222 milioni di euro, Ronaldo che guadagna da solo quanto 20 calciatori di Serie A, tifosi costretti a farsi due abbonamenti per vedersi le partite della propria squadra. Poi arriviamo ai giorni nostri, e assistiamo a trattative pietose tra società e calciatori, che continuano a chiedere aumenti d'ingaggio anche in pandemia, e che persino durante la terribile prima ondata hanno fatto il broncio quando hanno dovuto decurtarsi lo stipendio per qualche mese.
Questo è lo scenario che esisteva prima della Superlega. Bisogna ricordarlo, perché si sta facendo una narrazione parziale, distorta e pericolosa di quello che è successo. Il sistema è già morto, ma abbiamo tutti fatto finta di niente, calciatori, club, tifosi e governi. E sì, ci metto anche i governi, perché nelle ultime 48h ho scoperto che un primo ministro può legiferare su società private che giocano a calcio. Ora, che mi si venga a dire che è stato salvato il calcio, mi sento preso in giro. Mi sento preso in giro da allenatori come Guardiola, che hanno speso un miliardo di euro in 5 anni sul mercato e mi parlano di merito sportivo. Episodi come Leicester, o lo stesso Verona in Serie A, si vedono tanto quanto la cometa di Halley. Nel calcio moderno, il più delle volte, vince chi ha più soldi. Questa gente non può e non deve parlare di meritocrazia. Dov'era il FFP quando decine di club si sono indebitati a tal punto da crearsi un campionato a parte? Dove stavano Uefa e Fifa quando i fondi sono entrati nel pallone? Forse a riformulare ancora una volta le loro competizioni prendendo mazzette da personaggi che col calcio non c'entrano nulla? Perché quando Maradona ha svelato il peggio possibile di Blatter, nessuno ha osato ribellarsi a quel sistema mafioso? Andare a giocare un Mondiale in un paese dove c'è un dittatore o dove le donne non possono entrare negli stadi significa tutelare i valori dello sport?
Stiamo parlando di una lotta tra due mafie contro un manipolo di elite. Non è una lotta tra bene o male quello che sta accadendo adesso. Personaggi come Cairo o Gravina invocano l'esclusione di Milan, Inter e Juventus dalla A, rendono bene l'idea del livello di competenza che c'è nel nostro Paese. Si è banalizzato il discorso in "I ricchi si fanno un loro campionato, vergogna". Non ho ancora sentito una soluzione da parte di queste persone: come si risana il calcio? Come si mette fine alle follie del mercato, agli stipendi/fatturati e alle ingerenze dei procuratori? Questi sono i problemi veri, che andrebbero discussi e affrontati seriamente. Ed evito di citare quelli forse più drammatici: stadi, settori giovanili, diritti tv e doppi, tripli abbonamenti.
La Superlega non andrà in porto, mi spiace per chi tifava questa porcheria. Ma Uefa, Fifa, Lega e tutto il resto non hanno salvato un bel niente. Questo ammutinamento andato in malora dovrebbe farvi capire questo: nemmeno i club più potenti e ricchi del mondo, da soli, possono cambiare un sistema ormai incancrenito.
I pirati sono il male? E la Marina è la giustizia? Bene e male non sono che colori sulla tela, i cui nomi cambiano di continuo! I bambini che non conoscono la pace e quelli che non conoscono la guerra vedono il mondo con occhi molto diversi! Solo chi è al potere può stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato! E questo luogo proprio ora si trova a metà strada tra le due possibilità! "La giustizia vincerà"?! Ovvio! Perché sono i vincitori a essere nel giusto!

DO FLAMINGO DURANTE LA GUERRA PER LA SUPREMAZIA‎
Questa citazione riassume questa storia. Bellissimo One piece ❤️
 
Vado a lavarmi i denti, cosi poi non mi schiodo dal guardare il maledetto sorriso di Florentino, quel maledetto sorriso :hype:
 
Non postavo da una vita in sezione calcio, era una promessa che avevo fatto a me stesso (disintossicarmi dal tifo tossico), ma vista la vicenda esplosa in questi giorni ho comunque voglia di dire la mia. Un abbraccio virtuale a chi avrà avuto la pazienza e la voglia di leggere tutto :asd:
Parto col dire, come ho espresso nel sondaggio, che sono contrario (ma assolutamente contrario) alla Superlega. A chiunque stia a cuore questo sport, non ci dovrebbe essere un minimo dubbio in merito. Le squadre più indebitate del mondo che mettono in piedi una competizione in cui non esiste la competizione, appunto, poteva mai essere una buona idea? Le premesse sono: "siamo indebitati, dobbiamo risanare i bilanci spartendoci tra noi indebitati i soldi delle tv e dei tifosi". Le squadre sono società, alcune quotate anche in borsa, su questo non ci piove, ma pur sempre delle società sportive. Insomma, dove sarebbe lo sport in questa pagliacciata di torneo? Questo per dire che bisogna pensare solo il peggio possibile del sistema che vogliono (volevano?) mettere in piedi.
Premessa doverosa, ma che in realtà fa capire quanto l'attuale sistema calcio sia arrivato a un collasso già pronosticabile, e che la pandemia ha solo accelerato. Voglio tornare indietro a pochi anni fa, ma anche solo al 2019, elencandovi alcune situazioni per me emblematiche e al tempo stesso paradossali di questi tempi: le commissioni agli agenti dei calciatori, Neymar acquistato per 222 milioni di euro, Ronaldo che guadagna da solo quanto 20 calciatori di Serie A, tifosi costretti a farsi due abbonamenti per vedersi le partite della propria squadra. Poi arriviamo ai giorni nostri, e assistiamo a trattative pietose tra società e calciatori, che continuano a chiedere aumenti d'ingaggio anche in pandemia, e che persino durante la terribile prima ondata hanno fatto il broncio quando hanno dovuto decurtarsi lo stipendio per qualche mese.
Questo è lo scenario che esisteva prima della Superlega. Bisogna ricordarlo, perché si sta facendo una narrazione parziale, distorta e pericolosa di quello che è successo. Il sistema è già morto, ma abbiamo tutti fatto finta di niente, calciatori, club, tifosi e governi. E sì, ci metto anche i governi, perché nelle ultime 48h ho scoperto che un primo ministro può legiferare su società private che giocano a calcio. Ora, che mi si venga a dire che è stato salvato il calcio, mi sento preso in giro. Mi sento preso in giro da allenatori come Guardiola, che hanno speso un miliardo di euro in 5 anni sul mercato e mi parlano di merito sportivo. Episodi come Leicester, o lo stesso Verona in Serie A, si vedono tanto quanto la cometa di Halley. Nel calcio moderno, il più delle volte, vince chi ha più soldi. Questa gente non può e non deve parlare di meritocrazia. Dov'era il FFP quando decine di club si sono indebitati a tal punto da crearsi un campionato a parte? Dove stavano Uefa e Fifa quando i fondi sono entrati nel pallone? Forse a riformulare ancora una volta le loro competizioni prendendo mazzette da personaggi che col calcio non c'entrano nulla? Perché quando Maradona ha svelato il peggio possibile di Blatter, nessuno ha osato ribellarsi a quel sistema mafioso? Andare a giocare un Mondiale in un paese dove c'è un dittatore o dove le donne non possono entrare negli stadi significa tutelare i valori dello sport?
Stiamo parlando di una lotta tra due mafie contro un manipolo di elite. Non è una lotta tra bene o male quello che sta accadendo adesso. Personaggi come Cairo o Gravina invocano l'esclusione di Milan, Inter e Juventus dalla A, rendono bene l'idea del livello di competenza che c'è nel nostro Paese. Si è banalizzato il discorso in "I ricchi si fanno un loro campionato, vergogna". Non ho ancora sentito una soluzione da parte di queste persone: come si risana il calcio? Come si mette fine alle follie del mercato, agli stipendi/fatturati e alle ingerenze dei procuratori? Questi sono i problemi veri, che andrebbero discussi e affrontati seriamente. Ed evito di citare quelli forse più drammatici: stadi, settori giovanili, diritti tv e doppi, tripli abbonamenti.
La Superlega non andrà in porto, mi spiace per chi tifava questa porcheria. Ma Uefa, Fifa, Lega e tutto il resto non hanno salvato un bel niente. Questo ammutinamento andato in malora dovrebbe farvi capire questo: nemmeno i club più potenti e ricchi del mondo, da soli, possono cambiare un sistema ormai incancrenito.


Hai droppato la bombo.
Da incorniciare.
 
Non postavo da una vita in sezione calcio, era una promessa che avevo fatto a me stesso (disintossicarmi dal tifo tossico), ma vista la vicenda esplosa in questi giorni ho comunque voglia di dire la mia. Un abbraccio virtuale a chi avrà avuto la pazienza e la voglia di leggere tutto :asd:
Parto col dire, come ho espresso nel sondaggio, che sono contrario (ma assolutamente contrario) alla Superlega. A chiunque stia a cuore questo sport, non ci dovrebbe essere un minimo dubbio in merito. Le squadre più indebitate del mondo che mettono in piedi una competizione in cui non esiste la competizione, appunto, poteva mai essere una buona idea? Le premesse sono: "siamo indebitati, dobbiamo risanare i bilanci spartendoci tra noi indebitati i soldi delle tv e dei tifosi". Le squadre sono società, alcune quotate anche in borsa, su questo non ci piove, ma pur sempre delle società sportive. Insomma, dove sarebbe lo sport in questa pagliacciata di torneo? Questo per dire che bisogna pensare solo il peggio possibile del sistema che vogliono (volevano?) mettere in piedi.
Premessa doverosa, ma che in realtà fa capire quanto l'attuale sistema calcio sia arrivato a un collasso già pronosticabile, e che la pandemia ha solo accelerato. Voglio tornare indietro a pochi anni fa, ma anche solo al 2019, elencandovi alcune situazioni per me emblematiche e al tempo stesso paradossali di questi tempi: le commissioni agli agenti dei calciatori, Neymar acquistato per 222 milioni di euro, Ronaldo che guadagna da solo quanto 20 calciatori di Serie A, tifosi costretti a farsi due abbonamenti per vedersi le partite della propria squadra. Poi arriviamo ai giorni nostri, e assistiamo a trattative pietose tra società e calciatori, che continuano a chiedere aumenti d'ingaggio anche in pandemia, e che persino durante la terribile prima ondata hanno fatto il broncio quando hanno dovuto decurtarsi lo stipendio per qualche mese.
Questo è lo scenario che esisteva prima della Superlega. Bisogna ricordarlo, perché si sta facendo una narrazione parziale, distorta e pericolosa di quello che è successo. Il sistema è già morto, ma abbiamo tutti fatto finta di niente, calciatori, club, tifosi e governi. E sì, ci metto anche i governi, perché nelle ultime 48h ho scoperto che un primo ministro può legiferare su società private che giocano a calcio. Ora, che mi si venga a dire che è stato salvato il calcio, mi sento preso in giro. Mi sento preso in giro da allenatori come Guardiola, che hanno speso un miliardo di euro in 5 anni sul mercato e mi parlano di merito sportivo. Episodi come Leicester, o lo stesso Verona in Serie A, si vedono tanto quanto la cometa di Halley. Nel calcio moderno, il più delle volte, vince chi ha più soldi. Questa gente non può e non deve parlare di meritocrazia. Dov'era il FFP quando decine di club si sono indebitati a tal punto da crearsi un campionato a parte? Dove stavano Uefa e Fifa quando i fondi sono entrati nel pallone? Forse a riformulare ancora una volta le loro competizioni prendendo mazzette da personaggi che col calcio non c'entrano nulla? Perché quando Maradona ha svelato il peggio possibile di Blatter, nessuno ha osato ribellarsi a quel sistema mafioso? Andare a giocare un Mondiale in un paese dove c'è un dittatore o dove le donne non possono entrare negli stadi significa tutelare i valori dello sport?
Stiamo parlando di una lotta tra due mafie contro un manipolo di elite. Non è una lotta tra bene o male quello che sta accadendo adesso. Personaggi come Cairo o Gravina invocano l'esclusione di Milan, Inter e Juventus dalla A, rendono bene l'idea del livello di competenza che c'è nel nostro Paese. Si è banalizzato il discorso in "I ricchi si fanno un loro campionato, vergogna". Non ho ancora sentito una soluzione da parte di queste persone: come si risana il calcio? Come si mette fine alle follie del mercato, agli stipendi/fatturati e alle ingerenze dei procuratori? Questi sono i problemi veri, che andrebbero discussi e affrontati seriamente. Ed evito di citare quelli forse più drammatici: stadi, settori giovanili, diritti tv e doppi, tripli abbonamenti.
La Superlega non andrà in porto, mi spiace per chi tifava questa porcheria. Ma Uefa, Fifa, Lega e tutto il resto non hanno salvato un bel niente. Questo ammutinamento andato in malora dovrebbe farvi capire questo: nemmeno i club più potenti e ricchi del mondo, da soli, possono cambiare un sistema ormai incancrenito.

Amen.


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Mo attacco FlightRadar24 in sottofondo che ci sta sempre bene nei momenti di disagio
 
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