No no, Chainsaw Man è pesante sin dall'inizio ma Fujimoto ci mette quel tanto di ironia da alleggerire il tutto e non renderlo strappalacrime.
Non si prende sul serio nei toni ma è estremamente drammatico; hai un ragazzino di 16 anni che ha ereditato i debiti del padre con la Yakuza, che da bambino sulla tomba del padre si sente dire "trova tot somma entro domani. Prostituisciti se devi, ma se non mi porti quella cifra ti faccio a pezzi e rivendo le tue parti del corpo", che sogna in piccolo perché la sua vita da cane della mafia lo ha privato di grosse ambizioni, che ha dovuto vendere parti del corpo per ripagare in parte il debito, che vive nell'incertezza di essere ancora vivo domani e con l'ansia di riuscire a mangiare una fetta di pane al giorno e quando diventa in grado di trasformarsi in uno strumento da sfruttare la sua vita viene valorizzata dalla società per bene, la quale però, esattamente come la yakuza, continua a vederlo come un cane e continua a rinnegare la sua umanità. Chainsaw Man parla di alienazione e sfruttamento e te lo mette in chiaro sin dall'inizio, i toni cazzoni sono un modo per renderti il tutto più digeribile ai fini dell'intrattenimento, ma è un manga estremamente politico e pesante riguardo i temi che tratta
Semplicemente non li tratta in maniera retorica