Discorso trito e ritrito. Le recensioni vanno lette/ascoltate, ma prese per quelle che sono: opinioni, anche criticamente ben strutturate, utili a dare una panoramica sul valore del gioco, ma comunque opinioni. Dalla carrellata di recensioni su Resonant vengono comunque fuori due aspetti interessanti.
Praticamente concordano tutti sull'autorialità del gioco, che è forse la cosa che più definisce le opere Remedy. Allo stesso tempo però molte recensioni parlano di un gameplay non sempre riuscito: una certa tendenza al button-mashing la si ritrova tanto in recensioni negative, che in altre positive (e tra l'altro è una perplessità che abbiamo avuto quasi tutti guardando i trailer). La sensazione è che, specialmente in quest'ultimo periodo denso di uscite, non ci sia una visione unitaria sul peso che certi elementi hanno sui giochi (vedi la scarsa IA dei mob di Onimusha per dire), quindi ti ritrovi i RoundTwo che magari dicono le stesse cose di Ualone, ma i primi parlano di titolo insufficiente, il secondo di gioco da 8.5.
La critica videoludica, probabilmente immatura e sicuramente meno canonizzata rispetto a quella cinematografica, è questa e infatti spesso abbiamo forbici di voto anche importanti. Noi però anziché fare psicodrammi a ogni santo gioco, dovremmo leggere tra le righe e al massimo fare una scrematura/dare una precedenza agli acquisti, per poi farci un'idea nostra quando anche a fronte di difetti conclamati, il gioco ci interessa. Inoltre, nel caso specifico dei Roundtwo, a me pare che sono in un mood di eterno scazzo dove praticamente non gli piace a pieno nulla. Non che sia mai stato un loro grande fan, ma li preferisco quando parlano a ruota libera, piuttosto che quando analizzano un singolo gioco, dato che davvero credo siano stati tiepidi con qualsiasi titolo recente, sia già uscito, che provato in anteprima (hanno fatto una preview di FF Resonance che c'è da mettersi le mani ai capelli per dire).