Il grande merito di Waid consiste nell'avere ritrovato la perduta solarità del personaggio. Che tale necessità sia ciclica nella storia di Murdock è indubbio; prima Miller ne ha decantato risorgimento, caduta e successiva rinascita, poi lo strepitoso ciclo della Nocenti che ha nuovamente buttato il personaggio giù dalla torre. E ancora Chichester negli anni novanta (con l'ultradiscusso Fall from Grace) fino ad arrivare alla pietra tombale disposta da Bendis e Brubaker. Diggle vabbè, mero yes-man messo lì per scrivere ciò che nessuno avrebbe voluto fare: l'ennesima morte ideologica di Matt Murdock. Ma era indispensabile tornare alla radice e Waid, da grande tessitore di trame, è riuscito a rilanciare Daredevil nell'olimpo dei caratteri Marvel. Finora il suo ciclo mi ricorda la meravigliosa (e mai citata) run di Wolfman.