- Iscritto dal
- 29 Gen 2020
- Messaggi
- 2,806
- Reazioni
- 1,860
Offline
Pubblicità
Il senso del topic non consiste nel valutare la rispettiva rilevanza storica dei due titoli, altrimenti Diablo 2 vincerebbe ovviamente per plebiscito, ma sulle relative qualità che permettano a un gioco di superare l'altro secondo canoni moderni. Personalmente giocando a Resurrected ho rinfrescato la vecchia sensazione di delusione per il terzo capitolo e l'ho consolidata: Diablo 2 risulta un'esperienza più piacevole anche per il casual gamer. Il tasso di sfida non è proibitivo ma almeno vagamente presente(mentre per morire nella prima run del 3 bisogna impegnarsi), lo skill tree obbliga a trarre delle scelte e a dover rifare il personaggio se si è incauti, la storia è molto più interessante, dello stile artistico neanche a parlarne e i drop degli oggetti rari e unici meno frequente aggiunge emozione nei pick. In effetti quello che secondo me manca al terzo è proprio la carica emotiva: sembra un titolo che sia stato prodotto tanto per farlo e per venderlo a chiunque fosse dotato di un processore, senza direzione. L'unica aggiunta interessante a mio avviso è stata la mission mode.
Cosa ne pensate? Anche esperienze di chi li ha sviscerati appieno sono le benvenute.
Cosa ne pensate? Anche esperienze di chi li ha sviscerati appieno sono le benvenute.
Ultima modifica:

La verità di build è proprio povera in sto gioco, al massimo ti fai due set uno per farmare e uno per i rift, poi il nulla, colpa pure di Blizzard che non ha saputo bilanciare bene mai una sega. Anzi in certe stagioni ha proprio ucciso classi intere da quanto poveri i vantaggi dei leggendari stagionali erano. Se parliamo poi della campagna e talmente banale che si completa da sola, penso sia volutamente cosi per far finire il gioco a tutti in scioltezza anche prendendo a capocciate la testiera.