Ufficiale Geopolitica

  • Autore discussione Autore discussione Gianpi
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ufficiale
Visto che se ne parla nel topic politico , ma pare che nessuno li abbia veramente letti ecco qui i 20 punti del "piano di pace"

  1. Gaza sarà una zona deradicalizzata e libera dal terrorismo che non costituirà una minaccia per i suoi vicini.
  2. Gaza sarà ricostruita a beneficio della popolazione di Gaza, che ha già sofferto abbastanza.
  3. Se entrambe le parti accetteranno questa proposta, la guerra finirà immediatamente. Le forze israeliane si ritireranno sulla linea concordata per prepararsi al rilascio degli ostaggi. Durante questo periodo, tutte le operazioni militari, compresi i bombardamenti aerei e di artiglieria, saranno sospese e le linee di battaglia rimarranno congelate fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni per il ritiro completo.
  4. Entro 72 ore dall’accettazione pubblica di questo accordo da parte di Israele, tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, saranno restituiti.
  5. Una volta che tutti gli ostaggi saranno stati liberati, Israele rilascerà 250 detenuti condannati all’ergastolo più 1.700 abitanti di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023, comprese tutte le donne e i bambini detenuti in quel contesto. Per ogni ostaggio israeliano le cui salme saranno restituite, Israele restituirà le salme di 15 abitanti di Gaza deceduti.
  6. Una volta che tutti gli ostaggi saranno stati restituiti, i membri di Hamas che si impegneranno a coesistere pacificamente e a smantellare le loro armi saranno graziati. Ai membri di Hamas che desiderano lasciare Gaza sarà garantito un passaggio sicuro verso i paesi di accoglienza.
  7. Una volta accettato il presente accordo, saranno immediatamente inviati aiuti completi nella Striscia di Gaza. Come minimo, le quantità di aiuti saranno coerenti con quanto previsto dall’accordo del 19 gennaio 2025 in materia di aiuti umanitari, compreso il ripristino delle infrastrutture (acqua, elettricità, fognature), il ripristino di ospedali e panifici e l’ingresso delle attrezzature necessarie per rimuovere le macerie e aprire le strade.
  8. L’ingresso degli aiuti e la loro distribuzione nella Striscia di Gaza avverranno senza interferenze da parte delle due parti attraverso le Nazioni Unite e le sue agenzie, la Mezzaluna Rossa e altre istituzioni internazionali non associate in alcun modo a nessuna delle due parti. L’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni sarà soggetta allo stesso meccanismo attuato nell’ambito dell’accordo del 19 gennaio 2025.
  9. Gaza sarà governata da un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e delle municipalità per la popolazione di Gaza. Questo comitato sarà composto da palestinesi qualificati ed esperti internazionali, con la supervisione e il controllo di un nuovo organismo internazionale di transizione, il “Consiglio di pace”, che sarà guidato e presieduto dal presidente Donald J. Trump, con altri membri e capi di Stato da annunciare, tra cui l’ex primo ministro Tony Blair. Questo organismo definirà il quadro di riferimento e gestirà i finanziamenti per la ricostruzione di Gaza fino a quando l’Autorità Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme, come delineato in varie proposte, tra cui il piano di pace del presidente Trump del 2020 e la proposta saudita-francese, e potrà riprendere in modo sicuro ed efficace il controllo di Gaza. Questo organismo farà appello ai migliori standard internazionali per creare un governo moderno ed efficiente che sia al servizio della popolazione di Gaza e favorisca gli investimenti.
  10. Verrà elaborato un piano di sviluppo economico di Trump per ricostruire e rilanciare Gaza, convocando un gruppo di esperti che hanno contribuito alla nascita di alcune delle fiorenti città moderne del Medio Oriente. Molte proposte di investimento ponderate e idee di sviluppo entusiasmanti sono state elaborate da gruppi internazionali ben intenzionati e saranno prese in considerazione per sintetizzare i quadri di sicurezza e governance al fine di attrarre e facilitare questi investimenti che creeranno posti di lavoro, opportunità e speranza per il futuro di Gaza.
  11. Sarà istituita una zona economica speciale con tariffe preferenziali e tassi di accesso da negoziare con i paesi partecipanti.
  12. Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza e coloro che desiderano andarsene saranno liberi di farlo e liberi di tornare. Incoraggeremo le persone a rimanere e offriremo loro l’opportunità di costruire una Gaza migliore.
  13. Hamas e le altre fazioni accettano di non svolgere alcun ruolo nella governance di Gaza, né direttamente, né indirettamente, né in alcuna altra forma. Tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, compresi i tunnel e gli impianti di produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite. Ci sarà un processo di smilitarizzazione di Gaza sotto la supervisione di osservatori indipendenti, che includerà la messa fuori uso definitiva delle armi attraverso un processo concordato di smantellamento, supportato da un programma di riacquisto e reintegrazione finanziato a livello internazionale, il tutto verificato dagli osservatori indipendenti. La nuova Gaza si impegnerà pienamente a costruire un’economia prospera e a coesistere pacificamente con i propri vicini.
  14. I partner regionali forniranno una garanzia per assicurare che Hamas e le fazioni rispettino i loro obblighi e che la nuova Gaza non rappresenti una minaccia per i suoi vicini o per la sua popolazione.
  15. Gli Stati Uniti collaboreranno con i partner arabi e internazionali per costituire una forza internazionale di stabilizzazione (ISF) temporanea da dispiegare immediatamente a Gaza. L’ISF addestrerà e fornirà supporto alle forze di polizia palestinesi controllate a Gaza e si consulterà con la Giordania e l’Egitto, che hanno una vasta esperienza in questo campo. Questa forza costituirà la soluzione a lungo termine per la sicurezza interna. L’ISF collaborerà con Israele ed Egitto per contribuire a garantire la sicurezza delle zone di confine, insieme alle forze di polizia palestinesi appena addestrate. È fondamentale impedire l’ingresso di munizioni a Gaza e facilitare il flusso rapido e sicuro di merci per ricostruire e rivitalizzare Gaza. Le parti concorderanno un meccanismo di risoluzione dei conflitti.
  16. Israele non occuperà né annetterà Gaza. Man mano che l’ISF stabilirà il controllo e la stabilità, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si ritireranno sulla base di standard, tappe fondamentali e tempistiche legati alla smilitarizzazione che saranno concordati tra l’IDF, l’ISF, i garanti e gli Stati Uniti, con l’obiettivo di garantire la sicurezza di Gaza, che non costituirà più una minaccia per Israele, l’Egitto o i suoi cittadini. In pratica, l’IDF cederà progressivamente il territorio di Gaza che occupa all’ISF secondo un accordo che stipulerà con l’autorità di transizione fino al suo completo ritiro da Gaza, fatta eccezione per una presenza di sicurezza perimetrale che rimarrà fino a quando Gaza non sarà adeguatamente protetta da qualsiasi minaccia terroristica.
  17. Nel caso in cui Hamas ritardi o respinga questa proposta, quanto sopra, compresa l’operazione di aiuto potenziata, procederà nelle aree libere dal terrorismo consegnate dall’IDF all’ISF.
  18. Sarà avviato un processo di dialogo interreligioso basato sui valori della tolleranza e della coesistenza pacifica per cercare di cambiare la mentalità e la narrativa dei palestinesi e degli israeliani, sottolineando i benefici che possono derivare dalla pace.
  19. Con il progredire della ricostruzione di Gaza e l’attuazione fedele del programma di riforme dell’Autorità Palestinese, potrebbero finalmente crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la statualità palestinese, che riconosciamo come aspirazione del popolo palestinese.
  20. Gli Stati Uniti avvieranno un dialogo tra Israele e i palestinesi per concordare un orizzonte politico per una coesistenza pacifica e prospera.
© Agence France-Presse
Per cominciare non si capisce cosa dovrebbe succedere in Cisgiordania ....
 
Per farvi Capire 1967
Il verde rappresenta le aree abitate dai Palestinesi

Oggi (in realtà aggiornata al 2023 , non si sa esattamente cosa abbiano fatto i coloni dal 7 ottobre in poi)


Qui c'è una mappa più precisa che mostra la dislocazione delle colonie Ebraiche in Cisgiordania , la parte bianca che le circonda è racchiusa da muri di protezione

La Cisgiordania ha circa 3,3 mln di abitanti secondo le Stime , ma le Autorità Palestinesi ne dichiarano 2,9 milioni , in ogni caso sono molti di più dei Gazawi , distribuiti su più città ,sono soggetti a vessazioni incredibili dovute ai coloni di estrema destra supportati spesso dall'IDF

La definizione "destra" però secondo me è fuorviante , non è una destra politica è una destra religiosa radicalizzata , non abbiamo l'uguale in Occidente , neanche l'ombra , è quasi una versione Talebana dell'Ebraismo
 
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I punti chiave del piano dettagliano le nozioni che riportano i palestinesi a Gaza solo allo status quo pre-7 ottobre 2023: una tregua tra Hamas e Israele, le Nazioni Unite riassumeranno il loro ruolo distribuendo aiuti a Gaza, e ci saranno colloqui verso uno Stato palestinese aspirazionale.
...
Il resto si concentra sul futuro di Gaza in quello che assomiglia a un piano di ricostruzione della guerra post-Iraq, questa volta gestito da Trump e dall'ex primo ministro britannico Tony Blair. I palestinesi non avranno alcun ruolo nel processo mentre l'Autorità palestinese viene messa da parte e Hamas è costretto al disarmo e uscire dall'enclave.
...
Non ci sono impegni che la Cisgiordania occupata non sarà del tutto annessa da Israele.
...
Sembra davvero il tipico approccio americano nel corso di decenni per fare la pace in Medio Oriente, che è quello di preparare un piano con Israele e poi presentarlo ai palestinesi come un fatto compiuto
...
L'intero pensiero intorno al 'Board of Peace' e Trump e Tony Blair...queste entità straniere che controllano Gaza è completamente antitetico e contro il diritto fondamentale palestinese all'autodeterminazione...Questo è letteralmente un piano per dire che sostanzialmente Gaza non è più palestinese...Questo è puro pensiero coloniale

 
Hamas è costretto al disarmo e uscire dall'enclave.
Per andare dove? In Europa? (sul modello: visto che vi piacciono tanto prendeteveli!)
(quello Cubano per intenderci, quando gli USA invitavano i cubani a defezionare , Castro svuotò le carceri e mandò i peggiori elementi in USA come "dissidenti" . Gli USA smisero di invitarli.)

circa 30.000 militanti violenti adusi al terrorismo ed allo stragismo armato e dove hanno già molti simpatizzanti?

fra i Paesi Arabi non li vuole nessuno o forse Israele li vuole in Cisgiordania? :trollface:
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gestito da Trump e dall'ex primo ministro britannico Tony Blair.
Ah bè siamo tutti tranquilli....
 
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:tè:
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Un grande giorno anche per i Palestinesi? Ah no. Loro finiranno a fare gli schiavi nei resort ameriggani.
 
Per andare dove? In Europa? (sul modello: visto che vi piacciono tanto prendeteveli!)
(quello Cubano per intenderci, quando gli USA invitavano i cubani a defezionare , Castro svuotò le carceri e mandò i peggiori elementi in USA come "dissidenti" . Gli USA smisero di invitarli.)
Hamas non andrà mai via dalla Striscia!
Per fortuna, aggiungo io, visto che sono l'ultimo baluardo a difesa dei palestinesi.
circa 30.000 militanti violenti adusi al terrorismo ed allo stragismo armato e dove hanno già molti simpatizzanti?
Stai descrivendo i coloni, giusto?
Il numero però è sbagliato, sono molte centinaia di migliaia in più!
 
Stai descrivendo i coloni, giusto?
Il numero però è sbagliato, sono molte centinaia di migliaia in più!
Sul numero dei coloni hai ragione e a proposito l'altro giorno a propagandalive c'è stato un intervento con filmato di Francesca Mannocchi, che si trova sul posto, sugli ordinari abusi e violenze che subiscono i palestinesi della Cisgiordania. A circa -1:48:00:


Ma penso che Dorsai si riferisse ai militanti di Hamas. Quattro link che potrebbero contribuire a dare un'idea della dimensione del gruppo armato:




 
Sul numero dei coloni hai ragione e a proposito l'altro giorno a propagandalive c'è stato un intervento con filmato di Francesca Mannocchi, che si trova sul posto, sugli ordinari abusi e violenze che subiscono i palestinesi della Cisgiordania. A circa -1:48:00:

Avevo già visto quel servizio.
Gli abusi, le violenze e le esecuzioni sono incoraggiate dalla totale impunità di cui godono.
L'IDF addirittura li protegge e li scorta!

Ma penso che Dorsai si riferisse ai militanti di Hamas. Quattro link che potrebbero contribuire a dare un'idea della dimensione del gruppo armato:




Lo so che si riferiva a Hamas, la mia era una battuta.
Hamas è sempre stato un partito politico con un'ala militare: l'unica entità in tutto il globo che ha cercato in qualche modo di contrapporsi tra la furia omicida di Israele e la popolazione palestinese.
A un certo punto è stato deciso che questa contrapposizione doveva essere definita terrorismo, così come a un certo Putin da criminale di guerra è diventato l'unico interlocutore accreditato per una pace in Ucraina o come Maduro che dal nulla è diventato il capo di un regime che ha nel narcotraffico il suo know-how o come Al-Jolani che da ricercato complice negli attentati dell'11 settembre è diventato una fiera espressione della democrazia occidentale esportata o come il diritto internazionale che va bene si, ma fino a un certo punto!
 
l'unica entità in tutto il globo che ha cercato in qualche modo di contrapporsi tra la furia omicida di Israele e la popolazione palestinese.
Be', in realtà c'era chi lo faceva prima di loro, senza ricevere supporto da Israele stesso.
 
Be', in realtà c'era chi lo faceva prima di loro, senza ricevere supporto da Israele stesso.
Si, c'era l'Olp finché è esistito Arafat, poi è subentrato Abu Mazen e l'Olp è diventato un cagnolino ammaestrato al guinzaglio di Israele!

Ecco chi è Abu Mazen: un collaborazionista venduto!
 
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No, Maduro è un assassino al pari del suo Chavez. E non lo ha deciso Trump l'altro giorno, lo è sempre stato
Sarà pure così ma questa gente narrativamente parlando diventa un cattivo dall'oggi al domani ( pur essendolo sempre stato di fatto secondo i nostri standard) e quando è così c'è sempre una ragione geopolitica dietro.
Nel caso del venezuela con le riserve di petrolio più grandi al mondo, paese sotto sanzioni usa, paese che commercia e dialoga con la cina ed alleati suoi, paese che ha ripreso il controllo del suo petrolio escludendo l'occidente ( gli usa ed alleati) tirare fuori il maduro trafficante è il classico jolly molto riduttivo per descrivere davvero la situazione ma estremamente efficace per vendere gli interventi o eventuali tali a chi nemmo sa dove sia il venezuela.
 
No, Maduro è un assassino al pari del suo Chavez. E non lo ha deciso Trump l'altro giorno, lo è sempre stato
Credo che il Venezuela sia il paese latino-americano dove si tengono più elezioni in assoluto (oltre ai tentativi di golpe della CIA), delle due l'una: o i venezuelani continuano a "sbagliare" nella cabina elettorale oppure le elezioni sono truccate ma solo se non vince il candidato che ci piace :hmm:
 
Sarà pure così ma questa gente narrativamente parlando diventa un cattivo dall'oggi al domani ( pur essendolo sempre stato di fatto secondo i nostri standard) e quando è così c'è sempre una ragione geopolitica dietro.
Nel caso del venezuela con le riserve di petrolio più grandi al mondo, paese sotto sanzioni usa, paese che commercia e dialoga con la cina ed alleati suoi, paese che ha ripreso il controllo del suo petrolio escludendo l'occidente ( gli usa ed alleati) tirare fuori il maduro trafficante è il classico jolly molto riduttivo per descrivere davvero la situazione ma estremamente efficace per vendere gli interventi o eventuali tali a chi nemmo sa dove sia il venezuela.

Pino Arlacchi durante il suo mandato alla guida dell’Unoc, l’agenzia antidroga e anticrimine dell’Onu.

 
Pino Arlacchi durante il suo mandato alla guida dell’Unoc, l’agenzia antidroga e anticrimine dell’Onu.

Non ho parlato di narcotraffico di cui non mi importa assolutamente nulla. Se lo sono inventato gli usa per prendersi il petrolio. Parlo di quel maiale di Chavez e di quell'altra scrofa di Maduro, che anche se dall'altra parte del mondo siete innamorati per non si sa quale motivo, speriamo finisca appeso come merita
 
Credo che il Venezuela sia il paese latino-americano dove si tengono più elezioni in assoluto (oltre ai tentativi di golpe della CIA), delle due l'una: o i venezuelani continuano a "sbagliare" nella cabina elettorale oppure le elezioni sono truccate ma solo se non vince il candidato che ci piace :hmm:
Con due messaggi oggi hai difeso terroristi islamici che hanno sgozzato bambini e stuprato donne ed un dittatore mentre nell'altro quasi giustifichi la Russia.
Il sentimento anti occidentale dell'estrema sinistra è vivo e forte
 
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