Per quanto importante e al di là di quello che dice, la Costituzione italiana è una legge come le altre, nel senso che è frutto di una scelta politica e umana fatta in un determinato momento storico (un po' come la storia dell'inesistenza di governi "tecnici"). Non è esente dall'avere parti che possono invecchiare male davanti alla ridefinizione di cosa sono e come si configurano i valori della nostra civiltà. Qualora dovesse dimostrarsi inadeguata a tale ridefinizione, per me la Costituzione non è intoccabile. So che parlare di valori in maniera così generica è fumoso e sfuggente, finanche potenzialmente pericoloso, ma spero di aver fatto capire ciò che voglio dire.
Aver scelto di combattere non lo davo come motivo di vanto, presentavo anche quella realtà evidenziando solo il fatto che un tankie non ti parlerebbe mai della scelta delle volontarie ucraine in quanto al tankie interessa vedere la Russia far sparire l'Ucraina in chiave antiamericana e antioccidentale, quindi selezionerà e piegherà al suo scopo tutto e solo ciò che gli serve per convincerti della sua narrazione, scartando cose che - secondo il tankie - gli/le remerebbero contro come quella. Ma è vero che la propaganda magnifica il coraggio dell'andare in guerra per spingerti a farlo, tendendo a farti sentire codardo se non lo fai. Questo è un lato immorale della propaganda. Forse bisognerebbe anche dire che magari ci sono diversi livelli e sfumature di contrarietà/accettazione verso il reclutamento: come ad esempio da qualcuno a cui non importava di essere reclutato ma che non voleva lasciare la famiglia fino a quando non avesse ricevuto la chiamata, a qualcun altro che è stato trovato nascosto in un villaggio remoto. Poi c'è anche una cosa chiamata "survivor guilt". D'altra parte però ribadisco il quesito sull'assenza di ammutinamenti di massa, aggiungendo l'assenza di proteste in questo senso da parte della diaspora ucraina e che, per quanto la propaganda possa essere forte, in Ucraina l'istruzione, la cultura e l'accessibilità all'informazione non è paragonabile a quella di inizio '900.
Punto e a capo. La mia domanda tuttavia è la seguente: questo punto dolente basta per decidere di non aiutare l'Ucraina anche militarmente? Perché prima di arrivare a dire "no armi" e "costringiamo l'Ucraina ad arrendersi" partendo da questo punto ce ne passa eh. Devi passare per la situazione nei territori occupati ed estenderla ipoteticamente a tutta l'Ucraina, per esempio. Devi passare per la deportazione di minori, un altro esempio. Altra domanda o forse quella cruciale:
cosa sarebbe successo senza quel ban? Non so rispondere.
Detto ciò, penso che da qui ci sfugga qualcosa. Chiedi a un ucraino se sta difendendo solo un pezzo di terra e vediamo come ti risponde. Io ho chiesto alla persona che conosco e, tra le altre cose, mi ha risposto che per molti non si tratta di difendere lo Stato, si tratta di difendere la propria famiglia, la propria casa, è più personale, chiedendosi retoricamente cosa cambi nella morale quando affronti una minaccia che cerca di distruggere tutto ciò che ami. Quando infine le ho chiesto se quindi pensasse che la mobilitazione con quel ban fosse risultata la scelta meno peggiore, mi ha risposto: "è moralmente difficile da dire, come ucraina penso che ci stia proteggendo, come essere umano vorrei che non fossimo stati costretti a farlo". Chiaramente questa è la sua prospettiva personale. Inoltre io risalirei ai gruppi volontari dal 2014, ai manifestanti di Maidan uccisi dalle berkut, a figure come Serhiy Nigoyan. Penso che nella memoria collettiva ucraina siano impressi questi sacrifici.
Mi sono anche chiesto, e gliel'ho detto, cosa avrei provato e pensato (come ciò mi avrebbe influenzato) se fosse stata un maschio abile dai 18 ai 60.
Quando fai ironia sui valori occidentali non capisco però perché sull'obiezione di coscienza parli esclusivamente di Occidente. Il diritto all'obiezione di coscienza è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dal Patto Internazionale sui Diritti civili e politici, dal Consiglio Onu dei Diritti Umani. Il concetto di chiamata a difendere la patria con le armi e rischiando altamente la vita, che anch'io - in qualità di italiano e non di ucraino in questo momento - come te metto in discussione, non è prerogativa delle democrazie occidentali. Quindi se vuoi considerarlo un disvalore, ed io in linea di massima proverei a seguirti - perché ti capisco e non è un pensiero che mi è estraneo - o perlomeno ci rifletterei assieme provando a declinarlo nei contesti, dovresti considerarlo un disvalore dell'ordinamento mondiale in Stati nazionali di cui nemmeno le democrazie occidentali si sono ancora completamente liberate, nonostante i trattati. Se te la prendi unicamente con queste ultime continuando col mantra sarcastico "i cosiddetti valori occidentali" e nulla più si scade nell'antioccidentalismo. Cioè, a che serve? C'è della verità in quello che dici, ma se lo imposti così stai facendo un mischione. I valori delle democrazie "occidentali" esistono, come esistono le loro ipocrisie e le loro manchevolezze, anche gravi e molto gravi. La critica che stai muovendo ha una propria legittimità e va valutata, ma non generalizziamo, i valori esistono ed è ovvio che il regime russo attuale li sopprima. Inoltre PostFata ha iniziato a togliermi le parole di bocca accennando a coscrizione, Italia e NATO: in un mondo in cui può ancora esistere un'invasione di questo genere, un'alleanza internazionale difensiva a carattere anche militare, o addirittura con ombrello nucleare (NATO oppure esercito europeo), riduce la probabilità, quando non annullandola del tutto, che uno Stato membro ricorra alla coscrizione nel caso subisca un attacco cinetico. Quindi finché non ascolto argomentazioni a riguardo, pragmaticamente e in questo senso troverei paradossale che chi ha un pensiero simile al nostro sulla coscrizione si pronunci contemporaneamente, nettamente e totalmente contro la NATO o contro l'ipotetica formazione di un esercito professionista europeo. C'è qualcuno qui dentro che, fino a prova contraria, sta assumendo questa posizione che mi sembra autocontradditoria?
La propaganda russa non solo fa ridere ai polli, è anche e soprattutto quotidianamente genocidiaria (fatti un giro sul canale youtube "Russian Media Monitor", le cose che talvolta mi è capitato di postare qui non sono nemmeno le peggiori che ho sentito). La propaganda ucraina no. Tra le due su questo piano non c'è paragone. In Occidente non credo si possa parlare di propaganda monolitica. Per fare uno dei tanti esempi italiani:
Nel panorama televisivo italiano La7 è un caso piuttosto eclatante per la sua posizione politica particolarmente netta, così come emerge...
www.ilriformista.it
La Russia condannata abbastanza? Dove? In Italia? Mah, parliamone:
The destruction of the Nova Kakhovka dam has amplified Ukrainians’ realization of injustice and the fragile nature of their allyship with the West.
www.politico.eu
At a bar in a once-occupied Ukrainian village, dehumanizing messages on the walls were a stark reminder that the Kremlin wants to stamp out Ukraine and its culture.
www.nytimes.com
GENEVA (15 June 2023) – The UN Special Rapporteur on Torture, Alice Jill Edwards today expressed alarm at reports and testimonies which appear to indicate that Russian military forces in Ukraine are consistently and intentionally inflicting severe physical and psychological pain and suffering on...
www.ohchr.org
Quanto al fatto che non parlare della questione del ban stoni, sì, un po'. Stona anche non parlare del Memorandum di Budapest oppure dell'Atto finale di Helsinki. Hai ragione su questo, ma - poniamo in Italia - abbiamo la maturità mediatica per parlarne contestualizzandola? Abbiamo la maturità per capire che se la questione viene trattata ci dev'essere almeno un ospite ucraino presente nel dibattito (o perlomeno io la penso così)? Oppure verrebbe immediatamente strumentalizzata da terzi per dire "no armi", "Zelensky guerrafondaio" e "costringiamo l'Ucraina ad arrendersi"? Prendi già solo l'esempio di questo topic, sono convinto che ci siano almeno due utenti che la stanno mentalmente usando come argomento valido senza se e senza ma per dire "no armi". "Zelensky guerrafondaio" e "costringiamo l'Ucraina ad arrendersi", un altro tassello utile per arrivare a quella conclusione, ignorando le altre criticità che comporterebbero. Ti immagini cosa succederebbe con Orsini, Vauro, Di Cesare, Santoro, Di Battista, Ovadia etc in un talk show (personaggi tuttora presenti eh)? Con quel microfono umano di Floris incapace di fare un contradditorio degno di tale nome sulla guerra all'Ucraina? Con quella baccalà di Bianca Berlinguer? Sono domande che secondo me bisognerebbe porsi, cioè: quali messaggi vogliamo lasciar passare e quanto questi alterano la percezione di ciò che sta accadendo in Ucraina e di come la pensano gli ucraini?