Nindies Hollow Knight: Silksong

  • Autore discussione Autore discussione Polmo
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Dopo piú di 10 ore ho completato la quest dell'olio e casualmente mentre cercavo la noce ho beccato l'unica chiave della lastra che mi mancava :bruniii:

Ormai ero rassegnato che era una area da Atto 3 e invece la farò ora:mike:
 
Comunque volevo dire a tutti che lo sto giocando anche io

E volevo dire agli sviluppatori che li amo ma anche un po' mortacci vostri della difficoltà
 
Il giudice è caduto dopo tante bestemmie, il pattern lo avevo capito ma ogni minimo errore viene pagato a caro prezzo
 
Il giudice è caduto dopo tante bestemmie, il pattern lo avevo capito ma ogni minimo errore viene pagato a caro prezzo
Strano ricordavo la vedova dopo il giudice all'inizio dell'atto 2, la memoria fa già brutti scherzi. Comunque nella battaglia con il giudice c'è tanto sadismo a non mettere un checkpoint vicino alla battaglia e rifare la strada ogni volta è forse anche più tedioso del boss stesso :sard:
 
Strano ricordavo la vedova dopo il giudice all'inizio dell'atto 2, la memoria fa già brutti scherzi. Comunque nella battaglia con il giudice c'è tanto sadismo a non mettere un checkpoint vicino alla battaglia e rifare la strada ogni volta è forse anche più tedioso del boss stesso :sard:
Vabbè dal boss ci arrivi subito se salti sui muri.
Ma gli insetti col becco rosso sono una rottura di cazzo
 
Vabbè dal boss ci arrivi subito se salti sui muri.
Ma gli insetti col becco rosso sono una rottura di cazzo
Il problema sono quelli che ti ci fanno arrivare già con le balle girate e che devi usare fin da subito il bozzolo per curarti il più delle volte :asd:
 
Arrivato praticamente alla fine della main quest (mi manca solo il boss finale dell’atto 3), e ancora lontanissimo dal fatidico 100%, sento il bisogno di buttare giù un paio di considerazioni su questa piccola ossessione chiamata Silksong.

Silksong, per me, è uno di quei giochi che a un certo punto smette quasi di essere “solo” un videogioco e inizia a essere un dialogo diretto tra te e… te stesso. Nella mia “carriera videoludica” sono davvero pochi i titoli che mi hanno messo così tanto davanti ai miei limiti, alle mie frustrazioni, ma anche alla mia testardaggine.

Più di una volta mi sono ritrovato a chiedermi: “ma perché sono così fissato nel battere questo boss?”
Voglio davvero poter scrivere nel mio “CV da videogiocatore” di aver finito Silksong, così da sembrare più credibile quando qualcuno guarda la mia bacheca trofei?
O mi sto veramente divertendo mentre faccio a pezzi orde di nemici infami, in arene piene di trappole, solo per arrivare, dopo camminate eterne senza una panchina, a un boss che mi umilia in trenta secondi? (Groal, sì, sto proprio parlando di te.)

Il pellegrinaggio che compie Hornet nel gioco è diventato, pian piano, un pellegrinaggio interno anche per me. Perché chi arriva in fondo a Silksong è sicuramente qualcuno con una certa dose di determinazione, di voglia di migliorarsi, di mettersi continuamente in discussione. È un gioco che non ti molla mai la presa: ti mette pressione in ogni momento, è come se ti sussurrasse costantemente all’orecchio:
“Ehi, pensavi di essere forte? Guarda come ti riduco in brandelli grazie a questo nuovo ostacolo.”
E non ti lascia respirare.

A volte lo fa con una certa eleganza, quasi con grazia. Penso, ad esempio, a
Karmelita o la prima peccatrice
: lì il gioco ti invita a danzare, a sperimentare, e ti regala alcuni dei combattimenti più belli che io abbia mai vissuto in un videogioco. Sono scontri che non sono solo “difficili”, ma coreografici, quasi intimi: un passo falso, una nota stonata, e ti ritrovi a terra. Come quando un artista fa la sua performance e sbaglia, il pubblico capisce di essere in un'illusione, ed è game over. Quando invece ti entra quella run perfetta, santo cielo che soddisfazione.

E poi ci sono le altre volte... Quelle in cui il gioco sembra quasi tradirti.
Quelle in cui Silksong si trasforma in una relazione tossica fatta di alti altissimi e bassi devastanti: tre arene di fila, un solo checkpoint, e un boss finale preceduto pure lui da un’altra arena. E lì spegni tutto, sbuffi e pensi:
“No, dai, non puoi farmi questo. Non è giusto.”
Stacchi per un giorno, due, magari una settimana. Poi, non sai nemmeno bene perché, torni. Provi ancora. E alla fine quella sfida la superi. Non perché fosse impossibile: spesso non è neanche “difficile” in senso stretto, è più che altro tediosa, sgradevole, stressante. E una parte di te si chiede:
“Perché mi fai questo, amato Silksong?”

Ed è proprio lì che capisci che il gioco è riuscito nel suo intento: ti ha portato un po’ più in là di dove ti sentivi al sicuro. Ti ha fatto conoscere una tua versione leggermente diversa, magari più ostinata, più paziente, o forse solo più consapevole dei propri limiti.

Non mi interessa fare l’ennesima disamina tecnica (di quelle ce ne sono già a tonnellate, e pure ottime anche in questo topic). Più che altro volevo condividere questa sensazione: Silksong è uno splendido pellegrinaggio per capire fin dove siamo disposti a spingerci.

Molti si fermeranno all’atto 1, altri all’atto 2; pochissimi arriveranno davvero in cima, all’atto 3, e solo una minoranza assoluta vedrà quel 100% sul file di salvataggio. È davvero come scalare una montagna: più sali, più l’aria si fa sottile, ogni errore pesa di più, ogni passo richiede concentrazione. E non tutti hanno voglia o coraggio di spingersi fino a lì, ed è giusto così.

Ma se decidi di continuare, se accetti di farti mettere alla prova fino in fondo, ti accorgi che Silksong non è solo una serie di boss e piattaforme superate per inerzia: è un percorso. Ti obbliga a fare i conti con la tua pazienza, con la frustrazione, con il modo in cui reagisci quando qualcosa ti sembra “troppo”.

Silksong, nel bene e nel male, è un viaggio che ti chiede qualcosa (anzi, tantissime cose) e che in cambio ti restituisce molto di più rispetto a quando sei partito: un altro sguardo su di te, e quella sensazione rarissima di aver davvero conquistato qualcosa, non solo sullo schermo.
 
Ultima modifica:
Arrivato praticamente alla fine della main quest (mi manca solo il boss finale dell’atto 3), e ancora lontanissimo dal fatidico 100%, sento il bisogno di buttare giù un paio di considerazioni su questa piccola ossessione chiamata Silksong.

Silksong, per me, è uno di quei giochi che a un certo punto smette quasi di essere “solo” un videogioco e inizia a essere un dialogo diretto tra te e… te stesso. Nella mia “carriera videoludica” sono davvero pochi i titoli che mi hanno messo così tanto davanti ai miei limiti, alle mie frustrazioni, ma anche alla mia testardaggine.

Più di una volta mi sono ritrovato a chiedermi: “ma perché sono così fissato nel battere questo boss?”
Voglio davvero poter scrivere nel mio “CV da videogiocatore” di aver finito Silksong, così da sembrare più credibile quando qualcuno guarda la mia bacheca trofei?
O mi sto veramente divertendo mentre faccio a pezzi orde di nemici infami, in arene piene di trappole, solo per arrivare, dopo camminate eterne senza una panchina, a un boss che mi umilia in trenta secondi? (Groal, sì, sto proprio parlando di te.)

Il pellegrinaggio che compie Hornet nel gioco è diventato, pian piano, un pellegrinaggio interno anche per me. Perché chi arriva in fondo a Silksong è sicuramente qualcuno con una certa dose di determinazione, di voglia di migliorarsi, di mettersi continuamente in discussione. È un gioco che non ti molla mai la presa: ti mette pressione in ogni momento, è come se ti sussurrasse costantemente all’orecchio:
“Ehi, pensavi di essere forte? Guarda come ti riduco in brandelli grazie a questo nuovo ostacolo.”
E non ti lascia respirare.

A volte lo fa con una certa eleganza, quasi con grazia. Penso, ad esempio, a
Karmelita o la prima peccatrice
: lì il gioco ti invita a danzare, a sperimentare, e ti regala alcuni dei combattimenti più belli che io abbia mai vissuto in un videogioco. Sono scontri che non sono solo “difficili”, ma coreografici, quasi intimi: un passo falso, una nota stonata, e ti ritrovi a terra. Come quando un artista fa la sua performance e sbaglia, il pubblico capisce di essere in un'illusione, ed è game over. Quando invece ti entra quella run perfetta, santo cielo che soddisfazione.

E poi ci sono le altre volte... Quelle in cui il gioco sembra quasi tradirti.
Quelle in cui Silksong si trasforma in una relazione tossica fatta di alti altissimi e bassi devastanti: tre arene di fila, un solo checkpoint, e un boss finale preceduto pure lui da un’altra arena. E lì spegni tutto, sbuffi e pensi:
“No, dai, non puoi farmi questo. Non è giusto.”
Stacchi per un giorno, due, magari una settimana. Poi, non sai nemmeno bene perché, torni. Provi ancora. E alla fine quella sfida la superi. Non perché fosse impossibile: spesso non è neanche “difficile” in senso stretto, è più che altro tediosa, sgradevole, stressante. E una parte di te si chiede:
“Perché mi fai questo, amato Silksong?”

Ed è proprio lì che capisci che il gioco è riuscito nel suo intento: ti ha portato un po’ più in là di dove ti sentivi al sicuro. Ti ha fatto conoscere una tua versione leggermente diversa, magari più ostinata, più paziente, o forse solo più consapevole dei propri limiti.

Non mi interessa fare l’ennesima disamina tecnica (di quelle ce ne sono già a tonnellate, e pure ottime anche in questo topic). Più che altro volevo condividere questa sensazione: Silksong è uno splendido pellegrinaggio per capire fin dove siamo disposti a spingerci.

Molti si fermeranno all’atto 1, altri all’atto 2; pochissimi arriveranno davvero in cima, all’atto 3, e solo una minoranza assoluta vedrà quel 100% sul file di salvataggio. È davvero come scalare una montagna: più sali, più l’aria si fa sottile, ogni errore pesa di più, ogni passo richiede concentrazione. E non tutti hanno voglia o coraggio di spingersi fino a lì, ed è giusto così.

Ma se decidi di continuare, se accetti di farti mettere alla prova fino in fondo, ti accorgi che Silksong non è solo una serie di boss e piattaforme superate per inerzia: è un percorso. Ti obbliga a fare i conti con la tua pazienza, con la frustrazione, con il modo in cui reagisci quando qualcosa ti sembra “troppo”.

Silksong, nel bene e nel male, è un viaggio che ti chiede qualcosa (anzi, tantissime cose) e che in cambio ti restituisce molto di più rispetto a quando sei partito: un altro sguardo su di te, e quella sensazione rarissima di aver davvero conquistato qualcosa, non solo sullo schermo.
Tutto vero ma sono all'atto due è i nemici normali già rompono di più del primo atto.
Ci vogliono 10 colpi per farli.
Poi non ho capito come e dove si potenzia l'ago
 
Ormai è diventato un culto, un rito di iniziazione per i “veri gamer”, come Dark Souls. Se inizi Silksong e non sei in grado di proseguire, non è un problema di bilanciamento del gioco, sei tu che devi migliorare, anche a costo di ripetere quell’arena o quel bosso decine e decine di volte.

Che brutto che è diventato il mondo del gaming.
 
Tutto vero ma sono all'atto due è i nemici normali già rompono di più del primo atto.
Ci vogliono 10 colpi per farli.
Poi non ho capito come e dove si potenzia l'ago
se sei all'atto due un potenziamento avresti dovuto già averlo e di conseguenza capire come si ottengono gli altri. se vuoi ti dico sotto spoiler dove devi andare.
Ormai è diventato un culto, un rito di iniziazione per i “veri gamer”, come Dark Souls. Se inizi Silksong e non sei in grado di proseguire, non è un problema di bilanciamento del gioco, sei tu che devi migliorare, anche a costo di ripetere quell’arena o quel bosso decine e decine di volte.

Che brutto che è diventato il mondo del gaming.
ma per niente. i souls sono parametrici. qua è letteralmente imparare le meccaniche che il gioco ti insegna e usarle. io personalmente non ho avuto problemi ma chi aveva difficoltà qui dentro ha ricevuto consigli e incoraggiamenti. la bolla di hk era talmente grande che per silksong ci hanno giocato tutti senza sapere il come e il perchè del titolo per poi lamentarsi dopo due ore
 
Ormai è diventato un culto, un rito di iniziazione per i “veri gamer”, come Dark Souls. Se inizi Silksong e non sei in grado di proseguire, non è un problema di bilanciamento del gioco, sei tu che devi migliorare, anche a costo di ripetere quell’arena o quel bosso decine e decine di volte.

Che brutto che è diventato il mondo del gaming.
Git gud :trollface:

A parte gli scherzi, uno dovrebbe capire anche cosa cerca e cosa un gioco offre. Silksong mette alla prova sì, ho riprovato una manciata di boss una marea di volte, ma non è stato frustrante perchè il gameplay è per me meraviglioso. Però devi essere dello spirito di mettertici davvero e cercare una sfida.

Se uno non ne ha voglia/possibilitá non è un problema di bilanciamento del gioco per forza, che per fortuna può rimanere fedele a se stesso.
 
se sei all'atto due un potenziamento avresti dovuto già averlo e di conseguenza capire come si ottengono gli altri. se vuoi ti dico sotto spoiler dove devi andare.

ma per niente. i souls sono parametrici. qua è letteralmente imparare le meccaniche che il gioco ti insegna e usarle. io personalmente non ho avuto problemi ma chi aveva difficoltà qui dentro ha ricevuto consigli e incoraggiamenti. la bolla di hk era talmente grande che per silksong ci hanno giocato tutti senza sapere il come e il perchè del titolo per poi lamentarsi dopo due ore
No no, tranquillo.
Solo che dopo la panchina del primo tempio ci sono dei nemici che sono molto forti
 
Faccio coming out dicendo che non l'ho ancora nemmeno comprato, principalmente per 2 motivi:

  • È uscito poco prima di Hades 2 a cui ero più interessato (mio personale GOTY 2025)
  • Nonostante lo reputi un ottimo gioco, il primo Hollow Knight per me non è il capolavoro che (quasi) tutti decantano, quindi non avevo l'hype (indubbiamente giustificata) che tantissimi altri giocatori avevano

Nel 2026 però conto di giocarlo, un po' mi spaventano le opinioni che ho letto qua e là sulla difficoltà, ma vedrò di applicarmici e non demordere
 
Faccio coming out dicendo che non l'ho ancora nemmeno comprato, principalmente per 2 motivi:

  • È uscito poco prima di Hades 2 a cui ero più interessato (mio personale GOTY 2025)
  • Nonostante lo reputi un ottimo gioco, il primo Hollow Knight per me non è il capolavoro che (quasi) tutti decantano, quindi non avevo l'hype (indubbiamente giustificata) che tantissimi altri giocatori avevano

Nel 2026 però conto di giocarlo, un po' mi spaventano le opinioni che ho letto qua e là sulla difficoltà, ma vedrò di applicarmici e non demordere
Leggi gli oggetti che cosa fanno pensandoli come se fosse uno Zelda pre botw quindi basato sui gadget e goditelo!
 
boh, sto continuando a giocare ad HK1. Non vorrei esagerare ma mi sta sembrando molto più difficile di Silksong :asd:
Tra un traversal meno morbido, l'impossibilità di ricaricarti in aria, la ricarica che va ad uno ad uno, l'assenza di oggetti, i movimenti più tank, mi sembra di collezionare molte più morti.
Magari è solo un'impressione dovuta al fatto che il gioco è, appunto, meno dinamico e rapido e quindi ogni morte la senti anche di più, però mi sta sembrando così.
Mi sa che Grimm incubo non riuscirò a farlo neanche stavolta :asd:
[automerge]1763805954[/automerge]
Faccio coming out dicendo che non l'ho ancora nemmeno comprato, principalmente per 2 motivi:

  • È uscito poco prima di Hades 2 a cui ero più interessato (mio personale GOTY 2025)
  • Nonostante lo reputi un ottimo gioco, il primo Hollow Knight per me non è il capolavoro che (quasi) tutti decantano, quindi non avevo l'hype (indubbiamente giustificata) che tantissimi altri giocatori avevano

Nel 2026 però conto di giocarlo, un po' mi spaventano le opinioni che ho letto qua e là sulla difficoltà, ma vedrò di applicarmici e non demordere
guarda, per l'appunto, se hai trovato il primo HK equilibrato nella difficoltà (lasciando stare l'ambito del gusto personale) questo in pochissimo tempo diventa molto più facile da dominare secondo me.
La polemica sulla difficoltà è una roba portata avanti probabilmente da chi non ha mai giocato il primo episodio o di chi si è fermato alle primissime fasi
 
Comunque non capirò mai perché questo gioco è stato eletto come il grande portatore della difficoltà in questo settore nel 2025.
È difficile sì, ma per chi ha già giocato il primo HK non è nulla di insormontabile.
Anzi, io lo ripeto vuoi per la maggiore inefficacia nel fighting del cavaliere , vuoi per la singola cura, ho trovato più difficile HK che questo.
Hornet si cura a botte di 3 maschere ed è rapidissima, oltre al fatto che i vari emblemi addirittura ti permettono di costruire varie build. E vogliamo parlare degli strumenti? Ci sono alcuni che sono quasi rotti
 
Comunque non capirò mai perché questo gioco è stato eletto come il grande portatore della difficoltà in questo settore nel 2025.
È difficile sì, ma per chi ha già giocato il primo HK non è nulla di insormontabile.
Anzi, io lo ripeto vuoi per la maggiore inefficacia nel fighting del cavaliere , vuoi per la singola cura, ho trovato più difficile HK che questo.
Hornet si cura a botte di 3 maschere ed è rapidissima, oltre al fatto che i vari emblemi addirittura ti permettono di costruire varie build. E vogliamo parlare degli strumenti? Ci sono alcuni che sono quasi rotti
per quelo che ho scritto prima. hanno iniziato a giocare tutti silksong senza sapere nulla per FOMO per poi lamentarsene.
 
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