Ufficiale Interstellar

  • Autore discussione Autore discussione Gouki
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ufficiale
Prima di giovedì sarà già diventata di un altro colore, piena di scritte. Magari verrà anche presa a calci, scambiata per un pallone :pffs:
"uagliù tenimm ò Pallon,chiamm a gennàr!":gab:

 
L'ost del teaser non era di Zimmer?
No //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif Ancora non si conosce nessuna traccia di Zimmer //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

 
Che Christopher Nolan vi piaccia o meno, c’è un dato incontestabile per quel che riguarda il suo cinema: al giorno d’oggi, è probabilmente l’unico regista che può permettersi di far spendere a una major 165 milioni di dollari per un film sci-fi come Interstellar che non genererà una sfilza infinita di merchandise come di base avviene con i blockbuster dal costo analogo che invadono settimanalmente i nostri cinema (discorso applicabile anche alla sua precedente opera slegata dal franchise di Batman, ovvero Inception).

Nulla di strano se fra i sostenitori di Nolan ci siano anche numerosi colleghi, specie chi come Paul Thomas Anderson è legato, proprio come il regista inglese, al filmmaking analogico.

Recentemente anche Quentin Tarantino ha espresso tutta la sua ammirazione verso il kolossal sci-fi in uscita il 6 novembre in Italia affermando dalle pagine del The Guardian:

Era da un po’ che qualcuno non se ne veniva fuori con una visione così imponente delle cose. Tenete in considerazione anche gli elementi ambientali, l’onnipresente polvere, il fatto che questi personaggi vivono in questa specie di cappa polverosa che avvolge la loro porzione di mondo. E’ qualcosa che ti aspetteresti di vedere in un film di Andrej Tarkovskij e Terrence Malick, non in un kolossal sci-fi [...] Poi c’è il suo modo di fare cinema, che si basa su quella maestria artigianale, vecchio stile [...] Quando ho visto il film all’IMAX presso la Universal City lo scorso ottobre, sono stato accolto da Christopher Nolan e insieme a me fra il pubblico c’erano svariati altri registi. Non avevo una chiara idea di quello che avrei visto di lì a poco e mentre aspettavo che partisse ho realizzato che era dal primo Matrix che non ero così interessato a voler davvero vedere un film di cui ignoravo praticamente ogni cosa.

Fonte: Badtaste

 
Recensione di Cineblog.

1997. L’allora ventisettenne Christopher Nolan dirige un breve cortometraggio, questo. Sullo scadere dei tre minuti, Doodlebug mostra il protagonista che osserva sé stesso mentre si autodistrugge. Per capire a cosa ci riferiamo, dategli un’occhiata. Prendendo per buono che abbiate già provveduto, passiamo oltre. Diciassette anni dopo quel ragazzo londinese non ha più bisogno di fare fondo al proprio salario per pagarsi i suoi lavori, eppure, in qualche stranissimo modo, Interstellar c’era già all’epoca. E proprio in quel finale, che è un affacciarsi sul suo finale.

Un film che conferma il cinema di Nolan, le sue peculiarità, i suoi “limiti”, con la solita, ammaliante chiarezza. Intimo, come solo le sue opere sanno esserlo, perché in fondo il regista de Il cavaliere oscuro a ‘sto giro non fa altro che spostare il ditino che indica il cielo e portarselo all’altezza del petto: non tra le stelle bensì nel cuore dell’uomo, di ciascun uomo, si cela il vero mistero di ogni cosa.

Frasi che ci riportano a Sant’Agostino, giusto per dire quanto trasversale, anche stavolta, riesce ad essere il più astuto e consapevole cineasta della sua generazione. Uno legge che per scrivere la sceneggiatura di Interstellar ci sono voluti corsi intensivi di Fisica teorica, nonché l’ausilio di un esperto del settore, quel Kip Thorne che è anche uno dei produttori esecutivi, e s’immagina chissà cosa. Ma questo non è certo un film per chi è abituato a vederli con righello, calcolatrice e compasso in mano. Anzi, costoro sono i primi che dovrebbero tenersi alla larga da Interstellar.

La Terra versa in condizioni disastrose, e l’unica possibilità è quella di trovare un pianeta le cui condizioni siano altrettanto favorevoli alla vita dell’uomo, così potervi trasferire l’intera umanità. Un’umanità per cui le risorse vanno sempre più scarseggiando, ed allora la NASA, o quel che ne è rimasto, escogita un piano che prevede un’esplorazione interstellare alla ricerca di un luogo adatto a diventare la nuova casa dell’uomo. L’idea si palesa a seguito dell’improvvisa comparsa di un wormhole, un buco nero, che permetterebbe di raggiungere altre galassie altrimenti irraggiungibili.

Per la missione viene scelto un ex-pilota di astronavi, Cooper (Matthew McConaughey), reimpiegatosi nel settore agricolo perché oramai di figure come la sua non c’è più bisogno. Solo attraversando quel misterioso buco a forma di sfera nello spazio si possono avere le risposte che l’uomo sta cercando, ma di cui ha soprattutto un disperato bisogno. Ma questo non è che una parte di Interstellar.

Perché di fianco a questa spedizione concepita per salvare l’umanità c’è la vicenda personale di Cooper e di sua figlia Murph, nonché di una promessa: quella di ritornare a casa. Perciò un film fortemente incentrato sui sentimenti, ma in maniera oltremodo intelligente. Nel tentativo di sondare l’infinito che sta fuori, Nolan s’industria con non meno impegno nel manifestare la sua meraviglia per ciò che ogni persona porta dentro. È su questo doppio binario che procede Interstellar, senza venire mai meno, fino a quegli immancabili trenta minuti (o giù di lì) finali, il cui picco emotivo precipita in picchiata, fino all’ultima inquadratura. Solo allora, infatti, dopo aver spremuto persino l’ultimo dei suoi quadri, lo schermo diventa nero e appare la scritta “Directed by Christopher Nolan”. Non prima.

Perché sia chiaro, Nolan è uno di quei registi che se gli si presenta l'opportunità di suscitare la più piccola delle emozioni, fosse pure un minuscolo brandello, non ci pensa due volte a sacrificare qualsivoglia “coerenza” o “credibilità” interna alla narrazione; da qui scorciatoie, presunti buchi di scrittura, che espongono le sue sceneggiature alle ire di molti. Ma per quanto ci riguarda si tratta di soppesare il solito costo/beneficio: ciò che s’intende ottenere ha un valore maggiore rispetto a quello a cui si rinuncia? Anche stavolta la risposta è un sonoro sì. Non si tratta del più classico dei «basta chiudere un occhio». Sfidiamo chiunque a trovare in circolazione un cineasta che a quei livelli, con quel budget, quelle pressioni e tutto ciò che ne consegue, riesce a sfornarti un film così personale e al tempo stesso stratificato, potente, per lo più nei tempi di lavorazione ristretti di un polpettone hollywoodiano.

Nolan manifesta ancora una volta una fiducia totale nelle sue storie, alle quali si consegna senza riserve, perché sa che, al netto di tutte le critiche (alcune delle quali persino fondate) che riceverà, la sua storia avrà ragione. E così è infatti, anche con Interstellar. A questo viene integrato un occhio la cui ispirazione è tanto più inusuale quanto efficace, con certe panoramiche che lasciano tramortiti. Ma in generale è l’armonia del tutto che è più della somma delle sue parti, per cui isolare una sola componente appare fuorviante. Nuovamente salteranno fuori quelli che «Hans Zimmer non se ne può più», quelli che «ha fatto di meglio», così come quegli altri che «tanto rumore per nulla».

Ed invece la dote encomiabile di Nolan è quella di riuscire a filtrare emozioni, sentimenti e quant’altro di analogo accostando a ragionamenti complessi frasi semplici, scene tutt’altro che elaborate, specie quando si arriva al punto di dover toccare i tasti giusti. Non a caso Interstellar è sorprendentemente semplice per una storia così complessa, ma è al tempo stesso un film sorprendentemente complesso per delle dinamiche relazionali così semplici. Tale abilità di tenere a bada una narrazione che potrebbe partire per la tangente e perdersi da un momento all’altro non può che essere espressione di una padronanza di linguaggio e di una conoscenza dei fini che non si prestano ad ambiguità. Perché Nolan sa esattamente ciò che vuole ottenere, e sa altrettanto bene come arrivare ad ottenerlo.

Relatività, quinta dimensione e speculazioni analoghe altro non sono che filosofia più che scienza, perciò a noi non resta che registrarle come ipotesi e nulla più, accontentandoci di comprendere fin dove possiamo. Ma il bello è che tra una stretta al cuore e l’altra, Interstellar ti obbliga a ragionare, a chiederti, fuor di dissertazioni accademiche, in che misura tutto ciò che vediamo ci riguarda. Per spiegare che la risposta va oltre lo spazio ed il tempo, consumandosi in quell’atto d’amore di cui la dimensione spaziotemporale non ci dice né può dirci nulla. Le emozioni sono “più” del tempo che ci imprigiona, sebbene non si afferri bene in che senso: avvicinarsi ad un valore che sostituisca quel “più” ci porta a cogliere il significato del film. O quantomeno la sua portata.

Non fatevi perciò incastrare da chi vi mostrerà calcoli e tabelle per dimostrare una presunta inconsistenza scientifica; né fatevi mettere sotto da chi della coerenza ne ha fatto un idolo, al cui obolo va sacrificato tutto fuorché l’unica cosa che andrebbe sacrificata davvero, ossia la coerenza stessa. Perché questo rocambolesco viaggio attraverso le galassie ha uno scopo ben preciso, ed evidentemente nel XXI secolo serve uno scorcio mozzafiato di Saturno per dar ragione a quel proverbio tedesco, che sulla falsa riga del latino Orazio, recita: «Il viaggiare cambia le stelle, ma né la testa né il cervello». E talvolta c’è più in una stanza che nell’infinito che ci sovrasta.

Voto di Antonio: 9

Voto di Federico: 8½

 
madò che hype //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Predicatore.gif e devo aspettare domani per sapere l'orario di programmazione del multiplex della mia città, sperando che non facciano qualche porcata visto che al momento ci sono fuori un sacco di filmacci italiani (che in genere tengono in programmazione nella sala principale anche per un mese)

fottesega di recensioni, pareri e cazzi e mazzi... nolan + scifi + astrofisica + mcconaughey = erezione

 
DOMANI IL D1! :gouki::gouki::gouki::gouki::gouki::gouki:

 
Sono fortunato, solo un cinema lo dà in 70mm in tutta la Francia, alla faccia. Passo.

 
Sono fortunato, solo un cinema lo dà in 70mm in tutta la Francia, alla faccia. Passo.
Non so neanche se esista un cinema che abbia mai dato un film a 70mm in tutta Bari, accontentati su che voglio sentirti sparlare del film:rickds:

 
Non so neanche se esista un cinema che abbia mai dato un film a 70mm in tutta Bari, accontentati su che voglio sentirti sparlare del film:rickds:
Secondo me gli piacerà. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Togg non ha ancora perso l'arte di stupire. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
Ultima modifica da un moderatore:
Io vado con aspettative basse, spero di essere sorpreso. Alla fine a Nolan attribuisco solo un errore grande (l'ultimo Batman), per il resto fra alti e bassi è un grande autore.

 
ARTICOLO - InterstellarIn un futuro prossimo non precisato la Terra si sta avvicinando alla sua fine: tempeste di sabbia e carestie hanno colpito l’intera popolazione, che sta oramai per estinguersi. Cooper , un ex pilota della NASA, è adesso un agricoltore, costretto dalle necessità di sopravvivenza a questo ruolo: nella sua vita, però, ha sempre pilotato razzi spaziali, con gli occhi rivolti verso il cielo. L’amore per la sua famiglia, il bisogno di dare loro un futuro, lo porterà nuovamente a pilotare un razzo spaziale, verso una nuova galassia, attraversando un wormhole, una curvatura dello spaziotempo: per cercare un mondo dove poter ricominciare la vita da zero. La fine del mondo non sarà la nostra fine.



Christopher Nolan torna al cinema dopo due anni da Il cavaliere oscuro - il ritorno e lo fa con un’opera originale che trae spunto da un trattato di Kip Thorne, un fisico della Caltech impegnato nello studio della fisica gravitazionale. Con la sceneggiatura firmata da Jonathan ..

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La recensione su cineblog mi sembra fatta da un fan di Lost.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/tristenev.png

Parto anche io con aspettative basse,ma molto curioso.

 
Io vado abbastanza tranquillo. Del tipo che aspetto questo film da TDKR, e ho aspettative fuori portata //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/fyebr8.gif

(Tanto già lo so che Nolan non mi delude, non lo ha mai fatto e mai lo farà. *Fanboy mode: ON* )

 
Non so neanche se esista un cinema che abbia mai dato un film a 70mm in tutta Bari, accontentati su che voglio sentirti sparlare del film:rickds:
Mi rifiuto di dare tutti quei soldi ad un multisalata per un film che non mi dice niente, lo vedrò a casa più tardi :kep88:

Secondo me gli piacerà. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gifTogg non ha ancora perso l'arte di stupire. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif
Vediamo intanto se piace a voi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
Today is the day :gouki: Intanto media utenti su metacritic 8,5 //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Predicatore.gif

 
Madonna, ora che è arrivato il giorno, ho un'ansia assurda //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/1.gif

Mamma mia, comunque vada, sono troppo hyppato :ivan:

 
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