La cifra che il distributore butta nei negozi non è "La cifra esatta che voglono vendere", ma un "In teoria potremmo fare tot, se va bene". Non a caso, nella maggioranza dei casi si legge di [tot]% venduta. Certo, molto più probabilmente sperava di arrivare almeno al 50% ma vabbò, non c'è arrivata.
Poi beh, una nota personale. Per me si può parlare di flop quando si distribuisce meno del 15% ma whatever.
No, quello che dici è falso.
Il primo distribuito (chiamato anche prima stampa) è un quantitativo di copie che viene deciso con un accordo tra i negozianti ed il produttore. Ovviamente, il primo distribuito si basa sempre su stime della domanda, perché non si hanno ancora dati certi sull'effettiva richiesta dei consumatori; i negozianti, quindi, utilizzano come dati i preordini, l'interesse dei videogiocatori nel negozio, e così via; il produttore (FuRyu in questo caso), invece, commissiona analisi di mercato per testare il terreno. Bada bene che il produttore deve avere un'idea di quanto venderà il gioco già alle prime fasi di sviluppo, quando vengono stanziati i finanziamenti.
Ora, in questo caso mettiamo che il distribuito della prima stampa è stato di 15.000 copie per entrambe le console, quindi intorno le 30.000 copie. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che la cifra pattuita tra l'aggregato dei negozianti e FuRyu ammontava a 30.000 copie; cioè, che dopo le analisi di mercato, il produttore insieme ai negozianti si aspettava di vendere almeno 30.000 copie.
Solitamente i giochi di nicchia non necessitano di un secondo distribuito, in primis perché le copie sono tendenzialmente poche, ed inoltre perché richiedere la stampa costa, ed un conto è richiedere la stampa di 100.000 copie ed un conto richiederla di 1.000 copie (i costi sono più ammortizzati nel primo caso). A meno che il gioco non abbia un successo inaspettato (recentemente Monster Monpiece, ma un caso eclatante fu Etrian Odyssey), quindi, la prima stampa riesce ad essere sufficiente per la domanda di mercato (poi ora con il digitale questa storia di stampare più copie è diventata quasi obsoleta perché chi non trova la copia in negozio la può scaricare dal PSN o dall'eShop).
In questo caso, però, il venduto sul primo distribuito è stato molto basso: tra il 20% ed il 40%; considerando che il gioco non è destinato a vendere a lungo (infatti nella seconda settimana è già quasi sparito dalla classifica), questo è un bel guaio per i negozianti, i quali si ritrovano con copie in eccesso di un gioco che nessuno vuole. In Giappone, infatti, il rischio ricade sui negozianti, che devono smaltire le copie in eccesso (in Europa, di solito, il negoziante può rimandare indietro le copie invendute chiedendo il rimborso). Questo danneggia la relazione tra FuRyu ed i negozianti, per cui un eventuale Lost Dimension 2 (od un eventuale gioco di Lancarse sulla stessa linea) sarà osteggiato dai negozianti, che non accetteranno di pubblicizzarlo, impattando i preordini, e quindi la domanda finale.
Un venduto tra il 20% ed il 40% può essere normale per un gioco di Level-5, di Nintendo, un gioco per bambini o legato ad un anime: sono giochi che vendono nel tempo, che hanno gambe e che i negozianti riconoscono come tali; sanno che un gioco di Nintendo continuerà a vendere per mesi, quindi anche con copie invendute la prima settimana, il prezzo rimane quello e l'esposizione rimane sugli scaffali. Ma per un gioco come Lost Dimension il discorso è diverso, perché viene acquistato principalmente da giocatori informati, che quindi lo fanno nel periodo di lancio; e non mi pare stia pure godendo di un buon passaparola, infatti è crollato in classifica alla seconda settimana.
FuRyu probabilmente non viene colpita troppa nel breve termine; i soldi per quelle 30.000 copie sono già in cassa e Lancarse è già stata pagata. Ma questo mina ovviamente i piani futuri della compagnia, e cioè sviluppare su PSV e PS3, sviluppare una nuova IP, affidare un nuovo progetto a Lancarse e così via.
Insomma, la questione è molto più complessa di "In teoria potremmo fare tot, se va bene".