Ieri ci ho giocato per circa 4 ore, anche online con un amico.
La prima cosa che mi è venuta in mente è stata subito “Smash Bros ma con Kirby”: c’è tutto. Filmato iniziale con canzone cantata, mille menù pieni di opzioni, modalità accessorie anche un po’ inutili (le caramelle??), estetica del selection screen e delle schermate di vittoria… è proprio quella scuola lì.
All’inizio sei sommerso da una valanga di scelte, ma il gioco è pieno di tutorial, quindi non spaventatevi troppo.
Parto dalla modalità
Air Ride, quella “alla Mario Kart”, per capirci: senza girarci troppo intorno, è parecchio divertente nella sua follia casinista.
Nonostante si usino solo due tasti, è tutt’altro che banale districarsi nel casino generale: velocità altissima, frenesia continua, mille cose da tenere d’occhio.
Devi:
- attaccare i nemici per prenderti il boost (tramite un utilizzo della levetta analogica che ho trovato curiosamente scomodo, quando sarebbe bastato un terzo tasto),
- seguire la scia super stretta per recuperare terreno,
- evitare gli attacchi,
- gestire bene gli special,
- capire quando sfruttare le fasi di volo, anche in base alle caratteristiche del tuo veicolo.
- capire quando derapare o fare frenate continue
- [ ... e ci saranno altre settecento cose che ancora non ho approfondito]
Insomma, come tutte le creature di Sakurai, a prima vista sembra un gameplay caciarone, caotico e puramente “party”, ma sotto nasconde una bella profondità.
È il classico gioco easy to learn (perfetto per una serata random con amici) ma hard to master (se vuoi competere online… e infatti i giapponesi mi hanno già fatto malissimo

).
Le piste, a parte la primissima, mi sembrano tutte abbastanza complesse nella gestione delle curve e dei percorsi alternativi. Non è immediato capire quale sia il path più veloce.
Quello che davvero mi manca è una funzione in stile Smash per creare un torneo o un gran premio con N gare su piste diverse. Al momento puoi fare solo una gara alla volta: finisci, torni al menù, cambi rider, caricamento, e via con un’altra corsa. È una mancanza che ho trovato davvero strana in un gioco dalle opzioni così variegate.
La modalità
Top Ride è la più semplice, probabilmente anche meno profonda, ma non per questo meno divertente. È un po’ come giocare con le macchinine giocattolo viste dall’alto.
Le meccaniche sono più o meno le stesse di Air Ride, ma siccome la corsa è molto più “leggibile” visivamente – movimenti più chiari, interazioni a schermo meno caotiche – risulta tutto più facile e pulito da gestire.
Non so come, ma mantenendo lo stesso gameplay con solo una telecamera diversa, sono riusciti a creare una modalità entry level adatta davvero a chiunque. Bravissimi.
Sulla modalità
storia per ora ho poco da dire, ci ho giocato appena un’oretta. È in linea, come struttura, con la modalità storia di Smash Ultimate, ma con delle meccaniche rogue-lite molto semplici.
Sembra un ottimo entry level per capire tutte le meccaniche del gioco, quindi vi direi di non snobbarla e approfondirla subito.
Menzione d’onore per il sistema di
missioni.
A differenza di Mario Kart World, che è pieno di contenuti ma senza un vero contesto, con una mappa bellissima ma poco sfruttata in termini di progressione, qui invece sento chiaramente la progressione e sento di giocare sempre “per un motivo”.
Sblocchi personaggi, kart, personalizzazioni, vestiti, nuove missioni… è un continuo tripudio di ricompense per qualsiasi cosa tu faccia.
Ed è proprio questo l’aspetto che preferisco nei giochi di Sakurai: ti dà sempre mille motivi per continuare a giocare.
Ed eccoci alla prima vera nota dolente: la
City Trial.
È una modalità che, semplicemente, non ho capito.
Non ho giocato al capitolo vecchio, ma mi sono visto tutti i Direct, ci ho passato un’ora e mezza online cercando di afferrarla… e ancora oggi non ho capito il “perché” della modalità. Non “come” giocarla, quello è chiaro... But why?
Non è che non sappia giocarci tecnicamente: non capisco proprio quale sia l’obiettivo, il senso finale.
Mi sono divertito un sacco, eh, però continuo a chiedermi: “Ok, ma cosa sto facendo?”
In pratica:
- Fase 1: grande arena in cui devi solo potenziarti il più possibile, fare eventi, rompere le scatole agli avversari.
- Ti aspetti una fase finale tipo royal rumble unica, con una classifica per tutti i 16 giocatori che decreta vincitori e perdenti…
- Invece, al termine della fase 1 scegli 1 tra 4 minigiochi:
- se sei l’unico a sceglierlo, hai vinto in automatico (?!)
- altrimenti giochi solo con chi è finito nella tua stessa lobby.
- Niente classifica generale per tutti i 16, solo classifiche separate per ogni lobby.
C’è anche l’opzione per far scegliere un minigioco random unico per tutti, ma comunque con 16 giocatori finisci spalmato in lobby da 8 con classifiche indipendenti.
Non c’è una fase finale tra i “migliori” delle varie lobby, niente che tiri le fila.
Non so, la trovo proprio strutturata in modo stranissimo. Voglio comunque darle ancora tempo e provarla meglio, ma il primo impatto è stato proprio un “eh?”. Reazione condivisa anche dai miei amici. Difficile pure spiegarla alle persone sta modalità.
Per
l’online dirò cose abbastanza ovvie:
Tecnicamente è soprendente: funziona bene, zero lag (anche in Wi-Fi), tutto super fluido. Ma come struttura è indietro anni luce.
L’unico modo per giocare con un amico e contemporaneamente con sconosciuti è: creare una lobby aperta a chiunque, invitare l’amico, sperare che entri altra gente, oppure entrare voi in lobby già esistenti.
Non puoi fare una “partita veloce” con sconosciuti e nel mentre invitare un amico, cosa che ormai esiste praticamente in QUALSIASI gioco online. Ma per Nintendo evidentemente è troppo complicato.
Almeno la game chat aiuta un pochino a organizzarsi. Resta da capire bene come funzionano le ranked.
Per finire questo wall of textone: siamo davanti a un gioco estremamente divertente, ma che chiede anche un minimo di impegno per essere padroneggiato.
Secondo me molti lo molleranno presto, scoraggiati dal casino a schermo, e li capisco. Ma tanti altri ci troveranno una piccola droga: partita dopo partita senti che migliori, e la soddisfazione sale parecchio.
Ho letto in giro di un gioco “mappazzone”, confusionario, ma io non sono d’accordo.
Lo trovo invece piuttosto ordinato nel modo in cui ti presenta i contenuti. È semplicemente PIENISSIMO di roba, e questo può disorientare, ma non è affatto un minestrone.
Mi dà proprio l’idea di un gioco sviluppato con una mentalità “di una volta”: invece di incasellarlo a forza in un genere preciso, sembra che si siano detti “infiliamoci quante più idee possibili per sorprendere il giocatore, sempre”.
E secondo me ci riesce: tra missioni che sbloccano continuamente cose nuove e una storia che ti piazza spesso in situazioni diverse, gli stimoli non mancano mai.
Non sembra un colossal allo stesso livello di Smash (anche a livello di lifespan, non penso possa durare tanti anni), e a volte può risultare davvero strambo (ciao City Trial), però le premesse, per me, sono buone.