L'angolo del lettore acquisti recenti, commenti e consigli

- Vengo nel bar, si parla di esami.

- Accedo su Fb, nei gruppi si strappano i capelli per l'ansia

- Su what's app colleghi che mi chiedono consigli per gli esami.

Gesùùùùùùùùùù devo spaccare a morsi il modeeeem :phraengo:

- - - Aggiornato - - -

Bravo il mio re //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/fiore.png

- - - Aggiornato - - -

Se qualcuno si vuole fare il mio Commerciale per uno scambio... non mi offendo... anzi... proponete //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/azz.gif

- - - Aggiornato - - -

Che poi, per esempio, Commerciale è un libro di 1200 pg.

Ora mi mancano 40 pg per finirlo ed iniziare la ripetizione (con l'esame che sta tra un mese e mezzo).

Su what's app ci sono tipi che mi chiedono 'ED ORA CHE FACCIO, STO A PAG 258', credendosi che io abbia capito tutto il mattone/libro solo perché mi sono spaccato il mazzo a leggerlo ogni singolo giorno; quando devo ancora assimilare a quantità industriale le nozioni e, in realtà, sto più cagato sotto di loro per il motivo che ' l'ho finito in un mese e mezzo, ora mi tocca capirlo come *** comanda e ricordarmelo' :rickds:

 
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Gesùùùùùùùùùù devo spaccare a morsi il modeeeem :phraengo:
:rickds:

ciao neve!:cat: come te la passi?

 
Buondì! Come state? Io sono stanco ma contento //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/laugh.png

 
Sono l'unico che non studia più e non capisce un tubo di quello che state scrivendo?

giphy.gif


 
Sono l'unico che non studia più e non capisce un tubo di quello che state scrivendo?
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Nah. Io leggo CFU o esami e passo oltre //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Comunque per quest'anno mi sono rimaste solo 3 materie da studiare! Storia, scienze e informatica! Anche matematica in verità. Però anche se le materie sono poi che dimezzate, i professori si sentono in dovere di mantenere costante(o alzare) la quantità di materiale da studiare :rickds::rickds:

 
Mi consigliate un libro che parli del concetto di "realtà"... Insomma qualche riflessione e possibilmente riferimenti scientifici e filosofici.

Grazie:)

Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk

 
Giorno!

Sono l'unico che non studia più e non capisce un tubo di quello che state scrivendo?
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Aiutatemi a mettere un titolo più invitante per la Caffetteria //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Io bene e tu? :cat:
tutto bene, solo un po' stress perchè sono sotto esame e sto traslocando! devo solo arrivare a luglio //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Mi consigliate un libro che parli del concetto di "realtà"... Insomma qualche riflessione e possibilmente riferimenti scientifici e filosofici.
Grazie:)

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Mi verrebbe da dirti Le particelle elementari di Michel Houellebecq ma è un consiglio ad alto rischio nel senso che l'autore è uno di quelli molto controversi.

Le particelle elementari è la storia di due fratelli uterini e delle loro esistenze divergenti, ma al tempo stesso ha l'ambizione di essere la storia della seconda metà del Novecento e quella di una "mutazione metafisica", pronosticata per il futuro prossimo.

Bruno Clément - il fratello maggiore - è cresciuto tra le umiliazioni inflittegli dai coetanei, e ha sviluppato un desiderio sessuale insaziabile e tutte le condizioni per non riuscire a soddisfarlo. La sua vicenda ha come sfondo il periodo che va dalla liberalizzazione sessuale degli anni sessanta alla New Age degli anni novanta; ed è su questo fronte che Houellebecq si è guadagnato una prima serie di antipatie. Il ritratto che egli fa dei movimenti di contestazione è infatti assai poco allineato: il Sessantotto - con quanto ne è seguito - figura nel romanzo come il trionfo dell'industria del divertimento e del tempo libero, come un'apologia della gioventù di marca edonistica; e la liberalizzazione sessuale vi viene descritta come uno strumento del sistema capitalistico per indurre modelli massificati di comportamento e di consumo. Houellebecq si è difeso obiettando che le critiche al suo romanzo nascono dal fatto che la generazione dei sessantottini è proprio quella che oggi occupa i posti chiave nel mondo dei media. La destra, d'altra parte, non ha perso l'occasione per strumentalizzare il "caso Houellebecq", dando del libro una lettura tendenziosa e delirante (qui da noi Piero Vassallo su "Il Tempo" del 25 settembre 1999). Pochi, invece, si sono soffermati sulle estreme conseguenze alle quali Houellebecq ha portato la sua visione della Storia, vale a dire sull'idea secondo cui la "distruzione progressiva dei valori morali" avrebbe portato - come un "processo logico e ineluttabile" - dalla ricerca dei godimenti sessuali ai "ben più ampi godimenti della crudeltà" sperimentati da Charles Manson e Famiglia; e quindi sul fatto che i serial killer degli anni novanta sarebbero "i figli naturali degli hippy degli anni sessanta".

All'origine di una seconda serie di accuse - questa volta di pornografia - sta il fatto che le vicende di Bruno siano letteralmente infarcite da tutta una serie di descrizioni esplicite e dettagliate di atti sessuali (onanistici, di coppia e di gruppo). Ma anche in questo caso l'autore ha voluto difendersi: in primo luogo sostenendo che è paradossale che da un lato lo si accusi di essere un pornografo e dall'altro un puritano moralista (mentre è vero che gli riescono bene entrambe le cose), e in secondo luogo sostenendo che quelle descrizioni siano tutt'altro che eccitanti (il che è vero solo in parte, e sicuramente non vale per il periodo felice che Bruno trascorre con Christiane nel corso della seconda parte del romanzo). Per quanto riguarda invece le accuse di misoginia e di razzismo, se è vero che Bruno non si risparmia nessuna scorrettezza possibile nei confronti di donne, negri e altre categorie protette, l'ambiguità tra le opinioni del personaggio, quelle del narratore e quelle dell'autore sembra piuttosto una scelta funzionale a un atteggiamento molto à la page.

Michel Djerzinski - il fratello minore - è un biologo molecolare, che sin dall'adolescenza si è confinato in un'esistenza separata e consacrata alla conoscenza. Scoprirà il modo di riscrivere il codice genetico umano e di dare vita a una nuova specie, creata dall'uomo "a sua immagine e somiglianza" e affrancata dalla riproduzione sessuale e dalla morte. E se, con la vicenda di Bruno, Houellebecq si propone di raccontare la storia del passaggio epocale segnato dall'avvento della pillola contraccettiva e del divorzio, con quella di Michel racconta di un passaggio a cui attribuisce l'importanza della nascita del cristianesimo e di quella della scienza moderna.

Negli anni settanta del Ventunesimo secolo, l'anonimo narratore ci racconta degli studi condotti da Djerzinski tra il 2000 e il 2009, e del lavoro condotto da Frédéric Hubczejak a partire dalle sue ricerche. Il risultato è che la Terra di quegli anni risulta un mondo nuovo - popolato dalla nuova specie, immune da egoismo, crudeltà e violenza -, in cui rimangono solo alcuni esemplari dell'"antica razza", inesorabilmente destinata all'estinzione. E dico "mondo nuovo" non a caso, perché il romanzo di Aldous Huxley verrebbe in mente anche se Bruno non ne parlasse al fratello. Ciò che sorprende, piuttosto, è il fatto che Houellebecq muova alla società occidentale le stesse critiche che, nel 1932, già le muoveva Huxley (il quale denunciava la felicità obbligatoria, la sessualità non solo liberata ma addirittura imposta, la rimozione dell'invecchiamento e della decadenza fisica), ma ciò nonostante trasformi quella che per l'autore di Il mondo nuovo era un'inquietante utopia negativa in una sorta di panacea universale. Il che ha fatto scaturire una terza serie di critiche, che vanno dall'accusa di difendere le tesi dell'eugenismo a quella di rispolverare il mito nazista della purezza della razza. In effetti sarà anche vero, come dice Bruno, che "sotto tutti i punti di vista - controllo genetico, lotta contro l'invecchiamento, ottimizzazione del tempo libero - per noi Il mondo nuovo è un paradiso, è esattamente il mondo che ci sforziamo, sin qui inutilmente, di raggiungere"; ma è vero solo perché ci siamo già dentro, solo perché siamo già condizionati a pensare che le cose stiano in questo modo.

Si sarà capito che Le particelle elementari non si limita a raccontare una storia, e aspira al contrario a essere un romanzo enciclopedico, in cui i materiali propriamente narrativi si alternano a considerazioni di storia, filosofia, sociologia, economia, fisica, biologia, etologia, ecc. Ma l'operazione non è completamente riuscita, e rivela in molti punti un che di posticcio; mentre le pagine migliori sono proprio quelle in cui Houellebecq racconta e basta, magari alla maniera dei romanzieri dell'Ottocento.

Il gioco di combinare saggio e romanzo funziona bene, invece, nel precedente romanzo, Estensione del dominio della lotta, che grazie al successo delle Particelle elementari esce ora anche in Italia: la metà delle pagine, ma a densità raddoppiata, scandite da una scrittura chirurgica e asciutta.

Il titolo fa riferimento alla tesi centrale del libro: il domino della lotta è il contrario del domino della norma (non nel senso del "normale" ma in quello del "normativo") e la sua estensione è il passaggio - in campo economico e in campo sessuale - al liberalismo incontrollato: "Nella nostra società il sesso rappresenta un secondo sistema di differenziazione, del tutto indipendente dal denaro; e si comporta come un sistema di differenziazione altrettanto spietato, se non di più. (...) In un sistema economico dove il licenziamento sia proibito, tutti riescono più o meno a trovare un posto. In un sistema dove l'adulterio sia proibito, tutti riescono più o meno a trovare il proprio compagno di talamo. In una situazione economica perfettamente liberale, c'è chi accumula fortune considerevoli; altri marciscono nella disoccupazione e nella miseria. In una situazione sessuale perfettamente liberale, c'è chi ha una vita erotica varia ed eccitante; altri sono ridotti alla masturbazione e alla solitudine".

I temi, dunque, sono già in gran parte quelli del romanzo successivo; l'impressione, anzi, è proprio quella che Houellebecq abbia poi voluto, con Le particelle elementari, alzare semplicemente la posta. Il protagonista è questa volta uno squallido trentenne, ingegnere di una software house, che viene spedito in una plumbea provincia per tenere dei corsi di formazione su un sistema informatico di cui non frega niente a nessuno. Lo affianca Raphaël Tisserand, un collega venticinquenne e bruttissimo che il successo e il denaro non possono riscattare sul piano del sesso e della seduzione. Dopo l'ultimo tentativo di rimorchiare una diciassettenne in discoteca le cose potrebbero andare molto male, ma andranno male lo stesso.

Ha detto benissimo Tibor Fischer, che ha definito Estensione del dominio della lotta come Lo straniero "per la generazione del computer". Il romanzo di Houellebecq, infatti, ha più di una cosa in comune con quello di Albert Camus, non solo nell'atmosfera ma anche nella vicenda. La differenza, semmai, è che mentre Mersault ci dice di se stesso soltanto quello che potrebbe dire anche una terza persona - facendoci venire il sospetto che non abbia affatto pensieri propri -, mentre il protagonista e narratore di questo romanzo ha un mucchio di idee, e anche molto chiare

Altri hanno detto - altrettanto giustamente - che Lo straniero, La nausea e La noia sono già stati scritti, e molto tempo fa. È vero, ma di fronte alle blandizie dei ventenni e trentenni di tanta letteratura "giovane" contemporanea, il ritratto che Houellebecq fa della sua generazione risulta veramente duro e impietoso; e quando la lezione non è servita occorre ripeterla, ancora una volta.

"Si sarà capito che Le particelle elementari non si limita a raccontare una storia, e aspira al contrario a essere un romanzo enciclopedico, in cui i materiali propriamente narrativi si alternano a considerazioni di storia, filosofia, sociologia, economia, fisica, biologia, etologia, ecc."

Però occhio che ci sono parti di sesso molto ma molto esplicite perché Houellebecq è uno che non va per il sottile.

 
Mi verrebbe da dirti Le particelle elementari di Michel Houellebecq ma è un consiglio ad alto rischio nel senso che l'autore è uno di quelli molto controversi.

Le particelle elementari è la storia di due fratelli uterini e delle loro esistenze divergenti, ma al tempo stesso ha l'ambizione di essere la storia della seconda metà del Novecento e quella di una "mutazione metafisica", pronosticata per il futuro prossimo.

Bruno Clément - il fratello maggiore - è cresciuto tra le umiliazioni inflittegli dai coetanei, e ha sviluppato un desiderio sessuale insaziabile e tutte le condizioni per non riuscire a soddisfarlo. La sua vicenda ha come sfondo il periodo che va dalla liberalizzazione sessuale degli anni sessanta alla New Age degli anni novanta; ed è su questo fronte che Houellebecq si è guadagnato una prima serie di antipatie. Il ritratto che egli fa dei movimenti di contestazione è infatti assai poco allineato: il Sessantotto - con quanto ne è seguito - figura nel romanzo come il trionfo dell'industria del divertimento e del tempo libero, come un'apologia della gioventù di marca edonistica; e la liberalizzazione sessuale vi viene descritta come uno strumento del sistema capitalistico per indurre modelli massificati di comportamento e di consumo. Houellebecq si è difeso obiettando che le critiche al suo romanzo nascono dal fatto che la generazione dei sessantottini è proprio quella che oggi occupa i posti chiave nel mondo dei media. La destra, d'altra parte, non ha perso l'occasione per strumentalizzare il "caso Houellebecq", dando del libro una lettura tendenziosa e delirante (qui da noi Piero Vassallo su "Il Tempo" del 25 settembre 1999). Pochi, invece, si sono soffermati sulle estreme conseguenze alle quali Houellebecq ha portato la sua visione della Storia, vale a dire sull'idea secondo cui la "distruzione progressiva dei valori morali" avrebbe portato - come un "processo logico e ineluttabile" - dalla ricerca dei godimenti sessuali ai "ben più ampi godimenti della crudeltà" sperimentati da Charles Manson e Famiglia; e quindi sul fatto che i serial killer degli anni novanta sarebbero "i figli naturali degli hippy degli anni sessanta".

All'origine di una seconda serie di accuse - questa volta di pornografia - sta il fatto che le vicende di Bruno siano letteralmente infarcite da tutta una serie di descrizioni esplicite e dettagliate di atti sessuali (onanistici, di coppia e di gruppo). Ma anche in questo caso l'autore ha voluto difendersi: in primo luogo sostenendo che è paradossale che da un lato lo si accusi di essere un pornografo e dall'altro un puritano moralista (mentre è vero che gli riescono bene entrambe le cose), e in secondo luogo sostenendo che quelle descrizioni siano tutt'altro che eccitanti (il che è vero solo in parte, e sicuramente non vale per il periodo felice che Bruno trascorre con Christiane nel corso della seconda parte del romanzo). Per quanto riguarda invece le accuse di misoginia e di razzismo, se è vero che Bruno non si risparmia nessuna scorrettezza possibile nei confronti di donne, negri e altre categorie protette, l'ambiguità tra le opinioni del personaggio, quelle del narratore e quelle dell'autore sembra piuttosto una scelta funzionale a un atteggiamento molto à la page.

Michel Djerzinski - il fratello minore - è un biologo molecolare, che sin dall'adolescenza si è confinato in un'esistenza separata e consacrata alla conoscenza. Scoprirà il modo di riscrivere il codice genetico umano e di dare vita a una nuova specie, creata dall'uomo "a sua immagine e somiglianza" e affrancata dalla riproduzione sessuale e dalla morte. E se, con la vicenda di Bruno, Houellebecq si propone di raccontare la storia del passaggio epocale segnato dall'avvento della pillola contraccettiva e del divorzio, con quella di Michel racconta di un passaggio a cui attribuisce l'importanza della nascita del cristianesimo e di quella della scienza moderna.

Negli anni settanta del Ventunesimo secolo, l'anonimo narratore ci racconta degli studi condotti da Djerzinski tra il 2000 e il 2009, e del lavoro condotto da Frédéric Hubczejak a partire dalle sue ricerche. Il risultato è che la Terra di quegli anni risulta un mondo nuovo - popolato dalla nuova specie, immune da egoismo, crudeltà e violenza -, in cui rimangono solo alcuni esemplari dell'"antica razza", inesorabilmente destinata all'estinzione. E dico "mondo nuovo" non a caso, perché il romanzo di Aldous Huxley verrebbe in mente anche se Bruno non ne parlasse al fratello. Ciò che sorprende, piuttosto, è il fatto che Houellebecq muova alla società occidentale le stesse critiche che, nel 1932, già le muoveva Huxley (il quale denunciava la felicità obbligatoria, la sessualità non solo liberata ma addirittura imposta, la rimozione dell'invecchiamento e della decadenza fisica), ma ciò nonostante trasformi quella che per l'autore di Il mondo nuovo era un'inquietante utopia negativa in una sorta di panacea universale. Il che ha fatto scaturire una terza serie di critiche, che vanno dall'accusa di difendere le tesi dell'eugenismo a quella di rispolverare il mito nazista della purezza della razza. In effetti sarà anche vero, come dice Bruno, che "sotto tutti i punti di vista - controllo genetico, lotta contro l'invecchiamento, ottimizzazione del tempo libero - per noi Il mondo nuovo è un paradiso, è esattamente il mondo che ci sforziamo, sin qui inutilmente, di raggiungere"; ma è vero solo perché ci siamo già dentro, solo perché siamo già condizionati a pensare che le cose stiano in questo modo.

Si sarà capito che Le particelle elementari non si limita a raccontare una storia, e aspira al contrario a essere un romanzo enciclopedico, in cui i materiali propriamente narrativi si alternano a considerazioni di storia, filosofia, sociologia, economia, fisica, biologia, etologia, ecc. Ma l'operazione non è completamente riuscita, e rivela in molti punti un che di posticcio; mentre le pagine migliori sono proprio quelle in cui Houellebecq racconta e basta, magari alla maniera dei romanzieri dell'Ottocento.

Il gioco di combinare saggio e romanzo funziona bene, invece, nel precedente romanzo, Estensione del dominio della lotta, che grazie al successo delle Particelle elementari esce ora anche in Italia: la metà delle pagine, ma a densità raddoppiata, scandite da una scrittura chirurgica e asciutta.

Il titolo fa riferimento alla tesi centrale del libro: il domino della lotta è il contrario del domino della norma (non nel senso del "normale" ma in quello del "normativo") e la sua estensione è il passaggio - in campo economico e in campo sessuale - al liberalismo incontrollato: "Nella nostra società il sesso rappresenta un secondo sistema di differenziazione, del tutto indipendente dal denaro; e si comporta come un sistema di differenziazione altrettanto spietato, se non di più. (...) In un sistema economico dove il licenziamento sia proibito, tutti riescono più o meno a trovare un posto. In un sistema dove l'adulterio sia proibito, tutti riescono più o meno a trovare il proprio compagno di talamo. In una situazione economica perfettamente liberale, c'è chi accumula fortune considerevoli; altri marciscono nella disoccupazione e nella miseria. In una situazione sessuale perfettamente liberale, c'è chi ha una vita erotica varia ed eccitante; altri sono ridotti alla masturbazione e alla solitudine".

I temi, dunque, sono già in gran parte quelli del romanzo successivo; l'impressione, anzi, è proprio quella che Houellebecq abbia poi voluto, con Le particelle elementari, alzare semplicemente la posta. Il protagonista è questa volta uno squallido trentenne, ingegnere di una software house, che viene spedito in una plumbea provincia per tenere dei corsi di formazione su un sistema informatico di cui non frega niente a nessuno. Lo affianca Raphaël Tisserand, un collega venticinquenne e bruttissimo che il successo e il denaro non possono riscattare sul piano del sesso e della seduzione. Dopo l'ultimo tentativo di rimorchiare una diciassettenne in discoteca le cose potrebbero andare molto male, ma andranno male lo stesso.

Ha detto benissimo Tibor Fischer, che ha definito Estensione del dominio della lotta come Lo straniero "per la generazione del computer". Il romanzo di Houellebecq, infatti, ha più di una cosa in comune con quello di Albert Camus, non solo nell'atmosfera ma anche nella vicenda. La differenza, semmai, è che mentre Mersault ci dice di se stesso soltanto quello che potrebbe dire anche una terza persona - facendoci venire il sospetto che non abbia affatto pensieri propri -, mentre il protagonista e narratore di questo romanzo ha un mucchio di idee, e anche molto chiare

Altri hanno detto - altrettanto giustamente - che Lo straniero, La nausea e La noia sono già stati scritti, e molto tempo fa. È vero, ma di fronte alle blandizie dei ventenni e trentenni di tanta letteratura "giovane" contemporanea, il ritratto che Houellebecq fa della sua generazione risulta veramente duro e impietoso; e quando la lezione non è servita occorre ripeterla, ancora una volta.

"Si sarà capito che Le particelle elementari non si limita a raccontare una storia, e aspira al contrario a essere un romanzo enciclopedico, in cui i materiali propriamente narrativi si alternano a considerazioni di storia, filosofia, sociologia, economia, fisica, biologia, etologia, ecc."

Però occhio che ci sono parti di sesso molto ma molto esplicite perché Houellebecq è uno che non va per il sottile.
"Le particelle elementari" l'ho letto e mi è piaciuto molto, se hai anche altri titoli sarei felice di prenderli in considerazione.

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"Le particelle elementari" l'ho letto e mi è piaciuto molto, se hai anche altri titoli sarei felice di prenderli in considerazione.
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Se non l'hai letto anche Piattaforma sempre di Houellebecq si avvicina a quello che cerchi.

Altrimenti non saprei cosa dirti. Mi verrebbe da proporti Rumore Bianco di DeLillo o Pastorale Americana di Roth ma in questi mancano quei riferimenti filosofici e scientifici che cerchi.

 
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Se qualcuno si vuole fare il mio Commerciale per uno scambio... non mi offendo... anzi... proponete //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/azz.gif

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Che poi, per esempio, Commerciale è un libro di 1200 pg.

Ora mi mancano 40 pg per finirlo ed iniziare la ripetizione (con l'esame che sta tra un mese e mezzo).

Su what's app ci sono tipi che mi chiedono 'ED ORA CHE FACCIO, STO A PAG 258', credendosi che io abbia capito tutto il mattone/libro solo perché mi sono spaccato il mazzo a leggerlo ogni singolo giorno; quando devo ancora assimilare a quantità industriale le nozioni e, in realtà, sto più cagato sotto di loro per il motivo che ' l'ho finito in un mese e mezzo, ora mi tocca capirlo come *** comanda e ricordarmelo' :rickds:
:rickds:

E' il periodo universitario, si finisce sempre per parlare di quello //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sad.png

Ho sentito parlare male di Commerciale e sinceramente, visto che sono una completa sòla in questo ambito, lascio a voi l'onore di darlo come esame, farò il tifo per voi, davvero.

1200 pagine, mioddio. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/fyebr8.gif Ogni volta che adocchio quello che mia madre utilizzava all'università mi vengono i brividi, quindi, no davvero rifiuto l'offerta e vado avanti -cit.

Antropologia culturale ed etnografia per un totale di 18 CFU :biocaf:
Ma Pollologia Applicata non c'è? :biocaf:

 
Ultima modifica da un moderatore:
Ieri ho visto "La Sposa Promessa", bellissimo film, veramente emozionante, notevolissimo.

La musica poi:

[video=youtube;Z0tldz_-0yU]


Sopratutto da metà in poi... emozionante:sisi:

 
tutto bene, solo un po' stress perchè sono sotto esame e sto traslocando! devo solo arrivare a luglio //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Passerà senza troppi problemi tranquilla //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Gab3.gif

 
Buongiorno a tutti! Anche se per me un buongiorno non è, perché ieri sono uscito di casa alle 7 e sono tornato alle 18. E invece di andare a casa sono andato via e tornato a mezzanotte. Oggi ho verifica alla prima ora, poi sto via mezzo pomeriggio e domani ho un'altra verifica. Oggi però tenterò di non arrivare sui libri 8 ore in ritardo :rickds::rickds:

 
Giorno a tutti. Ultima interrogazione dell'anno, escludendo gli esami //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Quando senti parlare di integrale pensi al pane? Per un bilanciamento sbagliato stavi facendo saltare scuola? Non sei mai uscito dal confine o l'unica volta che hai organizzato un viaggio ti sei ritrovato nel peggior bar di Caracas?




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NESSUN PROBLEMA!

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Lo staff di Altro ti ricorda che puoi passare a visitare

 


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//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/laugh.png I posti migliori dove chiarire ogni tuo dubbio sullo studio e organizzare le tue vacanze //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/laugh.png

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Buongiorno ragazzi, scusate se in questo periodo non mi sono fatto vedere ma sono super impegnato tra lo studio per gli esame e lavoro //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/tristenev.png Ieri ho superato Informatica con 29 e oggi ho preso 28 in Paesaggi Audiovisivi, mentre giovedì ho un esame al mattino e uno il pomeriggio, inglese e cartografia //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/tristenev.png

 
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