Le Bizzarre Avventure di JoJo | saga manga, saga anime

Secondo me J.Lo ci sta tantissimo. Perché intato è il nome di album, e noi sappiamo bene quanto piaccia ad Araki mettere riferimenti musicali.E poi

può essere inteso come abbreviazione di Julius
Ed è figo da dire :rickds:

Non capisco perché Araki abbia scelto di trascriverlo come Gyro (ma comunque per i jappi la pronuncia rimane la stessa).
Ma Gyro Zeppeli NON è un riferimento musicale. Perché mettercelo dove non c’è?

E’ come se io chiamassi un personaggio ‘’Quinn’, chessò Harley Quinn di Batman, e la Star lo traducesse con Queen, perché così esce la citazione.

E poi, secondo la Star, il personaggio spoiler sbr

si chiama Yulius Caesar Zeppeli, detto Gyro, detto J.Lo, un soprannome del soprannome :rickds:
Il personaggio si scrive Gyro, poi che posso pronunciarlo Ghiro, Giairo, Jayro o G.I. RO non cambia come si scrive

 
Ma il sovrapprezzo lo fanno tutti? In caso provo a vedere se in altre fumetterie me li vendono a 3.10
Spammando responsabilmente dal mio C1505 utilizzando tapatalk.
Il sovrapprezzo c'è in tutti i fumetti Star da diversi anni, non troverai più nulla oramai che costi meno di 3,90€ (se non in qualche edicola dove puoi trovare qualche vecchio refuso che non è stato reso).

 
Ma Gyro Zeppeli NON è un riferimento musicale. Perché mettercelo dove non c’è?E’ come se io chiamassi un personaggio ‘’Quinn’, chessò Harley Quinn di Batman, e la Star lo traducesse con Queen, perché così esce la citazione.

E poi, secondo la Star, il personaggio spoiler sbr

si chiama Yulius Caesar Zeppeli, detto Gyro, detto J.Lo, un soprannome del soprannome :rickds:
Il personaggio si scrive Gyro, poi che posso pronunciarlo Ghiro, Giairo, Jayro o G.I. RO non cambia come si scrive
Perché evidentemente Araki non aveva ancora scritto il nome con i nostri caratteri quando la star ha fatto uscire il primo numero, e conoscendo l'indole dell'autore ad inserire sempre citazioni musicali hanno optato per J.Lo

E comunque la star nel primo numero ha scritto semplicemente

secondo la grafica giapponese "J.Lo" può anche essere letto "Gyro".
Non ricordo sta cosa del soprannome del soprannome.

 
Certo che mettere Walk Like an Egyptian come ending è un tocco di classe stellare
this.

infatti la ending è meglio dell'opening.

non si può dire che si preferisce il vecchio joseph. è vietato dalla convenzione di ginevra.

 
Comunque ho visto la ending di PH



Anche questa non è male, d'altronde Jojo è un'opera rock :mah:

 
Certo che mettere Walk Like an Egyptian come ending è un tocco di classe stellare
Esattamente //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Comunque

combattimento in aereo un po' meh, non m'è piaciuto com'è stato battuto l'insetto, incoerente con tutto ciò che era successo fino a poco prima, imho.
 
Ultima modifica da un moderatore:
Esattamente //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Comunque

combattimento in aereo un po' meh, non m'è piaciuto com'è stato battuto l'insetto, incoerente con tutto ciò che era successo fino a poco prima, imho.
Perché incoerente?

 
Nella 6a (e anche un pò nella 5a) ho sofferto un pochino il design degli stand per la maggior parte un pò anonimi rispetto al passato, esclusi Stone Free,

Kiss, Diver Down, White Snake e Made in Heaven

Confido nella 7a e 8a

 
Joseph è indubbiamente meglio di Jonathan

Di Kujo ancora non saprei ma penso di si

Inviato dal mio GT-I9300 utilizzando Tapatalk

 
Comunque per me (non ho letto il manga, sto guardando solo l'anime) Joseph (sia per BT, sia per SC fino ad ora) >>>>>>>> Jonathan e Jotaro //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif
E' il mio PG preferito, ad oggi //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Anche per me Joseph è il migliore. Anche se per certe persone sembra che io stia bestemmiando quando dico che mi piace più il vecchio Joseph che il giovane.

Joseph è indubbiamente meglio di Jonathan
Di Kujo ancora non saprei ma penso di si

Inviato dal mio GT-I9300 utilizzando Tapatalk
E', e rimarrà sempre il migliore //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Qualsiasi parte, giovane o vecchio.

Poi vabè, Joseph è molto particolare come personaggio, uno come Jonathan è molto più "classico" come eroe.

Magari Jotaro è già diverso... ah, non vedo l'ora che arrivate a certe parti FENOMENALI della terza serie //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

Davvero, allucinanti.

A parte questo, concordo con chi trova geniale l'ending della terza serie.

 
Ultima modifica da un moderatore:
Volume 1 della Perfect di Stardust Crusaders

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Jotaro ok, Star Platinum meh

Prossima cover Old Joseph & Hermit Purple

 
Ultima modifica:
Volume 1 della Perfect di Stardust Crusaders

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Jotaro ok, Star Platinum meh
Finalmente riesce con il suo nuovo stile a far sembrare un onomone Jotaro //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

 


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Ma Star Platinum ha i peli sul petto??? :rickds:

 
Perchè avrebbe potuto schivare subito quei "tentacoli".
Ma non centra la velocità, Kakyoin usa la psicologia . Lui comincia a spammare Emerald Splash sia per dare l’impressione a Tower of Gray di non avere altre carte da giocare sia per non fargli accorgere che i tentacoli dello stand si stanno espandendo e di conseguenza il nemico abbassa la guardia, in più Kakyoin fa in modo di far avvicinare il nemico vicino a lui, in modo che Tower of Gray si trovi a una distanza tale da poterlo uccidere, ma al contempo lui possa accerchiarlo da tutte le parti con i tentacoli. Alla fine Tower of Gray si ritrova:

1) Sicuro di sé e con la guardia abbassata perché crede ormai di avere in pugno Kakyoin e di stare per ucciderlo

2) Nella posizione ottimale per essere accerchiato dai tentacoli del gerofante

3) I suddetti tentacoli che sbucano da dietro i sedili all’ultimo secondo non lasciandogli scampo

 
Perchè avrebbe potuto schivare subito quei "tentacoli".

Se i tentacoli sono arrivati da tutte le direzioni, Tower of Gray non aveva via di fuga.
 
Do anche io i miei pareri, obiettivi, oggettivi e ragionati, come tutti i miei commenti del resto:
Phantom Blood:

Disegno che attinge a piene mani dal tratto di Tetsuo Hara, nelle prime 100 pagine ci sono evidenti errori di proporzione e prospettiva, ma dopo i primi capitoli il tratto si affinerà e raggiungerà livelli più che decenti, con tavole di grande impatto e del buon splatter che non fa mai male (e la splash page con Jonathan che muore tenendo in grembo la testa di *** è, ancora oggi, la miglior scena di tutte le 8 serie)

Ambientazione vittoriana ricreata con cura e con un’atmosfera pazzesca, vuoi sia per il tratto anni ’80 in sé che per i rimandi gotico-vampireschi

Tra i personaggi abbiamo un protagonista stereotipato, ma funzionale al contesto, dato che un gentiluomo di fine ‘800 narrativamente non avrebbe potuto avere una personalità tanto diversa da quella di Jonathan, due ottimi comprimari, ovvero Will e Speedwagon, il quale, insieme a Jotaro, è il personaggio che più si è reso utile in tutte le 8 serie di Jojo e di conseguenza uno dei più importanti dell’intera opera. Il main villain poi è semplicemente sublime, e abbiamo anche un bel nemico secondario:Bruford.

I combattimenti sono nella norma del battle shonen anni ’80 e, a parte qualche trovata strategica qua e là (specialmente contro Bruford e ***), non siamo ancora ai livelli del tatticismo generale della serie

Riguardo la trama e la sceneggiatura, il concept iniziale è molto interessante, con il rapporto tra i due fratellastri nella vita di tutti giorni, virerà poi sul battle shonen classico con forti ispirazioni dal romanzo vampiresco e dalle battaglie di Hokuto no Ken. Mentre la parte centrale è ben resa, ma non certo originalissima, l’inizio dunque, ma soprattutto il finale, si rivelano essere delle bombe.

Voto: 8 anche perché in soli 6 volumi non è che si possa sviluppare molto

Battle Tendency

Sinceramente è una delle serie di Jojo che ritengo senza difetto alcuno.

Il disegno riprende lo stile di Phantom Blood, ma lo migliora sotto ogni singolo aspetto, dai retini, alle proporzioni e alle ombreggiature, per non parlare del design dei personaggi. La storia si riallaccia a quella di Phantom Blood e dissipa tutte le ombre sulla maschera di pietra, non risparmiando qualche colpo di scena. I personaggi sono in definitiva ben caratterizzati, Joseph Joestar non solo è il miglior Jojo, ma uno dei protagonisti migliori mai creati in uno shonen. Caesar è un’ottima spalla, e la sua morte è una delle più belle mai viste in uno shonen Ottimi anche la severa maestra nonché milf suprema Lisa Lisa, Stroheim e il miglior nemico della serie, Wham. Accettabili Eisidisi e Kars, che comunque hanno i loro momenti di gloria (soprattutto il secondo). I combattimenti sono uno più bello dell’altro, ma vorrei soffermarmi in particolare su Joseph VS Wham, dato che lo ritengo il miglior combattimento mai creato in un fumetto, dato che c’è TUTTO: dinamismo (si svolge durante una corsa), azione, epicità (i played another trick on youuuuu, Wham che sradica il pilastro, la bandana di Caesar, il gesto di Joseph per alleviare il dolore di Wham), motivazioni (Joseph che deve vendicare Caesar, ma al contempo rispetta l'onore di guerriero di Wham e anche quest'ultimo proverà lo stesso), caratterizzazione dei contendenti (motherfuckin’ Joseph e Wham, il più nobile e onorevole dei 3 pillar men, e lo aveva già dimostrato non distruggendo l'ultima bolla di Caesar), bizzarria (una fottuta corsa sulle bighe trainate da cavalli vampiro con uno stuolo di vampiri come tifosi e dove un umano deve battere attraverso il solo intelletto un essere ancestrale infinitamente più potente) , ma in più c'è l'elemento tattico che manca nelle altre opere (la balestra, il martello, la bandana e la fialetta di olio...). Joseph vs Kars ha poi una risoluzione finale che solo in un manga che ha come titolo ‘’Le BIZZARRE Avventure di Jojo’’ si potrebbe vedere una cosa del genere, a distanza di due anni dalla prima lettura ancora non mi capacito.

In definitiva, un’ottima storia con ottimi personaggi e grandissime battaglie, in più sono solo 7 volumi, sicchè il fattore qualità/quantità è altissimo.

Voto:9

Stardust Crusaders

Il disegno si evolve ulteriormente, distaccandosi sempre più da quello tipico anni ’80 e trovando un addolcimento generale del tratto.

L’ambientazione è mostruosa, la migliore di tutte le 8 serie, così come la cura nell’illustrare usi e costumi di ogni paese ed etnie, un vero e proprio carnet di viaggio da parte di Araki.

Il cast è ottimo e, a parte Abdul, trovo tutti degli ottimi personaggi. Jotaro è un buon main, ma paga il fatto, come tutti gli altri Jojo dalla 3 alla 6 sesta, di rientrare in un cast più nutrito che oscilla tra le 5 e le 6 unità. E’ comunque un personaggio che dice più quando tace che non quando parla, attraverso occhiate ed espressioni che esprimono il suo reale stato d’animo (basti vedere, nella splash page finale, quando si sistema il cappello con mani tremanti dopo l’addio a Polnareff). Il main villain è, inutile dirlo, sublime. Qualche secondario ottimamente riuscito, come Hol Horse, Boingo e i due fratelli D’Arby, gli altri sono o anonimi, o buoni (Rubber Soul, Steely Dan, Mannish Boy…) o buoni, ma privi di un background, oserei dire, quasi necessario (Enya Geil, Vanilla Ice)

Gli scontri sono arricchiti dalla neonata idea degli stand, inserita tutta d’un tratto, ma perfettamente riuscita. Mentre la prima parte dell’opera, dal Giappone fino all’arrivo in Egitto, è molto buona, ma comunque un po’ altalenante come qualità, dall’arrivo in Egitto in poi Araki cambia spacciatore e crea 10 battaglie stand una più bella dell’altra, culminando con uno scontro finale che è ormai storia dei manga.

La sceneggiatura è certamente il punto dolente, dato che segue una ripetitiva struttuea a tappe alla monsters of the week. Monotonia colmata però dall’incredibile varietà degli scontri stand, che trasformano ciò che dovrebbe essere una tipica battaglia shonen in una vera e propria avventura (fatico a inquadrare episodi come Death XIII, Alessi, Mariah, i D’Arby, Strenght, Empress, The Sun ecc… come combattimenti)

Voto: 9 anche in virtù del valore storico della terza serie e di quello che ha significato per il panorama shonen a seguire

Diamond is Unbreakable

Il disegno si rinnova completamente, i volti si addolciscono ulteriormente, il tratto diventa molto sottile permettendo un maggiore dettaglio, soprattutto negli sfondi e nell’oggettistica generale.

L’ambientazione, rispetto alle prime 3 serie, è statica, essendo il tutto ambientato nella cittadina giapponese fittizia di Morio-Cho. Quest’ultima, però, è caratterizzata in maniera a dir poco perfetta, rendendo il lettore un vero e proprio abitante della stessa. La roccia di Angelo, il picco Boing, il vicolo di Reimi, la scuola, il negozio di scarpe Millepiedi, il traliccio, il Cafè Deux Magots, il centro estetico di Aya Tsuji, la casa di Rohan, il Ristorante Trussardi diverranno dei veri e propri punti di riferimento per il lettore permettendogli di sentire davvero ‘’sua’’ la città e di interagire con i propri abitanti.

C’è una coralità del cast mai vista prima, i secondari sono personaggi ricorrenti che interagiranno più volte con i primari. Tralasciando i favolosi Koichi e Rohan, il buon Josuke e il buono, ma poco sfruttato Okuyasu, il lettore non dimenticherà mai la presenza di personaggi quali Shigechi, Reimi, Yuya, Mikitaka, Hayato, Yukako e neanche quella di Jotaro, il quale guadagnerà moltissimi punti in carisma e caratterizzazione come maestro per i giovani di Morio. Il main villain poi è uno dei migliori mai creati in un manga.

Gli scontri stand si riveleranno vari come non mai, come o forse anche più della terza serie, con partite ai dadi, corse in moto, ragazze stalker, tralicci, scontri psicologici basati sulla paura, vincite alla lotteria, sortite in ristoranti italiani e molto altro

La sceneggiatura rimane semplice, con una daily life intervallata da incontri e scontri con i portatori di stand, ma proprio grazie alla struttura slice of life la cosa non peserà più di tanto.

Come difetti….i punti negativi sono………..non mi è piaciuto…………vabbè, datemi un po’ di tempo per pensare

Voto: 9

Vento Aureo

Il disegno è caratterizzato da un tratto più marcato che si inserisce perfettamente nel contesto cupo della storia e il design dei personaggi, oltre a farsi più efebico nei fisici, subirà un’influenza modaiola negli abbigliamenti. L’unica nota negativa sono i retini, in certi casi davvero troppo scuri.

L’ambientazione nostrana è ricreata davvero con cura e gli sfondi, che siano le rovine di Pompei, le architetture di Venezia o le cesellature classiche di Roma si riveleranno sempre curati e azzeccati

Il cast è particolare sin dall’inizio per un motivo: mentre nelle altre serie il gruppo si costruisce intorno al protagonista, qui è Giorno che entra in un gruppo già consolidato. Svolgerà dunque il ruolo di effettivo sottoposto, guidando il team con il suo spirito e la sua volontà sempre nell’ombra, ma non per questo è un cattivo protagonista, avendo momenti e dialoghi a lui dedicati davvero belli. Il personaggio della serie è però Bruno Bucciarati, eroe tragico e capo della gang che, grazie al proprio spirito di sacrificio (in tutti i sensi) e alla sua lotta contro il destino avverso entra di diritto tra i migliori comprimari dell’intera opera. Ottimi anche Mista (in particolare la personalità, anzi le personalità del suo stand), Narancia e Abbacchio. Nota dolente Fugo, personaggio gestito a dir poco malissimo da parte dell’autore. Buon personaggio anche Trish. Il main villain si ritrova riuscito per metà, letteralmente: Doppio è magnifico: goffo, sfortunato e impacciato, ma non per questo poco determinato a seguire gli ordini del suo boss, Diavolo d’altro canto si rivela una presenza graficamente carismatica e con uno stand a dir poco invincibile, la sua paranoia verso tutto e tutti pure è interessante, ma qualcosa di più poteva e doveva essere fatto. Passiamo ai secondari, insieme a quelli della seconda serie tra i migliori di tutto Jojo. I nemici secondari di Vento Aureo hanno un qualcosa in più degli altri: la forza d’animo. Prosciutto che rimane sotto il treno per mantenere lo stand attivo, Pesci che matura grazie al sacrificio del compagno, Illuso che sacrifica parte del corpo per sfuggire al virus di Purple Haze, Carne che si fa uccidere per attivare Notorious B.I.G., Tiziano che si fa uccidere per permettere a Squalo di utilizzare lo stand, Cioccolata che si mutila…al di là di questi casi come non citare la frustrazione di Formaggio dovuta al fatto che il suo stand è oggetto di scherno dagli altri portatori e dal fatto che la sua squadra di esecuzioni sia sempre relegata in secondo piano dal boss e con la conseguente eliminazione brutale di Gelato e Sorbetto, o la battaglia imperterrita di Risotto per tentare di eliminare Doppio/Diavolo.

Gli scontri stand sono, tatticamente, tra i migliori mai visti in un fumetto, davvero mostruosi. Sono molto meno vari rispetto a quelli di terza e quarta serie, sono tutti scontri duri e puri e mancano i gli scontri leggeri/semplici/comici come potevano essere partite a dadi, a carte, corse in moto ecc…, a parte Bucciarati e Abbacchio VS Zucchero (più atipico rispetto agli altri) e Narancia VS Squalo e Tiziano (buona dose di comicità), ma, come detto, la mancanza di varietà è colmata da un tatticismo incredibilmente studiato.

Nel combattimento finale Araki matura ulteriormente come autore. Proprio perché l’intera serie è costellata di battaglie vere proprie, secondo me Araki può prendersi il lusso, per una volta, di osare, di evitare lo scontro tra stand duro e puro e gettarsi nel metafisico, sfociando in una fase finale dove a farla da padrone saranno lo scontro di ideali tra Giorno e Diavolo (e i loro stand), la spiritualità, il contrappasso e il destino con risultati, per me, sublimi. E’ uno scontro che sicuramente non si presta a più e più riletture come può esserlo un Jotaro vs *** o un Josuke VS Kira, ma, esaminato con la giusta attenzione, può dare grandi soddisfazioni.

La sceneggiatura ricalca la quest on the road della terza serie, migliorando però dal punto di vista della varietà. Non sarà più solo un punto A-Punto B, bensì dei veri e propri cambi narrativi, si partirà con Giorno e il suo ingresso in Passione con tanto di conseguente avanzamento di grado della gang, passando poi alla missione di proteggere Trish dalla squadra esecuzioni fino al ribaltamento di fronte, con il tradimento verso Passione e la loro sfida al boss. Per non parlare poi dei capitoli dal punto di vista del main villain (in Sardegna e al Colosseo)

Insomma, i difetti della serie sono, oltre ai retini troppo scuri e il tratto un po’ pesante in certi punti, la scarsità di varietà nei combattimenti, colmati tuttavia dal tatticismo, e la pessima gestione di Fugo.

Voto: 8,5

Stone Ocean

Il disegno rimane su buoni livelli, molti elementi quali labbra e corpi vengono portati alla bizzarria estrema, ma con buoni risultati, i retini poi sono applicati magnificamente. Rimangono però diverse fasi in cui il tratto è un po’ troppo confusionario e con qualche scena non proprio intuibile (Jolyne e Weather Report VS Lang Wrangler su tutti). Il disegno in particolare si dimostra non all’altezza sulla raffigurazione della gente comune, le comparse, in certi casi sono raffigurati letteralmente col **** (ricordo che nei capitoli finali riguardanti Made in Heaven c’è una bambina che chiede un cono gelato che si scioglie nel giro di pochi secondi, ebbene quella ‘’bambina’’ popola ancora oggi i miei incubi). Il disegno è comunque promosso, pur trattandosi, tra tutte le 8 serie, di uno dei meno validi

Riguardo l’ambientazione, la prigione è stata illustrata con grande cura da Araki, l’atmosfera è quasi assente, essendo una prigione, ma proprio per questo secondo me ha funzionato. Dato che è un carcere, il lettore deve sentirsi estraniato, senza punti di riferimento o atmosfere accattivanti in modo che si possa immedesimare nello scoramento e nella confusione di Jolyne.

Il cast è ottimo. Togliendo Ermes che ho trovato un po’ anonima, abbiamo un Jojo, anzi una Jojo meravigliosa e approfondita molto bene sotto il carattere psicologico, in particolare il suo rapporto con il padre. Abbiamo poi Foo Fighters, caratterizzata ottimamente, soprattutto se pensiamo che altro non è che un ammasso di plancton, Anasui e Weather Report, anche lui eroe tragico vittima del destino. Anche il piccolo Emporio si ritaglia il suo spazio, guadagnando una quantità incredibile di punti grazie allo showdown finale. Il mai villain è davvero ottimo e ben caratterizzato, tra i nemici secondari trovo davvero ben gestiti Rykiel e Versus. Vuoi per lo stand vuoi per la loro storia, trovo abbastanza interessanti anche Kenzo e Ungaro. E ci metto anche ***, come se non fosse già perfetto nella prima e terza serie, Araki lo caratterizza ulteriormente con una profondità che avevamo già intuito nella terza serie grazie ai suoi monologhi, soprattutto nei capitoli iniziali e alle parole di Enya e N’Duur, ma che non ci era mai stata effettivamente mostrata

I combattimenti sono variegati, con un buon uso di strategia e soprattutto della scienza, usata per spiegare gli effetti degli stand quali quelli di Lang Wrangler, del bambino verde, di Westwood, Heavy Weather, C-Moon, Made in Heaven… e si arricchiscono ulteriormente di varietà grazie a episodi quali il feng shui di Dragon’s Dream, le tendenze suicide di Xander McQueen, le memorie di Miu Miu, i ricordi di Underworld, il catch ball con Milaschon e, permettemi il caps lock, BOHEMIAN RAPSODY. A parte Yo-Yo-Ma m erda, promossi tutti i combattimenti

Trama e sceneggiatura: croce e delizia dell’opera. Se da un lato Araki migliora ulteriormente come scrittore riuscendo a legare la sesta serie con gli eventi della terza, spostando la narrazione su più piani, inserendo una buona dose di mistero e disvelando pian piano con i giusti tempi, dall’altro abbiamo parti di trama poco approfondite, in primis il perché dei figli di *** (problema riconducibile anche alla quinta serie) e il come *** fosse venuto a conoscenza dei metodi del raggiungimento del Paradiso, bambino verde incluso.

Infine si giunge ad una fase finale dannatamente adrenalinica e ben gestita e ad un finale particolare, amaro, spiazzante e, che piaccia o non piaccia, anche commovente. Pregio o difetto dell’opera, non lo so neanch’io.

Imputo dunque come difetti alcuni elementi della trama poco approfonditi e parte del disegno in alcuni punti della serie

Voto: 8,5

Steel Ball Run

Il disegno raggiunge picchi mostruosi, con volti, sfondi e dettagli semplicemente immensi, retini e ombreggiature applicati benissimo e inquadrature cinematografiche. Magnifico.

L’ambientazione è dettagliata e variegata con un excursus sugli Stati Uniti di fine ‘800 dalla West alla East Coast, attraversando foreste, deserti, montagne, praterie, boschi, ghiacciai, paesi e metropoli.

Il cast è straordinario. Gyro e Johnny fanno a gara su chi di loro sia il miglior protagonista. Entrambi hanno un passato importante ed entrambi avranno una c forte caratterizzazione ed evoluzione psicologica, in particolare Johnny. Come nella quarta serie, la coralità del cast la farà da padrone, e tutti si ritaglieranno un ruolo significativo nella serie: Soundman, Pocoloco, Mountain Tim (questi 3, seppur molto belli, avrebbero potuto avere un po’ di screentime in più), Stephen e Lucy Steel, Hot Pants, Diego, Wekapipo. Il main villain è ottimo e riserverà più di una sorpresa, sia come stand user che come profilo psicologico. Il miglior nemico secondario della serie è sicuramente il magnifico Ringo Roadagain, buoni anche Magenta Magenta e Blackmore.

I combattimenti sono come al soliti bizzarri e ben gestiti, con momenti davvero epici e significativi. I più belli sono sicuramente gli episodi di Sugar Mountain e Ringo, i quali si concludono con momenti davvero toccanti, ma ci sono comunque una miriade di altri combattimenti magnifici. Il combattimento finale è unico nel suo genere, ha ben 3 cambi di fronte e di contendenti, inquadrature mostruose e momenti di grande impatto.

L’unico problema sono alcuni stand che ricalcano un po’ troppo quelli delle serie precedenti: In a silent way =Echoes act 2, Boku no Rhytm wo Kiite Kure =Killer Queen, Wired=ricorda Beach Boy, Catch the Rainbow= ricorda molto sia lo stand Kraftwerk di Sale che il White Album Gently Weeps di Ghiaccio, Hey Yah!= ricorda Dragon’s Dream. Fisiologico, dopo 100 volumi, ma tant’è.

Trama e sceneggiatura. Un’opera dove coesistono Far West,presidenti USA, dinosauri e Gesù Cristo. Ho detto tutto.

Scherzi a parte, Araki è cresciuto ulteriormente come sceneggiatore e tra cambi di fronte, narrazione su più livelli, mistero e suspance (Araki riesce a far emozionare il lettore con capitoli dedicati esclusivamente a corse tra cavalli, non è da tutti), raggiunge quasi la perfezione. Se non fosse per il c azzo di The World buttato lì per il fan service. Fighissimo oh, hypante come non mai, ma sempre di fan service si tratta.

Comunque, a parte per la macchia di The World e qualche stand riciclato trovo SBR quasi perfetto

Voto: 9
Quoto sulle due prime serie,perché per adesso seguo solo l'anime e sto recuperando il fumetto.

 
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