HunterKakashi
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Si lo davo per scontatoMa tanto lo sai che non ci provo, era per fare conversazione e capire come la pensate![]()

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Si lo davo per scontatoMa tanto lo sai che non ci provo, era per fare conversazione e capire come la pensate![]()

Ma, guarda, siccome c'era stato questo scambio che a me sembrava abbastanza palese, alla fine era una situazione molto tranquilla in cui, pure se mi fossi immaginato tutto, per lei era semplicissimo uscire da quella situazione. Era con le sue amiche, che hanno assistito alla scena tipo pubblico che osserva (cosa che ovviamente mi ha messo un po' di disagioToo much nel senso che io preferisco (o meglio dire preferivo) cercare un minimo di contatto che va al di la di un semplice scambio di sguardi per chiedere il numero, però ci sta, se hai sentito che quella era la cosa giusta da fare hai fatto bene. Sposo il tuo ragionamento, anche perchè è quello che dicevo anche io nel post sopra.
Ammesso che ti avesse detto di no, a te non sarebbe cambiato nulla alla fine.
), io stavo andando via e non penso l'avrei più rivista, dato che non frequento mai quelle zone e viviamo in zone molto lontane, quindi mi sembrava che il rischio maggiore fosse il palo, non che lei si sentisse in qualche modo infastidita. Poi oh, capita che una ti rosica perché sta a cena con le sue amiche e la sente comunque un po' come una rottura di palle e un'invasione. Ci sta, è quella classica cosa a cui noi maschi etero siamo molto poco abituati, ma stare in giro e sentirti sempre un po' osservata e oggetto di desiderio è un po' una rottura di palle
Manco puoi andare a fare la spesa che magari il cassiere ti fa la battuta, o i tipi osservano ogni movimento che fai. Sicuramente può fare piacere, però resta potenziale una bella rottura di palle, c'è poco da dire 
Sì, ma io non lo usoIl numero? Ma sei vecchio? I giovani non chiedevano solo IG?![]()

Il mio esempio era proprio rivolto a questo. Entrambe le cose poteva succedere nel contesto inverso. Si poteva chiedere il numero mentre si stava in fila in bagno senza che fosse molesto e si poteva chiedere al ristorare essendo molesto. Continuo a pensare che alcuni contesti siano più delicati e io ero tranquillo proprio perché me ne stavo andando, per cui pure se mi diceva di no, non mi avrebbe avuto davanti, ecc.Ma tanto lo sai che non ci provo, era per fare conversazione e capire come la pensate![]()
Ti faccio un esempio. Qualche mese fa ero con una mia amica a cena e c'era una ragazza con due sue amiche in un altro tavolo. Io l'ho vista, ci siamo scambiati un po' di sguardi, e prima di andarmene sono andato da lei, molto tranquillamente, scusandomi per il disturbo, dicendole che la trovavo molto bella e se le andava di darmi il numero.






Sono andato con un amico in un ristorante sino-jappo e dalla parte opposta della sala ci stavano due ragazze. Abbiamo provato ad attirare la loro attenzione ma niente, erano troppo impegnate a mangiare proprio come noi.
Appena finito, io e lui andiamo in un bar per prendere un digestivo (stava proprio per scoppiare). Dopo il caffé, vuole tornare al ristorante per vedere se le due ci stavano ancora. Io, scettico, lo porto lì ma lo aspetto fuori perché non mi andava di fare una figuraccia.
Dato che non è tornato immediatamente, guardo dalla finestra e lo vedo che gesticola, segno che le due ci stavano ancora. Dopo 5 minuti esce e gli chiedo come sia andata.
Mi risponde: "hanno apprezzato che mi sono fatto sotto perché nessun uomo lo fa più però non ci stavano".
Poi scopro che ha detto loro che ero io quello che le voleva rimorchiare ma vabbé.
Ecco questo invece è un esempio dove il contesto è uguale e tutto il resto noho come un deja vu.![]()

Questo messaggio è delle 10:15 di stamattina. Sono passate piú di 12 ore e io sto ancora applaudendo. IM-PEC-CA-BI-LE.Esatto, è esattamente così perché dipende da come lo fai e dalla situazione. È come negli sport, non è che c'è un momento giusto o sbagliato per fare una cosa (al di là dei casi estremi). Devi capire il momento per farlo e lo devi fare bene perché è un contesto relazionale dove ciò che fai non dipende solo da te.
Poi capisco che possa essere confusionario sul momento capire come agire e che sembra ci siano un sacco di regole e se senti altre persone (non solo ragazze) ti diranno cose tutte diverse "non mi piace quando ci provano al bar" o "mi piace quando ci provano al bar", perché hanno esperienze diverse, le piacciono cose diverse e nella loro testa hanno un immagine ben precisa di cosa voglia dire, ma non significa che poi gli piace sempre o non gli piace mai.
Ti faccio un esempio. Qualche mese fa ero con una mia amica a cena e c'era una ragazza con due sue amiche in un altro tavolo. Io l'ho vista, ci siamo scambiati un po' di sguardi, e prima di andarmene sono andato da lei, molto tranquillamente, scusandomi per il disturbo, dicendole che la trovavo molto bella e se le andava di darmi il numero. Altra situazione. Ero in un bar, fila al bagno, tipo che continua a provarci con questa ragazza, che chiaramente non ci sta, continuando a insistere perché nella sua testa è un gioco e sta facendo la difficile, mentre in realtà quella ragazza stava semplicemente a disagio. Capisci che se vivi una di queste due storie potresti avere un'idea molto diversa della gente che ci prova con te al bar o in un ristorante. Ed è giusto sia così, perché una volta sei stata pressata da un tipo per 5 minuti, un'altra un tipo ti ha chiesto il numero senza romperti le scatole tutta la sera.
La paura di fare una cosa sbagliata ci sta, lo capisco, e forse va anche bene ci sia, visto che per anni non è esistita alcuna consapevolezza che i contesti e le situazioni non sono tutte uguali. Però basta semplicemente non prenderla per assolutismi quando si parla di situazioni normali e frequenti. Nei bar ci si può provare, ci si prova, e se non ti accolli decidendo che quella è la donna della tua vita senza manco averci mai parlato, si può fare. In palestra, io non sono un gran fan, ma si può fare. Però magari lì è meglio prima aspettare che parliate un po' e non stare lì a fissarla mentre fa i suoi esercizi perché "ci voglio provare con lei".
Se uno ragiona in astratto e per assolutismi come fa quella tipa del video, allora vale tutto e non vale niente, le persone sono incoerenti, i maschi sono vittime di un sistema che li confonde, ecc. A me, sinceramente, sarà pure perché sono più giovane, non mi pare per niente così. C'è più consapevolezza, sicuramente, ci sono più ragazze che si lamentano delle cose che subiscono e che hanno subito per anni, però, alla fine della fiera, quei video, che sembrano dire "finalmente la verità" sono puro qualunquismo.