MSRP non vincolante: Il prezzo indicato da Sony è un Prezzo di Vendita Consigliato (MSRP). I negozianti acquistano la merce e possono rivenderla alla cifra che preferiscono.
Assenza di reato: Non esiste il reato di "prezzo troppo alto" in un regime di libero mercato, a meno che non si parli di beni di prima necessità (come cibo o medicinali) durante emergenze nazionali (come accaduto con mascherine e gel durante la pandemia).
Nessuna pratica commerciale scorretta: Il venditore rischia sanzioni dall'Antitrust (AGCM) solo se mette in atto inganni o speculazioni vietate, ad esempio se mostra un prezzo esposto e poi ne richiede uno maggiorato alla cassa, oppure se effettua "pubblicità ingannevole". Se il prezzo è indicato chiaramente sullo scaffale o sul sito, il consumatore è libero di non acquistarlo.
Cosa rischiano invece a livello commerciale?
Anche se la legge non può punirli, i rivenditori che applicano sovrapprezzi ingiustificati (fenomeno simile al bagarinaggio o scalping) rischiano gravi danni commerciali:
Danno d'immagine e boicottaggio: La community dei videogiocatori è molto attiva. Il passaparola negativo sui social può portare a una perdita netta di clienti.
Rapporti con il distributore: Sebbene i produttori non possano imporre i prezzi per legge (vietato dalle norme sulla concorrenza), i brand possono decidere di tagliare o ridurre le forniture future ai rivenditori che danneggiano l'ecosistema del marchio con ricarichi giudicati eccessivi.