Riflessione Smettetela di parlare di Woke nei Videogiochi | NO RIFERIMENTI A CINEMA, TELEVISIONE E POLITICA

Avete già ricevuto un avviso ieri ma vedo che molti di voi non sono stati in grado di recepirlo (per fortuna non tutti, ringrazio chi si è contenuto).
Faccio alcune precisazioni:

1) Questa non è la sezione "Altro", qui si parla di videogiochi, quindi cerchiamo di rimanere in tema; inoltre, questo non è una pagina di social network di carattere generalista nella quale sfogare tutte le proprie pulsioni in merito all'argomento. Le digressioni verso altri media sono concesse, ma nei limiti dell'utilità e della ragionevolezza, non certo con dissertazioni di 4 pagine su serie TV che non hanno nemmeno controparti ludiche.

2) Le "opinioni", quando contengono termini e concetti denigratori nei confronti di persone e/o categorie di persone non sono idee, sono offese. E come tali verranno trattate, come previsto dal regolamento.

Non è consentito trincerarsi dietro la "libertà di pensiero" per offendere chicchessia, né personaggi pubblici, né categorie di persone, né utenti del forum.

3) Questo è un forum e si parte dal presupposto per cui le idee di tutti, qualora espresse in maniera sensata, opportunamente argomentate e non offensive, abbiano lo stesso valore; quindi cerchiamo di smetterla di entrare qui dentro partendo dal presupposto di fare soliloqui o elargire insegnamenti morali non richiesti a tutto il resto del topic.

Se abbiamo qualcosa di costruttivo e utile da dire bene, altrimenti il forum è grande, potete andare a postare altrove.

La discussione sarà ricontrollata per valutare le sanzioni del caso. Cercate di riprendere serenamente e nel rispetto del regolamento, o il topic verrà chiuso.
 
Ultima modifica:
Premetto che a me non cambia nulla se i videogiochi sono culturalmente inferiori a libri film fumetti etc... nel senso che proprio non mi tange, anche perchè consumo più film e serie tv che videogiochi ma il discorso non ha senso.
Se siamo tutti d'accordo che quella dell'isteria anti woke ovunque è una minoranza rumorosa che non influisce sulle vendite in modo impattante, come fate a dire che è la prova che i videogiocatori non sono maturi? In che modo una piccola minoranza rumorosa può rappresentare la categoria?

Cioè quale sarebbe la differenza tra le lamentele perchè la protagonista di intergalactic è pelata con quelle per l'odissea per elena nera? O piton nero?
A parte il fatto che io non ho mai detto che non è impattante. Al limite non lo è sulle grandi produzioni, che è quello che intendono gli altri, Yotei certi youtuber alt-right ci hanno provato con 50 video al giorno a buttarlo giù a causa della protagonista ma alla fine le sue vendite non sono state minimamente intaccate. Ma sulle piccole realtà l'impatto può esserci eccome, basti vedere quello che è successo con 1348 Ex Voto, giochino fatto da due cristi finito nel ciclone internazionale per motivi che poco avevano a che vedere con la (modesta) qualità del gioco, con vere e proprie calunnie sul suo conto, dalle protagoniste lesbo (mai vero, il gioco non punta su questo), al "finanziato dallo stato" (altrettanto falso, la tax credit non è un finanziamento a fondo perduto, oltre a far ridere visto chi governa ora in Italia).
Alla luce di certe situazioni, un autore futuro potrebbe essere condizionato e frenato nel trattare argomenti anche solo divisivi, a discapito della libertà creativa del mezzo, portando al suo appiattimento anche nella tanto decantata scena indipendente. Cosa che altrove non succede o succede in maniera molto più marginale.
 
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Dire che solo in passato uscisse solo roba fuori dagli schemi, e autoriale, e ora no, quando siamo nel periodo più florido in tal senso, con i giochi dal concept più variegati, con molta roba definibile "autoriale", che grazie proprio alla facilità di entrata oggi nello sviluppare un gio o, ha permesso a tutti di far sentire la propria voce, con al massimo, la parte AAA a risentirne rispetto al passato (ma che almeno regge un minimo, grazie anche magari al Giappone, ma non solo) personalmente, la trovo proprio una visione errata del mercato odierno. Direi del tutto nostalgica o viziata da questa visione.

Riprendendo Moore, sarebbe come dire che tutto il mondo videoludico, sia quello supereroistico contro cui grida Moore. E come con i fumetti, non è cosi.

Al netto che Moore è abbastanza un estremista, quindi secondo lui il genere supereroistico non un genere nobile, da bambini, che li leggono i bimbi di 40 anni, non autoriale e via cosi. Una visione che va totalmente in contrasto con un altro che il fumetto americano lo ha plasmato, come Morrison.

Ma sono d'accordo che i videogiocatori, siano fondamentalmente immaturi. Infatti ripeto, negli ultimi 20 anni, i videogiochi, e il loro linguaggio, sono del tutto maturato (si, maturato, non tornato indietro) malgrado i giocatori stessi, che spesso, hanno visioni troppo ristrette, e arcaiche, rispetto a quello che è diventato oggi il videogioco e suo linguaggio.
Considero si i giocatori spesso, non maturi, per altri motivi. Anche perché di per se, anche gli altri media, spesso, hanno lo stesso pubblico, o le stesse cazzate che succedono nei fruitori, ma tutti questi media, sono andati avanti nonostante questi. Insomma, l'utenza non rappresenta il media, nonostante questi ne siano i fruitori.

Reputo che siano proprio 2 piani diversi. Dove a volte li si accontenta, come Stellar Blade, e a volte, si prendono strade più coraggiose, e si, autoriali, come Returnal. Per citare 2 titoli nominati qui dentro.

Non che Stellar Blade sia sbagliato, nel senso, ci sta accontentare tutti, e alla fine, anche lui, si è preso la sua dose di backlash dalla parte opposta. Infatti, bisognerebbe semplicemente non rompere il cazzo col woke o l'antiwoke. Al netto che ormai, considero più dominante e peggiore l'antiwoke, che situazione alla Stellar Blade.
Quoto col sangue. Ad oggi, per motivi intrinsechi nel come viene visto il videogioco e del suo pubblico abbiamo palesemente un coltivare anche un pubblico molto più puerile e meno aperto a certe dinamiche che renderebbero il videogioco di per sé simile a quello che viene portato nei film/serie.

Ho letto anche riguardo l'incongruenza della piccola popolazione che è più rumorosa che altro. Beh è lì che sta il punto, si è visto in questo topic dove il senso negativo del "woke" viene storpiato tra personaggi belli/brutti, la lezioncina sul genere con tre esempi a casaccio e si parla addirittura di personaggi sbruffoni. Niente di così complesso quando il videogiocatore medio può lamentarsi di un atteggiamento sbruffone ma un altro può giocare prodotti di estrema sensibilità. Io ho sempre parlato di complessità del discorso di cui io stesso ho difficoltà a comprendere, legato a doppio taglio nel periodo altamente ideologico in cui viviamo. Io sono sicuro che queste titubanze sarebbero mille volte meno se i vari LOTR, Star Wars, Dragon Age fossero stati scritti bene e avessero soddisfatto le rispettive fanbase. A me sembra più il cercare una colpa dietro una chiave ideologica quando è probabilmente la povertà intellettuale dei producer/scrittori che fanno gli stessi

Aggiungici i portatori della verità che esasperano certe dinamiche che sono discutibili (Lara con la panza, Piton nero etc) all inverosimile e si creano le discussioni sul bello e brutto come se fosse questo il fulcro.
 
Che poi fatemi capire, il pubblico videoludico è immaturo perchè vuole solo personaggi belli, ma allo stesso tempo l'assenza di quest'ultimi non è causa principe del successo o del flop di un titolo, segno che a quanto pare non è così importante :sowhat:
In effetti rileggendo il primo post di Hotaru* in merito (più i successivi che non erano ancora disponibili quando avevo letto il primo) si capisce che l'intento sia dare una descrizione della realtà all'interno della quale inserisce la critica ad un atteggiamento mentale verso tale realtà (mentre io inizialmente allora credo di aver male interpretato con "pensare che la realtà [e per giunta inamovibile] sia questa comporta che il medium sia destinato a non maturare mai" - quando poi, come dice Jack, l'ha già fatto - come a voler mettere in discussione tale impostazione di pensiero), quindi sì, vedo la contraddizione che segnali. In ogni caso ciò che risuona in me è il rifiuto dell'assunzione aprioristica (per me è wishful thinking) di Aku (e Tufio) secondo cui la community dei videogiocatori sarebbe una massa uniforme che vuole sempre, in maniera inflessibile e inesorabile, personaggi super attraenti, escludendo peraltro le vie di mezzo di cui ha parlato Final Dream, in base ai canoni dominanti, ragion per cui gli sviluppatori, da quello che ho intuito, dovrebbero farne la loro stella polare inseguendoli senza mai provare a scardinarne il dominio (che non significa annientarli bensì allargare l'orizzonte del panorama proponendo alternative). Cosa che per i miei valori promuove una società migliore. A questo si allaccia il discorso di Snow sull'immaginario da cui discende l'idea introiettata del "contesto congruo", su chi sono i fautori di tale immaginario e sulla capacità di adattamento del pubblico che sicuramente fa riflettere.

*Edit: ora si è spiegato meglio. HotaRu Ti ho capito meglio.
Ti sei perso Star wars.
E LOTR
E Star Trek.
E altra roba, ma non vado avanti per non andare troppo OT.

La grande maggioranza dei prodotti mainstream odierni vengono tacciati, a torto o a ragione, di stare appresso a l'ideologia woke. Già se ti vai a prendere titoli più indipendenti, tipo un Citizen Sleeper, vedi che nessuno si lamenta che c'ha il personaggio non-binary.
Per quanti di questi esempi ci sono state lamentele sulla presunta carenza di bellezza (non cambio di etnia)?
C'è davvero qualcuno al mondo convinto che se smettessimo di riprodurre questo immaginario della bellezza le persone non si adatterebbero al cambiamento? Che la bellezza sia un concetto statico, universale e inevitabile?
È proprio ciò che sta sostenendo basandosi sui like nei trailer caricati su YT. Io gli ho risposto, in modo scherzoso ma non per questo meno sostanzioso, che nel trailer di un personaggio che lui inserisce nella categoria di quelli percepiti come "brutti", cioè Faye di Laufey, i like sono quasi il doppio dei dislike, quindi il suo metodo evidentemente si inceppa già per questo. Ma non mi ha più risposto e sarei ancora in attesa. Inoltre ancor prima di ciò, visto che il suo quesito fin dall'inizio è stato "perché rinunciare a tot vendite facendo personaggi brutti? Poi che le vendite in meno siano dieci o un milione chi lo sa". Appunto, chi lo sa. Parole sue. Eppure nonostante il "chi lo sa" costruisce un discorso come se, al contrario, disponesse di dati che mostrano che il numero di vendite in meno non è trascurabile, chiamando gli altri terrapiattisti quando gli dicono che la correlazione "personaggio brutto => vendite in meno non trascurabili" è una sua congettura basata sul nulla. :sowhat:
 
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Quoto col sangue. Ad oggi, per motivi intrinsechi nel come viene visto il videogioco e del suo pubblico abbiamo palesemente un coltivare anche un pubblico molto più puerile e meno aperto a certe dinamiche che renderebbero il videogioco di per sé simile a quello che viene portato nei film/serie.

Quindi se uno non è aperto a certe dinamiche è puerile e/o immaturo. Si scoprono sempre cose nuove. :asd:
 
Quindi se uno non è aperto a certe dinamiche è puerile e/o immaturo. Si scoprono sempre cose nuove. :asd:
Si assolutamente, presumo che non sei contro l'accettazione del diverso giusto? (Parliamo di dinamiche diverse da quelle che vivi tu ma scritte in un modo coerente?)

È puerile e immaturo non voler conoscere e accettare che esistano altre dinamiche che possono farci crescere. E io parlo di accettarle, non nel senso tossico del termine. (Anche senza interagire con esse e denigrarle ma cercare le proprie dimensioni). Le chiavi di lettura sono molteplici, ma ci sono sempre le scelte.

Assolutamente, scoprire cose nuove è sempre bello. Non per tutti eh, o almeno dovrebbe esserlo.
 
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Appunto, chi lo sa. Parole sue. Eppure nonostante il "chi lo sa" costruisce un discorso come se, al contrario, disponesse di dati che mostrano che il numero di vendite in meno non è trascurabile, chiamando gli altri terrapiattisti quando gli dicono che la correlazione "personaggio brutto => vendite in meno non trascurabili" è una sua congettura basata sul nulla. :sowhat:
Un po' come i 99% delle cose lette in questo topic
 
Quoto col sangue. Ad oggi, per motivi intrinsechi nel come viene visto il videogioco e del suo pubblico abbiamo palesemente un coltivare anche un pubblico molto più puerile e meno aperto a certe dinamiche che renderebbero il videogioco di per sé simile a quello che viene portato nei film/serie.
Non lo so, secondo me non è un pubblico puerile, è un pubblico piuttosto omogeneo, meno trasversale di quello di serie tv e film e, statisticamente parlando, in media meno interessato a certe tematiche. Può funzionare benissimo un gioco che abbia una critica sociale soft (e ce ne sono e sempre ce ne sono stati), molto meno uno più politicizzato. E siccome l'accesso al gioco è vincolato dall'avere una console o un pc da gaming è anche più difficile fare come si può fare con film e serie tv e sperare che altre persone comprino il gioco perché incuriosite, estendendo quindi il tuo pubblico.

Tutte le industrie culturali, qualunque cosa producano (persino l'editoria) devono tenere conto di qual è il loro pubblico di riferimento, qual è quello potenziale, ecc. E in un'epoca dove anche le questioni sociali rientrano nel marketing, si fanno scelte sulla base di ciò che si reputa essere più profittevole, soprattutto nelle grandi aziende.
 
Non lo so, secondo me non è un pubblico puerile, è un pubblico piuttosto omogeneo, meno trasversale di quello di serie tv e film e, statisticamente parlando, in media meno interessato a certe tematiche. Può funzionare benissimo un gioco che abbia una critica sociale soft (e ce ne sono e sempre ce ne sono stati), molto meno uno più politicizzato. E siccome l'accesso al gioco è vincolato dall'avere una console o un pc da gaming è anche più difficile fare come si può fare con film e serie tv e sperare che altre persone comprino il gioco perché incuriosite, estendendo quindi il tuo pubblico.

Tutte le industrie culturali, qualunque cosa producano (persino l'editoria) devono tenere conto di qual è il loro pubblico di riferimento, qual è quello potenziale, ecc. E in un'epoca dove anche le questioni sociali rientrano nel marketing, si fanno scelte sulla base di ciò che si reputa essere più profittevole, soprattutto nelle grandi aziende.
Concorderei con te se non avessi esempi legati ad un passato dove i personaggi erano in un certo modo per un motivo e discorsi legati ad atteggiamenti indisponenti o discorsi belli/brutti che non mi pare di aver visto in altri lidi nella stessa forma/quantità. Sarei felice di sbagliarmi in caso, ma le discussioni che leggo son sempre molto propagandistiche presumo legate al come il videogioco viene utilizzato e le motivazioni della maggior fruitore. Quando il videogioco è esperienza divertente in prima parte(ovviamente non in tutti i casi), essendo nato così rispetto ad un film/serie dove la narrazione e il messaggio è di primo ruolo.
 
E siccome l'accesso al gioco è vincolato dall'avere una console o un pc da gaming è anche più difficile fare come si può fare con film e serie tv e sperare che altre persone comprino il gioco perché incuriosite, estendendo quindi il tuo pubblico.
E questo è un punto molto interessante da considerare e che avevo pure menzionato: la barriera di ingresso (economica come quella dell'hardware) è sicuramente un altro fattore a sfavore di questo mezzo espressivo rispetto ad altri, rendendolo tendenzialmente più assoggettato al suo pubblico e lasciando meno margini a sperimentazione narrativa e autorialità, NONOSTANTE non manchino casi virtuosi in tal senso.
 
Non lo so, secondo me non è un pubblico puerile, è un pubblico piuttosto omogeneo, meno trasversale di quello di serie tv e film e, statisticamente parlando, in media meno interessato a certe tematiche. Può funzionare benissimo un gioco che abbia una critica sociale soft (e ce ne sono e sempre ce ne sono stati), molto meno uno più politicizzato. E siccome l'accesso al gioco è vincolato dall'avere una console o un pc da gaming è anche più difficile fare come si può fare con film e serie tv e sperare che altre persone comprino il gioco perché incuriosite, estendendo quindi il tuo pubblico.

Tutte le industrie culturali, qualunque cosa producano (persino l'editoria) devono tenere conto di qual è il loro pubblico di riferimento, qual è quello potenziale, ecc. E in un'epoca dove anche le questioni sociali rientrano nel marketing, si fanno scelte sulla base di ciò che si reputa essere più profittevole, soprattutto nelle grandi aziende.
Non so sul "piuttosto omogeneo" (più che altro non riesco a capire bene in che senso), ma concordo sul "più trasversale di quello di serie tv e film" e sul resto.
 
Ma tutto il discorso si basa sulla presunta "immaturità" o intolleranza o poca apertura mentale o bigottismo di chi non accetta e/o critica il woke e quello che cerca di esprimere, in parte o in tutto.

Quando l'argomento andrebbe diviso tra a chi legittimamente (spero) certe "cose" non piacciono e chi discrimina.
A me non piacciono le ragazze bionde ma di certo non mi sento un bigotto per questo, e ovviamente non le discrimino. E se uno mi viene a fare un pippotto su come le bionde siano belle e brave e su come in realtà mi dovrebbero piacere rispondo "no grazie".
Hai centrato il punto, criticare certi elementi ti fa bollare come immaturo mentre celebrarli e accettarli passivamente ti da lo status di maturo
 
Si assolutamente, presumo che non sei contro l'accettazione del diverso giusto? (Parliamo di dinamiche diverse da quelle che vivi tu ma scritte in un modo coerente?)

È puerile e immaturo non voler conoscere e accettare che esistano altre dinamiche che possono farci crescere. E io parlo di accettarle, non nel senso tossico del termine. (Anche senza interagire con esse e denigrarle ma cercare le proprie dimensioni). Le chiavi di lettura sono molteplici, ma ci sono sempre le scelte.

Assolutamente, scoprire cose nuove è sempre bello. Non per tutti eh, o almeno dovrebbe esserlo.

Ma prendere coscienza della diversità e condividerla sono due cose completamente diverse.

A me il fatto che esistano persone che si tingono i capelli di blu non tocca minimamente. Le rispetto in quanto persone come rispetto chiunque altro. Mi può piacere una ragazza che si tinge i capelli di blu? No.
Se ci sono opere che con il cucchiaino, velatamente o meno, cercano di convincermi che le persone con i capelli blu mi devono piacere e che se non mi piacciono sono un bigotto non inclusivo lo noto.
 
A parte il fatto che io non ho mai detto che non è impattante. Al limite non lo è sulle grandi produzioni, che è quello che intendono gli altri, Yotei certi youtuber alt-right ci hanno provato con 50 video al giorno a buttarlo giù a causa della protagonista ma alla fine le sue vendite non sono state minimamente intaccate. Ma sulle piccole realtà l'impatto può esserci eccome, basti vedere quello che è successo con 1348 Ex Voto, giochino fatto da due cristi finito nel ciclone internazionale per motivi che poco avevano a che vedere con la (modesta) qualità del gioco, con vere e proprie calunnie sul suo conto, dalle protagoniste lesbo (mai vero, il gioco non punta su questo), al "finanziato dallo stato" (altrettanto falso, la tax credit non è un finanziamento a fondo perduto, oltre a far ridere visto chi governa ora in Italia).
Alla luce di certe situazioni, un autore futuro potrebbe essere condizionato e frenato nel trattare argomenti anche solo divisivi, a discapito della libertà creativa del mezzo, portando al suo appiattimento anche nella tanto decantata scena indipendente. Cosa che altrove non succede o succede in maniera molto più marginale.
Non conoscevo ex voto e ammetto di essere poco informato sulle produzioni molto piccole di VG.
Quindi sei in parte d'accordo con zorba sul discorso che pg bello pg brutto può decretare il successo dei vg (produzioni piccole)?
 
E per farlo hai citato i fandom più tossici e infantili sulla faccia della terra, e che se sparissero dal mondo staremmo tutti meglio,
Ho citato franchise famosissimi che hanno attirato le ire di quei 4 gatti, così come IG (il nuovo progetto di una delle SH più gettonate del momento) e Laufey (stesso discorso di IG, con in più il fatto di essere il prossimo capitolo di un franchise storico famosissimo) hanno lo stesso attirato le ire di 4 gatti rumorosi su internet. Avrei potuto citare anche Ghostbuster, la Sirenetta e altro. Mi ricordo perfino critiche per Moonlight e di come avesse rubato l'oscar a La La Land perché parlava di un uomo nero e gay. Vedi che più il titolo diventa mainstream e più è probabile attirare le ire per qualsiasi stronzata ?
Per forza con Citizen Sleeper nessuno si lamenta, lì non c'è un'orda di Uomo-Fumetto dei Simpson pronta a fare crociate su internet alla primo naso storto o capello corto manco gli avessero toccato la madre.
Quindi mi stai dando ragione, un prodotto di nicchia che contiene questi argomenti ha più possibilità di passare inosservato da parte di una certa frangia di persone.
Come si fa a dargli torto. Come cavolo si fa a dire che i videogiocatori "non sono meno maturi di altri", basta guardarsi attorno, le polemiche stupide e i diffusori di odio ci sono anche altrove ma mai quanto quelle inerenti il dibattito videoludico.
E io mi chiedo se effettivamente avete una vaga idea di tutta la merda che è stata tirata su prodotti che spaziano dai film, alle serie TV, agli anime (quante polemiche suscita ancora la presenza di una FemMC non-vergine?) ai fumetti ecc.. Da una parte e dall'altra.

E, per piacere, evitiamo di citare Moore per quanto riguarda questi discorsi perché molto spesso dimostra di non sapere di cosa parla.
basti vedere quello che è successo con 1348 Ex Voto, giochino fatto da due cristi finito nel ciclone internazionale per motivi che poco avevano a che vedere con la (modesta) qualità del gioco,
Oltre alla qualità mediocre del gioco, aggiungi anche il fatto che il dev (o devs) si è lasciato andare ad alcuni commenti non proprio lusinghieri nei confronti di suoi colleghi. Giustamente nel momento in cui vai a infastidire un vespaio non sorprenderti se poi vieni punto.
Io sono sicuro che queste titubanze sarebbero mille volte meno se i vari LOTR, Star Wars, Dragon Age fossero stati scritti bene e avessero soddisfatto le rispettive fanbase.
Senza dubbio. Il problema sorge perlopiù quando vuoi inserire elementi politici particolarmente complessi e non hai le basi di scrittura per trattarle nel modo che gli spetta. In quanti dicono che non vogliono discorsi politici nei propri giochi, ma poi un Disco Elysium diventa un titolo di culto ?
In ogni caso ciò che risuona in me è il rifiuto dell'assunzione aprioristica (per me è wishful thinking) di Aku (e Tufio) secondo cui la community dei videogiocatori sarebbe una massa uniforme che vuole sempre, in maniera inflessibile e inesorabile, personaggi super attraenti, escludendo peraltro le vie di mezzo di cui ha parlato Final Dream,
Risuona anche in me.
Per quanti di questi esempi ci sono state lamentele sulla presunta carenza di bellezza (non cambio di etnia)?
Non saprei dirti, sinceramente. Spesso le due critiche si mescolano e diventa difficile distinguere (e spesso non vale neanche la pena farlo)
a correlazione "personaggio brutto => vendite in meno non trascurabili" è una sua congettura basata sul nulla. :sowhat:
Infatti pure per me è una congettura basata su poco e nulla. Posso capire la logica del "se vuoi attirare il grande pubblico metti solo elementi che piacciono al grande pubblico", ma la riuscita commerciale di un titolo dipende da millemila fattori che ritengo più importanti. Toh, è più probabile che IG fallisca perché Sony farà l'ennesima stronzata anti-consumer attorno al periodo d'uscita piuttosto che per la pelata :asd:
 
Concorderei con te se non avessi esempi legati ad un passato dove i personaggi erano in un certo modo per un motivo e discorsi legati ad atteggiamenti indisponenti o discorsi belli/brutti che non mi pare di aver visto in altri lidi nella stessa forma/quantità. Sarei felice di sbagliarmi in caso, ma le discussioni che leggo son sempre molto propagandistiche presumo legate al come il videogioco viene utilizzato e le motivazioni della maggior fruitore. Quando il videogioco è esperienza divertente, essendo nato così rispetto ad un film/serie dove la narrazione e il messaggio è di primo ruolo.
Eh, ma il passato è, appunto passato. Ad oggi c'è innegabilmente una parte della popolazione mondiale maschile che si sente accerchiata, sente che il politically correct (oggi woke) si sta insinuando in ogni ambito. E si fa quadrato, si rivendica che il mondo dei videogiochi non deve averci nulla a che fare con queste cose, perché i personaggi sono sempre stati belli e in forma e seguono la trama e il contesto e non c'è motivo per forzare un cambiamento.

Nella storia dei videogiochi abbiamo avuto lunghe fasi durante le quali i personaggi non rispettavano questi canoni estetici (si citava Super Mario, per esempio). Poi però il mondo è cambiato, e chi si è sentito che gli stava arrivando addosso questo cambiamento che non capiva/accettava ha iniziato ad attaccarsi a ciò che riconfermava quel mondo. E i videogiochi l'hanno fatto, hanno ribadito il diritto di avere personaggi attraenti come protagonisti, hanno strizzato l'occhio a quella fetta di pubblico che questo cambiamento non lo voleva. Ma non è perché i videogiochi hanno un pubblico bigotto, ma perché ancora oggi continuano ad avere un pubblico molto più specifico di tanti altri ambiti ed è più semplice continuare a rinforzare reciprocamente quell'universo.
Non so sul "piuttosto omogeneo" (più che altro non riesco a capire bene in che senso), ma concordo sul "più trasversale di quello di serie tv e film" e sul resto.
Piuttosto omogeneo intendo che chi gioca tanto ai videogiochi e, soprattutto, compra tanti videogiochi ha delle caratteristiche sociodemografiche abbastanza simili. La stragrande maggioranza sono maschi, in una certa fascia d'età. Questo è molto utile perché il fruitore medio di serie tv può essere mia mamma che si annoia e si spara intere serie ogni pomeriggio, può essere un giovane universitario, può essere un liceale, e quello rende molto più difficile capire qual è il tuo target di riferimento, che contenuti si aspetta di vedere, con che personaggi potrebbe empatizzare o trovare attraenti. C'è molta più varietà di pubblico e questo costringe a diversificare e dire "ok, io sono Netflix e punto a questo gruppo qui" e speri, oltre a quello, di intercettare altre persone che, pure se non erano nel tuo target, possono apprezzarlo. Nei giochi questa parte è più semplice. La cultura dei videogiocatori che giocano molto e comprano molto è più semplice da identificare ed è molto meno rischioso continuare a riaffermare quella cultura piuttosto che sfidarla introducendo qualche cambiamento. Paga molto di più fare l'ennesima Lara Croft sexy perché sai che pochissimi videogiocatori si lamenteranno, le critiche arriveranno soprattutto dall'esterno, ma non saranno un problema tuo. Ma non lo si fa perché Lara Croft deve necessariamente essere in quel modo lì, o perché vengono vagliate tutte le ipotesi possibili e si reputa più sensato che abbia gli shorts e non dei pantaloni lunghi.
 
Il videogioco si deve anche scontrare, inevitabilmente, con una parte ludica molto marcata che, vuoi o non vuoi, tende ad attirare una utenza disinteressata all'impegno sociale, filosofico, politico ma più interessata all'intrattenimento en passant. Risulta anche difficile ricercare un consenso univoco nell'arte ""alta"" con esperienze molto focalizzate a soddisfare tali necessità di utenza e di fisiologica natura del videogioco stesso. La stessa utenza spesso tollera ben poco i videogiochi che cercano un afflato narrativo polarizzante, anche quando questo afflato è messo in scena con modi propri del medium (Kentucky Route Zero è folgorante in tal senso), specie quando il tutto va a sacrificare la componente più giocosa. Non so bene come, specie con i costi delle produzioni più grosse, si possa trovare una quadra tra il soddisfare quel prurito bambinesco e l'elevare l'opera stessa con esperienze pregnanti.

Ma sono discorsi trasversali anche con altri medium, che pure hanno trovato una quadra ben migliore nel corso del tempo (più tempo del videogioco, ovviamente). C'è uno stacco netto anche tra il cinema e la letteratura per esempio. Mettersi col culo sulla poltrona a vedersi Blade Runner non è come leggersi dall'inizio alla fine il Nome della Rosa di Eco. C'è una dedizione completamente diversa tra le due utenze.
 
Il videogioco si deve anche scontrare, inevitabilmente, con una parte ludica molto marcata che, vuoi o non vuoi, tende ad attirare una utenza disinteressata all'impegno sociale, filosofico, politico ma più interessata all'intrattenimento en passant. Risulta anche difficile ricercare un consenso univoco nell'arte ""alta"" con esperienze molto focalizzate a soddisfare tali necessità di utenza e di fisiologica natura del videogioco stesso. La stessa utenza spesso tollera ben poco i videogiochi che cercano un afflato narrativo polarizzante, anche quando questo afflato è messo in scena con modi propri del medium (Kentucky Route Zero è folgorante in tal senso), specie quando il tutto va a sacrificare la componente più giocosa. Non so bene come, specie con i costi delle produzioni più grosse, si possa trovare una quadra tra il soddisfare quel prurito bambinesco e l'elevare l'opera stessa con esperienze pregnanti.

Ma sono discorsi trasversali anche con altri medium, che pure hanno trovato una quadra ben migliore nel corso del tempo (più tempo del videogioco, ovviamente). C'è uno stacco netto anche tra il cinema e la letteratura per esempio. Mettersi col culo sulla poltrona a vedersi Blade Runner non è come leggersi dall'inizio alla fine il Nome della Rosa di Eco. C'è una dedizione completamente diversa tra le due utenze.

È la parte ludica in quanto tale a svilire qualsiasi tentativo di tema "alto".
Se gioco un Detroit, che ha una parte ludica risicata, riesco a fare un altro tipo di discorso.

Il problema eventualmente può essere il tentativo di elevare il medium a uno status che non gli compete, per la maggior parte.
 
(in risposta a Ventus soprattutto, ma un po' a tutti quelli che mi hanno quotato nelle ultime 24 ore e a cui ancora dovevo rispondere)

Ti ho già detto, però, che ci sono tantissimi pg che han avuto fanbase (e quindi attirato utenti) prima ancora di essere conosciuti, quando c'era solo il loro design (e, ripeto anche questo, lo "stile" fa parte sempre dell'estetica in buona parte). Senza conoscerne il carattere.

Inoltre, definendo continuamente "superficiale" l'attaccamento all'estetica stai praticamente semi-insultando un intero settore, che è quello dei disegnatori, come se non contasse una sega. Un modo di fare che mi ricorda quelli di "la grafica non conta", come fosse roba da cattivi/superficiali guardare una parte del gioco (sia essa la grafica, la ost, la trama, o... ecco... il character design) con la stessa dignità delle altre. No, non è superficiale: il character design esiste proprio per questo... creare personaggi ANCHE esteticamente. E in quanto tali vengono giudicati, apprezzati, criticati, amati e odiati anche per questo.
Il mio titolo più atteso di tutti è Persona 6: lo compro a priori, per carità. Ma se vedo che il cast non ha un singolo pg che esteticamente mi piace, il mio hype si dimezza, te l'assicuro. A te non frega una sega del design? Va benissimo. A ognuno il suo. Ma è un elemento di pari dignità degli altri e siamo liberissimi, tutti, di fondarci tutta l'aspettativa e il peso che vogliamo. E quindi, sì, un design di merda (o percepito tale) per la massa non è un buon inizio per l'appeal del gioco.
Subentrano mille altri fattori dopo? Certo, inutile ripeterlo a ogni post. Ma il chara design è uno di essi, e a giudicare da reazioni del web, non è irrilevante.

Cristo, vi basti pensare che spesso usano i pg, con la SOLA estetica come intera "bandiera" del gioco, mettendolo sulle cover! L'acquirente medio disinformato, spesso, compra in base alle cover (voi da bambini non l'avete mai fatto?): un pg figo in cover può essere TUTTO, in alcuni casi.
Non so perché si sta qui a negarne l'importanza o sminuire la cosa (non tu, o non nella maniera poco legit, almeno)
 
È la parte ludica in quanto tale a svilire qualsiasi tentativo di tema "alto".
Se gioco un Detroit, che ha una parte ludica risicata, riesco a fare un altro tipo di discorso.

Il problema eventualmente può essere il tentativo di elevare il medium a uno status che non gli compete, per la maggior parte.
Dipende come si inquadra il videogioco, suppongo. Kentucky Route Zero lo è al 110% e narra proprio in funzione di essere un videogioco. La parte ludica però è alla stregua di un avventuara testuale o avventura grafica molto semplice quando ti sposti. Qui andrebbe distinto come si intende, specie dopo tutti questi anni, il "ludico". Deve essere l'intrattenimento più stuzzicante per le mani e la botta dopaminica o è una esperienza interattiva con quelle proprietà polarizzanti uniche del videogioco?

L'utilizzo che se ne può fare è ben più malleabile di come appare, il problema è venderlo e renderlo appetibile all'interno della platea videoludica, soprattutto senza sembrare una scopiazzatura del cinema (per esempio il da te citato Detroid per me è spazzatura). Questo senza togliere nulla alle esperienze unicamente ludiche eh, che nei loro modi possono essere "alte" ed incredibili. Per me il giro catartico che fai con un Katamary Damacy, come esperienza, vale 100 volte la stragrandissima maggioranza della merda (e non) che viene mandata al cinema annualmente.

Però si sta forse deviando il discorso :asd:

PS: sull'ultima parte, del "elevare il medium a cose che non gli competono" ai miei occhi non vuole dire molto posta così. Il videogioco è comunque un linguaggio e come tale può essere usato per veicolare qualunque cosa, come ha già dimostrato.
 
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