Riflessione Smettetela di parlare di Woke nei Videogiochi | NO RIFERIMENTI A CINEMA, TELEVISIONE E POLITICA

Avete già ricevuto un avviso ieri ma vedo che molti di voi non sono stati in grado di recepirlo (per fortuna non tutti, ringrazio chi si è contenuto).
Faccio alcune precisazioni:

1) Questa non è la sezione "Altro", qui si parla di videogiochi, quindi cerchiamo di rimanere in tema; inoltre, questo non è una pagina di social network di carattere generalista nella quale sfogare tutte le proprie pulsioni in merito all'argomento. Le digressioni verso altri media sono concesse, ma nei limiti dell'utilità e della ragionevolezza, non certo con dissertazioni di 4 pagine su serie TV che non hanno nemmeno controparti ludiche.

2) Le "opinioni", quando contengono termini e concetti denigratori nei confronti di persone e/o categorie di persone non sono idee, sono offese. E come tali verranno trattate, come previsto dal regolamento.

Non è consentito trincerarsi dietro la "libertà di pensiero" per offendere chicchessia, né personaggi pubblici, né categorie di persone, né utenti del forum.

3) Questo è un forum e si parte dal presupposto per cui le idee di tutti, qualora espresse in maniera sensata, opportunamente argomentate e non offensive, abbiano lo stesso valore; quindi cerchiamo di smetterla di entrare qui dentro partendo dal presupposto di fare soliloqui o elargire insegnamenti morali non richiesti a tutto il resto del topic.

Se abbiamo qualcosa di costruttivo e utile da dire bene, altrimenti il forum è grande, potete andare a postare altrove.

La discussione sarà ricontrollata per valutare le sanzioni del caso. Cercate di riprendere serenamente e nel rispetto del regolamento, o il topic verrà chiuso.
 
Ultima modifica:
Questa roba non si può leggere. Cioè, se questa è limitazione della libertà d'espressione, davvero stiamo alla frutta. Viviamo in una società che usa regolarmente il maschile sovraesteso per ragioni ""storiche"" e ""culturali"", ora il problema è che qualche persona nella vita (sospetto zero) ti abbia chiesto di non appellarla col maschile quando parli. Ma poi supposta superiorità è semplicemente supporto alle rivendicazioni politiche di minoranze. Se manco questo si può fare, manco ti si può chiedere di non parlare come se le parole non avessero un peso, ripeto, siamo alla frutta. Tra l'altro viviamo nella società che impone il linguaggio dovunque, come faccia a funzionare sta retorica del "non si può dire più niente" davvero non lo capisco

Non capisco perché devi tramutare tutto in un problema. Il fatto di parlare di un qualcosa non lo rende un problema.
Se una persona mi chiede di fare un qualcosa che non voglio fare non è un problema che questa persona me lo chieda, ne ha tuttp il diritto. Io semplicemente decido di non partecipare.

Comunque no, di tutte le persone lgbtq+ che ho conosciuto nessuna mai mi ha chiesto di usare specifici pronomi. Frequentavo spesso un locale queer friendly, mai avuto discussioni con nessuno in merito. Ho avuto anche relazioni con ragazze bi, uguale mai avuto problemi. :sisi:

Praticamente tu potresti tranquillamente vivere in un regime dittatoriale, tanto basterebbe avere le stesse idee del dittatore per vivere in santa pace :asd:

Personalmente preferirei mille volte vivere sotto un dittatore "illuminato" che in questa finta democrazia :sisi:
Comunque, visto che tirate in ballo spesso le leggi, mi risulta che in Italia non sia consentita discriminazione per razza, religione, sesso etc. e quindi se ancora discriminazioni sono presenti (e lo sono immagino) non è con più leggi / diritti che risolvi il problema.
 
Ultima modifica:
Personalmente preferirei mille volte vivere sotto un dittatore "illuminato" che in questa finta democrazia :sisi:
“Illuminato”= che piace a te.

Alla fine siamo sempre là. Pagine e pagine di discussioni quando basterebbe sintetizzare il tutto dicendo che a te e ad altri utenti le minoranze stanno bene finché non fanno rumore.
 
“Illuminato”= che piace a te.

Alla fine siamo sempre là. Pagine e pagine di discussioni quando basterebbe sintetizzare il tutto dicendo che a te e ad altri utenti le minoranze stanno bene finché non fanno rumore.

Quello che non comprendi è che dove tu vedi minoranze io vedo persone. E che il mio rispetto per le persone viene prima di sapere il tuo nome, paese, età, orientamento sessuale, orientamento politico, titolo di studio e RAL.
 
Ma non è tutto censura, lo capisci? Se c'è un regolamento come in questo forum, tu scrivi qualcosa che va contro il regolamento e lo eliminano, mica è censura. Lo stesso vale per le leggi, mica puoi bestemmiare o dire qualcosa di discriminatorio e pensare che se ti denunciano è censura.

Siamo riusciti negli ultimi anni nell'impresa di svuotare di significato la parola censura, dimenticandoci quella vera, che ha segnato tutta la storia del Novecento.
e meno male che non è tutta censura, ci mancherebbe, altrimenti saremmo di nuovo in dittatura.
la censura è un regolamento, parte tutto da li, ma è per dire assurdo che io possa venir denunciato per una bestemmia in un paese laico :asd:
come è assurdo che la prostituzione sia illegale, ma chi si prostituisce può farlo, chi ne usufruisce commette reato.
la tua regolamentazione, spiegami perchè un pugno dato dentro un ottagono è considerato sport, quindi monetizzabile in un video senza CENSURA, e invece dato per strada è violenza, e quindi devo censurare sia il pugno che la parola.

poi se volete cantarvela con un fatto storico successo 80 anni fa, va bene.
ma non è perchè 600 anni fa se bestemmiavi venivi messo al rogo, allora oggi la denuncia è passabile, non è un ragionamento nè una scusante.
ci sono forme di censura al giorno d'oggi, si, non sono uguali alla dittatura fascista? no, ma sempre censura è.
bisogna saper distinguere perchè ribadisco tutto è regolamento, ma se mi vieni di poter usare una parola altrimenti rischio che il mio video venga eliminato, è regolamento, ma prevede una censura.
e per parola come ho scritto nell'altro post, intendo violenza, omicidio, suicidio, stupro, capisci? non sono termini discriminatori, non sono nemmeno bestemmie, sono termini italiani per descrivere degli eventi o dei crimini.
questo è il web al giorno d'oggi.....dimmi se non si avvicina a quanto di più fascista tu non possa immaginare.

io credo che tanti di voi vivano veramente estraniati dalla realtà, io non so quale sia o possa essere la vostra storia, quali siano le vostre esperienze o quale sia la vostra routine quotidiana, ma certe risposte mi lasciano letteralmente basito.
 
Quello che non comprendi è che dove tu vedi minoranze io vedo persone. E che il mio rispetto per le persone viene prima di sapere il tuo nome, paese, età, orientamento sessuale, orientamento politico, titolo di studio e RAL.
mmm, è un pregiudicato per omicidio? o un pedofilo? ci vedi prima le persone?
chiedo perchè ne ho sentiti tanti fare certi discorsi, poi gli passava sotto un cristiano solamente in map, e già erano li a pisciarsi nelle mutande.
 
Personalmente preferirei mille volte vivere sotto un dittatore "illuminato" che in questa finta democrazia :sisi:
Comunque, visto che tirate in ballo spesso le leggi, mi risulta che in Italia non sia consentita discriminazione per razza, religione, sesso etc. e quindi se ancora discriminazioni sono presenti (e lo sono immagino) non è con più leggi / diritti che risolvi il problema.
Guarda, con me sfondi una porta aperta su questo, figuriamoci. Io però le leggi le ho tirate in ballo visto che continuate a confondere il diritto di dire quello che volete, che è tutelato entro i confini normativi e legislativi specifici, e la censura.
e meno male che non è tutta censura, ci mancherebbe, altrimenti saremmo di nuovo in dittatura.
la censura è un regolamento, parte tutto da li, ma è per dire assurdo che io possa venir denunciato per una bestemmia in un paese laico :asd:
Altra porta aperta che sfondi con me, figurati se sono contrario a questo. Ma il punto che sostenevo è che se bestemmi e ti denunciano, mica parli di censura. Parli di legge sbagliata, visto che l'Italia è un paese laico, formalmente. La censura è un'altra cosa.
la tua regolamentazione, spiegami perchè un pugno dato dentro un ottagono è considerato sport, quindi monetizzabile in un video senza CENSURA, e invece dato per strada è violenza, e quindi devo censurare sia il pugno che la parola.
Perché tutto non è uguale a tutto. Io non capisco sta storia dell'equivalenza logica che continuate a tirare fuori. Ci hanno provato, le menti più brillanti del Novecento e non è possibile raggiungerla, è una chimera. I contesti, le intenzioni e le norme sociali fanno la differenza. Colpire una palla con una racchetta durante una partita di tennis è perfettamente legale e corretto, colpire una palla con una racchetta durante una lezione a scuola non lo è. Correre in macchina è sbagliato e pericoloso, ma se lo fai in pista è perfettamente legittimo e anzi, è uno sport. Scrivere in un romanzo la parola pedofilo è perfettamente accettabile, scriverla in un libro per bambini no.

Poi di nuovo, continui a confondere questa cosa che attribuisci alla potentissima "censura woke", con il regolamento delle piattaforme che tu scegli liberalmente di usare e che dice: questa piattaforma Y (che se dico X sembra pubblicità) non accetta contenuti di violenza. Ma sono le policy di Meta, per evitare denunce, per evitare di perdere utenti. Hanno scelto che è più profittevole così e così fanno. Smetti di usarle se non ti piacciono.
poi se volete cantarvela con un fatto storico successo 80 anni fa, va bene.
ma non è perchè 600 anni fa se bestemmiavi venivi messo al rogo, allora oggi la denuncia è passabile, non è un ragionamento nè una scusante.
ci sono forme di censura al giorno d'oggi, si, non sono uguali alla dittatura fascista? no, ma sempre censura è.
bisogna saper distinguere perchè ribadisco tutto è regolamento, ma se mi vieni di poter usare una parola altrimenti rischio che il mio video venga eliminato, è regolamento, ma prevede una censura.
e per parola come ho scritto nell'altro post, intendo violenza, omicidio, suicidio, stupro, capisci? non sono termini discriminatori, non sono nemmeno bestemmie, sono termini italiani per descrivere degli eventi o dei crimini.
questo è il web al giorno d'oggi.....dimmi se non si avvicina a quanto di più fascista tu non possa immaginare.

io credo che tanti di voi vivano veramente estraniati dalla realtà, io non so quale sia o possa essere la vostra storia, quali siano le vostre esperienze o quale sia la vostra routine quotidiana, ma certe risposte mi lasciano letteralmente basito.
Resti basito perché non ascolti, metti tutto nello stesso calderone e quindi riconduci tutto a quello. Vi continuano a prendere per il culo dicendovi che Meta vuole tutelare l'utenza quando semplicemente tutela i propri profitti. Non c'entra niente con quello che attribuite al cosiddetto woke quello che avviene sui social, niente di niente.

Quella che tu consideri libertà d'espressione assoluta non è mai esistita e mai esisterà. Anzi, quando è esistita è stato proprio in dittature, dove chi comandava poteva dire quello che voleva impunemente. Cosa ci trovate di censorio nel non offendere persone che vi stanno attorno io francamente non lo capisco.

Io chiudo che mi sa stiamo pure andando OT.
 
Vi ricordo che ci troviamo in Games Dome e non nella sezione Altro; ci si sta allontanando troppo dall'argomento del topic, e considerata la delicatezza dei temi, stiamo ravvisando toni e termini purtroppo non sempre corrispondenti agli standard di maturità e buonsenso richiesti dalla discussione.
Pertanto, gentilmente, vi invito a tornare a focalizzarci sui videogiochi.
 
Scusate se mi intrometto, volevo solo mettere due puntini sulle i en passant.

Sulla questione della raffigurazione di Gesù: in realtà è abbastanza difficile farsi un’idea, non esistendo descrizioni specifiche. Le prime raffigurazioni cristiane sono tenute abbastanza male, anche perché in genere l’ortodossia le distruggeva (e non è che avessero comunque una grande tecnica). Però già il Cristo Pantocratore originale, datato VI secolo, stabilisce un po’ quelli che sono i comuni denominatori della sua rappresentazione (ed è pure di origine egiziana, quindi neanche occidentale).
O se si vuole andare più indietro, in un affresco di Ravenna è rappresentato come un imperatore romano senza barba.
Probabilmente sto cristiano avrà avuto la pelle olivastra, più che bianca o scura come erano più diffusi sul mediterraneo, trovo però pretestuoso parlare di razzismo, perché il razzismo come lo intendiamo noi è un concetto moderno, sviluppatosi sulla lunga scia dei colonialismi europei; la sua raffigurazione più simile a divinità classiche inizia nel Rinascimento, in ottemperanza all’idea di bello di quel periodo (non mancarono anche diverse critiche a Michelangelo che esagerò in un senso nella sua raffigurazione nella cappella sistina).
Probabilmente fosse più diffuso in Asia avremmo avuto più raffigurazioni con tratti asiatici.
Anzi a proposito, uno dei personaggi più “divertenti” della storia cinese è per me lui
Autoproclamatosi fratello minore di Gesù Cristo, scatenò una rivolta che fece più devastazioni delle guerre mondiali.

Sul dibattito dei pronomi: bisogna ricordare che l’italiano è una lingua volgare, il neutro il latino lo aveva pure, ma è finito col cadere in disuso in favore del maschile per vari motivi, perché poteva portare dei doppioni, per una questione di semplificazione della lingua essendo appunto volgare (come infatti abbiamo - fortunatamente - perso i casi nominali), ma anche per una questione di come la lingua si stava musicalmente evolvendo.
Non nego che ci possano essere stati anche esempi di maschilismo nell’usare il maschile, ma anche qua è un vizio di epoca moderna, ed è sbagliato tanto quanto, anche perché maschile e femminile nascono come classificazioni in realtà esterne al genere di appartenenza (motivo per cui nelle lingue romanze ci può essere un diverso maschile e femminile a seconda della loro classificazione).
Discorso diverso per l’inglese che ha sempre avuto il them come pronome neutrale e non è che se lo siano inventato di recente.
Io personalmente sono sempre contrario a dei cambiamenti di lingua imposti dall’alto, eventualmente sarà la società a farli da se, non ho problemi se una persona mi chiede di essere rivolta in un determinato modo, ma non sopporto che mi si spieghi come devo parlare.

Sulla questione delle rivoluzioni: beh, mi permetto di dire che ci siamo un attimo civilizzati rispetto anche solo a un secolo fa.
Poi per carità, giustissimo anche creare dei disagi per portare al centro dell’attenzione un determinato tema, penso si possa fare senza essere facinorosi però.
Se no si fa parte del team che la violenza è giusta se è la mia squadra a farla.

Edit letto ora il richiamo scusate :fiore:
 
Ultima modifica:
Escono prodotti per "la comunità LGBT" ma sostanzialmente servono solo a sfilare soldi alla suddetta comunità con una presunta "inclusività".
Non è progresso, è solamente business. Niente di più.
Come sessualizzare i personaggi in nome del sexual power fantasy, mica è arte, è fan service.
Sono solo prodotti con un target specifico, ma mica lo fanno "per voi", sarebbe presuntuoso e ingenuo pensarlo.
 
Escono prodotti per "la comunità LGBT" ma sostanzialmente servono solo a sfilare soldi alla suddetta comunità con una presunta "inclusività".
Non è progresso, è solamente business. Niente di più.
Come sessualizzare i personaggi in nome del sexual power fantasy, mica è arte, è fan service.
Sono solo prodotti con un target specifico, ma mica lo fanno "per voi", sarebbe presuntuoso e ingenuo pensarlo.
Così come sarebbe ingenuo e presuntuoso pensare che, siccome è per profitto, non possa avere alcun effetto positivo, o che le persone che comprano quei prodotti siano stupidi e non si rendano conto del business che ci sta dietro. Ormai tutto passa attraverso il profitto, ma questo non significa che non abbia o possa avere un impatto positivo sull'immaginario collettivo :sisi:

Anche i videogiochi sono prodotti e venduti per profitto, ma questo non ti impedisce di goderne. Cioè, non è che il gioco mainstream di turno sia diverso in questo.
 
Escono prodotti per "la comunità LGBT" ma sostanzialmente servono solo a sfilare soldi alla suddetta comunità con una presunta "inclusività".
Non è progresso, è solamente business. Niente di più.
Come sessualizzare i personaggi in nome del sexual power fantasy, mica è arte, è fan service.
Sono solo prodotti con un target specifico, ma mica lo fanno "per voi", sarebbe presuntuoso e ingenuo pensarlo.

Ma oggi sei di generalizzazioni a muzzo?
Come esistono prodotti di profitto, esiste una caterva di prodotti che raccontano egregiamente l'esperienza LGBTQ e quello che gira attorno. Poi, come se ogni prodotto che vediamo in giro non sia fatto per profitto di una o un altra categoria.
 
Sulle rivoluzioni si apre un discorso diverso perché, al di là della legittimità delle istanze, ciò che conta è, dopo aver rovesciato quel sistema, quale si instaura. Infatti la decolonizzazione anche in Africa, pur riducendo l'influenza della logica colonialista e legittimando, sempre in parte, l'esistenza di un continente africano autonomo (di fatto non è così), non si è tradotta in sistemi democratici.

Ma se ci limitiamo alle rivendicazioni di diritti civili e sociali avvenute nella storia degli stati democratiche (che è quello di cui stiamo parlando e quello che attribuite al cosiddetto woke), hanno sempre esteso i diritti delle persone (es. l'aborto) e se sono state regressive per alcune categorie sociali, lo sono state perché ingiuste (es. la mancanza di diritti e tutele dei lavoratori a fronte del diritto di semi schiavitù dei proprietari di fabbriche/aziende). A me di esempi dove queste rivendicazioni, dai tratti anche violenti, hanno ridotto i diritti delle persone che avrebbero dovuto averne diritto, non me ne vengono in mente. Sia perché vengono concessi col contagocce, sia perché tendono sostanzialmente verso l'emancipazione, non verso ideologie di conquista o dominio (a differenza di razzismo, fascismo e ideologie più strutturate ed escludenti, basate su differenziazioni e superiorità di un gruppo su un altro).

Sulla violenza di queste rivendicazioni, ma più propriamente direi di alcune frange di questi movimenti, anche lì c'è purtroppo un abbondante letteratura sociologica e filosofica che estende il concetto di violenza a quello simbolico e culturale (tu non esisti, oppure se personaggio X diventa nero in un remake è un'altra persona e l'opera non è più fedele). Quindi sì, se leggi solo la violenza come quella rivoluzionaria o quella rivendicativa, allora sì, la violenza sta solo da una parte, ma la violenza non è solo fisica (e lo stato esercita pure quella), quella fisica non è necessariamente peggiore ed è una risposta legittima (capisco essere opinabile questo punto, ma per me è così) ad una situazione di subordinazione e negazione della parità dei diritti.

Io questo pericolo di rovesciamento che descrivete (il famoso razzismo al contrario) non lo vedo, sinceramente. Non si vuole rendere tutto il mondo gay, non si vuole rendere tutto il mondo coi capelli tinti, si vuole legittimare l'esistenza di differenze da quella che chiamiamo "norma" che sono rilevanti solo in alcuni specifici contesti. Che è, se vuoi il concetto di eguaglianza sociale (non giuridica). Se Piton è nero non è che cambia la storia, anche perché in un mondo di finzione che dovrebbe cambiare? Cosa dovrebbero giustificare di più? A meno di non essere razzisti e quindi di attribuire al colore della pelle altri tratti (es. caratteriali, attitudinali, psicologici, ecc., che sono la definizione, da manuale, del razzismo). Se io sono gay questo influenza solo la mia sfera sessuale, non la tua capacità di empatizzare con me o la mia personalità. Quello che noi facciamo invece è estendere ogni cosa a ogni ambito. Un gay è un gay in ogni cosa che fa ed è diverso da un etero in ogni cosa che fa, per cui ci sono buchi di trama, l'estetica potenzialmente diversa non va bene, ecc.

Si citava Gesù qualche post fa non capendo la questione sollevata. Il punto è che, non solo la rappresentazione di Gesù è cambiata passando dall'essere più scuro di pelle, di capelli, all'uniformarsi all'estetica delle divinità greche ma è esteticamente "context specific" per cui noi abbiamo adottato l'estetica classica (ripeto, corretta in un secondo momento perché all'inizio, come dite voi, non sarebbe stato manco credibile che lui era biondo, ricciolino, con la barbetta sfumata e gli addominali), ma è assodato che ogni cultura lo vede simile a loro. E ogni cultura ha prodotto un diverso immaginario attorno a lui e ogni cosa che si discosta da quello ci risulta strana, ma è perché per anni siamo stati dentro un discorso razzista che contemplava l'esistenza di più razze umane con tratti differenti. Per cui un Gesù nero, sicuramente è diverso da un Gesù bianco in qualcosa. Non può essere la stessa figura che, per culto (e per razzismo) è stata rappresentata diversamente, ma che sostanzialmente è uguale in tutti i contesti.

A me sembra che dietro a tutte queste argomentazioni ci sia più banalmente il fastidio verso un cambiamento che non è coerente con la propria visione del mondo e che in qualche modo si percepisce come calato dall'alto, ma è perché è filtrato dal mercato e dalla ricerca spasmodica del profitto. Uscendo dai prodotti mediali, dalle serie di Netflix, dai videogiochi che rappresentano male questo universo, se vi confrontate con le persone molto di questo fastidio si sgonfia, perché di fatto non sta avvenendo nulla di sovversivo ed è la rappresentazione politica e mediatica che la stata inquadrando in questi termini. E, come tutte le fasi di rivendicazione, ci sono gli eccessi, ci sono gli errori anche da chi rivendica istanze legittime e automaticamente si montano i casi che mostrano quanto tutto questo sia farraginoso e forzato, ma non so se è l'approccio giusto. Io sono convintissimo che i videogiochi, se volessero, sarebbero uno strumento preziosissimo, come tutti i prodotti culturali, perché capaci di raccontare punti di vista altri, storie distanti da noi e farci capire un universo di senso diverso dal nostro. Ma viviamo in una fase storica in cui tutto questo è subordinato al profitto, quindi sospetto che questo percorso sarà molto difficile e, vista l'enorme opposizione politica, non è detto neppure che avverrà.
Ma non possiamo saltare da un argomento all'altro così, altrimenti, oltre ad andare OT, è naturale che quanto scritto parlando di X non sia più valido se il discorso si sposta su Y.
Io, che ho pure precisato che non credo che arriveremo a una ditattura delle ex (in futuro) categorie svantaggiate, mi sono limitato a dire che nel movimento woke ci sono esagitati talmente presi dalla causa che vorrebbero, non so quanto consapevolmente e quanto per eccesso di zelo, invertire le posizioni (nelle rappresentazioni audiovisive, non nella società) e che quindi il movimento woke non è il paradiso di inclusività e uguaglianza che alcuni descrivono (Owl88 in questo thread, per fare nomi). Ma, di nuovo, fin troppe volte qui è stato scitto che "il woke non esiste" o che e se in un videogioco/film/fumetto c'è una scena/momento di propaganda delle istanze woke o di denigrazione degli archetipi che il woke vuole superare si dice che "è solo una scena di pochi minuti/pagine in un'opera molto più vasta", quindi non c'è la volontà di riconoscere alcunché, perfino l'ovvio. E allora tanto vale non discuterne più.
Poi si è passati a parlare di rivoluzioni (che pure non sono inclusive e no, è troppo comodo fare selezione tra le rivoluzioni che contano e quelle che non contano. Anche perché, magari mi sbaglierò, a naso mi sembrano più quelle degenerate che quelle che hanno rispettato le intenzioni originarie) e altro.
 
Va beh, se parliamo di estremisti c'è il bel popò da scavare in entrambi i sensi / coalizioni.

Soprattutto col fatto che è purtroppo una questione politica, è inevitabile ci siano esagitati. A parte considerarli dei coglioni non puoi fare granchè.
 
Poi si è passati a parlare di rivoluzioni (che pure non sono inclusive e no, è troppo comodo fare selezione tra le rivoluzioni che contano e quelle che non contano. Anche perché, magari mi sbaglierò, a naso mi sembrano più quelle degenerate che quelle che hanno rispettato le intenzioni originarie) e altro.
Io non mi riferivo a rivoluzioni, ma a rivendicazioni. A quelle mi riferivo all'inizio, a quelle mi sono riferito in seguito. Ho citato l'indipendenza africana, che è stata guidata da un movimento anticolonialista più ampio, ma tolto quello mi sono sempre riferito a rivendicazioni in sistemi democratici. Se si è creata confusione, mi spiace, ma quello è il punto per me.
il movimento woke non è il paradiso di inclusività e uguaglianza che alcuni descrivono (@Owl88 in questo thread, per fare nomi). Ma, di nuovo, fin troppe volte qui è stato scitto che "il woke non esiste" o che e se in un videogioco/film/fumetto c'è una scena/momento di propaganda delle istanze woke o di denigrazione degli archetipi che il woke vuole superare si dice che "è solo una scena di pochi minuti/pagine in un'opera molto più vasta", quindi non c'è la volontà di riconoscere alcunché, perfino l'ovvio. E allora tanto vale non discuterne più
L'ho scritto qualche post fa: è facile prendere la parte più estrema di una rivendicazione ed estendere le sue richieste e il suo approccio all'intero movimento. Ed è per questo che non mi piace l'etichetta woke, perché identifica proprio le parti più estreme di queste rivendicazioni e le estende a tutto il resto. E lo trovo un approccio un po' disonesto, che sminuisce tutta un'area politica e sociale ben più ampia.

Non ci vedo di male se in TLOU2 c'è un personaggio non etero, non ci vedo nulla di quello che attribuisci al woke, eppure viene inserito nello stesso discorso che polemizza con queste "lezioncine" o che fa "propaganda woke", come se questi fenomeni appartenesse esclusivamente a quell'area lì e non vivessimo in un mondo di lezioncine e propaganda. Trovi, tanto per fare un esempio, una letteratura scientifica sconfinata sulla propaganda statunitense che ha influenzato lo stile di vita dei paesi occidentali dal secondo dopoguerra e che prosegue ancora oggi. Ma, al di là di questo, diventa troppo semplice se ogni tentativo di veicolare un messaggio diverso diventa propaganda cattiva, capisci che intendo? La trovo un'operazione che smette di guardare alle cose nella loro complessità e decide a priori che la propaganda è sbagliata o che a farla è solo il suddetto woke.

Mentre sul paradiso di inclusività e uguaglianza, beh, dipende che intendi. Perché le intenzioni, per quanto mi riguarda, per la stragrande maggioranza lo sono. Ha tutti i criteri di un movimento inclusivo ed estensivo. Un immaginario più rappresentativo, dove non si danno necessariamente per scontate cose come l'orientamento sessuale, l'identità di genere (e i pronomi) non mi sembra fare del male a nessuno, onestamente. Così come non trovo così estremo il voler smettere di sessualizzare a tutti i costi il corpo femminile o riprodurre un modello di mascolinità irraggiungibile per il 90% degli esseri umani.

Ovviamente poi queste rivendicazioni possono diventare più o meno aggressive e violente, ma quello è un altro discorso e non ha nulla a che fare col contenuto della rivendicazione o con quello che avviene nel mondo dei videogames.
 
Ma non possiamo saltare da un argomento all'altro così, altrimenti, oltre ad andare OT, è naturale che quanto scritto parlando di X non sia più valido se il discorso si sposta su Y.
Io, che ho pure precisato che non credo che arriveremo a una ditattura delle ex (in futuro) categorie svantaggiate, mi sono limitato a dire che nel movimento woke ci sono esagitati talmente presi dalla causa che vorrebbero, non so quanto consapevolmente e quanto per eccesso di zelo, invertire le posizioni (nelle rappresentazioni audiovisive, non nella società) e che quindi il movimento woke non è il paradiso di inclusività e uguaglianza che alcuni descrivono (Owl88 in questo thread, per fare nomi). Ma, di nuovo, fin troppe volte qui è stato scitto che "il woke non esiste" o che e se in un videogioco/film/fumetto c'è una scena/momento di propaganda delle istanze woke o di denigrazione degli archetipi che il woke vuole superare si dice che "è solo una scena di pochi minuti/pagine in un'opera molto più vasta", quindi non c'è la volontà di riconoscere alcunché, perfino l'ovvio. E allora tanto vale non discuterne più.
Poi si è passati a parlare di rivoluzioni (che pure non sono inclusive e no, è troppo comodo fare selezione tra le rivoluzioni che contano e quelle che non contano. Anche perché, magari mi sbaglierò, a naso mi sembrano più quelle degenerate che quelle che hanno rispettato le intenzioni originarie) e altro.
Il primo problema di questo topic secondo me è che la definizione di woke e di cosa ci rientra può cambiare da persona a persona (chiarire il termine prima ancora di fare qualsiasi affermazione sul merito o rottamarlo almeno nella bolla di questo topic era la mia proposta iniziale e non mi sorprende aver letto per l'ennesima volta la prima opzione della stessa richiesta in un post di Snow) e il secondo, conseguenza del primo, è che, come si è visto, ad esempio con spanfio, per chiarire cosa si intende con woke bisogna scavare più a fondo dell'ambito videoludico, ma i paletti del topic non sembrano permetterlo, cosicché purtroppo abbiamo una serie di confronti lasciati in sospeso.
 
Ultima modifica:
Ma non possiamo saltare da un argomento all'altro così, altrimenti, oltre ad andare OT, è naturale che quanto scritto parlando di X non sia più valido se il discorso si sposta su Y.
Io, che ho pure precisato che non credo che arriveremo a una ditattura delle ex (in futuro) categorie svantaggiate, mi sono limitato a dire che nel movimento woke ci sono esagitati talmente presi dalla causa che vorrebbero, non so quanto consapevolmente e quanto per eccesso di zelo, invertire le posizioni (nelle rappresentazioni audiovisive, non nella società) e che quindi il movimento woke non è il paradiso di inclusività e uguaglianza che alcuni descrivono (Owl88 in questo thread, per fare nomi). Ma, di nuovo, fin troppe volte qui è stato scitto che "il woke non esiste" o che e se in un videogioco/film/fumetto c'è una scena/momento di propaganda delle istanze woke o di denigrazione degli archetipi che il woke vuole superare si dice che "è solo una scena di pochi minuti/pagine in un'opera molto più vasta", quindi non c'è la volontà di riconoscere alcunché, perfino l'ovvio. E allora tanto vale non discuterne più.
Poi si è passati a parlare di rivoluzioni (che pure non sono inclusive e no, è troppo comodo fare selezione tra le rivoluzioni che contano e quelle che non contano. Anche perché, magari mi sbaglierò, a naso mi sembrano più quelle degenerate che quelle che hanno rispettato le intenzioni originarie) e altro.

Ma guarda, capisco che essendo in un forum si debba cercare di distinguere gli argomenti per topic, ma certi discorsi sono per loro natura trasversali. L'insieme di istanze che rientrano qui dentro nella pseudo definizione di Woke - perché di fatto ognuno di noi sta parlando di cose a volte anche sensibilmente diverse, accorpandole sotto lo stesso nome - fanno parte di un discorso che è politico per natura, ovvero quello dello stato delle minoranze nella nostra contemporaneità.

Chi ha alcune competenze non penso allarghi il discorso per mero sfoggio di cultura (sai che guadagno a farlo :asd: ) ma solo per amore di contestualizzazione. Fare raffronti con altre rivoluzioni o rivendicazioni - il confine è sottile e le due cose si toccano, spesso - è semplicemente per fare capire che quello che sta succedendo ora è già successo in passato, prima che certi diritti che oggi ci appaiono scontati divenissero tali. Stop, tutto qua.
 
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