Ma guarda che con "filosofia" non parlo dei trattati di Schopenhauer o di Hobbes XD Parlo di visione del mondo in senso generale, mica che mi vadano a disquisire su se esiste o cosa sia ***. Fra l'altro non ti sto dando torto sul fatto che i giappi a volte ci ficchino bimbi "inquietanti" che sembrano saperne più degli adulti stessi, quelli lì non li sopporto nemmeno io.
E no, l'"esperienza" non dipende dal livello di maturazione del cervello, perché se fosse così allora a 15 anni dovremmo essere già tutti persone intelligenti che sanno come stare al mondo, mentre invece esiste PARECCHIA gente che ha quasi il doppio dell'età ed è immatura oltre ogni dire. Il livello di maturità dipende dalle esperienze concrete che si vivono in prima persona: hai toccato una piasta rovente e ti ustioni > sai che non devi toccarla sennò ti fai male. Questo è un esempio scemo, ma è così che si forma la personalità di ogni singolo individuo: con tutte le sue fobie, i suoi tic e le sue peculiarità. L'età, al massimo, aumenta la profondità a cui puoi portare un ragionamento a proposito di un determinato argomento (perché appunto il cervello è più articolato e puoi sfruttarlo in maniera maggiore), ma di certo è indipendente dall'idea che puoi farti sull'argomento stesso. Un bambino ha tutte le capacità per capire che uccidere una persona è sbagliato e che il terrorismo è un atto crudele e ingiusto. Di sicuro non andrà a ragionare sulle motivazioni che possono spingere una persona a ucciderne un'altra o sui motivi politici che possono portare a un attacco terroristico, ma capisce fin troppo bene cosa è giusto fare e cosa non lo è, e se ne fa un'opinione e se vuole la fa valere.
E questo puoi farlo che tu abbia 8 anni o ne abbia 45. Ci sono un mucchio di vegliardi, ancora oggi, che non hanno la più pallida idea di come funzioni e di dove stia andando il mondo, che non guardano a un palmo dal proprio naso, che non sono capaci di fare nemmeno un ragionamento semplicissimo e sono molto più immaturi dei bambini stessi. Non penso proprio che in quel caso il "tempo trascorso" sia servito a qualcosa. Semplicemente hanno vissuto male, lontano dalla realtà, o la loro formazione (se c'è stata) non è stata indirizzata correttamente.
Fra l'altro, i bambini acquistano coscienza di sé già a 3 anni, sanno ragionare sui problemi pratici meglio degli adulti proprio perché hanno una mente più semplice e basilare, e sono estremamente sensibili alle influenze esterne. Perciò a loro basta anche solo una o due esperienze negativissime per restare segnati a vita, e ad acquisire precocemente una visione del mondo tutt'altro che positiva (diversa da quella che si inculca ai bambini di quella età). Ed è questo che penso sia successo a Elle. Perciò io non ci vedrei niente di strano se una bambina di 8 anni non si comporta come "una bambina", se ha vissuto esperienze del genere. Se poi si mette a fare discussioni filosofico-religiose sulla vastità dell'Universo e su com'è nato allora ti darò ragione in toto, ma dubito fortemente che una cosa del genere succederà, in questo caso. Stiamo parlando di una bambina "con dei problemi", non di una bambina "che filosofeggia a catso" (se questo fosse il caso, io la chiamerei semplice presunzione e alterigia da parte loro, come quella che sfoggiano le bimbette viziate che si limitano a ripetere pedissequamente ciò che gli dicono i genitori).