Come promesso, arriva la mia mini-recensione a Tales of the Abyss.
Grafica
Reparto grafico che a prima vista appare decisamente buono: sequenze animate, espressività dei personaggi ben realizzata, alcuni luoghi davvero suggestivi (in particolare Grand Chokma). Tuttavia rimane lo stesso la sensazione di trovare luoghi spogli di dettagli, sia nei dungeon che nelle città si nota proprio una bassa qualità dell'ambiente, questo impedisce un po' di immergersi nell'atmosfera del gioco. Ma non è un grave difetto, complessivamente la grafica è buona, appare pulita. Il vero difetto è dato dal calo di framerate nella World Map, specialmente nei combattimenti che avvengono lì. Non sarebbe grave generalmente, ma vi sono due dungeon su world map e sono probabilmente i più fastidiosi da esplorare.
Character Design convincente, i personaggi non hanno un cliche che esprime il loro ruolo nella trama ed anzi è piacevole scoprire le loro evoluzioni senza essere ingannati dal loro aspetto. Voto: 7.5
Sonoro
Battle themes di altissimo livello, con un rock echeggiante ma mai duro, però sempre in grado di colpire l'ascoltatore, non rischiando mai di annoiare. In particolare The edge of a decision è un brano epico. I dungeon si distinguono fra 'musica rilassante d'accompagnamento' e 'musica tetra', non riesco nemmeno a ricordarmi un singolo brano in questo reparto. Mentre vi sono musiche di città piuttosto buone (Baticul) ed anche alcune della storia. Le voci giapponesi sono più incisive di quelle inglesi, senza contare che le skits sono tutte doppiate in giapponese mentre per la versione americana non è così. Direi che il sonoro è un punto di forza nel gioco, che aiuta tantissimo a non essere infastiditi dalle tante ore di gioco. Voto: 8
Personaggi
Un buonissimo cast, che riserva tantissime sorprese. La maggior parte dei personaggi, protagonisti o secondari, si evolve, non rimane mai troppo ancorata ad una figura tipica dall'inizio alla fine. Luke è un protagonista piuttosto particolare, arrogante, fastidioso, perfino codardo in certe situazioni. Però, con il proseguire del gioco si sviluppa come un protagonista memorabile, di quelli che lasciano il segno. Sicuramente degni di nota la co-protagonista Tear, fredda ma con un debole per 'le cose carine', Jade, abile mago e necromante che riesce a dire frasi acidissime con una ironia incredibile, Guy, personaggio molto caratterizzato e perfino ottimo da usare in battaglia ed infine Asch, un enigmatico personaggio che spinge il giocatore a voler sapere sempre di più su di lui. L'antagonista del gioco non sarà forse memorabile, ma di certo ha una grande personalità, a differenza di altri antagonisti comprimari che invece non risaltano, rimanendo ancorati ai soliti cliche narrativi.
In sintesi, non vi sono personaggi del tutto originali (io stesso notavo alcune somiglianze con Final Fantasy VII, anche se davvero minime e probabilmente soggettive), ma riescono ad essere profondi e ad evolversi sempre di più nel corso della trama. Se non siete contenti, potete sempre prendervela con Mieu che è abituato ai maltrattamenti! Voto: 8.5
Trama e background
La trama la si può dividere in due parti. Una parte iniziale di continue evoluzioni in cui il focus continua a cambiare, poi una fase centrale e successivamente finale in cui la trama è ben delineata e segue un percorso lineare e coerente. Anche qui, nulla di tremendamente originale, un gruppo di eroi deve sconfiggere il cattivo di turno ed il mondo è in pericolo. Classico, ma ben sviluppato, il tutto accompagnato da un background complesso e ricco di citazioni alla qabalah ebraica. Dal Tree of Life ai vari compartimenti del Sephiroth, nomi di dungeon e città sono presi dalla mitologia ebraica, come la fantomatica Daath. Tuttavia di riferimenti religiosi non ve ne sono, il titolo non punta ad indagare su quel reparto, quanto piuttosto provare a dare una sua interpretazione sul concetto di qabalah, nel gioco chiamata sotto il nome di Score. Altro non lo voglio svelare, è un piacere scoprire personalmente parte del background, che sicuramente è il valore aggiunto alla trama.
C'è da dire che con le tantissime ore di gioco, a volte la trama principale ha dei momenti morti che possono durare per diverse ore consecutive. La parte centrale appare abbastanza debole, ma fa da preparazione ad un periodo finale davvero intenso e godibile.
Un'ultima osservazione va sulla fantastica interpretazione del concetto di destino contro libero arbitrio, un tema classico della filosofia e qui narrato in modo classico. Voto: 8
Gameplay
I Tales of riescono a fornire un'ottima qualità per un Action-JRPG. Le battaglie sono frenetiche e ricche di tecniche da apprendere, con la possibilità di scegliersi il proprio personaggio preferito. Nel gioco in particolare due personaggi risultano appassionanti da utilizzare: il bilanciato protagonista Luke e l'agilissimo Guy, capace di sfuggire velocemente agli attacchi nemici, pur peccando nella difesa fisica che è il suo punto debole. L'aggiunta del FoF Change spinge ad un approcio leggermente più tattico, mentre la barra Overlimit suddivisa per ciascun personaggio permette così la possibilità di utilizzare più Mystic Artes nella stessa battaglia, senza il problema di dover cambiare personaggio in battaglia per eseguire la mossa speciale.
L'esplorazione dei dungeon è ben realizzata e spesso interattiva grazie all'utilizzo della combinazione Mieu-Sorcerer Ring.
Il gioco però ha un grave difetto: estremo backtracking, qualcosa che potrebbe scoraggiare molti giocatori dall'arrivare alla fine del gioco, specialmente perché le prime 25-30 ore sono molto scorrevoli. All'improvviso ci si ritrova a vagare infinite volte nelle stesse città per brevissime sequenze o semplicemente per parlare con un personaggio. Questo sicuramente influisce sulla valutazione.
Tuttavia il divertimento è garantito dalle sempre ottime battaglie, con una difficoltà medio-facile a livello Normal, che non risulta mai troppo impegnativa e permette ad ogni giocatore di prendere confidenza con il gameplay. Se poi si trova il livello Normal troppo semplice, si può sempre impostare l'Hard ed a gioco finito il Very Hard o l'Unknown, modalità tremenda e letale.
L'orario di gioco dipende chiaramente dalla velocità del singolo giocatore, in media può durare fra le 50 e le 60 ore. Io l'ho terminato in 83 ore facendo anche alcune subquest e mandando avanti lentamente i messaggi e guardando ogni Skit. Voto: 7
Longevità
Lungo, con la possibilità di giocare post-game e perfino di fare un New Game + con nuove features, livelli di difficoltà aggiuntivi ed un dungeon speciale. Voto: 9.5
Conclusione
Tales of the Abyss è il mio secondo titolo della saga dopo Vesperia ed è riuscito ad appassionarmi alla saga stessa, qualcosa che Vesperia non era riuscito a fare nonostante l'ottimo gameplay. Lo reputo un titolo che merita di essere giocato per via del suo cast, del divertimento che garantisce in battaglia e per il background della trama.
Voto Tales of the Abyss: 8 - ottimo titolo!