quali sarebbero i dialoghi inutili? la maggior parte dei dialoghi hanno tutti una finalità, che sia mostrarci nuovi aspetti di un personaggio o gettare luce su vicende passate, ed è un continuo scambio di battute che costantemente modifica gli equilibri di tensione tra i personaggi, e scusa ma è solo ciò su cui si basa tutto il film.
e anche quando non siamo di fronte a dialoghi che strettamente portano avanti la narrazione (cosa che ne le iene e pulp fiction succede nettamente più spesso, ma si sa che sono due pesi e due misure) vanno comunque a definire quelle che sono le due coordinate principali su cui si muove tutto il film, e cioè la guerra civile e tutti i rancori che porta ancora tra i personaggi, e la questione delle taglie, che fin dalle prime battute mostra tutta la portata nichilista della pellicola.
quindi con che coraggio si può chiamarli dialoghi inutili? sono dialoghi che se esclusi andavano a minare o la caratterizzazione dei personaggi e i loro rapporti, o la definizione del mondo stesso in cui si muovono. se poi l'intento era vedere 3 ore di pellicola solo per scoprire chi era il colpevole, allora alzo le mani.
la violenza non l'ho minimamente avvertita come un problema, oltre a essere ben contestualizzata (c'è una chiara ricerca di chi-riceve-cosa, non è violenza casuale).
"prevedibile" è proprio l'ultimo aggettivo che darei alla sceneggiatura. non vedo come si sarebbero potuti prevedere i colpi di scena, i cambiamenti negli assetti delle alleanze e degli scontri, il flashback che cambia totalmente le carte in tavola. mi sembra un lavoro di costruzione più che lodevole, a meno che prevedibile non sia la semplice risoluzione finale una volta che sono state scoperte tutte le carte. ma in questo caso significherebbe ignorare la sceneggiatura di 2 ore e mezza di film.
"inutile" non capisco veramente come possa essere riferito alla struttura a episodi. perché non sono episodi ma capitoli, il che implica un rapporto di connessione maggiore e indipendenza minore che non con gli episodi. l'unica utilità è quella in qualche modo di dare dei paletti allo spettatore, scandiscono il tempo della narrazione ma non la frammentano, ed è quello che un capitolo deve fare.
le musiche sono poche ma non secondarie. soprattutto la colonna sonora originale, che è di ampissimo respiro all'inizio, quando ancora si trattava di cavalcare in mezzo a un'infinita distesa di neve, per diventare tensiva e quasi paradossalmente claustrofobica mentre o.b. e chris sono in mezzo alla bufera che piantano i paletti per la latrina, e guarda caso è un pezzo che ricorda direttamente la colonna sonora de la cosa di carpenter.
oltre questi momenti la colonna sonora originale tace quasi totalmente, perché a fare da sottofondo al film diventa il suono della bufera. incessante e sempre presente, è l'unica colonna sonora di cui la vicenda avrà bisogno.
quindi sì in senso assoluto i brani sono pochi, ma è una mancanza assolutamente significativa che personalmente non riesco ad avvertire come un difetto.
infine non vedo molte somiglianze tra il personaggio di tim roth qui e quello di waltz in inglorious basterds. esclusa forse la parlantina (comunque cadenza in maniera totalmente differente) mi sembra due personaggi ben differenti.