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Numeri non straordinari ma comunque molto buoni.
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Ancora devo giocare Exp. Potresti spiegarmi il tuo punto di vista?
Semplicemente sta sorgendo in me la sensazione di “ok, bello, ma vi prego basta, che avete rotto le palle”.Ma scusa, anziché minacciare esplosioni, non puoi semplicemente spiegare il tuo punto di vista?![]()
) e gli Octopath Traveler non sono interessanti;Concordo pienamente.Vabbè ragazzi ma Renoir mi sembra anche abbastanza ovvio, per me con quel personaggio siamo a livelli Naughty Dog, se non perfino di più. Non è nemmeno questione di JRPG, FF cazzi e mazzi, è eccellenza del videogioco ed esercizio di stile nella scrittura. Poi ‘nsomma, a maggior ragione se viene tirato in mezzo Sefirotto.
Per me è assolutamente necessario volgere lo sguardo a E33 non tanto per la struttura ludica che resta classica, ma sul come scrivere una sceneggiatura. Questa cosa la ripeterò ogni santa volta che verrà tirato fuori il discorso, ed è qualcosa che non riguarda esclusivamente Square ma anche tutte le altre (ciao, Atlus): personaggi scritti per essere reali, e non da usare come “tramite” per comunicare al videogiocatore cosa fare/dove andare nella trama.
La sensazione è che il genere si stia impantanando proprio lì, in questo ammasso di prolissità e cliché vari che non aiutano minimamente a rendere digeribile il racconto, ed è qualcosa che le case giapponesi si stanno portando dietro da anni. Toh, perfino Falcom coi Trails, che ha sì scritto gran bei personaggi, ma finiscono anche loro col diventare quasi ciclici nel rapportarsi tra loro (anche se posso esclusivamente parlare del primo capitolo)
Quindi insomma, io questa esigenza di capire perché E33 ha avuto successo come videogioco e perché è stato in grado di far entrare in sintonia col racconto la capisco e non la vedo assolutamente come un male. Poi chiaro, facendolo sempre con equilibrio. Anche perché sono sicuro che NESSUNO vorrebbe scopiazzature, non è quello il punto.
Poi che alcuni stiano strumentalizzando E33 per altro (hating ignorante) concordo e tendo a ignorare. Quelle cose non mi piacciono.
Amico mio ma figurati, guarda che con me non c’è bisogno di specificare lo scherzo.Concordo pienamente.
Peccato che non hai minimamente ragione su Wukong.
Scherzo
Semplicemente sta sorgendo in me la sensazione di “ok, bello, ma vi prego basta, che avete rotto le palle”.
Stanco di sentirlo in ogni discussione! Stanco di vederlo come punto di riferimento, manco fosse il gioco che ha rivoluzionato l’industria videoludica. Su TikTok mi sono dovuto sorbire parallelismi tra Renoir e Sephiroth, che non c’entrano una beneamata mazza; mi sono sentito la retorica filosofica di come il gameplay sia influenzato dalla storia, cosa che invece i FF non fanno (puttanata).
Posso capire che la direzione del progetto Remake non sia piaciuta a molti (ma fino a un certo punto), o che il XVI sia stato troppo estremista nelle scelte; posso anche capire in parte che da cinque episodi il brand non stia mantenendo il livello qualitativo dell’epoca PS1/PS2. Però leggere che:
Ok che internet è cattivo e tutto, ma stiamo raggiungendo vette che mi stanno facendo capire che, anche se dovessero fare il gioco definitivo, in questa epoca e con questi giocatori che ormai hanno preso Nomura come capro espiatorio — a momenti anche per la guerra in Ucraina (esempio delicato, lo so, ma è per far capire) — prendono ogni Cristo a turni (l’anno scorso Metaphor e quest’anno Expedition 33) e lo fanno nuovo messia contro i FF, l’azienda non si riprenderà mai. Mai.
- giornalisti e youtuber, a cui viene buttata in faccia la verità che i giochi a turni Square Enix li fa ancora, rivolgono la frittata dicendo: “noi quando diciamo JRPG a turni intendiamo mappa e città”, e quindi i Dragon Quest (
) e gli Octopath Traveler non sono interessanti;
- che FFXVI avrà centinaia di difetti ludici (e li ha), ma vederlo trattato sempre manco fosse un Mindseye qualunque e usare Expedition 33 come un messia per sbeffeggiarlo, come dentro un bar durante il lunedì post campionato di Serie A, ha rotto i coglioni. Ok il primo mese, ok tre, ma adesso basta! Come ho detto prima, mo’ pure paragoni con Renoir e Sephiroth, con il primo che non so per quale regola di scrittura di sta ceppa sia migliore di Sephiroth!
- Il punto più basso è stato leggere più volte che Horizon è più FF del XVI. Che non c’entra niente per una volta Expedition, ma l’odio è diventato talmente cronico e incurabile che ormai si leggono anche queste!
La cosa grave è che sto vedendo gente e giornalisti contenti di questa situazione!
Non sono bravo con le chiusure, ma il nocciolo è questo.
Io Expedition l’ho amato, ma la fissazione attorno al gioco è veramente esasperante.
. Sephiroth è iconico, markettabile, figo, carismatico e tutto quello che vuoi, ma non è un personaggio che gode di una particolare profondità e comunque non di una profondità tale da essere paragonato a Renoir. Per dire, restando in FFVII sorte analoga è toccata a Vincent, stra adorato più per la sua estetica che per altro. Onestamente per i personaggi scritti bene in Final Fantasy me ne andrei altrove. Ma in realtà io non farei proprio il paragone: FFVII, ma FF in generale, e E33 sono due prodotti scritti con intenti in termini di pubblico e narrativa, decisamente diversi. Sarebbe come paragonare i personaggi di uno Shonen e di un Seinen. Sephiroth è un ottimo cattivo, specialmente se rapportato al periodo di uscita e fra 100 anni si venderanno ancora le sue statuette, ma Renoir è un personaggio inevitabilmente più profondo, perché scritto in un contesto dove una maggiore profondità non è solo possibile, ma necessaria.Square Enix deve soprattutto smetterla di scrivere i giochi con delle trame alla Shonen degli anni '90.Vabbè ragazzi ma Renoir mi sembra anche abbastanza ovvio, per me con quel personaggio siamo a livelli Naughty Dog, se non perfino di più. Non è nemmeno questione di JRPG, FF cazzi e mazzi, è eccellenza del videogioco ed esercizio di stile nella scrittura. Poi ‘nsomma, a maggior ragione se viene tirato in mezzo Sefirotto.
Per me è assolutamente necessario volgere lo sguardo a E33 non tanto per la struttura ludica che resta classica, ma sul come scrivere una sceneggiatura. Questa cosa la ripeterò ogni santa volta che verrà tirato fuori il discorso, ed è qualcosa che non riguarda esclusivamente Square ma anche tutte le altre (ciao, Atlus): personaggi scritti per essere reali, e non da usare come “tramite” per comunicare al videogiocatore cosa fare/dove andare nella trama.
La sensazione è che il genere si stia impantanando proprio lì, in questo ammasso di prolissità e cliché vari che non aiutano minimamente a rendere digeribile il racconto, ed è qualcosa che le case giapponesi si stanno portando dietro da anni. Toh, perfino Falcom coi Trails, che ha sì scritto gran bei personaggi, ma finiscono anche loro col diventare quasi ciclici nel rapportarsi tra loro (anche se posso esclusivamente parlare del primo capitolo)
Quindi insomma, io questa esigenza di capire perché E33 ha avuto successo come videogioco e perché è stato in grado di far entrare in sintonia col racconto la capisco e non la vedo assolutamente come un male. Poi chiaro, facendolo sempre con equilibrio. Anche perché sono sicuro che NESSUNO vorrebbe scopiazzature, non è quello il punto.
Poi che alcuni stiano strumentalizzando E33 per altro (hating ignorante) concordo e tendo a ignorare. Quelle cose non mi piacciono.
Square Enix deve soprattutto smetterla di scrivere i giochi con delle trame alla Shonen degli anni '90.
Sei un cazzo di animale.Square Enix deve soprattutto smetterla di scrivere i giochi con delle trame alla Shonen degli anni '90.
Concordo con te, ultimamente king mi sa troppo di estremista. Ma poi le sue stoccate sono meno incisive del solito, sarà stanco amico mioIn parte concordo con te e in parte no. Ogni cosa che diventa un trend inevitabilmente oggi finisce in un meccanismo comunicativo polarizzante che rischia di farlo diventare tossico. Guarda cosa sta succedendo ad Arc Raiders, gioco normalissimo che sta venendo spammato di continuo in maniera altisonante, con video della serie "OH MIO DIO SEMBRA UN FILM, MAI VISTO NIENTE DEL GENERE". La stessa cosa è successa a Elden Ring o a Zelda per dire, quindi non credo sia una cosa legata a E33 nello specifico, né sia un problema di odio verso SQEX, che viene però usata come termine di paragone perché, al di là dello stato attuale delle cose, l'identificazione "Gioco di ruolo giapponese ---> Final Fantasy ---> Square Enix" è ancora forte. Il fastidio è quindi comprensibile, ma credo sia necessario andare oltre.
Andare oltre per me significa accettare serenamente che Sandfall ha fatto qualcosa che SQEX non riesce a fare da 20-25 anni, almeno con Final Fantasy: mettere d'accordo tutti. So già che dirai, perché lo hai fatto altre volte, "Anche se facesse il FF perfetto nessuno glielo riconoscerebbe", però non credo sia un punto di vista corretto per analizzare la situazione. Prendi FFX: già ai tempi dell'uscita ci fu un po' di rumore di fronte a certi cambiamenti, ma il tempo è stato signore e FFX viene ricordato, giustamente, come un capolavoro.
Tu stesso dici che da cinque episodi il brand non mantiene il livello dell'era PS1/PS2 ma, non so se ci fai caso mentre lo dici, stiamo parlando di 20-25 anni. Non 2, non 5, non 10. A maggior ragione, con un Final Fantasy (quantomeno nei suoi capitoli offline), quantomeno ondivago in un lasso di tempo così lungo, è normale che un E33 faccia il rumore che ha fatto, perché ha dato al pubblico dei vecchi FF esattamente quello che volevano da FF, pur declinandolo con uno stile e una narrativa sicuramente lontana da quella SQEX e che, aggiungo, SQEX NON DEVE assolutamente copiare.
Poi tu parli di ripresa dell'azienda e ok, il fandom di FF è tossico e tutto, ma la gente i bei giochi li sa riconoscere e gli ultimi FF hanno nella loro natura degli elementi che sono obiettivamente divisivi. Io ho odiato il XV e amato il XVI, ma riconosco che anche quest'ultimo ha dei problemi che lo rendono un videogioco decisamente inferiore, tra gli altri, a E33. Anche Rebirth per me ha dei problemi importanti, ma ci si passa sopra perché fa parte di un progetto remake e perché comunque nell'insieme è un capolavoro (mio GOTY 2024).
Quando si parla di prendere ispirazione, tolti gli estremismi che appunto non ci interessano in questo contesto, si parla di questo. Capire perché la gente si è innamorata perdutamente di E33 mentre non riesce più a farlo, non allo stesso modo almeno, con FF. Se vuoi risponderti con "È così perché SQEX fa antipatia" puoi farlo liberamente, ma temo sia un'analisi un po' riduttiva e leggermente influenzata dal tuo essere fan. Che poi anche io mi reputo fan, semplicemente sono molto critico verso quello che è SQEX adesso anche se, come dici tu, c'è tanto altro. ;a che manchi la BIG THING mi pare altrettanto ovvio e la BIG THING, perdonami, non può essere Octopath Traveler (Dragon Quest sì, ma sappiamo bene che DQ in Occidente non ha lo stesso impatto che in Oriente).
Concludo dicendo una cosa, ma non lo faccio per provocarti: ci mancherebbe dire che Sephiroth è scritto meglio di Renoir. Sephiroth è iconico, markettabile, figo, carismatico e tutto quello che vuoi, ma non è un personaggio che gode di una particolare profondità e comunque non di una profondità tale da essere paragonato a Renoir. Per dire, restando in FFVII sorte analoga è toccata a Vincent, stra adorato più per la sua estetica che per altro. Onestamente per i personaggi scritti bene in Final Fantasy me ne andrei altrove. Ma in realtà io non farei proprio il paragone: FFVII, ma FF in generale, e E33 sono due prodotti scritti con intenti in termini di pubblico e narrativa, decisamente diversi. Sarebbe come paragonare i personaggi di uno Shonen e di un Seinen. Sephiroth è un ottimo cattivo, specialmente se rapportato al periodo di uscita e fra 100 anni si venderanno ancora le sue statuette, ma Renoir è un personaggio inevitabilmente più profondo, perché scritto in un contesto dove una maggiore profondità non è solo possibile, ma necessaria.
A forza di postare gif ironiche di bambini sui divani per prendere per il c**o, succede questo.Oltre ciò, non capisco perché per forza le cose devono essere profonde. Renoir è un personaggio diddio, ma il media DEVE avere una varietà e ci sono molti giochi con personaggi ottimi che non devono essere per forza la profondità. I DQ sono ottimi anche perché sono spensierati. Basta per forza il cercare le cose come voglio io.
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Concordo con te, ultimamente king mi sa troppo di estremista. Ma poi le sue stoccate sono meno incisive del solito, sarà stanco amico mio
Ma appunto, a me non piace che perché un personaggio non è super profondo (in questo caso Sephiroth, ed è pure un personaggio antico rispetto ad Renoir) allora è peggio. Hanno un loro ruolo e quello di Sephiroth è di essere il cattivo per eccellenza. Malefica nei film della Disney è perfetta cavoloA forza di postare gif ironiche di bambini sui divani per prendere per il c**o, succede questo.
Comunque si ci sta il discorso sulla profondità, non profondità. Ma infatti il paragone in sé per me vale solo se vuoi fare una sorta di "Confronto tra cattivi di JRPG famosi". Però insomma non penso sia un demerito di Sephiroth essere meno profondo di Renoir. Sephiroth è il cattivo giusto per quella storia ed è più figo che profondo. Ma va benissimo così.
Prezzo budget e stile occidentale hanno fatto la differenza, più l'ottima qualità generale e conseguente passaparola.Esatto é come la vedo io. Non c’entra andare contro SQEX o altro. E33 ha avuto sul pubblico un impatto che gli ultimi FF non sono riusciti ad avere. Ciò non significa che ora SQEX debba copiare, ma se si fermasse a pensare “Perché i nostri ultimi FF non hanno avuto questo impatto?” non ci vedrei nulla di male.
Praticamente io e King abbiamo scelto la via diplomatica e articolata, mentre tu hai scelto di entrare in scivolata a piedi uniti. Mi sembra ottimo.
Ma dai su ragazzi, io ho Amato Nomura e Nojima, ma basta con 'sti portali luminosi, cattivoni che vogliono conquistare il mondo e l'amore che vince su tutto. Immaginate Final Fantasy XVI con la struttura ludica di Rebirth. Avrebbe sfondato agilmente il 90 su Metacritic.Sei un cazzo di animale.
Ma è per caso iniziata la Ruthless Arc di Alby?Square Enix deve soprattutto smetterla di scrivere i giochi con delle trame alla Shonen degli anni '90.
Square Enix deve soprattutto smetterla di scrivere i giochi con delle trame alla Shonen degli anni '90.
Ah mi hai già anticipato, scusa XDMa dai su ragazzi, io ho Amato Nomura e Nojima, ma basta con 'sti portali luminosi, cattivoni che vogliono conquistare il mondo e l'amore che vince su tutto. Immaginate Final Fantasy XVI con la struttura ludica di Rebirth. Avrebbe sfondato agilmente il 90 su Metacritic.
Cambia ogni due giorni, io che lo vivo 24/7 lo so bene.Ma è per caso iniziata la Ruthless Arc di Alby?
Alby cambia personalità come una persona normale cambia i vestiti. Tutto regolare. Domani potresti trovarlo qui a scrivere “GRAZIE MAMMA SQUARE PER LE TUE FAN-TA-SIE FI-NA-LI” (i trattini danno enfasi)Cambia ogni due giorni, io che lo vivo 24/7 lo so bene.
XVI inferiore rispetto agli altri ok, ma no brutto. No di merda. No FFXV, che nemmeno lo reputo brutto, ma era oggettivamente un minestrone uscito a meno di metà.Concludo dicendo una cosa, ma non lo faccio per provocarti: ci mancherebbe dire che Sephiroth è scritto meglio di Renoir. Sephiroth è iconico, markettabile, figo, carismatico e tutto quello che vuoi, ma non è un personaggio che gode di una particolare profondità e comunque non di una profondità tale da essere paragonato a Renoir. Per dire, restando in FFVII sorte analoga è toccata a Vincent, stra adorato più per la sua estetica che per altro. Onestamente per i personaggi scritti bene in Final Fantasy me ne andrei altrove. Ma in realtà io non farei proprio il paragone: FFVII, ma FF in generale, e E33 sono due prodotti scritti con intenti in termini di pubblico e narrativa, decisamente diversi. Sarebbe come paragonare i personaggi di uno Shonen e di un Seinen. Sephiroth è un ottimo cattivo, specialmente se rapportato al periodo di uscita e fra 100 anni si venderanno ancora le sue statuette, ma Renoir è un personaggio inevitabilmente più profondo, perché scritto in un contesto dove una maggiore profondità non è solo possibile, ma necessaria.