L'emozione provata nei videogiochi è qualcosa che mi scatta solo in momenti particolari e anche un po' strani, se vogliamo dirla tutta.
Tipo che mi sono emozionata anche per storie che alla maggior parte dei giocatori frega zero o davvero non li tocca.
Il primo che mi viene in mente è
Final Fantasy XV. Forse l'ho giocato in un periodo della mia vita in cui cercavo una storia che mi prendesse tanto e questo gioco imperfetto l'ha fatto. L'amicizia, il tradimento, l'amore, il viaggio. Tutto narrato male, accidenti a loro, ma che sono riuscita a capire ed apprezzare. E quindi sbam, 300 ore su FFXV che non mi pento di aver giocato, ma nemmeno un po'.
Poi arriva
Yakuza 0, pure lo stesso anno eh, giusto per non sbagliare periodo. Presissima, toccatissima, emozioni a non finire, mi affeziono incredibilmente a Kiryu e Majima e niente, lo divoro. Altre 224 ore.
Tornando indietro dico di essermi emozionata tanto anche per
Deus Ex Human Revolution. Il dramma di Adam Jensen, sia a livello personale che a livello sociale, è toccante e mi sono immersa nel suo mondo. Non lo vedo da 10 anni. Dieci lunghi anni.
Anch'io menziono
Lies of P, perché ammetto che la storia di esseri viventi costruiti che diventano senzienti e cercano di imparare a provare le nostre emozioni è qualcosa che mi ha sempre affascinata e tutte le volte mi immergo. Il cambiamento, anche fisico, di questo P mi ha toccato parecchio, soprattutto alla fine. Davvero ottima narrazione.
Un gioco che invece mi ha fatto male all'inizio e ho pensato "Adesso lo chiudo e lo riprendo domani" è stato
The Last of Us. Pensavo di piangere, non avrei mai creduto fosse così.
Poi oh, non è che emozionarsi vuol dire giocare drammoni e basta. Se volete ridere ad ogni avvio giocate
Dave the Diver, ci ho fatto più di 100 ore ed è divertentissimo. Ha dei personaggi memorabili e una marea di attività e minigiochi da portare avanti.
Se mi dovesse venire in mente qualcos'altro che ho saltato o dimenticato torno
