Ufficiale Youtuber e Content Creator videoludici - Intrattenimento, scandali e imparzialità per tutti

  • Autore discussione Autore discussione roscian79
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ufficiale
Ai tempi non esistevano scandalose guide per le recensioni e il conflitto di interesse?
Magari qualcosa esisteva ma dubito fortemente fosse un qualcosa di così specifico e strutturato a tal punto da dirti come fare build rotte o dove andare a prendere l'arma più forte del gioco. Tant'è che le recensioni erano molto diverse e servivano a dare una panoramica del gioco generale e se poteva incontrare il gusto del pubblico. Erano giusto dei trafiletti nella maggior parte dei casi. Poi per alcuni giochi si dava giusto un approfondimento in più soprattutto se c'era un hype esagerato dietro.

Sul conflitto, non saprei. Ricordo una di queste riviste (non ricordo perché nel tempo ho comprato di tutto e di più, il giornalaio penso abbia iscritto i figli all' università con quanto ci lasciavo) che all' uscita di RE2 spammava alla grande e lo dipinsero come il gioco del millennio. :asd:
Magari poi erano solo dei fan boy come noi comuni mortali. Lo fecero anche con Metal Gear, Tomb Raider ecc. SICURAMENTE non era il conflitto di interesse di oggi. Probabilmente davano una copia riservata alla stampa ma quelle riviste vivevano anche di pubblicità, quindi vedevi le pagine con le inserzioni al gioco . Erano tempi totalmente diversi
 
SICURAMENTE non era il conflitto di interesse di oggi. Probabilmente davano una copia riservata alla stampa ma quelle riviste vivevano anche di pubblicità, quindi vedevi le pagine con le inserzioni al gioco . Erano tempi totalmente diversi
ronald mcdonald wtf GIF by McDonald's CZ/SK


Scusa la questione non era che non puoi giudicare ciò per cui hai un grosso banner pubblicitario in prima pagina?

Dimmi un po' com'è che sarebbe mutato il concetto di conflitto di interesse
 
ronald mcdonald wtf GIF by McDonald's CZ/SK's CZ/SK


Scusa la questione non era che non puoi pubblicizzare ciò per cui hai un grosso banner pubblicitario in prima pagina?

Dimmi un po' com'è che sarebbe mutato il concetto di conflitto di interesse
Il concetto in sé non è di certo mutato e come ho scritto non do per scontato che non c'era anche all' epoca ma sicuramente non c'era il giro di soldi dietro che c'è ora. Queste riviste erano realtà piccole e molto di settore. Trovavi delle pubblicità ma servivano a mandare avanti la baracca. Era tutto molto casereccio.Non esistevano pagine e pagine piene di pubblicità o aziende che invitavano a eventi, anteprime ecc o che mancavano gadget come adesso. Ricevevano il gioco, facevano la recensione e finiva lì. Lo conferma il fatto che molte non sono sopravvissute ancora prima dell' avvento di Internet.

Solo giusto quelle più grosse sono vissute per più tempo (mi viene in mente game machine per il PC, play station, la stessa psm.che ad una certa si è divisa, forse consolemania e altre.)
 
Ultima modifica:
Certo che il conflitto di interessi c’era anche con le vecchie riviste: chi non ricorda come fioccavano i 10 per i giochi Sony su PSM o per quelli Nintendo su NRU?
Il conflitto di interessi, quando si ricevono codici, collector, regali eccetera c’è SEMPRE, anche se in modo inconsapevole. È una situazione di “soggezione” per il timore di perdere importanti benefici per il lavoro del redattore/content creator. Se ricevi qualcosa - qualsiasi cosa - ti sentirai sempre in difficoltà a parlare male di un dato prodotto.
Faccio un esempio che riguarda anche noi utenti. Quante volte per un gioco dato nel Plus o Game Pass abbiamo detto: “Vabbè, non mi è piaciuto, però l’ho giocato senza spendere niente, quindi non lo boccio”? Ecco, la questione è simile, ma moltiplicata per cento (visto che ne va del tuo lavoro e dei tuoi guadagni).
 
Certo che il conflitto di interessi c’era anche con le vecchie riviste: chi non ricorda come fioccavano i 10 per i giochi Sony su PSM o per quelli Nintendo su NRU?
Il conflitto di interessi, quando si ricevono codici, collector, regali eccetera c’è SEMPRE, anche se in modo inconsapevole. È una situazione di “soggezione” per il timore di perdere importanti benefici per il lavoro del redattore/content creator. Se ricevi qualcosa - qualsiasi cosa - ti sentirai sempre in difficoltà a parlare male di un dato prodotto.
Faccio un esempio che riguarda anche noi utenti. Quante volte per un gioco dato nel Plus o Game Pass abbiamo detto: “Vabbè, non mi è piaciuto, però l’ho giocato senza spendere niente, quindi non lo boccio”? Ecco, la questione è simile, ma moltiplicata per cento (visto che ne va del tuo lavoro e dei tuoi guadagni).
Bravo, hai fatto un ottimo esempio con il Plus.
Nel caso delle vecchie riviste è vero alcuni giochi ricevevano sempre voti molto alti. Forse era più un meccanismo inconscio come suggerisci anche tu.

Come ho scritto sicuramente è cambiata la misura del fenomeno e l' interesse economico dietro. Ora lo fanno praticamente alla luce del sole :asd:
 
Ai tempi non esistevano scandalose guide per le recensioni e il conflitto di interesse?
SHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH, non svelare queste cose che poi cascano i castelli
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Certo che il conflitto di interessi c’era anche con le vecchie riviste: chi non ricorda come fioccavano i 10 per i giochi Sony su PSM o per quelli Nintendo su NRU?
Il conflitto di interessi, quando si ricevono codici, collector, regali eccetera c’è SEMPRE, anche se in modo inconsapevole. È una situazione di “soggezione” per il timore di perdere importanti benefici per il lavoro del redattore/content creator. Se ricevi qualcosa - qualsiasi cosa - ti sentirai sempre in difficoltà a parlare male di un dato prodotto.
Faccio un esempio che riguarda anche noi utenti. Quante volte per un gioco dato nel Plus o Game Pass abbiamo detto: “Vabbè, non mi è piaciuto, però l’ho giocato senza spendere niente, quindi non lo boccio”? Ecco, la questione è simile, ma moltiplicata per cento (visto che ne va del tuo lavoro e dei tuoi guadagni).
Niente, sta cazzata ancora non ve la levate di torno. Incredibile :rickds: :rickds: :rickds:
 
Mah, io credo si sia molto più indotti a giustificare un gioco che non è il massimo ma per cui si è speso qualche decina di piotte, che non uno “gratis” dei servizi per cui se non risponde completamente a quello che cerchi, o se per qualche motivo non ti scarica di dopamina nelle prime due ore, scatta il drop facile (le percentuali di completamento del GP un po’ lo dimostrano).
 
Adesso levo le lenti e metto il liquido per pulirle direttamente sugli occhi
 
Il concetto in sé non è di certo mutato e come ho scritto non do per scontato che non c'era anche all' epoca ma sicuramente non c'era il giro di soldi dietro che c'è ora. Queste riviste erano realtà piccole e molto di settore. Trovavi delle pubblicità ma servivano a mandare avanti la baracca. Era tutto molto casereccio.Non esistevano pagine e pagine piene di pubblicità o aziende che invitavano a eventi, anteprime ecc o che mancavano gadget come adesso. Ricevevano il gioco, facevano la recensione e finiva lì. Lo conferma il fatto che molte non sono sopravvissute ancora prima dell' avvento di Internet.

Solo giusto quelle più grosse sono vissute per più tempo (mi viene in mente game machine per il PC, play station, la stessa psm.che ad una certa si è divisa, forse consolemania e altre.)
Casereccia manco per il cazzo, parliamo di Editoria che è un'Industria. Che ci fossero meno soldi di ora è dato solo dal fatto che il mercato si è allargato ma la crisi dell'Editoria classica è solo e soltanto il passaggio al digitale e all'idea che quella roba fosse gratuita. Idea che con un decennio di ritardo si sta cercando di ovviare. Erano piene zeppe di pubblicità. Piene. Zeppe. Verticali e orizzontali perchè riuscivano a coinvolgere anche marketing esterno al target del loro prodotto.

Quindi se mi dici che era roba casereccia parli senza alcuna cognizione di causa.

Poi vorrei capire cosa ne pensi dell'E3, fiera principale di settore non aperta al pubblico che è stata tale nel momento in cui raccoglieva la comunicazione di tutta l'Industria e per partecipare dovevi essere della stampa specializzata; i press tour, gli inviti in sede per le anteprime, articoli in esclusiva,... son tutte cose NATE con la stampa specializzata cartacea a tal punto che oggi con il digitale se ne fanno molte ma mooooolte meno. C'erano riviste che erano veri e propri organi di stampa dei publisher e Gameinformer era la fottuta rivista di Gamestop che vendeva i videogiochi che recensivano tramite la rivista.

Quindi qual'è la differenza tale da far venire un po' meno il conflitto di interesse e che un tempo aaaaaah un tempo sì che ci si poteva fidare.
 
Ultima modifica:
Mah, io credo si sia molto più indotti a giustificare un gioco che non è il massimo ma per cui si è speso qualche decina di piotte, che non uno “gratis” dei servizi per cui se non risponde completamente a quello che cerchi, o se per qualche motivo non ti scarica di dopamina nelle prime due ore, scatta il drop facile (le percentuali di completamento del GP un po’ lo dimostrano).
Non è sempre così... Io ho provato Sifu sul pass e pur non essendomi dispiaciuto l' ho droppato dopo poco, semplicemente non mi aveva preso e ho capito che i picchiaduro non sono più un genere capace di tenermi incollata. Ma non lo reputo un brutto gioco. Il fatto è che appunto l' ho provato sul pass non spendendo un euro in più rispetto all' abbonamento. Se avessi pagato però che opinioni mi sarei fatta?? Sicuramente diversa, la mia esperienza non è paragonabile rispetto a chi quel gioco l' ha pagato 50 o 60€ e non l' ha apprezzato
 
È così, c’è poco da fare o da ridere.
A parte, mi prendo la confidenza di chiamarla come la penso, la cazzata sul giocare un titolo gratis e riuscire a pensare una cosa e dirne un'altra che non è un problema di valutazione ma diventa della persona, il conflitto d'interesse è una situazione neutra: chi riceve un'esclusiva è potenzialmente in conflitto d'interesse tanto quanto un tizio che ha un certo seguito è in conflitto d'interesse nel valutarlo, per quanto indipendente si professi, perchè il pubblico si attende un certo giudizio essendo legato all'idea della persona più che a un giudizio oggettivo. Io sono in conflitto d'interesse con chiunque mi paghi e vuole risparmiare su contributi e tasse, potrei dirgli quel che si voglion sentir dire o potrei agire secondo diritto rischiando di perdere il cliente. Se fai un lavoro che deve seguire una certa etica sta roba può metterti in soggezione ma ti levi di culo da questa soggezione e agisci secondo etica. C'è chi non lo fa? Ho una bassa considerazione di loro ma in assoluto sta roba non può essere considerata la norma e non può essere un "sono indipendente perchè non faccio parte del circolino" scritto, detto e ribadito a far sorgere l'indipendenza e ancor meno la competenza.

Il conflitto d'interessi regola questioni serie come può essere il caso della pubblicità occulta ma state allargando il concetto a tal punto da fargli perdere qualsiasi confine e farci rientrare qualsiasi posizione che possa tenere una persona verso una determinata cosa.
 
Io la mia sull’argomento idea ce l’ho da tempo, da ben prima che la questione andasse “di moda” su Youtube. La mia idea è che non è possibile intrattenere rapporti commerciali con persone/aziende, ricevendo in cambio dei benefit, senza che il tuo giudizio su un prodotto della stessa azienda ne venga compromesso.

Tornando sulla questione reviewER’S guide, come mai, pur incalzati sull’argomento, TUTTI i recensori hanno minimizzato la cosa, paragonandole addirittura ai manuali di istruzione? Mi sembra abbastanza evidente che non avevano il minimo interesse anche la cosa diventasse di pubblico dominio, e capisco bene il perché. Peccato che, almeno per quanto riguarda le reviewER’S guide dei giochi From, siano stati sbugiardati dai fatti (non che avessi mai avuto il minimo dubbio prima del video di un paio di giorni fa).

Per quanto riguarda il “conflitto di interessi con il proprio pubblico”, beh, per me QUELLA è un’enorme cazzata.

Tutto imho.
 
Per quanto riguarda il “conflitto di interessi con il proprio pubblico”, beh, per me QUELLA è un’enorme cazzata.
Perchè? Se dici che il problema è perdere i propri clienti, se io seguo uno youtuber che spala merda sulle console, se comincia a parlarne bene la cosa non mi va a genio e comincio ad allontanarmi e cercare qualcuno che dica quello che voglio sentirmi dire e quello perde il tuo sostegno economico.

Perchè, fuori dai denti, è questo di cui si sta parlando: se dicono quello che mi piace: indipendenti; se dicono qualcosa che non mi piace: sono in conflitto d'interessi.

Nel frattempo la competenza passa in secondo piano in favore di come una professionalità si pone rispetto a ciò di cui uno discute.

Preferiresti affidare i tuoi risparmi a un intermediario finanziario che lavora in una banca e quindi ha dei fondi di investimento di riferimento o a YOLO_Theory, utente di instagram con 100mila follower di cui molti indiani che ti dice che puoi guadagnare 10k euro in un mese?

(sulle reviewer's guide non mi esprime perchè non ho la minima idea di quale sia il tema e non mi interessa perchè leggo le recensioni/le anteprime/ gli articoli in quanto analisi di qualcuno che ritengo scriva bene/parla bene e sia bravo in quello che fa)
 
Careccia manco per il cazzo, parliamo di Editoria che è un'Industria. Che ci fossero meno soldi di ora è dato solo dal fatto che il mercato si è allargato ma la crisi dell'Editoria classica è solo e soltanto il passaggio al digitale e all'idea che quella roba fosse gratuita. Idea che con un decennio di ritardo si sta cercando di ovviare. Erano piene zeppe di pubblicità. Piene. Zeppe. Verticali e orizzontali perchè riuscivano a coinvolgere anche marketing esterno al target del loro prodotto.

Quindi se mi dici che era roba casereccia parli senza alcuna cognizione di causa.

Poi vorrei capire cosa ne pensi dell'E3, fiera principale di settore non aperta al pubblico che è stata tale nel momento in cui raccoglieva la comunicazione di tutta l'Industria e per partecipare dovevi essere della stampa specializzata; i press tour, gli inviti in sede per le anteprime, articoli in esclusiva,... son tutte cose NATE con la stampa specializzata cartacea a tal punto che oggi con il digitale se ne fanno molte ma mooooolte meno. C'erano riviste che erano veri e propri organi di stampa dei publisher e Gameinformer era la fottuta rivista di Gamestop che vendeva i videogiochi che recensivano tramite la rivista.

Quindi qual'è la differenza tale da far venire un po' meno il conflitto di interesse e che un tempo aaaaaah un tempo sì che ci si poteva fidare.
Non mi pare di aver mai detto che ci si poteva fidare all' epoca, ho detto che erano tempi diversi. Tant'è che ho sollevato il dubbio sulla frequenza con cui parlavano di determinati giochi.

Stai facendo riferimento all' epoca E3 quando questo meccanismo era già ampiamente oliato da qualche anno come giustamente hai fatto notare.

Ma io mi riferivo a prima degli anni 2000, epoca primi anni della PS. Quando le compravo io. La realtà editoriale dell' epoca era molto diversa perché chi giocava ai videogiochi eravamo noi studenti delle medie e forse qualche altro poveraccio come noi. Di certo il videogioco non era lo stesso medium di adesso o dell' epoca E3 che iniziava a essere l' evento che conosciamo tutti (il primo è del 95). In quell' epoca di riviste c'è n'erano tantissime, la maggioranza erano fatte da piccole redazioni. Alcune si sono affermate con il tempo altre come dicevo non c'è l' hanno fatta perché era un settore nuovo e non faceva chissà che vendita.. Non era un business della portata attuale.

Quindi si lo schifo c'era ma il settore delle riviste NON è nato con questi meccanismi, è arrivato in un secondo momento quando l'industria del gaming ha iniziato a diventare la gallina dalle uova d'oro e di conseguenza a riempire le tasche.
 
Non mi pare di aver mai detto che ci si poteva fidare all' epoca, ho detto che erano tempi diversi. Tant'è che ho sollevato il dubbio sulla frequenza con cui parlavano di determinati giochi.

Stai facendo riferimento all' epoca E3 quando questo meccanismo era già ampiamente oliato da qualche anno come giustamente hai fatto notare.

Ma io mi riferivo a prima degli anni 2000, epoca primi anni della PS. Quando le compravo io. La realtà editoriale dell' epoca era molto diversa perché chi giocava ai videogiochi eravamo noi studenti delle medie e forse qualche altro poveraccio come noi. Di certo il videogioco non era lo stesso medium di adesso o dell' epoca E3 che iniziava a essere l' evento che conosciamo tutti (il primo è del 95). In quell' epoca di riviste c'è n'erano tantissime, la maggioranza erano fatte da piccole redazioni. Alcune si sono affermate con il tempo altre come dicevo non c'è l' hanno fatta perché era un settore nuovo e non faceva chissà che vendita.. Non era un business della portata attuale.

Quindi si lo schifo c'era ma il settore delle riviste NON è nato con questi meccanismi, è arrivato in un secondo momento quando l'industria del gaming ha iniziato a diventare la gallina dalle uova d'oro e di conseguenza a riempire le tasche.
Hai dei dati?

Ma poi quante persone pensi ci siano nelle redazioni che son tutti coi compensi occasionali?
 
Hai dei dati?

Ma poi quante persone pensi ci siano nelle redazioni che son tutti coi compensi occasionali?
Ma guarda all' epoca fra un po' dovevi pagare tu per lavorare lì in quelle redazioni :rickds: prendevano chiunque sapesse un minimo scrivere e giocava ai videogiochi (in effetti in questo la situazione non è cambiata molto :morris2:)

Ho cercato degli estratti di queste riviste ma trovo solo le copertine. Se trovo dati ti vendita ti scrivo qui.

Per il resto ma no chiaramente le redazioni sono quelle che sono a livello di numeri ma di visualizzazioni, pubblicità ecc non penso se la passino male. Che poi ciò che hai scritto è proprio l' epoca d'oro (13 anni fa almeno) del marketing principalmente di Sony che spingeva tantissimo e credo sia la principale causa da cui è partito un po' tutto. Prima (epoca prime consolle Nintendo, mega driver ecc quindi fine anni 80) queste cose non se le sognava nessuno. Ciò che manca davvero (e a cui mi riferivo nei miei post prima) è proprio la passione per il gaming che mi trasmettevano alcuni di quelle redazioni. Ora boh, mi sembra tanto un "scrivo perché devo farlo perché devo rispettare le linee editoriali" e sinceramente fa tristezza
 
Perchè? Se dici che il problema è perdere i propri clienti, se io seguo uno youtuber che spala merda sulle console, se comincia a parlarne bene la cosa non mi va a genio e comincio ad allontanarmi e cercare qualcuno che dica quello che voglio sentirmi dire e quello perde il tuo sostegno economico.
Sappiamo benissimo che gli youtuber più famosi sono seguiti da sette, quindi non dirmi che se un’opinione su in qualcosa non viene condivisa, allora questo basta per togliere il follow. E poi, seguendo il tuo ragionamento, se dici “A” sei seguito da persone a cui piace A; ma se cambi e dici “B”, i tuoi follower smettono di seguirti, ma magari prendi le simpatie di chi invece ha sempre sostenuto il concetto che B è meglio di A.
Ripeto, ho fatto questo esempio giusto per, infatti ribadisco che le community sono completamente assoggettate al pensiero del creator, il 99% di loro non si permetterebbe mai di ammutinarsi.
 
Ma guarda all' epoca fra un po' dovevi pagare tu per lavorare lì in quelle redazioni :rickds: prendevano chiunque sapesse un minimo scrivere e giocava ai videogiochi (in effetti in questo la situazione non è cambiata molto :morris2:)

Ho cercato degli estratti di queste riviste ma trovo solo le copertine. Se trovo dati ti vendita ti scrivo qui.

Per il resto ma no chiaramente le redazioni sono quelle che sono a livello di numeri ma di visualizzazioni, pubblicità ecc non penso se la passino male. Che poi ciò che hai scritto è proprio l' epoca d'oro (13 anni fa almeno) del marketing principalmente di Sony che spingeva tantissimo e credo sia la principale causa da cui è partito un po' tutto. Prima (epoca prime consolle Nintendo, mega driver ecc quindi fine anni 80) queste cose non se le sognava nessuno. Ciò che manca davvero (e a cui mi riferivo nei miei post prima) è proprio la passione per il gaming che mi trasmettevano alcuni di quelle redazioni. Ora boh, mi sembra tanto un "scrivo perché devo farlo perché devo rispettare le linee editoriali" e sinceramente fa tristezza
Francamente da ciò che scrivi non capisco come si possa sostenere che un tempo era meglio a livello di conflitto d'interessi (e pure competenza visto che prendevano chiunque). Son pieno di PlayGen e PSMania e Game Informer da mia nonna, se vuoi conto il numero di pagine dedicate alle pubblicità verticale dei videogiochi e li raffrontiamo al numero di google ADS sui siti che ricordo sono indicizzate sul consumatore, non su chi inserisce il banner. Press kit, Press tour e quant'altro nascono in quegli anni lì e questo è un fatto perciò fatico davvero a capire come si possa sostenere questo discorso a priori e in assoluto come si sta facendo :asd:

Sappiamo benissimo che gli youtuber più famosi sono seguiti da sette, quindi non dirmi che se un’opinione su in qualcosa non viene condivisa, allora questo basta per togliere il follow. E poi, seguendo il tuo ragionamento, se dici “A” sei seguito da persone a cui piace A; ma se cambi e dici “B”, i tuoi follower smettono di seguirti, ma magari prendi le simpatie di chi invece ha sempre sostenuto il concetto che B è meglio di A.
Ripeto, ho fatto questo esempio giusto per, infatti ribadisco che le community sono completamente assoggettate al pensiero del creator, il 99% di loro non si permetterebbe mai di ammutinarsi.
E se le community sono un problema (posto che il consumatore/cliente di un servizio va educato) allora non è forse più problematico che qualcuno esprima opinioni, mettendosi su un piedistallo, giorni dopo che l'opinione comune si è formata? Non si coltiva il sospetto che gli indipendisti inseguano l'opinione, ponendosi magari in maniera diametralmente opposta, invece di crearne una al solo fine di fare engagement?

Non è estremamente più facile pensare che se uno lo fa di mestiere quel mestiere lo vuole fare bene e vuole coltivarsi in quanto competente anche per raggiungere certi spazi che gli possono dare privilegi come, banalmente, interviste esclusive o approfondimenti con determinati partner etc etc?

Come poi facevan le riviste eh
 
Francamente da ciò che scrivi non capisco come si possa sostenere che un tempo era meglio a livello di conflitto d'interessi (e pure competenza visto che prendevano chiunque). Son pieno di PlayGen e PSMania e Game Informer da mia nonna, se vuoi conto il numero di pagine dedicate alle pubblicità verticale dei videogiochi e li raffrontiamo al numero di google ADS sui siti che ricordo sono indicizzate sul consumatore, non su chi inserisce il banner. Press kit, Press tour e quant'altro nascono in quegli anni lì e questo è un fatto perciò fatico davvero a capire come si possa sostenere questo discorso a priori e in assoluto come si sta facendo :asd:


E se le community sono un problema (posto che il consumatore/cliente di un servizio va educato) allora non è forse più problematico che qualcuno esprima opinioni, mettendosi su un piedistallo, giorni dopo che l'opinione comune si è formata? Non si coltiva il sospetto che gli indipendisti inseguano l'opinione, ponendosi magari in maniera diametralmente opposta, invece di crearne una al solo fine di fare engagement?

Non è estremamente più facile pensare che se uno lo fa di mestiere quel mestiere lo vuole fare bene e vuole coltivarsi in quanto competente anche per raggiungere certi spazi che gli possono dare privilegi come, banalmente, interviste esclusive o approfondimenti con determinati partner etc etc?

Come poi facevan le riviste eh
Io credo che sia difficile parlare con qualcuno che:
a) quei tempi che "rimpiange" non li ha vissuti
b) non sa minimamente come funziona un sito web (in generale, non solo videoludico) e il mondo delle pubblicità

Ne Aggiungo una dedicata invece ai videogiochi

c) crede davvero nelle troiate che sparano GCLS e soci simili
 
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