Beh però dai serve anche bravura e capacità di analisi nel trovare gente del genere, ancor di più se poi la vai a pescare tra gli appassionati. Il producer o chi per lui che ha trovato sti talenti é andato ben oltre la semplice botta di c…, sono stati bravi a selezionare il personale. Al massimo la botto di fortuna la vedrei nel fatto che, sono riusciti a mantenere dall’inizio alla fine la loro idea e riuscendo pure a rimanere nei tempi, ecco questo non era affatto semplice per un team al primo gioco.
A tal proposito non oso immaginare che pressione avranno adesso con il loro prossimo gioco, perché vuoi o non vuoi entreranno in competizione contro loro stessi in pratica, capire se riusciranno a migliorare ancora e dimostrare quindi che COE33 non sarà stata solo fortuna ma anche una capacità di creare altri grande titoli.
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Krauron permettermi, ci fossero dei titoli con un cs così derivativo e dannatamente divertente.
Tu stesso hai appena ammesso che ha un sacco di elementi su cui vuoi o non vuoi non puoi dirgli più di tanto, proprio per questi elementi la cui qualità è altissima lo portano ad essere un gran titolo. Poi per carità magari è presto per dire se avrà segnato il mercato ma di certo lo ha fatto già nel suo piccolo, il fatto che ne stiamo ancora discutendo a distanza di 2 mesi e che probabilmente capiterà per ogni final fantasy che uscirà dopo di lui, se già finirà in ogni discussione del genere e verrà portato sempre alla luce beh, qualcosa vorrà dire.
Sull’ultimo punto ci sarebbe da aprire un discorso più ampio, sei così sicuro che ogni titolo che ha segnato un certo momento storico dei videogiochi sia sempre stato originale, innovativo o che avesse un guizzo? Aldilà che l’ultimo punto se vogliamo lo possiamo pure accostare a Obscur perché imho di guizzi ne ha sul piano narrativo ma anche sulla sua struttura esplorativa (banalmente la world map per come è impostata, tanto semplice ma che son stati i primi ad attualizzarla).
Per me non tutto deve essere di rottura come un BG3 o uno Zelda Botw, ci possono essere anche titoli ““derivativi””ma che nel farlo propongono una composizione quasi perfetta, ogni ingrediente già visto, già assaggiato, ma che se sai dosare ognuno di essi, alla fine ti esce una delle cose migliori che hai mai mangiato ma perché riesce a trarre il meglio da ogni singolo ingrediente che hai già apprezzato ma non in questo modo (ho scelto la cucina per via di The Bear

altro capolavoro, guardatela!).