In alcuni Paesi (USA, Paesi Bassi, Spagna e Danimarca) la presenza di SARS-CoV-2 è stato confermata in visoni allevati con sintomatologia respiratoria. Le indagini epidemiologiche hanno messo in evidenza l’elevata probabilità che tali animali abbiano contratto l’infezione dai custodi, dagli allevatori o operatori risultati a loro volta affetti da Covid-19.
In linea con altri paesi anche in Italia il Ministero della salute ha previsto comunque controlli negli allevamenti di visoni per individuare l’eventuale comparsa di sintomi clinici o fenomeni di mortalità anomala a cui far seguire controlli diagnostici per SARS-COV2.
Dati ottenuti da esperimenti di laboratorio e sul campo indicano inoltre che altre specie animali (gatti, tigri, leoni, e, in misura molto minore, cani) sono suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2.
Anche in questo caso i dati epidemiologici dimostrano che gli animali sono stati contagiati da esseri umani infettati da SARS-CoV-2 o sospettati di aver contratto la Covid-19. Al momento non vi sono quindi prove che suggeriscano che gli animali infettati dall’uomo (come i gatti in numerosi paesi, i visoni o le tigri nei giardini zoologici degli Stati Uniti) stiano diffondendo la pandemia di Covid-19.