I dati vengono forniti dalla regione stessa, e da chi altro se no
Per quanto riguarda le responsabilità, si stanno scaricando la patata bollente a vicenda. La cabina di regia e CTS indicano un errore nel dato RT trasmesso dalla regione, Fontana dice che non è vero. Quindi non c'è nessuna certezza al momento, tantomeno ammissioni di colpa
No, non è la Lombardia a sbagliare. È il sistema che è sbagliato e comporta un totale scollamento tra situazione epidemiologica e provvedimenti adottati.
Il problema sta nel fatto che l’indice Rt è calcolato sistematicamente con tre settimane di ritardo, eppure viene utilizzato per prendere le decisioni come se fosse quello attuale. E questo non vale solo per la Lombardia.
Il metodo di calcolo si attiene strettamente a quello ufficiale di letteratura, che prevede si basi sulla conoscenza dei casi positivi per data di inizio sintomi.
Da quando una persona viene contagiata passa un po’ di tempo prima che manifesti i sintomi; poi passa ancora un po’ di tempo prima che venga diagnosticata dal medico; infine, dalla diagnosi a quando quel caso viene conteggiato nei numeri comunicati ogni giorno può passare ulteriore tempo. Quindi, il calcolo dell’Rt si fa partendo dalla data di inizio sintomi, visto che l’indice deve misurare la trasmissibilità.
In conclusione, da quando il soggetto viene contagiato a quando il sistema sanitario e l’Iss lo vengono a sapere e ne sono certi passano tra le due e le tre settimane. Ecco perché non viene calcolato con una rapidità maggiore.
Nell’atto di impugnazione dell’ultimo Dpcm, Regione Lombardia scrive che non è “minimamente intellegibile il criterio di ponderazione tra i 21 indicatori” individuati da Governo, ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità.
Sarebbe più utile un RT in tempo reale, che tra l’altro è possibile calcolare.
Il ricorso della Regione Lombardia è quindi sacrosanto. È evidente che i provvedimenti adottati dal Ministero della salute sono in contrasto coi canoni di adeguatezza, proporzionalità e legittimità.
Non sto dicendo che Fontana ha ragione. Diciamo che ha quantomeno dei buoni motivi per fare ricorso.
E chi ha scritto l’articolo del corriere è un incompetente con capacità di comprensione del testo pari a zero.