Ufficiale Genoa

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I tifosi sono già proiettati al derby di domenica prossima, la gara di stasera con i «fratelli» partenopei è vissuta come una grande festa. In queste occasioni risultati e classifica passano in secondo piano. E non a caso prima di partire per Napoli il brasiliano Rafihna ha autografato un quadro che lo ritrae durante l'esultanza dalla bandierina dopo il gol da tre punti nella stracittadina. Iniziativa benefica (ed un po' scaramantica) legata ad «Un Cuore Grande Così». Diverso invece il discorso che riguarda mister Ballardini. Apparso subito teso. «Lealtà sportiva? Per me è una cosa sconosciuta. Chi fa sport cerca sempre di fare il suo dovere. Mi meraviglio di certe domande». Mazzarri nella consueta conferenza prepartita ha affermato che l'organico del Genoa è superiore a quello degli azzurri. «Allora vuol dire che lui è l'allenatore più bravo del mondo». Nonostante le tante assenze che Genoa sarà? «Quello di sempre. Giocheremo senza paura, anche se siamo consapevoli che incontreremo delle difficoltà. Il Napoli sarà concentratissimo e vorrà riprendere il suo cammino dopo due risultati negativi. Avranno sicuramente delle grandi motivazioni davanti al loro pubblico». In porta Eduardo. Difesa confermata con Mesto e Criscito terzini, mentre affianco a Kaladze giocherà Moretti che sostituirà lo squalificato Dainelli. A centrocampo Konko ed Antonelli esterni con Rafinha, «che partirà nonostante non sia al meglio. Se non dovesse farcela spazio a Jelenic», e Kucka centrali. In attacco in coppia con Floro Flores dovrebbe giocare Paloschi, favorito sull'argentino Boselli. Convocati comunque, oltre a Jelenic, altri quattro ragazzi della Primavera. Perin, Polenta, Carlini e Doninelli. Sono molti però quelli che temono, in vista del derby, un calo di concentrazione. «Non credo. Tutti noi stiamo pensando solo a stasera». Al San Paolo non ci sarà il presidente del grifone Enrico Preziosi, sebbene in settimana fosse annunciata la sua presenza. Nella mattinata di ieri l'assemblea dei soci ha approvato ad unanimità il bilancio della gestione 2010 della società rossoblù. Nel corso della riunione è stata evidenziata una perdita di oltre 16 milioni di euro che è stato interamente coperta dall'azionista di maggioranza. Inoltre sono stati confermati sia il collegio sindacale che la società della revisione dei conti.

 
Top Eduardo, flop Mesto. Napoli-Genoa, le pagelle dei rossoblu

Eduardo 7.5 - Una prestazione per zittire tutti i critici. Interventi prodigiosi nella ripresa su Yebda, Lavezzi e Cavani, bravissimo a evitare un'autorete sulla pericolosa deviazione di Kaladze sul cross tagliente di Dossena. Deve inchinarsi a Hamsik a pochi minuti dal termine, ma la sua gara resta straordinaria.

Mesto 5.5 - Un pericoloso retropassaggio nel primo tempo permette a Cavani di involarsi verso la porta. Prestazione con più ombre che luci. Dal 72' Polenta 6 - Esordio in Serie A per il giovane uruguaiano, entra in campo in una fase caldissima della partita.

Moretti 6.5 - Pericoloso con un colpo di testa che finisce tra le braccia di De Sanctis. Puntuale in fase difensiva.

Kaladze 7 - Il migliore della retroguardia rossoblu con interventi decisivi.

Criscito 6 - Due perfetta diagonali difensive - una per tempo - per evitare colpi di testa a botta sicura del Napoli. Sempre puntuale sulla corsia sinistra anche in fase offensiva. Tutto perfetto fino all'allungo di Hamsik che lo brucia nell'episodio che decide il match.

Konko 6 - Impreciso in zona offensiva. Ha un paio di possibilità per rendersi pericoloso, ma non riesce ad addomesticare il pallone. Prezioso in fase difensiva, una sicurezza davanti alla difesa. Dal 66' Destro 5.5 - Sostituzione azzardata in un momento del match in cui il Napoli aveva chiuso il Genoa nella sua area di rigore. La scelta non paga.

Rafinha 6 - Difficile per un giocatore di quelle qualità doversi limitare al gioco sporco. Lo fa comunque con discreti risultati.

Kucka 6.5 - L'acquisto più importante di gennaio conferma le sue ottime doti. Sfiora il gol nel primo tempo, sempre presente nelle ripartenze rossoblu.

Antonelli 6 - Un sussulto nel primo tempo. Buona la sua prima frazione, cala - come il resto della squadra - nella ripresa.

Paloschi 5.5 - Non è supportato da un centrocampo che bada molto più alla fase difensiva che a quella offensiva. La sua prestazione al San Paolo è sostanzialmente anonima. Dal 78' Jelenic sv.

Floro Flores 6 - Nel finale spaventa il San Paolo con un colpo di testa che esce di un soffio. Buona prestazione dell'attaccante cresciuto a pochi passi dall'impianto di Fuorigrotta.

 
Si la prossima è il derby della lanterna, la Samp si gioca lì la salvezza.

 
Forza Genoa ovviamente..giocate anche 'in casa' //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif sapete dirmi che significa la bandiera inglese sopra il grifone nel simbolo?

 
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Mandiamoli in B quelle m***, oggi ero al bar dove vado spesso a parlare di calcio, si stanno cagando addosso i sampdoriani.

 
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La bandiera di Genova è costituita da una croce rossa su campo bianco: è detta anche croce di San Giorgio e nell'antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo e che dopo il 1095, anno di conquista di Gerusalemme da parte dei Turchi selgiuchidi, mossi in gran parte (in un primo momento) da spirito sincero di missione, decisero di prendere la croce ed armarsi per liberare la terra ove nacque e visse Gesù Cristo, in risposta ai ripetuti attacchi subiti dai Turchi, decisi - soverchiati gli Arabi - a spingersi alla conquista dell'impero Bizantino.

L'uso del vessillo da parte dei Genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l'esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio, prospiciente l'antica piazza del mercato, di origine romana.

Il gonfalone comunale

Nel 1190 Londra e l'Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzare sulle proprie navi la bandiera crociata genovese, per avere la protezione ed il rispetto che godeva la flotta genovese nella zona che controllava, nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero, sottraendosi così ai numerosi attacchi di pirateria; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. L'Inghilterra, la città di Londra e la Royal Navy issano tutt'oggi la bandiera di San Giorgio, e l'insegna fa parte dell'Union Jack, la bandiera nazionale britannica[15].

Erroneamente lo storico Francesco Maria Accinelli indica lo stemma milanese come derivazione di quello genovese che invece risale al 1066[16], quando l'effige venne consegnata ufficialmente dal papa Alessandro II (il milanese Anselmo da Baggio) ad Erembaldo, capitano del popolo di Milano in rivolta contro l'Impero.

 
Forza Genoa.

 
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Il calcio è stato inventato dagli inglesi.

Un dottore, il Dott. Spensley era di stazione a Genova ed iniseme ad alcuni connazionali e genovesi fondò la prima squadra di calcio italiana: il Genoa CFC 1893.

Tra l'altro la Storia vuole che la bandiera dell'Inghilterra, la Croce di San Giorgio fu adottata dai britannici su concessione della Repubblica di Genova perchè i Genovesi erano a quel tempo la più grande forza marinara e quindi i pirati quando vedevano sventolare la bandiera "croce rossa in campo bianco" non azzardavano l'arrembaggio per timori di forte rappresaglie della flotta genovese.

 


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LA CARICA DEI 2500 AL SIGNORINI DI PEGLI

GENOVA - Tribune gremite come non si vedeva da tempo. Sono sbarcati in 2.500 a Pegli per l’ultima seduta a porte aperte pre-derby. Un happening del tifo: striscioni, bandiere, cori, tamburi e stelle filanti, stile Sudamerica. Applausi scroscianti all’ingresso del tecnico e squadra risucchiata, all’inizio e alla fine, sotto la curva dall’entusiasmo dei supporter. A campeggiare sulle gradinate dell'impianto scritte eloquenti e genoani di ogni generazione. Tutto il popolo rossoblù. Una partita in famiglia (30 minuti il primo tempo, un po’ meno il secondo) nel menù odierno. A seguire i lavori il presidente Preziosi e la dirigenza al completo. Il patron si è soffermato a parlare a lungo con il collaboratore tecnico della Primavera Juric. Per Floro Flores seduta differenziata programmata, domani rientra in gruppo. Rossi è sceso regolarmente in campo, pur restando sotto osservazione. Contusione per Moretti uscito anzitempo: da valutarsi nelle prossime ore. Venerdì allenamento mattutino a porte chiuse.

...ed era solo l'alleamento del giovedì.

Domenica...sangue agli occhi!

 
Che spettacolo lo striscione!

 
Buona buona, LECCE IN A, SAMP IN B

 
Buona buona, LECCE IN A, SAMP IN B
Assolutamente si, altrimenti dove me le devo vedere le partite //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
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