Fusenr
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Per il momento con un criterio garantista più che dissociarsi si dovrebbe esprimere una posizione di attesa e poi, indipendentemente dal garantismo, magari di condanna nei confronti di chi ne approfitta cavalcando la sineddoche, no? La Freedom Flotilla però ad esempio ha sùbito parlato di "operazione repressiva che ha portato all'arresto" (con "piena solidarietà a tutti coloro che ne sono stati colpiti") e "uso politico dell'apparato giudiziario". Se secondo qualcuno lo è ed argomenta il motivo lo ascolto.Purtroppo quando un esponente di spicco viene coinvolto in fatti di cronaca nera, la sineddoche è dietro l'angolo. Sarebbe opportuno che tutti gli altri che sostengono la medesima causa si dissociassero.
Una cosa paradossale rispetto a questo è che su X ho letto commenti di gente che chiamava Melillo "toga rossa" per aver espresso il "giudizio politico" sui crimini di Israele.
In ogni caso, se vero, il seguente è un elemento di criticità, no? Ho letto che l’impianto accusatorio palesa un elemento di eccezionale criticità: una parte rilevante delle contestazioni si fonda su documentazione prodotta dall’esercito israeliano nel corso di operazioni militari condotte nella Striscia di Gaza. Tali materiali vengono recepiti come prove documentali senza un effettivo vaglio di terzietà, attendibilità e verificabilità.
Israele non è un soggetto neutrale né una semplice “parte in conflitto”. È uno Stato attualmente sotto scrutinio per genocidio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia e destinatario di misure provvisorie vincolanti. Questo dato giuridico non può essere ignorato nel momento in cui le sue forze armate producono materiale probatorio destinato a incidere sulla libertà personale di cittadini e residenti in Italia. Si tratta di documenti formati in un contesto radicalmente incompatibile con le garanzie del giusto processo: assenza di contraddittorio e produzione da parte di un apparato militare direttamente coinvolto in crimini oggetto di indagine internazionale. Il loro utilizzo determina un grave slittamento tra cooperazione giudiziaria e recepimento acritico di intelligence militare.
Non che mi faccia impazzire inserire il link di questa associazione ma il testo è loro e, se è vera la parte sul materiale probatorio, penso che in questo caso abbiano scritto qualcosa di condivisibile.
L'arresto di Mohammad Hannoun - CRED GIGI
Il CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione per la Democrazia) esprime forti perplessità per le misure cautelari emesse nei confronti di Mohammed Hannoun e di altri attivisti impegnati nella solidarietà con la popolazione palestinese. L'impianto accusatorio palesa un elemento di eccezionale...
credgigi.it
C'è anche la ricostruzione del Manifesto:
PER DIRE che le associazioni finite sotto inchiesta insieme ad Hannoun sono legate ad Hamas, la gip fa riferimento a documentazione trasmessa via rogatoria da Tel Aviv per cinque volte tra il 2003 e il 2005 e ad altre carte fornite «spontaneamente dalla competente autorità di Israele il primo luglio e il 21 agosto del 2025». Sono informazioni d’intelligence in cui si sostiene che diverse associazioni ed enti, tra cui quelle citate nell’inchiesta in corso, non siano altro che «hub per il finanziamento di Hamas». E qui torna utile il provvedimento firmato nel gennaio del 2010 dalla pm Francesca Nanni, che nel chiedere l’archiviazione di un fascicolo per terrorismo che coinvolgeva Hannoun, parlò della «difficoltà, in alcuni casi impossibilità, di utilizzazione del materiale trasmesso da Israele, spesso raccolto nel caso di vere e proprie operazioni militari, peraltro senza l’osservanza dei principi fondamentali che regolano l’acquisizione delle prove nel nostro ordinamento». In fondo, in uno stato di diritto non si dovrebbe prendere per oro colato quello che arriva dall’apparato militare di un paese che sta facendo la guerra.
Hannoun, il teorema israeliano nelle carte della procura | il manifesto
Legami con Hamas noti dal 1991. Dal 2023 la caccia alle ong che lavorano a Gaza
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