Diciamo che Israele li ha trascinati, Bibi nella sua situazione vive politicamente e da uomo libero solo se la guerra è continua. Appena finisce tutto finisce in galera processato per corruzione e per le evidenze che lo legano al terrorismo islamico. Netanyahu in cuor suo si sta cancando sotto, o trasforma in tempi brevi Israele in una sorta di teocrazia con l'aiuto della destra nazista (che paradosso) o il sistema democratico lo metterò al patibolo.
Gli usa potevano permettersi di rimanere fermi a guarda l'alleato attaccare senza ritegno chiunque?
Poi a Trump spostare il focus sul medio oriente lo fà un minimo respirare dal disastro che i sondaggi gli dicono che saranno le mid term. Il problema è che questa guerra gli si ritorcerà contro anche per la politica interna.
Se Donald Trump non si fosse impelagato in questa situazione, probabilmente avrebbe ancora potuto giocarsi le midterm, anche perché negli Stati Uniti l’opposizione al governo oggigiorno è piuttosto debole (per certi versi meno frammentata e debole di quella italiana ma comuqnue debole).
Le ragioni che lo hanno portato a questa scelta probabilmente non saranno mai del tutto chiare, si parla di possibili pressioni, dossier sensibili o calcoli geopolitici legati anche agli interessi di Israele. Un’altra ipotesi è che fosse convinto di affrontare una guerra lampo, eliminare la leadership del regime e innescare una rivolta popolare interna che completasse il cambio di potere senza un grande impiego di risorse e soprattutto truppe sul terreno.
La realtà sembra essere andata diversamente. Il conflitto si sta trascinando, i costi energetici sono saliti anche negli Stati Uniti, con effetti su benzina e inflazione, e la situazione militare appare sempre più complicata. Nel frattempo qualcuno a Washington sperava anche di colpire indirettamente la Cina limitandole l’accesso al petrolio iraniano, ma le uniche navi che passano dallo Stretto di Hormuz sono proprio quelle cinesi...
Sul campo, i bombardamenti e l’instabilità rischiano persino di rafforzare le forze locali che riescono a offrire protezione e assistenza alla popolazione, rendendo il nuovo potere emergente potenzialmente più radicato del precedente. Intanto negli Stati Uniti aumentano i costi della vita e, mentre i politici continuano a parlare di missione riuscita, dietro le quinte molti sembrano cercare una via d’uscita per salvare la faccia e il portafoglio
Il nodo finale resta il rapporto con Israele, Washington potrebbe voler ridurre il coinvolgimento nelle prossime settimane anche se ha fallito tutti gli obiettivi, quando i costi diventeranno troppo alti, e già sono troppo alti, stanno adesso trasferendo ulteriori risorse e soldati per altre operazioni, ma spero che non si continua perché sembra una partita persa. Ora non riescono neanche a garantire la sicurezza delle basi USA nella regione e hanno creato una grande instabilità, e tutti stanno guardando quanto è rischioso avere basi americane di questi tempi, soprattutto in quella zona.
Ad un certo punto credo che capiranno i rischi e si alzeranno dal tavolo dopo aver scommesso e perso, mentre Isreale continuerà