Alert Guerra in Ucraina | Leggere primo post prima di intervenire

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Invito tutti voi a darvi una calmata, vi ricordo che è sempre un Topic Alert per il quale è importante seguire le regole che ora vi ricordo:


NO Flame/NO Member War
NO Spam/NO Continui tweet spammati
NO Trolling
NO Video in cui ci sono violenze su persone
NO Off Topic
NO Post fuori le righe
NO Contestazione pubblica alla moderazione (se volete un chiarimento su un intervento contattate me e gli altri mod in privato)
NO copiare e incollare contenuti di carattere "paywall" (ad esempio articoli che richiedono la sottoscrizione di un abbonamento per poter essere consultati)


In questo thread possono essere postati e discussi, oltre a tutti i fatti di cronaca relativi al conflitto in atto, quelli "collaterali" di carattere politico che hanno luogo al di fuori del nostro Paese. Per fare un esempio: discussione politica italiana sul caro energia come conseguenza delle sazioni alla Russia NO, matrice politica dell'attentato a Dugina SI.


Questo è l'ultimo avvertimento che vi scriviamo, da ora in poi interverremo direttamente alle trasgressioni delle regole.

Chi sarà ammonito si aspetti di poter essere bannato o addirittura oscurato dal topic, se continuerà a non rispettare le regole.
 
Ultima modifica:

(It may not be coincidental that the Soledar area has huge reserves of gypsum, a mineral used in the production of fertilizer and plaster. Prigozhin’s African adventures have often sought to leverage a military presence for control of mineral wealth, and some Wagner operations in Syria have focused on valuable oil and gas fields.)

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Prigozhin’s very public campaign, set against the Russian military’s lackluster performance, is not a challenge to Putin himself. Indeed, the Russian leader may find it useful to have someone to snap at the heels of the military establishment. Prigozhin, along with Chechen leader Ramzan Kadyrov, has become Russia’s licensed disruptor.

Sembra inoltre un personaggio che rientra nella logica riguardante Putin di disfarsi delle responsabilità dei propri insuccessi.

Trudolyubov tweeted: “Prigozhin is a bogeyman Putin has created to frighten his elites into good behavior. Putin thus advertises his control of both legitimate and criminal violence.”

E sembra puntare a Shoigu.

He rarely misses an opportunity to take a swipe at the establishment. Somewhere in Donetsk last week, Prigozhin told his fighters: “Once we conquer our internal bureaucracy and corruption, then we will conquer the Ukrainians and NATO … The problem now is that the bureaucrats and those engaging in corruption won’t listen to us now because for New Year’s they are all drinking champagne.”

For Prigozhin, the chief bureaucrat that he has in mind is Defense Minister Sergei Shoigu. The two appear to have fallen out over lucrative military contracts given to and then taken from Prigozhin’s Concord Group, as well as Wagner’s controversial role in Syria.

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General Gerasimov, like Shoigu, came under heavy criticism from pro-war Russian bloggers for Russia's numerous failures on the battlefield and the lack of a quick victory the Kremlin had expected.

Political analyst Abbas Gallyamov noted how the decision followed the transfer of another Russian general, Alexander Lapin, to role of land forces chief.

“All this moving of the same individuals from one chair to another, at the height of military hostilities, may say whatever you like but not that 'everything is going according to plan”, Gallyamov wrote on Telegram.

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21 dicembre:


Prigozhin had also just boasted that Wagner’s army of online trolls would keep interfering in Western elections. “We have interfered, we are interfering, and we will continue to interfere” in U.S. elections, Prigozhin said.

Prigozhin’s public outbursts ostensibly took aim at the West, but his real target sits in Moscow: Minister of Defense Sergei Shoigu. Prigozhin has long been Putin’s pit bull, running covert operations from Africa to the Middle East. Now he sees an opening for greater political power.

Prigozhin’s army of trolls has been portraying their leader as an able front-line commander, actively advocating for him as an alternative to Shoigu.

In only 10 months of war, the Russian military has lost more generals and high-ranking officers than it did in seven years in Syria or the Soviets did during their entire 10-year war in Afghanistan. Worse, these casualties hail from the best-trained, most elite units: airborne troops, naval infantry, and combined arms.

Although formally part of Rosgvardiya, the Russian National Guard established by Putin in 2016 to protect his rule, Kadyrov’s 20,000-strong army is dominated by ethnic Chechens personally loyal to Kadyrov. This privileged status affords Kadyrov more autonomy than any other Russian commander.

Prigozhin and Kadyrov appear to have struck a tacit alliance against Russia’s military hierarchy. In October, they took their campaign public by criticizing Russia’s military leadership for its poor showing in Ukraine.

Seeing an opportunity after the regular military’s war plan failed, Prigozhin is now transforming the Wagner Group from a military company into an actual shadow military. Compared to the increasingly supply-constrained Russian military, Wagner now has excellent access to advanced weapons and platforms, such as Su-25 attack aircraft and T-90 tanks. It is also recruiting crews to run advanced systems normally restricted to the regular military, such as S-300 missile systems, Pantsir air defenses, 203 mm heavy artillery, and TOS-1A thermobaric rocket launchers. No other private military company in the world operates strategic missile systems like the S-300. In two Russian regions near Ukraine, Belgorod and Kursk, Prigozhin has established parallel military structures, including training facilities and recruitment centers. Earlier this month, he inaugurated a major defense technology center in St. Petersburg.

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"Scricchiola" con due contrari rettificati e due astenuti? Mah. Al limite nell'eventualità più per la dichiarazione di Gasparri.

 
Ultima modifica:
Reuters ha condotto un'investigazione* su chi è stato dietro (organizzatori, agitatori) ad una manifestazione cosiddetta "pacifista" in Germania. In effetti mi sono sempre chiesto cosa c'entrasse la bandiera russa (ovvero dell'invasore), o anche semplicemente la bandiera di una nazione, in un corteo per la pace (a meno che non sia quella del Paese aggredito, sempre che non se ne chieda la resa tramite la cessazione degli strumenti per difendersi e quando l'aggressore ha già occupato, infatti le bandiere ucraine alla manifestazione di Conte non le ho capite e da quanto so la comunitù ucraina in Italia infatti ha sfilato in quella di Milano).
Che nel movimento pacifista siano presenti organizzazioni che hanno una posizione ambigua (per usare un eufemismo) sulla Russia o sul concetto stesso di pace è indubbio. In Italia, per dire, tra i cosidetti "pacifisti" c'è anche il sindacato USB, che sostiene pubblicamente i separatisti del Donbass. Anche qui sono comparse bandiere russe durante manifestazioni contro la guerra. Molti "pacifisti" sostengono, spero inconsciamente, molte tesi dal Cremlino. Andatevi a leggere alcuni scritti di Alexander Langer se volete avere una idea esaustiva sul concetto di pace.
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Che nel movimento pacifista siano presenti organizzazioni che hanno una posizione ambigua (per usare un eufemismo) sulla Russia o sul concetto stesso di pace è indubbio. In Italia, per dire, tra i cosidetti "pacifisti" c'è anche il sindacato USB, che sostiene pubblicamente i separatisti del Donbass. Anche qui sono comparse bandiere russe durante manifestazioni contro la guerra. Molti "pacifisti" sostengono, spero inconsciamente, molte tesi dal Cremlino. Andatevi a leggere alcuni scritti di Alexander Langer se volete avere una idea esaustiva sul concetto di pace.
[...]
Ti ringrazio per l'intervento. Avevi in mente qualche scritto in particolare per caso?
 
Addirittura mi hai cercato il link... ci vorrebbero più contributi come il tuo in questo topic.

Intanto mi stavo leggendo la pagina di wikipedia ed ero arrivato a questo paragrafo:

Gli ultimi tempi e il suicidio nel 1995[modifica | modifica wikitesto]​

«Se avessi di fronte a me un uditorio di ragazze e ragazzi, non esiterei a mostrar loro com’è stata bella, com’è stata invidiabilmente ricca di viaggi, di incontri, di conoscenze, di imprese, di lingue parlate e ascoltate, di amore la vita di Alexander. Che stampino pure il suo viso serio e gentile sulle loro magliette. Che vadano incontro agli altri con il suo passo leggero e voglia il cielo che non perdano la speranza.»
(Adriano Sofri, commemorazione di Langer al Parlamento europeo, luglio 1995[12])
Nel maggio 1995 Langer si candidò a sindaco di Bolzano, ma la sua candidatura fu respinta a causa del suo nuovo rifiuto di dichiarare la propria appartenenza etnica nel censimento[1].

In seguito alla strage di Tuzla, uno degli eventi dell'escalation della violenza serba sui bosniaci (un bombardamento di civili che uccise 71 giovani) che sarebbero culminati nel massacro di Srebrenica di 8000 bosgnacchi a opera delle milizie di Ratko Mladić, avvenuto alcuni giorni dopo la morte di Langer, nonostante fosse un convinto pacifista e nonviolento chiese in alcuni articoli "l´intervento internazionale armato", definendo i caschi blu "ostaggi dileggiati", e chiedendo di inviare soldati per "fermare l´aggressione", "proteggere le vittime", "punire i colpevoli", e impedire che "la conquista etnica con la forza delle armi torni a essere legge in Europa".

Questi interventi gli alienarono la considerazione di ex compagni di lotta, come i Verdi, accentuando la sua sensazione di solitudine e sconfitta.[13] Un altro evento che gli aveva provocato sconforto fu la morte della sua amica Petra Kelly (una dei promotori dei Verdi tedeschi), deceduta in un atto di omicidio-suicidio ad opera del compagno Gert Bastian, per cui scrisse un necrologio nel 1992.[14]

Il 26 giugno 1995 Langer partecipò a Cannes alle proteste contro l'inerzia dell'Europa di fronte alla guerra nei Balcani e lo stesso giorno scrisse il suo ultimo articolo, sempre sulla Bosnia, intitolato L'Europa muore o rinasce a Sarajevo.[15] Sconvolto dal dramma della guerra, sofferente di asma e depressione[16][17][18], il 3 luglio 1995 Langer si tolse la vita a Pian dei Giullari, nei pressi di Firenze, impiccandosi a un albero di albicocche; ai familiari e agli amici lasciò tre biglietti, di cui uno scritto in tedesco agli amici, che spiegava il gesto e citava anche una frase dal vangelo di Matteo[13][18][19]:

«I pesi mi sono diventati davvero insostenibili, non ce la faccio più. Vi prego di perdonarmi tutti anche per questa dipartita. Un grazie a coloro che mi hanno aiutato ad andare avanti. Non rimane da parte mia alcuna amarezza nei confronti di coloro che hanno aggravato i miei problemi. "Venite a me, voi che siete stanchi ed oberati". Anche nell'accettare questo invito mi manca la forza. Così me ne vado più disperato che mai. Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto.[14]»
Gli altri due brevi biglietti erano in italiano e citavano la moglie Valeria Malcontenti (sposata nel 1985), a cui l'ultimo era indirizzato direttamente: «Perdonatemi tutti e vogliate bene a Valeria» e «Valeria, amata più di quanto tu non voglia credere, non ce la faccio più. Perdonami e cerca una nuova spinta di vita. Ti abbraccio proprio forte».[14] Alexander Langer riposa nel piccolo cimitero di Telves accanto ai suoi genitori.[1]

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Restandoci un po' colpito, quindi adesso un attimino che mi riprendo e successivamente leggo il testo che hai proposto.
 
Addirittura mi hai cercato il link... ci vorrebbero più contributi come il tuo in questo topic.
Ti consiglio anche di visitare il sito East Journal e l'Osservatorio Balcani e Caucaso. Sono testate giornalistiche specializzate nell'Europa orientale e sono anni che parlano di cosa sta succedendo in Ucraina.

 
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Sono entrambi bellissimi scritti e molto lucidi.
Ti consiglio anche di visitare il sito East Journal e l'Osservatorio Balcani e Caucaso. Sono testate giornalistiche specializzate nell'Europa orientale e sono anni che parlano di cosa sta succedendo in Ucraina.

Li conosco entrambi di passaggio per uno o due articoli, ma dato il consiglio mirato sto già approfondendo sull'East Journal, grazie. Poi ho visto l'intera sezione di 6 pagine dedicata all'Ucraina con l'articolo più vecchio risalente al 2010 ed ho iniziato a consultarla.
 
Indiscrezione secondo cui Meloni avrebbe deciso di inviare il SAMP-T, anche su un po' di pressione di Biden con chiamata diretta.

Apro una parentesi personale sulla questione della pressione USA e sul limitarsi a leggere la cosa esclusivamente come "appecorinata": ebbene, considerando anche il fatto che - esclusa l'ultima dichiarazione di Gasparri - Fratelli d'Italia l'anno scorso è stato mi sembra un partito piuttosto compatto sul supporto all'Ucraina, ciò che non capisco di questa lettura è come faccia a non prendere in considerazione che la Meloni possa avere un suo pensiero sulla faccenda, il quale può sia coincidere con la necessità dell'invio di una batteria di questo sistema di difesa (anche perché è fattibile; idem per Giorgio Stirpe ed altri), sia discostarsi parzialmente dalla volontà di Biden ma magari non abbastanza da abbassare la forza persuasiva di quest'ultimo - ovviamente al netto della sua influenza - a sufficienza da far dire alla Meloni stessa di no. Cioè Giamast, avendo "appecorinata" un valore dispregiativo e non sembrandomi che tieni conto delle possibilità sopracitate, tutta la frase in cui hai inserito questa parola personalmente e istintivamente tende a suggerirmi in qualche modo che tu sia contrario all'invio del SAMP-T, ma non vorrei fare ipotesi presuntuosamente precipitose (anche perché chiaramente metto in conto parimenti che potresti semplicemente non esserti formato un'idea o una netta) per cui adesso te lo sto chiedendo esplicitamente. Perché se fossi favorevole, cioè se, pressione degli USA o meno, pensassi sia la cosa giusta che Meloni dovrebbe fare, allora mi sembra improbabile che avresti commentato in quella maniera. In secondo luogo dopo aver fatto i miei controlli più approfonditi - che, essendo molteplici, adesso non ho tempo di linkare - sulla telefonata di Sullivan, tendo a pensare che, hm, non è detto che Tajani non stia nascondendo tutta la verità. Tuttavia il primo a chiedere i SAMP-T è stato il governo di Kyv mesi fa, l'anno scorso (ora di preciso non ricordo quando e dovrei postare un link che, di nuovo, impiegherei troppo tempo a ritrovare)... Quindi? Anche Kyiv ha una sua agency e, benchè siamo magari d'accordo sul fatto che il traino dei Paesi NATO siano gli USA, cioè quelli che possono esercitare sugli altri membri la pressione dotata del peso maggiore, anche Kyiv - a suo modo - preme su Washington e indirettamente sull'Italia. Io quindi ritengo la "appecorinata a Washington" un po' una semplificazione da rifuggire.

Thread italiano salvatempo, buona collezione di news, dichiarazioni e vedute.
OSINT report di Sutton e UK Intelligence su movimenti marina russa nel Mar Nero, sbarco anfibio sembra irrealistico ma ucraini monitorano gli sviluppi.
Numero totale dei prigionieri reclutati dalla Wagner in Russia, chissà quanto è accurato. Anche in Bielorussia?
UK: 14 Challenger 2 main battle tanks (MBT) all'Ucraina e circa 30 semoventi AS90s (munizionamento 155mm). Da leggere nell'ottica "pressione su Scholz".
Perché Olaf Scholz è riluttante a inviare carri armati in Ucraina (e dintorni). Traduzione sotto spoiler:
Olaf Scholz è sottoposto a crescenti pressioni internazionali per prendere una decisione importante: se dare o meno il via libera all'invio di carri armati tedeschi in Ucraina.

Gli alleati occidentali di Berlino hanno girato le viti sul leader tedesco mentre Kiev chiede più armi per consolidare le sue conquiste contro la Russia e riconquistare il territorio occupato mentre la guerra si avvicina al suo primo anniversario.

Le dichiarazioni pubbliche dei principali ministri tedeschi nei giorni scorsi suggeriscono che la posizione del governo sta cambiando. Ma Scholz, che è l'ultimo decisore, deve ancora indicare un cambiamento di cuore.

Il cancelliere tedesco esercita un'enorme influenza non solo a causa delle ramificazioni militari e politiche di una decisione della nazione più popolosa e della più grande economia d'Europa di inviare i propri carri armati in Ucraina. Ha anche l'autorità di approvare o porre il veto alla riesportazione dei carri armati Leopard 2 di fabbricazione tedesca utilizzati da 13 eserciti in tutta Europa.

Eppure Scholz, noto per il suo stile cauto, ha espresso per mesi riluttanza a fornire carri armati anche se i Verdi e i partner liberali nella sua coalizione a tre vie sono diventati più audaci nel loro sostegno a tale scopo.

“La Germania dovrebbe . . . non ostacolare se altri paesi decidono di sostenere l'Ucraina, indipendentemente dalla decisione presa dalla stessa Germania", ha dichiarato giovedì il ministro dell'economia verde Robert Habeck.

Mentre Scholz l'anno scorso ha promesso un "cambiamento epocale" nella politica di difesa e sicurezza della Germania in risposta all'invasione del suo vicino da parte di Vladimir Putin, quel cambiamento è apparso lento a Kiev e ai suoi alleati più accesi in Europa, tra cui la Polonia e le nazioni baltiche.

"È sempre uno schema simile: prima dicono 'no', poi difendono ferocemente la loro decisione, solo per dire 'sì' alla fine", ha detto questa settimana il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. "Stiamo ancora cercando di capire perché il governo tedesco stia facendo questo a se stesso".

Personaggi di spicco del partito socialdemocratico (SPD) di Scholz negano che il cancelliere sia troppo titubante. "Non lo vedo come un dithering", ha detto venerdì alla radio tedesca Michael Roth, capo della commissione per gli affari esteri del Bundestag. "Sta procedendo con cautela, in un modo che tiene conto del fatto che la società [tedesca] è divisa su questo tema". Non c'erano, ha detto, "nessuna maggioranza chiara" a favore dell'invio di carri armati in Ucraina.

Il leader tedesco ha ripetutamente espresso preoccupazione per il fatto che il suo Paese sia percepito come un'escalation del conflitto e una provocazione per Putin, che ha lasciato intendere che potrebbe ricorrere alle armi nucleari. Recenti sondaggi suggeriscono che la maggioranza dei tedeschi è contraria a fornire all'Ucraina carri armati Leopard 2.

Scholz non è aiutato dal bagaglio politico del suo SPD, che ha una lunga storia di pacifismo e un record di promozione di legami più stretti con la Russia. Tuttavia, Rolf Mützenich, capo del gruppo parlamentare del partito, ha affermato giovedì che quando si tratta di inviare carri armati in Ucraina, "non ci sono linee rosse".

La posizione del leader tedesco sull'invio di armi in Ucraina è cambiata dall'inizio della guerra. Inizialmente si rifiutò del tutto di inviare armi pesanti, dicendo che il suo paese non "sarebbe andato da solo". Ma poi Berlino iniziò a consegnare veicoli corazzati, obici semoventi e sistemi di difesa aerea.

La scorsa settimana lui e Joe Biden, il presidente degli Stati Uniti, hanno annunciato che avrebbero consegnato veicoli da combattimento di fanteria: il Bradley di fabbricazione statunitense e il Marder di fabbricazione tedesca. La mossa è arrivata il giorno dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia avrebbe fornito veicoli corazzati AMX-10 - considerati da alcuni analisti militari come "carri armati leggeri" - alle forze ucraine.

In un apparente tentativo di aumentare la pressione su Berlino, la Gran Bretagna ha annunciato questa settimana che stava lavorando a piani per inviare un piccolo numero di carri armati Challenger 2 a Kiev.

Il presidente polacco Andrzej Duda ha anche annunciato l'intenzione di inviare 14 carri armati Leopard 2 all'esercito ucraino "come parte della costruzione di una coalizione internazionale" - un passo che sarebbe stato possibile solo con l'approvazione tedesca. Un portavoce di Scholz ha dichiarato giovedì che Berlino non ha ancora ricevuto una richiesta formale per la riesportazione di carri armati di fabbricazione tedesca.

I funzionari statunitensi rimangono più cauti. Mentre hanno detto che stanno discutendo la prospettiva di inviare carri armati in Ucraina, una tale mossa non sembra imminente. Alcuni considerano i leopardi di fabbricazione tedesca un'opzione migliore per Kiev perché sono più leggeri e più facili da mantenere rispetto agli Abrams di fabbricazione americana.

Eppure Scholz potrebbe essere in grado di agire sui carri armati solo se può farlo di pari passo con gli americani. "Ha bisogno della copertura di una centrale nucleare", ha detto Jana Puglierin, senior policy fellow presso il Consiglio europeo per le relazioni estere. “Un consorzio europeo potrebbe non bastargli”.

La riluttanza di Scholz ha sia confuso che irritato i suoi critici. Roderich Kiesewetter, membro della commissione per gli affari esteri del Bundestag dell'opposizione Cristiano Democratici (CDU), ha accusato il cancelliere di circondarsi di "romantici russi" che "vogliono sacrificare l'Ucraina". Kiesewetter ha accolto con favore le dichiarazioni di Varsavia e Londra e ha invitato Berlino a "ripensare finalmente la sua posizione" sui carri armati, aggiungendo: "Siamo stati troppo cauti".

Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente del partito democratico libero (FDP) del comitato di difesa del Bundestag e importante falco della Russia, ha suggerito che la leadership dell'SPD avesse frainteso il significato del pacifismo. "Se vedi l'aggressione della Russia e vedi quanto è brutale la lotta contro l'Ucraina, non è antipacifista se cerchi di proteggerti".

La "terribile" distruzione inflitta dai carri armati tedeschi all'Unione Sovietica - che comprendeva l'Ucraina - durante la seconda guerra mondiale getta ancora una lunga ombra nel suo paese, ha detto. Ma la storia, ha sostenuto, potrebbe essere usata per sostenere l'invio di carri armati. "Potresti . . . dire che i carri armati tedeschi, i soldati tedeschi erano un incubo per il popolo ucraino durante la seconda guerra mondiale, e ora questo materiale non è più un incubo: serve per aiutare l'Ucraina".
Polonia e Finlandia sarebbero pronte a trasferire i Leopard 2, nel frattempo secondo Kuleba ci sarebbero altri tre Paesi in attesa del consenso della Germania.

10.000 munizioni d'artiglieria dalla Norvegia.
Svezia intenzionata a fornire l'howitzer Archer.
Reznikov annuncia l'intenzione di acquistare UAVs.
Ambasciatore ucraino in Israele: sono in corso lavori sul trasferimento di tecnologia israeliana relativa allo smart alert di missili e droni. La posizione di Israele fra Russia ed Ucraina se non sbaglio è abbastanza ambigua, però a differenza di Cina ed India è meno neutrale in ambito militare.

UK Intelligence su analisi dichiarazione di Kartapolov: possibilità realistica che i leader russi vogliano utilizzare l'aumento del limite d'età per la leva dai 27 a 30 anni (già pianificato secondo Kartapolov) allo scopo di ottenere personale aggiuntivo per la guerra in Ucraina (questa sarebbe la loro speranza). Sarebbe una manovra atta anche a gradualizzare il passaggio verso la prossima mobilitazione contenendone l'impopolarità.
Secondo la portavoce delle Forze di Difesa del Sud Natalia Gumenyuk, che sostiene che ieri sono stati lanciati solo la metà dei kalibr presenti nello stock delle navi, la minaccia di ulteriori attacchi missilistici contro l'Ucraina rimane alta anche nel prossimo futuro.
Dipartimento di Stato americano: I progressi russi nei pressi di Soledar non cambieranno le sorti della guerra.

Mirko Campochiari sostiene che se l'Occidente fosse stato più deciso in tempi più brevi fornendo i mezzi corazzati richiesti da Kyiv, le controffensive dell'anno scorso sarebbero state molto più imponenti e avremmo accorciato la guerra.

Quel disgustoso clown di Nebenzya ha chiamato l'AFU "un esercito di mercenari, PMC al servizio della NATO" in seduta ONU.

Dopo tre mesi dall'attacco, il vice primo ministro russo Khusnullin ha dichiarato che è stato completato lo scorrimento della seconda campata lungo il lato sinistro della parte automobilistica del ponte di Crimea. Giusto per avere un'idea sulle tempistiche della riparazione.

DISINFORMAZIONE:

Gira una fake news sulla liberazione di Kreminna da parte degli ucraini.
Arestovich, in linea con la fama che ha fra gli stessi ucraini dotati di spirito critico e capaci di verificare le informazioni, sta straparlando sull'attacco missilistico alla palazzina di Dnipro, dichiarando che sarebbe il risultato di un'intercettazione parziale, ma Denys Davydov - che mi sembra in gamba, realistico e sincero [il cui canale consiglio] - dice per esempio che, certo può essere, ma è escluso che Arestovich ne abbia la certezza (anche altri lo considerano un personaggio poco raccomandabile). Diffidate di Arestovich o verificate ciò che dice prima di prenderlo per buono. Chi è Arestovich.

Ci sono due account telegram della 46esima brigata aviotrasportata ucraina operativa nel fronte di Bakhmut, uno dei quali è un fake creato dai russi.

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FRONTE BAKHMUT E SOLEDAR:

Leggo e sento che Bakhmut è troppo grande e fortificata per essere presa con un attacco/assalto diretto, i russi cercano di strangolarla tagliandone le tre linee logistiche (strade), almeno due delle quali restano sotto il controllo ucraino. A proposito di Bakhmut, lo dico adesso: cialtroneria o, per usare un'espressione più composta, carenza di professionalità di qualche giorno fa da parte dei media italiani (Ansa, Repubblica e altri) sulla sua caduta (scambiata con quella di Bakhmutske, villaggio molto piccolo, sui 700-800 abitanti contro i 77k di Bakhmut).

La linea di difesa ucraina si sarebbe attestata alla stazione ferroviaria Sil. Questa.

Il 12 la CNN ha riportato questo. Pare che la ritirata dal centro della città dove gli ucraini sono stati sempre più accerchiati, pur con la necessità di una linea per il fuoco di copertura, non sia stata eseguita correttamente in ogni sua mossa, purtroppo lascianone un gruppo da solo. Poi un aggiornamento (forse la verità è un po' e un po'): un inviato della CNN riferisce invece di aver assistito ad un ripiegamento abbastanza organizzato. Un piccolo/moderato sollievo in mezzo allo schifo e quel tipo di segnale che magari indica che chi è al comando delle operazioni attribuisce un certo valore alla vita di chi sta combattendo. Però leggendo le testimonianze di alcuni altri soldati ucraini potrebbe ancora esserci chi si nasconde nei sotterranei e nelle case, come pure qualche unità nella parte più esterna della periferia.

Ciò che dovrebbe essere una buona notizia per gli ucraini sono le tensioni fra Wagner e i vertici dell'esercito regolare russo.

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Letture che comprendono dei contenuti potenzialmente utili (lo ripeto ancora una volta: dei titoli ed eventualmente anche dei sottotitoli me ne sbatto per il senso di quello che sto dicendo, infatti non sono necessariamente d'accordo con la conclusione che "il tempo giochi a favore dell'Ucraina", mi sembra di avere più motivi per pensare l'opposto, ma non sono sicuro nemmeno di questo):




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Interessante intervista a Emmanuel Todd, storico, sociolo e antropologo francese sul suo nuovo libro " la terza guerra mondiale è già iniziata"
Un po' lunga ma davvero interessante.

(Intervista a cura di Alexandre Devecchio a Emmanuel Todd su “Le Figaro”)


Giusto alcuni estratti

Le Figaro. – Perché pubblicare un libro sulla guerra in Ucraina in Giappone e non in Francia?


Emmanuel Todd.I giapponesi sono altrettanto anti-russi quanto gli europei. Ma sono geograficamente lontani dal conflitto, quindi non c’è un vero senso di urgenza, non hanno la nostra relazione emotiva con l’Ucraina. E lì, non ho affatto lo stesso status. Qui, ho l’assurda reputazione di essere un ribelle iconoclasta, mentre in Giappone sono un antropologo, uno storico e geopolitico rispettato, che si esprime in tutti i grandi giornali e riviste e di cui tutti i libri sono pubblicati. Laggiù posso esprimermi in un’atmosfera serena, cosa che ho fatto dapprima su delle riviste, e poi pubblicando questo libro, che è una raccolta di interviste. Quest’opera si chiama “La terza guerra mondiale è già iniziata, con 100.000 copie vendute ad oggi.


È ovvio che il conflitto, nel passare da una limitata guerra territoriale a uno scontro economico globale, tra tutto l’Occidente da una parte e la Russia sostenuta dalla Cina dall’altra parte, è divenuto una guerra mondiale.


Perché questo titolo?


Perché è la realtà, la Terza Guerra mondiale è iniziata. È vero che ha iniziato “in piccolo” e con due sorprese. Si è partiti in questa guerra con l’idea che l’esercito della Russia fosse molto potente e che la sua economia fosse molto debole. Si credeva che l’Ucraina sarebbe stata schiacciata militarmente e che la Russia sarebbe stata schiacciata economicamente dall’Occidente. Tuttavia, è accaduto il contrario. L’Ucraina non è stata schiacciata militarmente anche se ha perso il 16% del suo territorio ad oggi; La Russia non è stata schiacciata economicamente. Mentre le parlo, il rublo ha preso l’8% rispetto al dollaro e il 18% rispetto all’euro dalla vigilia dell’ingresso in guerra.


Quindi c’è stata una sorta di malinteso. Ma è ovvio che il conflitto, nel passare da una guerra territoriale limitata a uno scontro economico globale, tra l’intero Occidente da un lato e la Russia sostenuta dalla Cina dall’altro, è diventato una guerra globale. Anche se le violenze militari sono più deboli rispetto a quelle delle precedenti guerre mondiali.

Molti osservatori sottolineano che la Russia ha il PIL della Spagna; non è che sopravvaluta la sua potenza economica e la sua capacità di resistenza?


La guerra diventa un test dell’economia politica, è il grande rivelatore. Il PIL della Russia e della Bielorussia rappresenta il 3,3% del PIL occidentale (Stati Uniti, Anglosfera, Europa, Giappone, Corea del Sud), praticamente nulla. Ci si chiede come questo PIL insignificante possa affrontare e continuare a produrre missili. Il motivo è che il PIL è una misura fittizia della produzione. Se ti ritiriamo dal PIL americano metà delle sue spese sanitarie sovrafatturate, poi la “ricchezza prodotta” dall’attività dei suoi avvocati, dalle carceri più affollate del mondo, poi da un’intera economia di servizi scarsamente definiti tra cui la “produzione” dei suoi 15-20.000 economisti con uno stipendio medio annuo di 120 mila dollari, ci rendiamo conto che una parte importante di questo PIL è solo vapore acqueo. La guerra ci riporta all’economia reale, rende possibile capire quale sia la vera ricchezza delle nazioni, la capacità produttiva e quindi la capacità di guerra. Se torniamo alle variabili materiali, vediamo l’economia russa. Nel 2014, abbiamo messo in atto le prime importanti sanzioni contro la Russia, ma essa ha da allora aumentato la sua produzione di grano, che va da 40 a 90 milioni di tonnellate nel 2020. Mentre, grazie al neoliberismo, la produzione americana di grano, tra il 1980 e 2020, è passata da 80 a 40 milioni di tonnellate. La Russia è anche diventata il primo esportatore di centrali nucleari. Nel 2007, gli americani hanno spiegato che il loro avversario strategico era in un tale stato di decadimento nucleare che presto gli Stati Uniti avrebbero avuto una capacità di primo colpo atomico su una Russia che non avrebbe potuto rispondere. Oggi i russi sono in superiorità nucleare con i loro missili ipersonici.


La Russia ha quindi un’autentica capacità di adattamento. Quando vuoi prendere in giro le economie centralizzate, sottolinei la loro rigidità, mentre quando fai l’apologia del capitalismo, ne vanti la flessibilità. Giusto. Affinché un’economia sia flessibile, prendi ovviamente il mercato dei meccanismi finanziari e monetari. Ma prima di tutto, hai bisogno di una popolazione attiva che sappia fare delle cose. Gli Stati Uniti hanno ora più del doppio della popolazione della Russia (2,2 volte nelle fasce di età degli studenti). Resta il fatto che con proporzioni da parte di coorti comparabili di giovani che fanno istruzione superiore, negli Stati Uniti, il 7% sta studiando ingegneria, mentre in Russia è il 25%. Ciò significa che con 2,2 volte meno persone che studiano, i russi formano il 30% di più ingegneri. Gli Stati Uniti colmano il buco con studenti stranieri, ma che sono principalmente indiani e ancora più cinesi. Questa risorsa di sostituzione non è sicura e già diminuisce. È il dilemma fondamentale dell’economia americana: può affrontare la concorrenza cinese solo importando forza lavoro qualificata cinese. Propongo qui il concetto di bilanciamento economico. L’economia russa, da parte sua, ha accettato le regole operative del mercato (è persino un’ossessione per Putin quella di preservarle), ma con un ruolo grandissimo dello stato. E si tiene anche la sua flessibilità della formazione di ingegneri che consentono gli adattamenti, sia industriali che militari.

Secondo lei, l’ingresso nella guerra dei russi è anche spiegato dal relativo declino degli Stati Uniti …


In ‘Dopo l’Impero’, pubblicato nel 2002, ho evocato il declino a lungo termine negli Stati Uniti e il ritorno del potere russo. Dal 2002, l’America ha una catena di sconfitte e ripiegamenti. Gli Stati Uniti hanno invaso l’Iraq, ma hanno lasciato l’Iran quale massimo attore del Medio Oriente. Sono fuggiti dall’Afghanistan. La satellizzazione dell’Ucraina da parte dell’Europa e degli Stati Uniti non ha rappresentato un ulteriore dinamismo occidentale, bensì l’esaurimento di un’onda lanciata intorno al 1990, rilanciata dal risentimento anti-russo dei polacchi e dei baltici. Tuttavia, è stato in questo contesto di riflusso americano che i russi hanno preso la decisione di mettere al passo l’Ucraina, perché avevano la sensazione di avere finalmente i mezzi tecnici per farlo.


Esco dalla lettura di un’opera di S. Jaishankar, ministro degli Affari Esteri dell’India (The India Way), pubblicata poco prima della guerra, che vede la debolezza americana, che sa che lo scontro tra Cina e Stati Uniti non avrà un vincitore ma darà spazio a un paese come l’India e molti altri. Aggiungo: ma non agli europei. Ovunque vediamo l’indebolimento degli Stati Uniti, ma non in Europa e in Giappone perché uno degli effetti del ritrarsi del sistema imperiale è che gli Stati Uniti rafforzano la loro presa sui suoi protettorati iniziali.


Se leggiamo Brzeziński (La grande scacchiera), vediamo che l’Impero americano è stato formato alla fine della seconda guerra mondiale dalla conquista della Germania e del Giappone, che sono ancora oggi protettorati. Mentre il sistema americano si ritrae, pesa sempre più pesantemente sulle élite locali dei protettorati (e includo qui tutta l’Europa). I primi a perdere tutta l’autonomia nazionale, saranno (o sono già) gli inglesi e gli australiani. Internet ha prodotto nell’Anglosfera un’interazione umana con gli Stati Uniti di tale intensità che le loro università, media e élite artistiche sono, per così dire, annesse. Sul continente europeo siamo un po’ protetti dalle nostre lingue nazionali, ma la caduta nella nostra autonomia è considerevole e rapida.
Ricordiamoci della guerra in Iraq, quando Chirac, Schröder e Putin hanno fatto conferenze stampa comuni contro la guerra.
 
Ma quindi come sta andando la guerra ? La Russia continua a prendere schiaffoni ? Si riprenderanno anche la Crimea tra qualche mese ?
 
Ma quindi come sta andando la guerra ? La Russia continua a prendere schiaffoni ? Si riprenderanno anche la Crimea tra qualche mese ?
ora ci troviamo nella situazione opposta,
da quel poco che ho sentito da parabellum, la situazione sul campo e critica, i russi stanno cercando di avanzare un po su tutto il fronte e sfondare le linee di difesa ucraine,
e se lo dice lui che è il più atlantista che conosco allora siamo davvero messi male.



la NATO continua a fare queste riunioni inutili, prive di sostanza, non so se hanno chiaro l'obiettivo e sanno quello che sta succedendo, o l'obiettivo era già noto ed era quindi solo allungare il conflitto e sapevano già che appena la russia avrebbe alzato il livello ci saremmo arenati, o non si spiega questo tergiversare sul mandare o meno questo o quello.
 
Ma quindi come sta andando la guerra ? La Russia continua a prendere schiaffoni ?
Più o meno.


da quel poco che ho sentito da parabellum, la situazione sul campo e critica, i russi stanno cercando di avanzare un po su tutto il fronte e sfondare le linee di difesa ucraine,
e se lo dice lui che è il più atlantista che conosco allora siamo davvero messi male.
Non ho capito perchè questo significherebbe essere messi male, ma ok



la NATO continua a fare queste riunioni inutili, prive di sostanza, non so se hanno chiaro l'obiettivo e sanno quello che sta succedendo, o l'obiettivo era già noto ed era quindi solo allungare il conflitto e sapevano già che appena la russia avrebbe alzato il livello ci saremmo arenati, o non si spiega questo tergiversare sul mandare o meno questo o quello.
Sai com'è, la NATO non è una dittatura, ci sta che alcuni stati membri non abbiano gli stessi obbiettivi, non è un novità.
 
Più o meno.



Non ho capito perchè questo significherebbe essere messi male, ma ok




Sai com'è, la NATO non è una dittatura, ci sta che alcuni stati membri non abbiano gli stessi obbiettivi, non è un novità.


Significa essere messi male se la Russia si prende lo stesso quello che vuole nonostante il nostro aiuto ad oltranza (salasso economico), sanzioni e sanzionette. Armi e roba varia.
Non ha senso fare proclami di vittoria da parte nostra e poi tergiversare quando si tratta di fare le cose serie.
la NATO non è una dittatura ma pare che aiutare a tutti i costi un Paese non NATO sia stata una scelta a senso unico, senza se e senza ma.

Agli esordi si diceva che avevamo gli stessi obiettivi e per questa ragione tutti ci siamo andati ad infilare in questa storia , se così non fosse vuol dire quindi che l'obiettivo di uno è stato fatto passare per l'obiettivo di tutti.
A quel punto significherebbe che in tutti questi mesi abbiamo fatto un salasso economico inutile, o stai là a vincere una guerra o non partecipi per perderla, ma a quanto pare leggendo tra le righe su quel che succede a queste fantomatiche riunioni, sembra che gli obiettivi non siano mai stati quelli di vincere la guerra ma allungarla sperando nel collasso economico russo. In un così detto ritiro "perché avevano finito i missili - default- golpe ecc
A quel punto oltre che basare una strategia su informazioni errate, e propaganda becera, avremmo basato il tutto su un errore fisiologico di non comprendere pienamente l'economia del nostro nemico, facendo gli stessi errori che si imputano allo Zar agli esordi del conflitto.

Ma si capisce che le aziende tedesche continuano a fare affari in Russia e si capisce il motivo che nessuno vuol veramente fare le cose in maniera seria.
Un vasto numero di aziende con sede nell'Unione Europea e nei paesi del G7 continua a operare e investire in Russia, secondo un nuovo studio sugli investimenti azionari effettuati da società occidentali.

Meno del 9% delle circa 1.400 società dell'UE e del G7 che avevano filiali in Russia prima che Mosca invadesse l'Ucraina aveva ceduto almeno una filiale nel paese entro novembre 2022, secondo i dati ottenuti dal professor Simon Evenett, dell'Università di San Gallo, e il professor Niccolò Pisani, dell'International Institute for Management Development. Questo nonostante le più dure sanzioni occidentali contro Mosca e i resoconti dei media sull'uscita di più compagnie dal paese dall'inizio della guerra in Ucraina.
 
Significa essere messi male se la Russia si prende lo stesso quello che vuole nonostante il nostro aiuto ad oltranza (salasso economico), sanzioni e sanzionette. Armi e roba varia.
E dove si prenderebbe quello che vuole ?


Poi sanzionette ? Sul serio ?



Non ha senso fare proclami di vittoria da parte nostra

Eh ?



la NATO non è una dittatura ma pare che aiutare a tutti i costi un Paese non NATO sia stata una scelta a senso unico, senza se e senza ma.
Allora doveva lasciare che Putin facesse quello che voleva. Chiaro.



Agli esordi si diceva che avevamo gli stessi obiettivi e per questa ragione tutti ci siamo andati ad infilare in questa storia , se così non fosse vuol dire quindi che l'obiettivo di uno è stato fatto passare per l'obiettivo di tutti.
Si puo avere gli stessi obbiettivi, ma modi diversi di arrivarci Senza contare che nel frattempo sono cambiati pure alcuni governi...



A quel punto significherebbe che in tutti questi mesi abbiamo fatto un salasso economico inutile
Beh, considerando che ad oggi quella messa peggio è la Russia.....



, sembra che gli obiettivi non siano mai stati quelli di vincere la guerra ma allungarla sperando nel collasso economico russo.
Ma và ?

Ma no guarda, si mandano gli aiuti a Kiev perchè si spera che arrivino fino a Mosca....


A quel punto oltre che basare una strategia su informazioni errate, e propaganda becera, avremmo basato il tutto su un errore fisiologico di non comprendere pienamente l'economia del nostro nemico,
Beh considerando come sta messa la Russia attualmente.....
 
E dove si prenderebbe quello che vuole ?


Poi sanzionette ? Sul serio ?





Eh ?




Allora doveva lasciare che Putin facesse quello che voleva. Chiaro.




Si puo avere gli stessi obbiettivi, ma modi diversi di arrivarci Senza contare che nel frattempo sono cambiati pure alcuni governi...




Beh, considerando che ad oggi quella messa peggio è la Russia.....




Ma và ?

Ma no guarda, si mandano gli aiuti a Kiev perchè si spera che arrivino fino a Mosca....



Beh considerando come sta messa la Russia attualmente.....
Quando scrivi di economia mi sembra di sentire Ursula Vonderlayen che dice cose così tanto per...
dovresti approfondire sull'economia. Ma probabilmente ancora credi che si ritirano perché il tizio che abita nelle campagne russe non se la passa bene. Ma va bene così, si ritirano a momenti o che finiscono le munizioni, golpe, sanzioni, default eccetera un loop che si ripete
 
Ma quindi ? Terza guerra incoming ?
 
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