Alert Guerra in Ucraina | Leggere primo post prima di intervenire

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Invito tutti voi a darvi una calmata, vi ricordo che è sempre un Topic Alert per il quale è importante seguire le regole che ora vi ricordo:


NO Flame/NO Member War
NO Spam/NO Continui tweet spammati
NO Trolling
NO Video in cui ci sono violenze su persone
NO Off Topic
NO Post fuori le righe
NO Contestazione pubblica alla moderazione (se volete un chiarimento su un intervento contattate me e gli altri mod in privato)
NO copiare e incollare contenuti di carattere "paywall" (ad esempio articoli che richiedono la sottoscrizione di un abbonamento per poter essere consultati)


In questo thread possono essere postati e discussi, oltre a tutti i fatti di cronaca relativi al conflitto in atto, quelli "collaterali" di carattere politico che hanno luogo al di fuori del nostro Paese. Per fare un esempio: discussione politica italiana sul caro energia come conseguenza delle sazioni alla Russia NO, matrice politica dell'attentato a Dugina SI.


Questo è l'ultimo avvertimento che vi scriviamo, da ora in poi interverremo direttamente alle trasgressioni delle regole.

Chi sarà ammonito si aspetti di poter essere bannato o addirittura oscurato dal topic, se continuerà a non rispettare le regole.
 
Ultima modifica:
Pensate sia vera questa nube di Uranio vicino alla Polonia ?






 


Dopo Mariupol e Kherson, anche Bakhmut viene conquistata e rasa al suolo da chi fino a poco tempo prima accusava il governo di Kiev di distruggere proprio i territori del Donbass.
 
Il primo video qui sotto è un'impressionante investigazione sul campo e prova incontrovertibile della presenza di militari dell'esercito russo in servizio in Donbass dall'inizio del conflitto cosiddetto "a bassa intensità". Chi inquadra le cause, lo svolgimento e il risultato di tali eventi come una guerra civile fa disinformazione. Tensioni e lacerazioni nel tessuto sociale, così come gli scontri armati, sono stati alimentati e inaspriti artificialmente dalla Russia che 9 anni fa ha aggredito l'Ucraina con l'invasione della Crimea "filata liscia" senza incontrare particolare resistenza, operazione che probabilmente voleva ripetere in Donbass, ma non essendoci riuscita ha ripiegato su un'escalation di ingerenze: propaganda e disinformazione con le accuse di fascismo/nazismo ucraino per radicalizzare sull'aperta ostilità le posizioni di chi sentiva legami con la Russia, quinte colonne, perversa proxy war attraverso le sedicenti repubbliche separatiste sotto il suo controllo e direttamente, sempre appunto dal 2014 anche in Donbass, invasione non dichiarata, ma riconosciuta/confermata anche dalla sentenza della CEDU citata più in fondo.

Selfie Soldiers (2015)[edit]​

Selfie Soldiers: Russia Checks in to Ukraine is a 2015 video investigation into the Russian military's presence in Ukraine, reported and produced by Ostrovsky.[1] The documentary follows the steps of a careless Russian army soldier as he travels from Russia to the battlefield in eastern Ukraine, using selfies and other photographs the soldier has himself posted online. Selfie Soldiers departs from other such investigations into soldiers' social media posts when Ostrovsky re-enacts the photos himself to establish clearly that he has personally visited the locations where they were taken inside Ukraine and Russia. The film was awarded the prestigious Alfred I. duPont–Columbia University Award for its "innovative reporting"[25] and an American Society of Magazine Editors Award for "outstanding use of video"[26] in 2016.

Sul grassetto rosso: guardandolo si capisce perché.



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Altra ottima quanto drammatica investigazione sul campo, altri chiari segnali, altre testimonianze.

The bitter conflict in Ukraine has cost thousands of lives, but the Russian government has continuously denied sending its soldiers to the frontlines, despite accusations to the contrary from NATO and Western officials. Since August 2014, a small but steady stream of coffins began arriving in villages across Russia, containing the maimed bodies of soldiers killed in “unknown circumstances.” Some would be buried hastily at night or in secret funerals, their graves zealously guarded from prying outsiders. Journalists investigating the deaths have reported being threatened with intimidation and attacks. In cases that the Kremlin could not so easily ignore, the dead or injured have been hailed as “volunteers” who entered Ukraine on leave from the army — heroes who fought unofficially for the freedom of their Russian-speaking brethren. VICE News travels to Russia to investigate the mysterious deaths of dozens — possibly hundreds — of active-duty Russian servicemen who are believed to have been killed in Ukraine. Accounts gathered from soldiers’ families, human rights workers, and government officials cast doubt on the Kremlin narrative, revealing the unacknowledged sacrifices borne by Russia’s ghost army.



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2014, carri armati russi contrassegnati con un sistema di marchi simile a quello dell'invasione su larga scala.


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7. La giornalista Ranieri scrive della guerra civile in Ucraina e sostiene che Zelensky non aveva messo fine alla guerra civile. Il 25 gennaio 2023, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha emesso una storica sentenza che riconosce l'occupazione russa dell'Ucraina orientale dal 2014. La decisione è parte della conclusione della Corte sull'ammissibilità del caso dell'Ucraina contro la Russia. La Corte ha dichiarato che la Russia aveva il "controllo effettivo" delle regioni separatiste dell'Ucraina orientale dall'11 maggio 2014. In questo modo, la Corte ha ufficialmente riconosciuto la natura interstatale del conflitto e la responsabilità della Russia per le violazioni dei diritti umani. La decisione della CEDU si allinea con la conclusione della CEDU del 2021 secondo cui, dal 27 febbraio 2014, la Russia aveva il "controllo effettivo" anche della Crimea, più di due settimane prima del referendum sulla "riunificazione" della penisola.

Questa decisione è importante perché sfata il mito della "guerra civile", menzionata anche dalla giornalista Ranieri. La Russia ha costantemente rappresentato la guerra nelle regioni orientali dell'Ucraina in termini etnici e linguistici. La rappresentazione degli eventi come un affare interno ha contribuito a perpetuare affermazioni infondate su un presunto genocidio ucraino ai danni dei russi nelle regioni di Donetsk e Lugansk.

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Durante i mesi scorsi in alcuni post di questo topic ho letto che questa guerra è un problema occidentale o europeo, mentre il resto del mondo non lo percepisce così, tuttavia Narendra Modi si è espresso diversamente.



Nel frattempo Kyiv continua il lavorio diplomatico oltre i confini europei e Meloni ha invitato a superare la narrazione che contrappone Occidente e Oriente/resto del mondo, "alimentata dalla propaganda avversaria".



Dopo Mariupol e Kherson, anche Bakhmut viene conquistata e rasa al suolo da chi fino a poco tempo prima accusava il governo di Kiev di distruggere proprio i territori del Donbass.
Durante il G7 Zelensky ha risposto alla domanda di un giornalista sulla caduta della città dicendo tra le altre cose che ormai Bakhmut esiste solo nel cuore degli ucraini.
 
Ultima modifica:
Il primo video qui sotto è un'impressionante investigazione sul campo e prova incontrovertibile della presenza di militari dell'esercito russo in servizio in Donbass dall'inizio del conflitto cosiddetto "a bassa intensità". Chi inquadra le cause, lo svolgimento e il risultato di tali eventi come una guerra civile fa disinformazione. Tensioni e lacerazioni nel tessuto sociale, così come gli scontri armati, sono stati alimentati e inaspriti artificialmente dalla Russia che 9 anni fa ha aggredito l'Ucraina con l'invasione della Crimea, operazione che probabilmente voleva ripetere in Donbass, ma non essendoci riuscita ha ripiegato su un'escalation di ingerenze: propaganda di disinformazione sul fascismo/nazismo ucraino per radicalizzare sull'aperta ostilità le posizioni di chi sentiva legami con la Russia, quinte colonne, perversa proxy war attraverso le sedicenti repubbliche separatiste sotto il suo controllo e direttamente invasione non dichiarata documentata dal 2014 anche dall'OHCHR e riconosciuta/confermata dalla sentenza della CEDU citata più in fondo.



Sul grassetto rosso: guardandolo si capisce perché.



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Altra ottima investigazione sul campo, altri chiari segnali, altre testimonianze.





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2014, carri armati russi contrassegnati con un sistema di marchi simile a quello dell'invasione su larga scala.


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Lo stesso Strelkov ammise già nel 2014 di essere il responsabile della guerra in Donbass assieme a Malofeev.
 
La risposta di Daniela Ranieri all'articolo di Mikhelidze è stato questo retweet :facepalm:



Entrambi giornalisti di quella spazzatura del Fatto Quotidiano.

Intanto la potentissima Russia ancora non riesce a riprendersi due villaggi del proprio territorio.





Complimenti a Putin, che uomo fortissimo.
 
Ultima modifica:
A parte far eccitare qualche atlantista, quale sarebbe il valore strategico (ammesso che ve ne sia uno) di attaccare dei villaggi russi a random?
 

Ma è una congettura senza senso. :tè:
Non è detto che verranno impiegate delle truppe stanziate nelle città occupate in Ucraina per fronteggiare questo problema, potrebbero benissimo utilizzare delle truppe che già si trovano in Russia, sarebbe la mossa più logica.
 
Prighozin: ”Se l'Ucraina all'inizio dell'operazione speciale aveva 500 carri armati, ora ne ha 5mila. Se allora erano in grado di mettere in campo 20mila soldati, ora ne hanno 400mila". "Come abbiamo fatto?", è la domanda retorica che si è posto Prigozhin, secondo cui "i due obiettivi chiave della guerra non solo sono falliti per la Russia, ma hanno funzionato al contrario".

 


Lo stesso Strelkov ammise già nel 2014 di essere il responsabile della guerra in Donbass assieme a Malofeev.
L'articolo del Moscow Times lo conoscevo e, se non erro, l'ho anche postato in questo topic, mentre l'altro no e ti ringrazio. Sì, ho confrontato e quella di EastJournal, come premette l'autore stesso, è sostanzialmente una traduzione in italiano, ma è un bene che a suo tempo non sia sfuggita alla redazione e l'abbiano pubblicata.
Per quanto mi riguarda ho ritenuto importante condividere il contenuto del post che mi hai quotato, oltre che per il principale scopo informativo, come motivo accessorio anche per rendere d'ora in avanti impossibile anche ai più irriducibili negare tutti i fatti ivi trattati. Diciamo che, messi davanti all'intervista a Strelkov, consapevolmente o inconsapevolmente e ignorando il riferimento al report dell'ONU incluso nello stesso articolo del Moscow Times, gli irriducibili megafoni del mainstream putiniano che vivono in un mondo di fantasia ideologizzata fino all'apologia dell'invasore criminale potrebbero cercare di screditare la fonte con "repliche" del tipo "Strelkov è un ultranazionalista senza credibilità che le spara soltanto per ottenere un po' di risonanza mediatica". Ecco, è assolutamente impossibile cimentarsi, senza fare la figura dei pagliacci, in questo barbatrucco consistente nel valutare l'affidabilità delle fonti in base a criteri personali che fanno più comodo a tale mondo di fantasia come per esempio - per ipotesi - quello che porrebbe sullo stesso piano un report ONU con un articolo de L'Antidiplomatico, in particolare col video reportage "Selfie Soldiers" in quanto non è un documento scritto (al quale dunque non devi credere sulla parola) e guardarlo è la cosa più vicina (che io conosca) all'esperienza diretta che si può avere in merito (e credo che il premio ricevuto per "innovative reporting" abbia a che fare con ciò). In altre parole, se si ritiene valga la pena rispondere al prossimo che nega la realtà basterà linkare quel post senza perdere altro tempo.

A giudicare da quello e da altri reportage visionati, Simon Ostrovsky è un giornalista con le palle, sia professionalmente che per il coraggio; è stato anche rapito e successivamente rilasciato dalle milizie pro-russe sotto il comando di Vyacheslav Ponomarev. Anche la giornalista dell'altro video reportage che ho aggiunto, quello sui soldati russi seppelliti in segreto, mi è sembrata brava e coraggiosa.

Piccola parentesi sul barbatrucco di cui sopra: risponde perfettamente al relativismo radicale della propaganda e disinformazione del Cremlino che mirano alla saturazione dello spazio informativo attraverso la frammentazione della realtà oggettiva in tante post-verità atte a creare ambiguità e confusione demoralizzanti, quindi in ultima analisi inducendo a scegliere a cosa credere su una spinta emotiva primordiale piuttosto che su una metodologia scientifica (o perlomeno logica). Peter Pomerantsev, autore di "Nothing Is True and Everything Is Possible" e "This Is Not Propaganda: Adventures in the War Against Reality", avendo lasciato la Russia nel 2010, osserva:

Suddenly the Russia I had known appeared to be all around me: a radical relativism which implies truth is unknowable, the future dissolving into nasty nostalgias, conspiracy replacing ideology, facts equating to fibs, conversation collapsing into mutual accusations that every argument is just information warfare...  and just this sense that everything under one’s feet is constantly moving, inherently unstable, liquid.”



He quickly saw how the methodologies that brought Putin to power had been exported, finding their expression first in Brexit and then in the election of Trump. Gleb Pavlovsky, one of the principal architects of Putin’s rise, explains to the author at one point how, in the absence of the old ideologies, the aim became “to lasso disparate groups together around a new notion of ‘the people’, bound around an amorphous but powerful emotion which everyone can interpret in their own way, and then sealed with enemies who will threaten to undermine that feeling”. Instead of a rational project directed toward the future, the aim was to offer the people “emotional highs” and sloganeering based in vague and unsupported nostalgias. The local equivalent of “Make America great again” or “Take back control” was “Bring Russia off its knees”.

The old normal was rooted in a belief that the truth was out there if one did enough hard looking, while “ersatz reality” attempts to extend the notion of subjectivity into all realms of knowledge. In this new world, as we have seen, inconvenient facts are routinely dismissed as propaganda, fake news; nothing is but what is not. As the pattern of Pomerantsev’s own life proves, none of us is exempt from a singular point of view, and each of us is shaped by the place we fell to Earth; but crucially, pointedly, that does not make all versions of the world equally credible. At one point in this quest, Pomerantsev faces up to the still surprising reality that political “lies are not illegal”; however, as his important and timely book demonstrates, that does not begin to make them true.


Un'altra cosa veramente ironica e singolare è quanto certe persone da un lato si diano da fare e scalpitino per definire quella che gli ucraini chiamano "Revolution of Dignity" come un golpe e dall'altro non accennino minimamente a provarci con l'azione dei pseudoseparatisti che presero d'assalto le sedi delle autorità ucraine legittime (per costituzione) in Donbass.

Malofeev non è la prima volta che lo sento, ma non sapevo della sua ammissione. Riusciresti a postare qualcosa?

La risposta di Daniela Ranieri all'articolo di Mikhelidze è stato questo retweet :facepalm:


A che punto eravamo con i sondaggi italiani? Mi domando se la Ranieri, dopo aver affermato che "la maggioranza assoluta degli italiani è contraria all'invio di armi..." affidandosi, come suppone - io credo giustamente - la Mikhelidze, ai sondaggi, adesso ritenga intellettualmente onesto affidarsi anche all'ultimo uscito, cioè questo:



DJsparco Tu che ne dici? Promosso o bocciato? Da riconoscere o da snobbare?

mi sembra una gran stupidata, non è che in questo momento in suolo russo non ci sia un solo soldato e che siano tutti in ucraina eh :rickds:
Premesso che secondo me l'utente di quel tweet sta gonfiando eccessivamente la cosa in proporzione a quello che finora è successo, a mio avviso forse c'è da considerare che le unità devono essere dotate presumibilmente di prontezza operativa adesso per essere trasferite subito o il prima possibile, quindi non mi sembra così ovvio che ogni soldato russo su suolo russo possa e abbia potuto rappresentare un potenziale candidato nel brevissimo periodo. "Reporting from Ukraine" riferisce che hanno iniziato a spostare le forze dal fronte ucraino in base a quanto sostengono intelligence ucraina e analisti militari russi, questi ultimi specificando che si tratta della 74esima brigata fucilieri motorizzati. Un articolo di rbc.ua (tra l'altro scritto in russo) riporta, sempre citando come fonte l'intelligence ucraina che, in particolare, si sta decidendo sul possibile trasferimento di unità della 3ª divisione fucilieri motorizzata del 20° corpo d'armata (se non sto sbagliando la traduzione). Al contempo una fonte di Novaya Gazeta Europe nelle Forze Armate russe ha dichiarato che in particolare reparti di fucilieri motorizzati (circa 3.200 uomini e 20 veicoli) e forze speciali dell'esercito (circa 1.000 uomini e 40 veicoli) sono stati trasferiti nella regione di Belgorod, ma non ha chiarito da dove. Al comando avrebbero messo Aleksandr Lapin, in precedenza rimosso dall'incarico che aveva e accusato da Kadyrov di essere il responsabile della ritirata da Lyman. Il Ministero dell'Invasione russo ha riferito della "sconfitta delle formazioni nazionaliste ucraine", ma l'account telegram della Freedom of Russia Legion sostiene di aver distrutto diversi veicoli blindati di una compagnia motorizzata e che mostrerà la conferma video di ciò.

A parte questo, c'è l'elemento PSYOPS. Il raid - che naturalmente, non ci sarebbe bisogno di dirlo ma lo dico lo stesso, sul piano strettamente umano e morale non sto qui ad esaltare perché è guerra e penso anche alla sofferenza causata alla popolazione di Belgorod (feriti e danneggiamento di residenze e infrastrutture civili a seguito del bombardamento, perlomeno in base a quanto riferito dal governatore della regione) - dal punto di vista cinico e militare che va/andrebbe a vantaggio degli ucraini ha creato disagio, panico e confusione (con evacuazioni di massa anche spontanee), credo abbia aumentato la sensazione di imprevedibilità della strategia ucraina, esponendo non solo Belgorod alla possibilmente percepibile necessità di rinforzare i confini, ma aprendo la possibilità ad eventuali valutazioni di questo tipo anche su Kursk e Bryansk, allungando il potenziale fronte da coprire e quindi magari introducendo maggiori ostacoli alla presente e futura capacità di stanziamento di truppe sul fronte di occupazione in Ucraina. Inoltre, visto che la retorica russa, anche attraverso Peskov insieme al ministero di cui sopra, le ha chiamate "milizie ucraine", crea un vistoso precedente di "sconfinamento" (ripeto, per la loro retorica) con truppe di terra in territorio russo che può rendere ancora meno credibili le minacce nucleari da parte del Cremlino (l'unica reazione di minaccia, dove non si fa riferimento al nucleare, spuntata finora è questa). Infine imbarazza la leadership scatenando dispute interne come l'abbaiare di Prigozhin che ultimamente si è guadagnato uno spazio mediatico non indifferente e potrebbe avere un impatto sul morale dell'esercito. Un inconveniente per l'Ucraina, invece, potrebbe consistere nel fatto che sembrerebbe siano stati usati anche veicoli statunitensi, cosa potenzialmente strumentalizzabile dalla narrazione propagandistica putiniana sull'Occidente che ha mosso guerra alla e minaccia l'esistenza della Russia.

Queste sono mie letture e ipotesi formulate su due piedi, ovviamente posso sbagliare. Anzi ti invito a farmelo notare se per caso c'è qualcosa che ti sembra palesemente campata per aria e per quale motivo. Comunque non disdegno l'ascolto di altre letture e ipotesi se può tornarmi utile per apprendere o mettere in conto più variabili.

Prighozin: ”Se l'Ucraina all'inizio dell'operazione speciale aveva 500 carri armati, ora ne ha 5mila. Se allora erano in grado di mettere in campo 20mila soldati, ora ne hanno 400mila". "Come abbiamo fatto?", è la domanda retorica che si è posto Prigozhin, secondo cui "i due obiettivi chiave della guerra non solo sono falliti per la Russia, ma hanno funzionato al contrario".

Eh, l'ho visto poco fa. Intanto oggi si è svolta la sessione plenaria della conferenza internazionale sulla sicurezza a Mosca. Il canale telegram https://t.me/TheGeopoliticsNerd ne sta riportando alcuni estratti (sperando che il sinteticissimo riassunto in italiano sia corretto), nel caso qualcuno avesse interesse a sentire quello che dicono. Un esempio...
 
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Aspettavo il suo contributo. Raid, situazione fronti, riflessioni e ipotesi su controffensiva. Può commettere errori (intendo di valutazione tecnica, sulle ipotesi è ovvio che nessuno ha la sfera di cristallo) di cui io, non essendo un esperto, potrei non rendermi conto, ma l'atteggiamento è umile e riflessivo come al solito.



Aggiungo:



 
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Analogamente a quanto fatto in precedenza col mito sulla "guerra civile in Donbass", in aggiunta a quanto scritto nell'articolo della Mikhelidze rendo impossibile parlare di "genocidio in Donbass" e di nesso fra questa falsa accusa e l'invasione russa anche davanti al contenuto seguente (o invito eventualmente a smontarlo), che include addirittura una memoria depositata della stessa Russia all'Aia in data 11 marzo 2022.


In una memoria depositata in data 11 marzo, la Russia ha sorpreso tutti, ammettendo che non v’è nesso causale tra il presunto genocidio in atto nel Donbass e l’intervento militare russo ancora in essere.


Because Russia has declined to participate in the proceedings – at least for now – this submission is the most formal statement of Russia’s various legal positions publicly available (see also Bill Schabas’ post from yesterday on Ukraine’s arguments in the case).

The absolutely most important one is that Russia is now firmly and explicitly denying that allegations of genocide against Russians/Russian-speakers in the Donbas have any kind of link to its use of force against Ukraine.

Russia is now also essentially denying that there is a legal dispute between it and Ukraine under the Genocide Convention, since both states agree that nothing in the Convention can authorize the use of force.

Infine:


Second, the Court rejected Russia’s jurisdictional argument (on a prima facie standard) that the Genocide Convention was inapplicable and the Court without jurisdiction, because Russia’s formal basis for using force was self-defence under Article 51 of the Charter. Rather, the Court found that numerous statements by Russian officials, including President Putin’s infamous speech on the eve of invasion, did expressly refer to stopping genocide as the purpose of the use of force (paras 36-46).

Third, the Court accepted as plausible Ukraine’s creative argument that it had a right under the Convention not to be subjected to a false claim of genocide which is then used as a basis for using force against it. In doing so the Court did not examine whether there is a freestanding implied right in the Convention not to be subjected for a false claim of genocide, a ‘defamation’ type scenario. Its focus was on the use of force that is based on such a false claim, even though it reiterated its prior view that the Genocide Convention duty of prevention operates only ‘within the limits of international law’, i.e. does not permit the use of force beyond the confines of the Charter (para 57). Thus (paras 59-60):

"The Court can only take a decision on the Applicant’s claims if the case proceeds to the merits. At the present stage of the proceedings, it suffices to observe that the Court is not in possession of evidence substantiating the allegation of the Russian Federation that genocide has been committed on Ukrainian territory. Moreover, it is doubtful that the Convention, in light of its object and purpose, authorizes a Contracting Party’s unilateral use of force in the territory of another State for the purpose of preventing or punishing an alleged genocide.

Under these circumstances, the Court considers that Ukraine has a plausible right not to be subjected to military operations by the Russian Federation for the purpose of preventing and punishing an alleged genocide in the territory of Ukraine."

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Prighozin: ”Se l'Ucraina all'inizio dell'operazione speciale aveva 500 carri armati, ora ne ha 5mila. Se allora erano in grado di mettere in campo 20mila soldati, ora ne hanno 400mila". "Come abbiamo fatto?", è la domanda retorica che si è posto Prigozhin, secondo cui "i due obiettivi chiave della guerra non solo sono falliti per la Russia, ma hanno funzionato al contrario".

L'intervistatore ha dichiarato di essere stato licenziato, aggiungendo un paio di altre cose. Qui sotto la storia:



 
Ultima modifica:
Per comprovare ulteriormente l'infondatezza dell'accusa di "genocidio in Donbass" aggiungo anche quest'ottimo thread di Matteo Pugliese, ricco di link, che riprende la decisione della Corte Internazionale di Giustizia, il documento dell'OHCHR del 27 gennaio 2022 già segnalato da Nona - e pure da me nei mesi scorsi - (servito a mostrare la drastica e progressiva riduzione delle vittime civili dal 2016 in poi) e aggiunge tanta altra roba utile.



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Passando ad un altro mito della propaganda putiniana, rendo altresì impossibile affermare che "gli accordi di Minsk sono naufragati perché l'Ucraina e i Paesi occidentali coinvolti non li hanno rispettati" postando quest'altro ottimo thread di Matteo, sintetica ricostruzione storica altrettanto ricca di link (o invitando eventualmente a smontarlo).



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Infine, grazie ad un recente articolo di Luciano Capone, metto in guardia con maggiore enfasi sull'inaffidabilità di questo report (che se non sbaglio avevo già criticato i mesi scorsi), che non è stato compilato dall'OSCE, bensì vedere sotto (tra le altre cose, anticipo che si tratta della stessa "ONG" russa secondo la quale i referendum farsa dello scorso settembre sarebbero compatibili col diritto internazionale e che ne avrebbe certificato la regolarità in base a tali standard).


Particolarmente utile è appunto questa parte:

Vabbè, sarà un dettaglio, con quel nome altisonante si tratterà sicuramente di una fondazione seria. Niente affatto. La Foundation for the Study of Democracy è una protesi propagandistica del Cremlino mascherata, neanche troppo bene, da Ong. Al suo vertice c’è il russo Maxim Grigoriev, che ha realizzato questo report anti ucraino insieme alla Russian Public Council for International Cooperation and Public Diplomacy, presieduta su nomina di Putin dall’alto diplomatico russo Sergei Ordzhonikidze (figlio di un ambasciatore sovietico e discendente di un leader bolscevico ministro di Stalin). A settembre 2022 Grigoriev con la sua Foundation for the Study of Democracy ha certificato la regolarità secondo il diritto internazionale dei referendum di annessione alla Russia nelle regioni ucraine occupate dalle truppe russe. Circa un mese prima dell’invasione dell’Ucraina, il 18 gennaio 2022, Grigoriev presentava un libro e una mostra su quanto fossero nazisti gli ucraini insieme al direttore dei servizi segreti esteri russi Sergei Naryshkin.

Ma già nel 2019, il Cremlino aveva usato Grigoriev e la Foundation for the Study of Democracy per produrre analoghi report farlocchi per scagionare il dittatore siriano Bashar el Assad (alleato di Putin) dall’accusa di aver usato armi chimiche nel 2018 a Douma e fare ricadere la colpa sui ribelli. Mentre l’indagine indipendente dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac/Opcw) ha concluso che la responsabilità dell’attacco chimico è dell’aviazione di Assad.

Comunque ogni giorno che passa Il Fatto scava sempre più il fondo del barile quando si tratta di questa guerra e dell'Ucraina.

Revolver Ocelot A proposito, per curiosità personale: alla luce dei recenti post (non solo miei) tu ti sei convinto dell'efficacia delle prove presentate nello sfatare i relativi miti? La risposta (compresa qualsiasi eventuale composizione di parole e faccine/gif che non entri nel merito e stringi stringi esprima il concetto "non le leggerò/guarderò perchè x"), tanto quanto la sua assenza eloquente o un'eventuale connotazione non pertinente, servirà per vedere fino a che punto, per l'ennesima volta, hai l'ardire di spingerti nel difenderli e, proporzionalmente a quanto viene teso questo elastico già slabbrato da tempo, confermare, sempre per l'ennesima volta, l'inutilità di continuare a discuterne con la persona a cui mi sto rivolgendo in questa postilla. Al contrario e naturalmente, qualsiasi tuo ripensamento sarà accolto con tranquillità e cordialità senza infierire su nulla, esattamente come ti sto parlando adesso. Oppure rimane l'invito di cui sopra, se riesci a smontare dati e fonti caratterizzate da questo livello di autorevolezza.
 
Ultima modifica:
A proposito, per curiosità personale: alla luce dei recenti post (non solo miei) tu ti sei convinto dell'efficacia delle prove presentate nello sfatare i relativi miti?
Ovviamente no.
I recenti attacchi nel territorio russo dimostrano per l'ennesima volta che un'Ucraina armata rappresenta una minaccia concreta, non solo per la popolazione del Donbass ma per la Russia stessa, rendendo il processo di demilitarizzazione dell'Ucraina non solo giustificabile ma inevitabile, dovessero metterci decenni per attuarlo completamente.
Oppure rimane l'invito di cui sopra, se riesci a smontare dati e fonti caratterizzate da questo livello di autorevolezza.
Non riconosco l'autorevolezza di quelli fonti, quindi non ho nulla da smontare.
 
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