Russian national Igor Strelkov, a former commander of pro-Moscow separatists in eastern Ukraine, has claimed personal responsibility for unleashing the conflict in which 4,300 people have been killed since April.
www.themoscowtimes.com
Il seguente articolo è stato pubblicato la scorsa settimana sulla versione online del Moscow Times.
www.eastjournal.net
Lo stesso Strelkov ammise già nel 2014 di essere il responsabile della guerra in Donbass assieme a Malofeev.
L'articolo del Moscow Times lo conoscevo e, se non erro, l'ho anche postato in questo topic, mentre l'altro no e ti ringrazio. Sì, ho confrontato e quella di EastJournal, come premette l'autore stesso, è sostanzialmente una traduzione in italiano, ma è un bene che a suo tempo non sia sfuggita alla redazione e l'abbiano pubblicata.
Per quanto mi riguarda ho ritenuto importante condividere il contenuto del post che mi hai quotato, oltre che per il principale scopo informativo, come motivo accessorio anche per rendere d'ora in avanti impossibile anche ai più irriducibili negare tutti i fatti ivi trattati. Diciamo che, messi davanti all'intervista a Strelkov, consapevolmente o inconsapevolmente e ignorando il riferimento al report dell'ONU incluso nello stesso articolo del Moscow Times, gli irriducibili megafoni del mainstream putiniano che vivono in un mondo di fantasia ideologizzata fino all'apologia dell'invasore criminale potrebbero cercare di screditare la fonte con "repliche" del tipo "Strelkov è un ultranazionalista senza credibilità che le spara soltanto per ottenere un po' di risonanza mediatica". Ecco, è assolutamente impossibile cimentarsi, senza fare la figura dei pagliacci, in questo barbatrucco consistente nel valutare l'affidabilità delle fonti in base a criteri personali che fanno più comodo a tale mondo di fantasia come per esempio - per ipotesi - quello che porrebbe sullo stesso piano un report ONU con un articolo de L'Antidiplomatico, in particolare col video reportage "Selfie Soldiers" in quanto non è un documento scritto (al quale dunque non devi credere sulla parola) e guardarlo è la cosa più vicina (che io conosca) all'esperienza diretta che si può avere in merito (e credo che il premio ricevuto per "innovative reporting" abbia a che fare con ciò). In altre parole, se si ritiene valga la pena rispondere al prossimo che nega la realtà basterà linkare quel post senza perdere altro tempo.
A giudicare da quello e da altri reportage visionati, Simon Ostrovsky è un giornalista con le palle, sia professionalmente che per il coraggio; è stato anche rapito e successivamente rilasciato dalle milizie pro-russe sotto il comando di
Vyacheslav Ponomarev. Anche la giornalista dell'altro video reportage che ho aggiunto, quello sui soldati russi seppelliti in segreto, mi è sembrata brava e coraggiosa.
Piccola parentesi sul barbatrucco di cui sopra: risponde perfettamente al relativismo radicale della propaganda e disinformazione del Cremlino che mirano alla saturazione dello spazio informativo attraverso la frammentazione della realtà oggettiva in tante post-verità atte a creare ambiguità e confusione demoralizzanti, quindi in ultima analisi inducendo a scegliere a cosa credere su una spinta emotiva primordiale piuttosto che su una metodologia scientifica (o perlomeno logica). Peter Pomerantsev, autore di "Nothing Is True and Everything Is Possible" e "This Is Not Propaganda: Adventures in the War Against Reality", avendo lasciato la Russia nel 2010, osserva:
Suddenly the Russia I had known appeared to be all around me: a radical relativism which implies truth is unknowable, the future dissolving into nasty nostalgias, conspiracy replacing ideology, facts equating to fibs, conversation collapsing into mutual accusations that every argument is just information warfare... and just this sense that everything under one’s feet is constantly moving, inherently unstable, liquid.”
The Soviet-born writer warns of the ‘war against reality’ being waged by populist forces
www.ft.com
Propaganda, disinformazione e cospirazione per fermare le proteste a Mosca e Hong Kong. I rischi sono anche in occidente
www.ilfoglio.it
He quickly saw how the methodologies that brought Putin to power had been exported, finding their expression first in Brexit and then in the election of Trump. Gleb Pavlovsky, one of the principal architects of Putin’s rise, explains to the author at one point how, in the absence of the old ideologies, the aim became “to lasso disparate groups together around a new notion of ‘the people’, bound around an amorphous but powerful emotion which everyone can interpret in their own way, and then sealed with enemies who will threaten to undermine that feeling”. Instead of a rational project directed toward the future, the aim was to offer the people “emotional highs” and sloganeering based in vague and unsupported nostalgias. The local equivalent of “Make America great again” or “Take back control” was “Bring Russia off its knees”.
The old normal was rooted in a belief that the truth was out there if one did enough hard looking, while “ersatz reality” attempts to extend the notion of subjectivity into all realms of knowledge. In this new world, as we have seen, inconvenient facts are routinely dismissed as propaganda, fake news; nothing is but what is not. As the pattern of Pomerantsev’s own life proves, none of us is exempt from a singular point of view, and each of us is shaped by the place we fell to Earth; but crucially, pointedly, that does not make all versions of the world equally credible. At one point in this quest, Pomerantsev faces up to the still surprising reality that political “lies are not illegal”; however, as his important and timely book demonstrates, that does not begin to make them true.
A timely volume of analysis and memoir shows how populism is destabilising democracy and reshaping our sense of normality
www.theguardian.com
Un'altra cosa veramente ironica e singolare è quanto certe persone da un lato si diano da fare e scalpitino per definire quella che gli ucraini chiamano "Revolution of Dignity" come un golpe e dall'altro non accennino minimamente a provarci con l'azione dei pseudoseparatisti che presero d'assalto le sedi delle autorità ucraine legittime (per costituzione) in Donbass.
Malofeev non è la prima volta che lo sento, ma non sapevo della sua ammissione. Riusciresti a postare qualcosa?
La risposta di Daniela Ranieri all'articolo di Mikhelidze è stato questo retweet
A che punto eravamo con i sondaggi italiani? Mi domando se la Ranieri, dopo aver affermato che "la maggioranza assoluta degli italiani è contraria all'invio di armi..." affidandosi, come suppone - io credo giustamente - la Mikhelidze, ai sondaggi, adesso ritenga intellettualmente onesto affidarsi anche all'ultimo uscito, cioè questo:
Il sondaggio di SWG per il Tgla7 rivela anche come si colloca l'Italia anche a livello europeo.
www.la7.it
DJsparco Tu che ne dici? Promosso o bocciato? Da riconoscere o da snobbare?
mi sembra una gran stupidata, non è che in questo momento in suolo russo non ci sia un solo soldato e che siano tutti in ucraina eh
Premesso che secondo me l'utente di quel tweet sta gonfiando eccessivamente la cosa in proporzione a quello che finora è successo, a mio avviso forse c'è da considerare che le unità devono essere dotate presumibilmente di prontezza operativa adesso per essere trasferite subito o il prima possibile, quindi non mi sembra così ovvio che ogni soldato russo su suolo russo possa e abbia potuto rappresentare un potenziale candidato nel brevissimo periodo.
"Reporting from Ukraine" riferisce che hanno iniziato a spostare le forze dal fronte ucraino in base a quanto sostengono intelligence ucraina e analisti militari russi, questi ultimi specificando che si tratta della 74esima brigata fucilieri motorizzati.
Un articolo di rbc.ua (tra l'altro scritto in russo) riporta, sempre citando come fonte l'intelligence ucraina che, in particolare, si sta decidendo sul possibile trasferimento di unità della 3ª divisione fucilieri motorizzata del 20° corpo d'armata (se non sto sbagliando la traduzione). Al contempo
una fonte di Novaya Gazeta Europe nelle Forze Armate russe ha dichiarato che in particolare reparti di fucilieri motorizzati (circa 3.200 uomini e 20 veicoli) e forze speciali dell'esercito (circa 1.000 uomini e 40 veicoli) sono stati trasferiti nella regione di Belgorod, ma non ha chiarito da dove.
Al comando avrebbero messo Aleksandr Lapin, in precedenza
rimosso dall'incarico che aveva e accusato da Kadyrov di essere il responsabile della ritirata da Lyman. Il Ministero dell'Invasione russo ha riferito della "sconfitta delle formazioni nazionaliste ucraine", ma
l'account telegram della Freedom of Russia Legion sostiene di aver distrutto diversi veicoli blindati di una compagnia motorizzata e che mostrerà la conferma video di ciò.
A parte questo, c'è l'elemento PSYOPS. Il raid - che naturalmente, non ci sarebbe bisogno di dirlo ma lo dico lo stesso, sul piano strettamente umano e morale non sto qui ad esaltare perché è guerra e penso anche alla sofferenza causata alla popolazione di Belgorod (feriti e danneggiamento di residenze e infrastrutture civili a seguito del bombardamento, perlomeno in base a quanto riferito dal governatore della regione) - dal punto di vista cinico e militare che va/andrebbe a vantaggio degli ucraini ha creato disagio, panico e confusione (con evacuazioni di massa anche spontanee), credo abbia aumentato la sensazione di imprevedibilità della strategia ucraina, esponendo non solo Belgorod alla possibilmente percepibile necessità di rinforzare i confini, ma aprendo la possibilità ad eventuali valutazioni di questo tipo anche su Kursk e Bryansk, allungando il potenziale fronte da coprire e quindi magari introducendo maggiori ostacoli alla presente e futura capacità di stanziamento di truppe sul fronte di occupazione in Ucraina. Inoltre, visto che la retorica russa, anche attraverso Peskov insieme al ministero di cui sopra, le ha chiamate "milizie
ucraine", crea un vistoso precedente di "sconfinamento" (ripeto, per la loro retorica) con truppe di terra in territorio russo che può rendere ancora meno credibili le minacce nucleari da parte del Cremlino (
l'unica reazione di minaccia, dove non si fa riferimento al nucleare, spuntata finora è questa). Infine imbarazza la leadership
scatenando dispute interne come l'abbaiare di Prigozhin che ultimamente si è guadagnato uno spazio mediatico non indifferente e potrebbe avere un impatto sul morale dell'esercito. Un inconveniente per l'Ucraina, invece, potrebbe consistere nel fatto che
sembrerebbe siano stati usati anche veicoli statunitensi, cosa potenzialmente strumentalizzabile dalla narrazione propagandistica putiniana sull'
Occidente che ha mosso guerra alla e minaccia l'esistenza della Russia.
Queste sono mie letture e ipotesi formulate su due piedi, ovviamente posso sbagliare. Anzi ti invito a farmelo notare se per caso c'è qualcosa che ti sembra palesemente campata per aria e per quale motivo. Comunque non disdegno l'ascolto di altre letture e ipotesi se può tornarmi utile per apprendere o mettere in conto più variabili.
Prighozin: ”Se l'Ucraina all'inizio dell'operazione speciale aveva 500 carri armati, ora ne ha 5mila. Se allora erano in grado di mettere in campo 20mila soldati, ora ne hanno 400mila". "Come abbiamo fatto?", è la domanda retorica che si è posto Prigozhin, secondo cui "i due obiettivi chiave della guerra non solo sono falliti per la Russia, ma hanno funzionato al contrario".
Yevgeny Prigozhin ha fatto presente che gli obiettivi di Mosca nella guerra di "smilitarizzazione" e "denazificazione" sono completamente falliti
www.ilgiornale.it
Eh, l'ho visto poco fa. Intanto oggi si è svolta la sessione plenaria della conferenza internazionale sulla sicurezza a Mosca. Il canale telegram
https://t.me/TheGeopoliticsNerd ne sta riportando alcuni estratti (sperando che il sinteticissimo riassunto in italiano sia corretto), nel caso qualcuno avesse interesse a sentire quello che dicono.
Un esempio...