Riuppo il topic per ricapitolarvi quello che ho passato e cosa ho scoperto di nuovo.In breve: soffrivo di rettocolite ulcerosa dal 2009 e dopo aver provato inutilmente tutti i farmaci possibili (dalla mesalazina al biologico) ho dovuto necessariamente operarmi, dato che la malattia era sempre attiva, avevo 20/30 scariche al giorno di sangue e feci e rischiavo problemi più seri. Su consiglio di tutti, mi sono recato a Firenze da uno dei migliori prof in materia.
- 26 maggio: rimozione del colon e confezionamento ileostomia. Tutto bene e fuori in 5 giorni
- 6 ottobre: rimozione retto e confezionamento pouch. Il prof, per non si sa quale motivo, rimuove anche la ileostomia
- 7 ottobre: operato d'urgenza alle 21.30 per emorragia interna, 5 sacche di trasfusione, riconfezionamento della ileostomia e svariati giorni in terapia intensiva
- 12 ottobre: rioperato a causa di un liquido che si era formato nella pancia. Altri giorni in terapia intensiva. Dimesso il 25 ottobre.
Passiamo alle cose nuove, perché ne leggerete di belle //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Il 25 novembre sono tornato a Firenze per fare la radiografia con contrasto attraverso la stomia e vedere se la pouch si era ben saldata o se vi erano perdite. Stranamente NON mi fanno passare dall'accettazione, NON mi danno alcun referto, semplicemente il prof mi dice che non ci sono perdite, ma prima di poter parlare di rimozione della ileostomia devo tornare a Firenze a gennaio/febbraio perché ha bisogno di "allargare in basso". Non dà altre spiegazioni e va via. Mia madre lo chiama il giorno dopo e si mantiene ancora sul vago, dicendo che è una cosa che si fa in giornata "con un po' di anestesia".
Insospettiti, cominciamo a chiedere in giro e scopriamo che qui a Bari fanno gli stessi identici interventi (non so perché, ma in un altro centro della provincia in cui ero stato ricoverato mi avevano detto che li facevano solo a Firenze e Bologna...).
Prenotiamo una visita, spieghiamo tutto al dottore, il quale dopo un esplorazione anale ci lascia basiti dicendo:
"Non c'è niente da allargare, qui si tratta di problema tecnico. L'intervento lo hanno fatto al 95%, nel senso che hanno lasciato 2/3cm di retto ancora infiammato, quindi sei ancora malato. Probabilmente l'intervento di "allargamento" era una mucosectomia, che tuttavia per ora sconsiglio di effettuare e proverei a guarire con dei clisteri perché quando un vestito si strappa puoi cucirlo una volta, ma poi non puoi intervenire più di tanto. Se non dovesse funzionare, allora la mucosectomia sarà d'obbligo"
Immaginate la sorpresa e la rabbia mia e di mia madre. Fortunatamente questa equipe di Bari ha accettato di prendermi in cura e di proseguire con il/i restante/i intervento/i.
Qualche giorno fa ho chiamato il prof di Firenze non facendogli capire che ero a conoscenza di questo fatto e, lamentando perdite di muco e sangue "come se avessi ancora la malattia", mi ha risposto di fare lavaggi con clisteri di mesalazina, confermando indirettamente che qualcosa di malato c'è, quando in realtà avrebbe dovuto rimuovere tutto.
Mi chiedo solo perché non è stato onesto. Ora ho richiesto i risultati della radiografia con il contrasto e se non li mandano, sarò costretto a rifarla qui a Bari.