tre anni fa mia nonna venne investita e rischiò di perdere la vita: Entrambe le gambe spezzate, spalla slogata, trauma cranico, orecchio tagliato.Incredibilmente é sopravvissuta (86 anni) e ricammina quasi come prima, facendosi tutto da sé (niente donna delle pulizie/badante).
Comunque la cosa da raccontare non é questa: Tale avvenimento accadde durante le feste di natale.
Naturalmente mia nonna venne ricoverata, quindi casa sua, vicino alla mia (1 km), rimase libera per parecchi mesi.
Dato che eravamo ancora piccoli (tipo 16-17 anni), e sotto capodanno dovevamo organizzare una festa a casa di una nostra amica, ci si pose il problema degli alcolici: Andavano comprati prima della festa, ma dove ce li saremmo messi? Di certo non potevamo metterli in casa nostra causa genitori scassa maroni.
Subito l'idea balenò a casa di mia nonna.
Così sottrassi le chiavi a mio padre, nascondemmo tutto lì, dopodiché corsi a farne una copia in ferramenta, per poi rimetterle dove le avevo prese.
Il giorno successivo (31 dicembre), la mattina, un mio amico pattugliò i dintorni di casa di mia nonna pronto a entrare in azione in caso mio padre o mio zio fossero entrati per dei controlli.
Fortunatamente non venne nessuno.
Il pomeriggio io e il mio amico decidemmo di entrare nella casa e rimanervi fino a sera per tenere direttamente la situazione sotto il nostro controllo.
Sfortunatamente avevo però copiato le soli chiavi di casa e non quelle del portone di ingresso.
Disperati proviamo a citofonare, e incredibilmente, senza dirci nulla, la tizia cui avevamo citofonato, apre.
Entriamo e vi rimaniamo fino a sera, giocando con le carte di mia nonna e poi riponendole nell'esatto ordine in cui le avevamo trovate, poi prendiamo tutto e ci dirigiamo verso casa della nostra amica.
Come dei cretini ci scordiamo i botti dentro casa di mia nonna.
Di nuovo il problema del portone d'ingresso. Citofoniamo alla tizia di prima ma niente: é probabilmente uscita.
Citofono ad una giapponese che abita nel palazzo di mia nonna, spiegando anche chi fossi, ma mi dice "mi dispiace ma non posso aprire."
dopodiché, misteriosamente, dopo cinque minuti di bestemmie, il portone si apre automaticamente, come la prima volta.
Prendiamo tutto a questa volta per davvero.
Nessuno ci ha mai scoperti.
citofoniamo alla tizia di prima, ma non c'é: Deve