L'Attacco dei Giganti | manga, anime

Credo manchino i due film conclusivi, che stanno su prime.

Edit: manca pure la stagione finale parte 2.

ma no dai :stress:

i film sono fondamentali?

ho visto ora per la seconda parte della stagione finale, dopo posso vederla?crunchy?
 
Ci sono 300000 anime, metti meno paletti e ne hai da vedere per tutta la vita già :asd:

quello sicuramente, ma al momento ho solo netflix e quindi ne volevo approfittare guardando qualcosa li
 
L'hanno spostata allora :hmm:
[automerge]1758623565[/automerge]
Guardati dr stone che manca solo la parte finale ancora ed è completo

allora oggi provo e vedo la prima, grazie! :patpat:

altrimenti bleach :hmm:
 
ok, penso di abbandonarlo sul nascere :sard:

l'alternativa era vedere tokyo ghoul, se è più "semplice" viro intanto su quello :sowhat:
Nooo vai.
Alla peggio ti fai un mese di prime.

Oppure baki o kengan
A Baki manca l'inizio :sard:

non mi sembra isterico criticare il calo evidente che c'è ad una certa . Ed il finale è facilmente criticabile
Per me no. Visto tutto di fila è stato perfettamente coerente, con delle parti più lente di altre (inizio final season) che avevano però uno scopo specifico.
E il messaggio e gli intendi dell'autore sono perfettamente in linea con quello che è il significato dell'opera e quello che si voleva trasmettere.

È probabile però che l'attesa e le conseguenti aspettative, non hanno giovato a chi lo seguiva passo dopo passo.

Sulla fanbase... Guarda... Ho visto intere community lodare un fan manga demmerda che si prefiggeva di aggiustare il finale.
Con Eren che deve salvare il multiverso e le realtà alternative.
Una porcata senza senso.
 
Nooo vai.
Alla peggio ti fai un mese di prime.


A Baki manca l'inizio :sard:


Per me no. Visto tutto di fila è stato perfettamente coerente, con delle parti più lente di altre (inizio final season) che avevano però uno scopo specifico.
E il messaggio e gli intendi dell'autore sono perfettamente in linea con quello che è il significato dell'opera e quello che si voleva trasmettere.

È probabile però che l'attesa e le conseguenti aspettative, non hanno giovato a chi lo seguiva passo dopo passo.

Sulla fanbase... Guarda... Ho visto intere community lodare un fan manga demmerda che si prefiggeva di aggiustare il finale.
Con Eren che deve salvare il multiverso e le realtà alternative.
Una porcata senza senso.
mah , per me vale lo stesso discorso di one piece .

esiste un pre botola e post botola

da li diventa totalmente qualcos'altro , con un autore che vuoi per gli anni che sono passati o per altro , ha voglia di fare altro e gli viene anche la mania di dover spiegare e rendere tutto "coerente".

Risultato? i punti di forza dell'opera scompaiono e ritrovi

dozzine di puntate di cospirazioni e intrighi politici non sono per niente interessanti e una soffocante intenzione dell'autore di farti provare empatia forzata per fazioni , personaggi con poi la ciliegina che manda in vacca tutto , rendere eren il mastermind con il potere di comunicare nel tempo.

quindi per me è un bel no.
 
mah , per me vale lo stesso discorso di one piece .

esiste un pre botola e post botola

da li diventa totalmente qualcos'altro , con un autore che vuoi per gli anni che sono passati o per altro , ha voglia di fare altro e gli viene anche la mania di dover spiegare e rendere tutto "coerente".

Risultato? i punti di forza dell'opera scompaiono e ritrovi

dozzine di puntate di cospirazioni e intrighi politici non sono per niente interessanti e una soffocante intenzione dell'autore di farti provare empatia forzata per fazioni , personaggi con poi la ciliegina che manda in vacca tutto , rendere eren il mastermind con il potere di comunicare nel tempo.

quindi per me è un bel no.
Penso l'esatto opposto.
SNK è l'opera più significativa post-Devilman degli ultimi dieci anni.
Un grandioso affresco umano con una trama studiata ed originale, con un adattamento (WiT Studio e poi Mappa) che la rende un serie bellissima da seguire. Le tematiche, i personaggi, e parte della storia, sono mirabili.

Il significato finale, "l'umanità fa abbastanza schifo" è un messaggio transgenerazionale, che può non piacere solo a chi pensa di non fare schifo, ma posso suggerire che faccia più schifo, non capendo un'opera come questa XD
 
Penso l'esatto opposto.
SNK è l'opera più significativa post-Devilman degli ultimi dieci anni.
Un grandioso affresco umano con una trama studiata ed originale, con un adattamento (WiT Studio e poi Mappa) che la rende un serie bellissima da seguire. Le tematiche, i personaggi, e parte della storia, sono mirabili.

Il significato finale, "l'umanità fa abbastanza schifo" è un messaggio transgenerazionale, che può non piacere solo a chi pensa di non fare schifo, ma posso suggerire che faccia più schifo, non capendo un'opera come questa XD
grazie per la stima :sisi:
 
Ho trovato solo ora il topic, adesso che mi appresto alla fine e mi mancano solo gli ultimi due episodi dopo averlo iniziato una settimana e mezzo fa, anche se non ne ho nessuna voglia perchè so già che mi lascerà il classico senso di vuoto che francamente odio. È IMHO uno degli shounen migliori di sempre, con pacing quasi perfetto, minacce credibili, classici momenti hype e aura, personaggi scritti in maniera decente, ma la chiave che lo differenzia dallo slop che rappresenta gran parte il panorama degli shonen è che c'è intento letterario nell'usare la narrativa per parlare di tematiche mature e non semplicemente per connettere una serie di combattimenti tra loro.

Del trio principale Eren è sempre stato dall'inizio sulla mia fraud list, la morte della madre è trattato nella serie come un episodio chiave per il suo personaggio, ma in realtà questo non ha mai cambiato la sua visione del mondo, dato che fin dall'inizio era fissato con l'entrare negli Scout e ammazzare tutti i titani. Armin lo trovo più interessante di Eren, il classico componente del trio intelligente ma scarso in attributi fisici e coraggio, vederlo crescere in quel senso nell'arco delle quattro stagioni è stato interessante. Mikasa è classico componente del trio shounen iper competente e di poche parole, il classico personaggio che ti piace veder combattere, ma al di sotto della corazza da fighter nasconde una forte componente umana che non è messo esplicitamente in mostra dato che è caratterialmente riservata. È la controparte eldiana di Annie.

La prima stagione inizia bene e si prende del tempo per far introdurre i personaggi principali e far andare i protagonisti attraverso il giusto periodo di addestramento, ma il momento in cui clicca definitivamente è l'arco narrativo della battaglia di Trost. L'apparizione improvvisa del Gigante Colossale, l'atmosfera cupa, personaggi che muoiono malissimo a destra e a sinistra. Eren che si fa mangiare e vabbè, il primo di una lunga serie di momenti ad aura negativa per lui.



In questa scena c'è la rappresentazione di quasi tutti i personaggi principali futuri. Mikasa che raccoglie l'eredità spirituale di Eren e si lancia in azione per sopprimere le proprie emozioni, Armin che segue a ruota ed analizza la situazione, Annie, Berthold e Reiner insieme, Jean che diventa leader suo malgrado, Sasha che fa da comic relief cercando di replicare il discorso di Mikasa.

La rivelazione di Eren come Gigante non mi era piaciuta all'inizio, avevo timore la serie diventasse troppo "Kaiju battle" come genere, gigante contro gigante, che di solito trovo molto noioso, ma non vira eccessivamente in quella direzione.

La seconda parte riguardante l'attacco del gigante femmina è un capolavoro di tensione, un nuovo gigante che rappresenta una minaccia di un livello superiore che si avvicina progressivamente ad Eren. Il build up verso la trappola tesa da Erwin per catturarlo è eccellente, ma la scena nell'episodio successivo con Mikasa è una delle mie preferite. Regia, animazione, colori, musica, voice acting sono a livelli altissimi ed il fatto che questo avviene dopo che l'intera squadra di Levi è stata massacrata male aumenta la tensione ed il senso di insicurezza.



Il reveal di Annie come la gigante femmina non me lo aspettavo, ma in effetti tornando indietro, il volto è identico. Un buon modo per finire la stagione.

La seconda stagione è inaspettatamente più breve delle altre, ma si mantiene su livelli alti con il sesto episodio che è forse quello migliore della serie insieme a "Declaration of War". E poi Erwin che continua a dare la carica nonostante sia per metà in bocca ad un gigante è cinema



La prima parte della terza stagione è stata quella che mi ha convinto di meno, forse per una questione di pacing e per il fatto che il reveal del background della famiglia reale è un pò troppo contorto, ancora non mi è chiaro perchè Historia fu nascosta se Reiss era comunque al comando nonostante non fosse una figura pubblica e lui avesse bisogno del sangue reale della ragazza :hmm:

L'arco narrativo del ritorno a Shiganshina è forse quello migliore della serie. Il momento in cui tornano nella città, Levi che si scaglia su Reiner nel momento in cui lo trovano, l'apparizione di Zeke, ecc..., è tutto estremamente cinematografico. Il reveal di ciò che si trova nel sotterraneo della casa di Eren ribalta completamente la percezione del mondo e della vera minaccia sia per i personaggi che per lo spettatore/lettore. È un momento sparti acque perchè da qui in poi inizia un qualcosa di completamente diverso per tutti, ed è una buona idea che la stagione successiva inizia mostrando la prospettiva dall'altro lato del mondo. Marley è una dittatura nazista e sono responsabili pienamente del conflitto in corso, e mi piace che nel corso della stagione non ci sono mai tentativi sul piano narrativo di trovare una giustificazione sia alle decisioni politiche di Marley che alle azioni di Reiner e compagnia. Il loro attacco fu ingiustificato e ne restano pienamente consapevoli. Eren è sempre protagonista, ma il focus è sul resto dei suoi compagni e su come reagiscono alle sue decisioni. Di Eren perdiamo anche la voce interiore per buona parte della stagione, e questo lo rende un personaggio distante per lo spettatore, più freddo, e diventa quasi frustrante vedere azioni che sembrano venire da un personaggio irriconoscibile rispetto al passato. Però questo è lo stesso punto di vista di Mikasa, Armin, Jean ecc..., quindi sul piano narrativo funziona. Immagino che questo shift su Marley nella quarta stagione non sia piaciuto a tutti, però era necessario altrimenti la parte finale della Storia, una volta date tutte le risposte e risolto i misteri che componevano la parte thriller della serie, sarebbe stato un semplice "distruggi tutti i giganti". Cambiando il focus su un nemico umano, c'è un totale cambio di prospettiva anche andando a rivedere la serie dall'inizio per una seconda volta.
 
Ho trovato solo ora il topic, adesso che mi appresto alla fine e mi mancano solo gli ultimi due episodi dopo averlo iniziato una settimana e mezzo fa, anche se non ne ho nessuna voglia perchè so già che mi lascerà il classico senso di vuoto che francamente odio. È IMHO uno degli shounen migliori di sempre, con pacing quasi perfetto, minacce credibili, classici momenti hype e aura, personaggi scritti in maniera decente, ma la chiave che lo differenzia dallo slop che rappresenta gran parte il panorama degli shonen è che c'è intento letterario nell'usare la narrativa per parlare di tematiche mature e non semplicemente per connettere una serie di combattimenti tra loro.

Del trio principale Eren è sempre stato dall'inizio sulla mia fraud list, la morte della madre è trattato nella serie come un episodio chiave per il suo personaggio, ma in realtà questo non ha mai cambiato la sua visione del mondo, dato che fin dall'inizio era fissato con l'entrare negli Scout e ammazzare tutti i titani. Armin lo trovo più interessante di Eren, il classico componente del trio intelligente ma scarso in attributi fisici e coraggio, vederlo crescere in quel senso nell'arco delle quattro stagioni è stato interessante. Mikasa è classico componente del trio shounen iper competente e di poche parole, il classico personaggio che ti piace veder combattere, ma al di sotto della corazza da fighter nasconde una forte componente umana che non è messo esplicitamente in mostra dato che è caratterialmente riservata. È la controparte eldiana di Annie.

La prima stagione inizia bene e si prende del tempo per far introdurre i personaggi principali e far andare i protagonisti attraverso il giusto periodo di addestramento, ma il momento in cui clicca definitivamente è l'arco narrativo della battaglia di Trost. L'apparizione improvvisa del Gigante Colossale, l'atmosfera cupa, personaggi che muoiono malissimo a destra e a sinistra. Eren che si fa mangiare e vabbè, il primo di una lunga serie di momenti ad aura negativa per lui.



In questa scena c'è la rappresentazione di quasi tutti i personaggi principali futuri. Mikasa che raccoglie l'eredità spirituale di Eren e si lancia in azione per sopprimere le proprie emozioni, Armin che segue a ruota ed analizza la situazione, Annie, Berthold e Reiner insieme, Jean che diventa leader suo malgrado, Sasha che fa da comic relief cercando di replicare il discorso di Mikasa.

La rivelazione di Eren come Gigante non mi era piaciuta all'inizio, avevo timore la serie diventasse troppo "Kaiju battle" come genere, gigante contro gigante, che di solito trovo molto noioso, ma non vira eccessivamente in quella direzione.

La seconda parte riguardante l'attacco del gigante femmina è un capolavoro di tensione, un nuovo gigante che rappresenta una minaccia di un livello superiore che si avvicina progressivamente ad Eren. Il build up verso la trappola tesa da Erwin per catturarlo è eccellente, ma la scena nell'episodio successivo con Mikasa è una delle mie preferite. Regia, animazione, colori, musica, voice acting sono a livelli altissimi ed il fatto che questo avviene dopo che l'intera squadra di Levi è stata massacrata male aumenta la tensione ed il senso di insicurezza.



Il reveal di Annie come la gigante femmina non me lo aspettavo, ma in effetti tornando indietro, il volto è identico. Un buon modo per finire la stagione.

La seconda stagione è inaspettatamente più breve delle altre, ma si mantiene su livelli alti con il sesto episodio che è forse quello migliore della serie insieme a "Declaration of War". E poi Erwin che continua a dare la carica nonostante sia per metà in bocca ad un gigante è cinema



La prima parte della terza stagione è stata quella che mi ha convinto di meno, forse per una questione di pacing e per il fatto che il reveal del background della famiglia reale è un pò troppo contorto, ancora non mi è chiaro perchè Historia fu nascosta se Reiss era comunque al comando nonostante non fosse una figura pubblica e lui avesse bisogno del sangue reale della ragazza :hmm:

L'arco narrativo del ritorno a Shiganshina è forse quello migliore della serie. Il momento in cui tornano nella città, Levi che si scaglia su Reiner nel momento in cui lo trovano, l'apparizione di Zeke, ecc..., è tutto estremamente cinematografico. Il reveal di ciò che si trova nel sotterraneo della casa di Eren ribalta completamente la percezione del mondo e della vera minaccia sia per i personaggi che per lo spettatore/lettore. È un momento sparti acque perchè da qui in poi inizia un qualcosa di completamente diverso per tutti, ed è una buona idea che la stagione successiva inizia mostrando la prospettiva dall'altro lato del mondo. Marley è una dittatura nazista e sono responsabili pienamente del conflitto in corso, e mi piace che nel corso della stagione non ci sono mai tentativi sul piano narrativo di trovare una giustificazione sia alle decisioni politiche di Marley che alle azioni di Reiner e compagnia. Il loro attacco fu ingiustificato e ne restano pienamente consapevoli. Eren è sempre protagonista, ma il focus è sul resto dei suoi compagni e su come reagiscono alle sue decisioni. Di Eren perdiamo anche la voce interiore per buona parte della stagione, e questo lo rende un personaggio distante per lo spettatore, più freddo, e diventa quasi frustrante vedere azioni che sembrano venire da un personaggio irriconoscibile rispetto al passato. Però questo è lo stesso punto di vista di Mikasa, Armin, Jean ecc..., quindi sul piano narrativo funziona. Immagino che questo shift su Marley nella quarta stagione non sia piaciuto a tutti, però era necessario altrimenti la parte finale della Storia, una volta date tutte le risposte e risolto i misteri che componevano la parte thriller della serie, sarebbe stato un semplice "distruggi tutti i giganti". Cambiando il focus su un nemico umano, c'è un totale cambio di prospettiva anche andando a rivedere la serie dall'inizio per una seconda volta.

Quoto anche gli spazi e le intercapedini.
Io appenderei questo ottimo papiro/papello sui lettini di chi pensa che questa serie sia "puah" "didascalica" "banale" e altri giudizi maturati un po' a cazzo di cane, se posso permettermi. Questa analisi è pressoché perfetta, anche perché stimolata dall'entusiasmo, mi ha conquistato.
Vorrei anche aggiungere, sommessamente, che AOT non è stata solo un'opera segnatempo (come Dragonball o Berserk, per intenderci)
Ma è un'operona che ha trasformato radicalmente gli shonen-battle che da qui in avanti sono MOLTO diversi e chiunque legga o veda anime non può che darmi ragione su tutta la linea.

Per dirla brutale, Ci facciamo le seghe sull'ottima JJK, grazie ad AOT. Palese.
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È innegabile che AOT di Isayama abbia agito come un autentico terremoto, distruggendo i cliché del "potere dell'amicizia" e introducendo un nichilismo e una coerenza narrativa che prima erano rari nei prodotti di grande consumo.
La sua opera ha toccato il cuore dello shonen moderno e l'ha stravolto. La transizione del genere Shonen per me nasce con AOT.
Mi sono fatto spesso questa domanda: Gege Akutami avrebbe trovato spazio senza AOT?
Probabilmente sì, ma il suo successo sarebbe stato molto diverso a mio avviso, per esempio, il terreno che trova Akutami era già pronto: Senza il successo globale di AOT, gli editori di Weekly Shonen Jump avrebbero potuto essere più esitanti a dare così tanto spazio a un'opera "dark" come JJK. AOT ha reso il "Dark Shonen" commercialmente sicuro. Akutami cita spesso Yoshihiro Togashi (Hunter x Hunter) come sua principale fonte di ispirazione. Il sistema di combattimento complesso e la crudeltà di JJK derivano molto da lì ma è stata la velocità del ritmo dettata da AOT ad aver abituato i lettori a una narrazione serrata, senza "filler" di contorno.
Avete notato che in AOT non c'è nassuna puntata "tutti al mare" "festeggiamo l'obon" e altre cagate simili? (il mare c'è ma per 3 minuti scarsi)
JJK segue esattamente questo schema: va dritto al punto, sacrifica i personaggi quando serve e non perde tempo, questo ritmo, piace ai lettori.
Oggi difatti parliamo di JJK, Chainsaw Man (molto bello anche questo) e Hell’s Paradise come del "Dark Trio" shonen ma senza la breccia (lol) aperta da Eren Yeager, questi autori avrebbero probabilmente dovuto mitigare i toni o finire su riviste seinen (per adulti), raggiungendo assai meno persone.
Se poi analizziamo la cronologia degli shonen, notiamo una netta linea di demarcazione: Il "Trauma Collettivo" come Standard narrativo.
Prima di AOT, la morte di un personaggio importante era un evento epocale (morte di Rei per esempio, in HNK) e spesso "sacro" (Morte di Abdul (JoJo).
Isayama ha cambiato le regole: in AOT, le persone muoiono in modo assurdo, improvviso e spesso inutile. L'impatto su JJK per me è stato limpido: Akutami ha potuto spingere sull'acceleratore fin da subito (pensate a Shibuya o Yuji).
Il pubblico non ha reagito con distacco o rifiuto, ma con un macabro interesse, perché AOT aveva già normalizzato l'idea che nessuno è al sicuro nel mondo di JJK. Ci sono altri punti che emergono, se analizziamo il dark-shonen, dal "Power Up" al "Sacrificio Strategico" per esempio.
Negli shonen classici, il protagonista vince perché "ci crede di più".
In AOT, Eren vince solo attraverso sacrifici morali e fisici immensi. Il parallelismo con JJK per me è immediato, il sistema delle "restrizioni celesti" o i patti vincolanti riflettono questa mentalità: non ottieni nulla gratis. La vittoria ha sempre un costo di sangue.

Questa nuova "génia" di dark-shonen, mi entusiasma parecchio. Volevo dare un tributo ad AOT diverso dal solito, perdonate il fuoco.
Anche Gachiakuta segue questa "linea oscura" e altri ne sono usciti mentre scrivo.

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