Il disegno è caratterizzato da un tratto più marcato che si inserisce perfettamente nel contesto cupo della storia e il design dei personaggi, oltre a farsi più efebico nei fisici, subirà un’influenza modaiola negli abbigliamenti. L’unica nota negativa sono i retini, in certi casi davvero troppo scuri.
L’ambientazione nostrana è ricreata davvero con cura e gli sfondi, che siano le rovine di Pompei, le architetture di Venezia o le cesellature classiche di Roma si riveleranno sempre curati e azzeccati
Il cast è particolare sin dall’inizio per un motivo: mentre nelle altre serie il gruppo si costruisce intorno al protagonista, qui è Giorno che entra in un gruppo già consolidato. Svolgerà dunque il ruolo di effettivo sottoposto, guidando il team con il suo spirito e la sua volontà sempre nell’ombra, ma non per questo è un cattivo protagonista, avendo momenti e dialoghi a lui dedicati davvero belli. Il personaggio della serie è però Bruno Bucciarati, eroe tragico e capo della gang che, grazie al proprio spirito di sacrificio (in tutti i sensi) e alla sua lotta contro il destino avverso entra di diritto tra i migliori comprimari dell’intera opera. Ottimi anche Mista (in particolare la personalità, anzi le personalità del suo stand), Narancia e Abbacchio. Nota dolente Fugo, personaggio gestito a dir poco malissimo da parte dell’autore. Buon personaggio anche Trish. Il main villain si ritrova riuscito per metà, letteralmente: Doppio è magnifico: goffo, sfortunato e impacciato, ma non per questo poco determinato a seguire gli ordini del suo boss, Diavolo d’altro canto si rivela una presenza graficamente carismatica e con uno stand a dir poco invincibile, la sua paranoia verso tutto e tutti pure è interessante, ma qualcosa di più poteva e doveva essere fatto. Passiamo ai secondari, insieme a quelli della seconda serie tra i migliori di tutto Jojo. I nemici secondari di Vento Aureo hanno un qualcosa in più degli altri: la forza d’animo. Prosciutto che rimane sotto il treno per mantenere lo stand attivo, Pesci che matura grazie al sacrificio del compagno, Illuso che sacrifica parte del corpo per sfuggire al virus di Purple Haze, Carne che si fa uccidere per attivare Notorious B.I.G., Tiziano che si fa uccidere per permettere a Squalo di utilizzare lo stand, Cioccolata che si mutila…al di là di questi casi come non citare la frustrazione di Formaggio dovuta al fatto che il suo stand è oggetto di scherno dagli altri portatori e dal fatto che la sua squadra di esecuzioni sia sempre relegata in secondo piano dal boss e con la conseguente eliminazione brutale di Gelato e Sorbetto, o la battaglia imperterrita di Risotto per tentare di eliminare Doppio/Diavolo.
Gli scontri stand sono, tatticamente, tra i migliori mai visti in un fumetto, davvero mostruosi. Sono molto meno vari rispetto a quelli di terza e quarta serie, sono tutti scontri duri e puri e mancano i gli scontri leggeri/semplici/comici come potevano essere partite a dadi, a carte, corse in moto ecc…, a parte Bucciarati e Abbacchio VS Zucchero (più atipico rispetto agli altri) e Narancia VS Squalo e Tiziano (buona dose di comicità), ma, come detto, la mancanza di varietà è colmata da un tatticismo incredibilmente studiato.
Nel combattimento finale Araki matura ulteriormente come autore. Proprio perché l’intera serie è costellata di battaglie vere proprie, secondo me Araki può prendersi il lusso, per una volta, di osare, di evitare lo scontro tra stand duro e puro e gettarsi nel metafisico, sfociando in una fase finale dove a farla da padrone saranno lo scontro di ideali tra Giorno e Diavolo (e i loro stand), la spiritualità, il contrappasso e il destino con risultati, per me, sublimi. E’ uno scontro che sicuramente non si presta a più e più riletture come può esserlo un Jotaro vs *** o un Josuke VS Kira, ma, esaminato con la giusta attenzione, può dare grandi soddisfazioni.
La sceneggiatura ricalca la quest on the road della terza serie, migliorando però dal punto di vista della varietà. Non sarà più solo un punto A-Punto B, bensì dei veri e propri cambi narrativi, si partirà con Giorno e il suo ingresso in Passione con tanto di conseguente avanzamento di grado della gang, passando poi alla missione di proteggere Trish dalla squadra esecuzioni fino al ribaltamento di fronte, con il tradimento verso Passione e la loro sfida al boss. Per non parlare poi dei capitoli dal punto di vista del main villain (in Sardegna e al Colosseo)
Insomma, i difetti della serie sono, oltre ai retini troppo scuri e il tratto un po’ pesante in certi punti, la scarsità di varietà nei combattimenti, colmati tuttavia dal tatticismo, e la pessima gestione di Fugo.
Voto: 8,5