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Esattamente chi sei per dirmi che non posso commentare? Cioè io boh, siamo in un forum, se permetti esprimo la miaPerò Netflix ha appena comprato uno storico cinema di New York (che altrimenti avrebbe chiuso) per proiettarci le sue produzioni. Ok, è principalmente una mossa di PR però la strada non è così dritta come a volte ci viene da pensare
Ma non commentare, perchè continui a fare paragoni completamente irrilevantiCioè Netflix e Spotify sono modelli di business totalmente differenti tra loro, figurati con l'eurospin (che è solo il gamepass, sia chiaro). Spotify è proprio il classico prodotto user oriented dove il grosso dei soldi se lo prendono i publisher, stessa cosa che succede col gamepass. Continuare a parlare dei vostri soldi che vanno alle sh, ma molto probabilmente non è così, e comunque sia non avete nessuna certezza di questo. I vostri soldi vanno a microsoft, che stringe degli accordi con i publisher per un portfolio di titoli, poi non sappiamo se i developer vantano qualche diritto. Mica son tutte major che pubblicano i titoli che sviluppano. Prendete il caso di Control, dove Remedy è caduta dal pero. Al 99% Pippo ha parlato con 505, mica con Remedy.
Poi, il fatto che non si intuisca il rischio per il giocatore (o consumatore, in questo caso) è abbastanza grave per me. Contenti voi![]()
Capisco perfettamente quello che hai scritto, ma ripeto hai tre vie dove sta il problema?Il problema è che non leggi, o non capisci quello che ho scritto. Simple as that.
E per inciso, nessuno di quei giochi è gratis. Quando smetti di pagare non c'è più, quando a loro gira glielo tolgono. Tu non possiedi nulla, non è gratis è in affitto (parlo del Plus perchè non so come funzioni il Gold, ma stesso discorso vale per i classici NES/SNES su Switch). Come già ripetuto mille volte, dal punto di vista del consumatore è un servizio molto buono, ma dal punto di vista del giocatore non ne sono per niente sicuro, e anzi non non mi piace.

Lo stesso Ign che ha dato 6 a DS?Control ha vinto il goty su IGN, dove è il TPS della gen ?![]()

L'hai detto te che non avresti commentato sul gamepass, ti sto semplicemente invitando a mantenere la parola dataEsattamente chi sei per dirmi che non posso commentare? Cioè io boh, siamo in un forum, se permetti esprimo la mia![]()

Ideologicamente il discorso è molto differente tra Gamepass/Now e Plus (che sostanzialmente è una tangente per giocare online), oltre ad esserlo empiricamente. Oh ci fosse un paragone calzanteCapisco perfettamente quello che hai scritto, ma ripeto hai tre vie dove sta il problema?
Perchè se lo guardi dal punto di vista ideologico dovresti smettere immediatamente di avere il plus![]()


Amen, e non vedere e capire come questo influenza la fruzione del media (spesso su se stessi poi) è qualcosa che mi lascia molto interdettoEspongo la mia opinione in breve, per quanto possibile:
Fermo restando che ignoriamo totalmente quanto davvero i developer guadagnino dai servizi come il pass, il sistema in se è destinato ad appiattire l'offerta in un modo o nell'altro. Siamo ancora agli inizi e l'offerta rimane di qualità per "inerzia", perchè ad oggi vendi se il tuo prodotto è di qualità (con tutte le sfumature del caso come il marketing). Da qui in avanti il rischio è che il developer, sapendo che il gamer avrà accesso al suo prodotto senza un importante esborso, abbassi di molto la sua soglia per procedure tediose come debugging e molte altre. Ma questo è un aspetto che mi preoccupa relativamente.
Quello che mi ha fatto riflettere, dopo averlo provato per un mesetto, è l'impatto psicologico che un servizio del genere ha sul videogiocatore. Non è banale e non è da sottovalutare, ed in parte si collega anche alla politica Nintendo sui prezzi. Il costo di un videogioco conferisce valore allo stesso, fondamentalmente nel momento in cui mostriamo moneta stiamo barattando la nostra fatica e il nostro impegno (a meno che non blateriamo di politiche asiatiche per "lavoro") per un prodotto accuratamente scelto e desiderato. Il pass elimina totalmente questo passaggio, perchè l'utente è spinto dalla voglia di risparmiare, ma allo stesso tempo si sta privando del desiderio. Non serve più desiderare, ed è un punto cardine del gaming a mio avviso, perchè al primo aspetto negativo di un titolo (specialmente per quelli nel limbo dal buono all'ottimo) la prima fonte di energia che ti spinge a continuarlo invece che a dropparlo è il desiderio stesso che ti ha spinto a comprarlo.
Il risultato, sul lungo termine, è di crescere una schiera di videogiocatori (in particolare quelli di nuova generazione) con una sindrome di accumulo, incapaci di trovare una piena soddisfazione nel gaming, soddisfazione che noi ancora siamo capaci di trovare anche in giochi oggettivamente dimenticabili.
La politica Nintendo sui prezzi a mio avviso è un estremo opposto di questo pensiero, li capisco ma credo dovrebbero mollare un pò la cinghia e trovare il giusto compromesso come fanno Sony e Steam, perchè gli sconti stagionali NON sono comparabili ad un servizio di gaming in affitto. Perchè l'attesa che un gioco scenda di prezzo è essa stessa uno sforzo in grado di dare valore al gioco stesso, perchè oltre a barattare (meno) soldi, barattiamo anche il nostro tempo, quello atteso. Motivo per cui prendere un gioco in offerta non ha lo stesso impatto psicologico di un gioco in affitto.
Mi fermo qui che sennò divento ancora più tedioso, lascio questo spunto di riflessione se a qualcuno interessa.
Non hai apprezzato la mia romantica dedica tra le righe?Amen, e non vedere e capire come questo influenza la fruzione del media (spesso su se stessi poi) è qualcosa che mi lascia molto interdetto
Ho visto ora, sei proprio incorreggibile :billyready:Non hai apprezzato la mia romantica dedica tra le righe?
bhe sì in certe cose concordo, avrò scaricato una trentina di giochi con il pass, ma ne ho giocati a fondo sì e no 5Espongo la mia opinione in breve, per quanto possibile:
Fermo restando che ignoriamo totalmente quanto davvero i developer guadagnino dai servizi come il pass, il sistema in se è destinato ad appiattire l'offerta in un modo o nell'altro. Siamo ancora agli inizi e l'offerta rimane di qualità per "inerzia", perchè ad oggi vendi se il tuo prodotto è di qualità (con tutte le sfumature del caso come il marketing). Da qui in avanti il rischio è che il developer, sapendo che il gamer avrà accesso al suo prodotto senza un importante esborso, abbassi di molto la sua soglia per procedure tediose come debugging e molte altre. Ma questo è un aspetto che mi preoccupa relativamente.
Quello che mi ha fatto riflettere, dopo averlo provato per un mesetto, è l'impatto psicologico che un servizio del genere ha sul videogiocatore. Non è banale e non è da sottovalutare, ed in parte si collega anche alla politica Nintendo sui prezzi. Il costo di un videogioco conferisce valore allo stesso, fondamentalmente nel momento in cui mostriamo moneta stiamo barattando la nostra fatica e il nostro impegno (a meno che non blateriamo di politiche asiatiche per "lavoro") per un prodotto accuratamente scelto e desiderato. Il pass elimina totalmente questo passaggio, perchè l'utente è spinto dalla voglia di risparmiare, ma allo stesso tempo si sta privando del desiderio. Non serve più desiderare, ed è un punto cardine del gaming a mio avviso, perchè al primo aspetto negativo di un titolo (specialmente per quelli nel limbo dal buono all'ottimo) la prima fonte di energia che ti spinge a continuarlo invece che a dropparlo è il desiderio stesso che ti ha spinto a comprarlo.
Il risultato, sul lungo termine, è di crescere una schiera di videogiocatori (in particolare quelli di nuova generazione) con una sindrome di accumulo, incapaci di trovare una piena soddisfazione nel gaming, soddisfazione che noi ancora siamo capaci di trovare anche in giochi oggettivamente dimenticabili.
La politica Nintendo sui prezzi a mio avviso è un estremo opposto di questo pensiero, li capisco ma credo dovrebbero mollare un pò la cinghia e trovare il giusto compromesso come fanno Sony e Steam, perchè gli sconti stagionali NON sono comparabili ad un servizio di gaming in affitto. Perchè l'attesa che un gioco scenda di prezzo è essa stessa uno sforzo in grado di dare valore al gioco stesso, perchè oltre a barattare (meno) soldi, barattiamo anche il nostro tempo, quello atteso. Motivo per cui prendere un gioco in offerta non ha lo stesso impatto psicologico di un gioco in affitto.
Mi fermo qui che sennò divento ancora più tedioso, lascio questo spunto di riflessione se a qualcuno interessa.

siamo ai livelli di un outlet fuori tutto...

Aggiungo che il discorso che fai sullo sviluppo del giochi è ben più complesso di quello che sembra, anzi il rischio relativo a procedure di debugging, polish, ecc... secondo me è pure quello minore. Il rischio più grosso è quello di standardizzazione dei contenuti, necessaria per assecondare queste politiche di gaming-fastfood e mantenere un output di giochi costante su queste piattaforme, chiaramente il tutto non è compatibile con le modalità "tradizionali" di sviluppo (specialmente di AA e AAA) che richiedono spesso e volentieri 3/4/5/6 anni di sviluppo se non oltre per alcuni grossi giochi. Poi non sorprendiamoci quando Microsoft infarcisce Gears 5 di microtransazioni per un qualsiasi sbloccabile estetico, o se vanno a recuperare un titoletto fatto da 4 gatti in Obsdian giusto per rimpinzarlo nel GamePass a fare numero o se cominciano a sviluppare progetti tappabuchi tanto per ficcarci qualcosa (vero, Rare?) in attesa (tanto per cambiare) di roba di davvero decente.Espongo la mia opinione in breve, per quanto possibile:
Fermo restando che ignoriamo totalmente quanto davvero i developer guadagnino dai servizi come il pass, il sistema in se è destinato ad appiattire l'offerta in un modo o nell'altro. Siamo ancora agli inizi e l'offerta rimane di qualità per "inerzia", perchè ad oggi vendi se il tuo prodotto è di qualità (con tutte le sfumature del caso come il marketing). Da qui in avanti il rischio è che il developer, sapendo che il gamer avrà accesso al suo prodotto senza un importante esborso, abbassi di molto la sua soglia per procedure tediose come debugging e molte altre. Ma questo è un aspetto che mi preoccupa relativamente.
Quello che mi ha fatto riflettere, dopo averlo provato per un mesetto, è l'impatto psicologico che un servizio del genere ha sul videogiocatore. Non è banale e non è da sottovalutare, ed in parte si collega anche alla politica Nintendo sui prezzi. Il costo di un videogioco conferisce valore allo stesso, fondamentalmente nel momento in cui mostriamo moneta stiamo barattando la nostra fatica e il nostro impegno (a meno che non blateriamo di politiche asiatiche per "lavoro") per un prodotto accuratamente scelto e desiderato. Il pass elimina totalmente questo passaggio, perchè l'utente è spinto dalla voglia di risparmiare, ma allo stesso tempo si sta privando del desiderio. Non serve più desiderare, ed è un punto cardine del gaming a mio avviso, perchè al primo aspetto negativo di un titolo (specialmente per quelli nel limbo dal buono all'ottimo) la prima fonte di energia che ti spinge a continuarlo invece che a dropparlo è il desiderio stesso che ti ha spinto a comprarlo.
Il risultato, sul lungo termine, è di crescere una schiera di videogiocatori (in particolare quelli di nuova generazione) con una sindrome di accumulo, incapaci di trovare una piena soddisfazione nel gaming, soddisfazione che noi ancora siamo capaci di trovare anche in giochi oggettivamente dimenticabili.
La politica Nintendo sui prezzi a mio avviso è un estremo opposto di questo pensiero, li capisco ma credo dovrebbero mollare un pò la cinghia e trovare il giusto compromesso come fanno Sony e Steam, perchè gli sconti stagionali NON sono comparabili ad un servizio di gaming in affitto. Perchè l'attesa che un gioco scenda di prezzo è essa stessa uno sforzo in grado di dare valore al gioco stesso, perchè oltre a barattare (meno) soldi, barattiamo anche il nostro tempo, quello atteso. Motivo per cui prendere un gioco in offerta non ha lo stesso impatto psicologico di un gioco in affitto.
Mi fermo qui che sennò divento ancora più tedioso, lascio questo spunto di riflessione se a qualcuno interessa.
fate come volete il mio pensiero l'ho esposto sopra fino a quando ci sta la possibilità di scelta il problema non si pone. 
Si ma non lo farai, salvo rarissimi casi. Su questo ci metto la mano sul fuocoPirateriafate come volete il mio pensiero l'ho esposto sopra fino a quando ci sta la possibilità di scelta il problema non si pone.
Io la prendo come una possibilità di provare dei titoli in backlog e poi comprarli successivamente se mi piacciono![]()

The outer worlds l'avrei preso se fosse stato su steamSi ma non lo farai, salvo rarissimi casi. Su questo ci metto la mano sul fuoco![]()


Non potevi comprarlo su un altro Store scusa? Non ne farai mica una battaglia ideologica speroThe outer worlds l'avrei preso se fosse stato su steam
Per il resto i titoli del servizio tralasciando le esclusive non sono recentissimi![]()

mi trovi completamente d'accordo con teEspongo la mia opinione in breve, per quanto possibile:
Fermo restando che ignoriamo totalmente quanto davvero i developer guadagnino dai servizi come il pass, il sistema in se è destinato ad appiattire l'offerta in un modo o nell'altro. Siamo ancora agli inizi e l'offerta rimane di qualità per "inerzia", perchè ad oggi vendi se il tuo prodotto è di qualità (con tutte le sfumature del caso come il marketing). Da qui in avanti il rischio è che il developer, sapendo che il gamer avrà accesso al suo prodotto senza un importante esborso, abbassi di molto la sua soglia per procedure tediose come debugging e molte altre. Ma questo è un aspetto che mi preoccupa relativamente.
Quello che mi ha fatto riflettere, dopo averlo provato per un mesetto, è l'impatto psicologico che un servizio del genere ha sul videogiocatore. Non è banale e non è da sottovalutare, ed in parte si collega anche alla politica Nintendo sui prezzi. Il costo di un videogioco conferisce valore allo stesso, fondamentalmente nel momento in cui mostriamo moneta stiamo barattando la nostra fatica e il nostro impegno (a meno che non blateriamo di politiche asiatiche per "lavoro") per un prodotto accuratamente scelto e desiderato. Il pass elimina totalmente questo passaggio, perchè l'utente è spinto dalla voglia di risparmiare, ma allo stesso tempo si sta privando del desiderio. Non serve più desiderare, ed è un punto cardine del gaming a mio avviso, perchè al primo aspetto negativo di un titolo (specialmente per quelli nel limbo dal buono all'ottimo) la prima fonte di energia che ti spinge a continuarlo invece che a dropparlo è il desiderio stesso che ti ha spinto a comprarlo.
Il risultato, sul lungo termine, è di crescere una schiera di videogiocatori (in particolare quelli di nuova generazione) con una sindrome di accumulo, incapaci di trovare una piena soddisfazione nel gaming, soddisfazione che noi ancora siamo capaci di trovare anche in giochi oggettivamente dimenticabili.
La politica Nintendo sui prezzi a mio avviso è un estremo opposto di questo pensiero, li capisco ma credo dovrebbero mollare un pò la cinghia e trovare il giusto compromesso come fanno Sony e Steam, perchè gli sconti stagionali NON sono comparabili ad un servizio di gaming in affitto. Perchè l'attesa che un gioco scenda di prezzo è essa stessa uno sforzo in grado di dare valore al gioco stesso, perchè oltre a barattare (meno) soldi, barattiamo anche il nostro tempo, quello atteso. Motivo per cui prendere un gioco in offerta non ha lo stesso impatto psicologico di un gioco in affitto.
Mi fermo qui che sennò divento ancora più tedioso, lascio questo spunto di riflessione se a qualcuno interessa.
Dipende da che '' store" intendiNon potevi comprarlo su un altro Store scusa? Non ne farai mica una battaglia ideologica spero![]()

