Console War Playstation 4 vs Xbox One | Aspettando la Next-Gen

Scherzi a parte se uscissero effettivamente solo Uncharted, TLOU ecc... io sarei pure d'accordo sulla standardizzazione ma poichè esistono Bloodborne, TLG, Dreams, Concrete Genie, GT Sport, Everybody's Golf, Resogun, Matterfall, MediEvil e tanti altri dire che Sony imponga uno standard è fuori luogo. 

 
Ma standardizzata in base a cosa? In base ai suoi stessi standard?

Poi nel senso, stiamo ragionando come se fosse un male questo tipo di esperienza. Personalmente è l'unica che gioco con piacere ultimamente 
Ecco, ti sei risposto da solo :asd:  Non potrei fare a meno delle esclusive Sony perché solo Sony sa fare quel tipo di esperienza, ma non vado da Sony se cerco un tps, un fps, un simulatore, un rpg o qualsiasi altra tipologia di gioco.

 
Sony impone uno standard così come Nintendo impone uno standard così come Ubisoft impone uno standard così come EA impone uno standard così come Activision impone uno standard

 
@yonkers86 si parlava di smartphone, in realtà se guardi i dati di 2018-2019 si è arrivati ad una logica flessione proprio perché fisiologicamente arrivi ad un limite, dire che si cambia smartphone ogni anno perché che lo compagnie ti spingono è una generalizzazione forte.

Il paragone si fa perché i servizi hanno dei punti in comune sebbene i media e le logiche commerciali dietro siano diversi, ed è è evidente e logico che un servizio di questo tipo non può omologare i gusti, Stranger Things non è Thirteen, prende sensibilità diverse, Amazon nel giro di pochi mesi ha tirato fuori Refn e The Boys. I servizi sono diversi ma la logica di vendita è quella, arrivare a più persone possibili. E allora devi differenziare il servizio.

 
Scherzi a parte se uscissero effettivamente solo Uncharted, TLOU ecc... io sarei pure d'accordo sulla standardizzazione ma poichè esistono Bloodborne, TLG, Dreams, Concrete Genie, GT Sport, Everybody's Golf, Resogun, Matterfall, MediEvil e tanti altri dire che Sony imponga uno standard è fuori luogo. 
Ma volendo anche Bloodborne è un'operazione ben studiata: "facciamo anche noi il nostro Souls Like proprio nel momento di apice di popolarità del genere".

 
Ecco, ti sei risposto da solo :asd:  Non potrei fare a meno delle esclusive Sony perché solo Sony sa fare quel tipo di esperienza, ma non vado da Sony se cerco un tps, un fps, un simulatore, un rpg o qualsiasi altra tipologia di gioco.
Beh non è che su PS4 escano solo esclusive, ci sta praticamente tutto, eccetto rari casi e l'utente medio non è che ragiona a "settori" 

 
Ultima modifica da un moderatore:
Ogni gioco è una manovra commerciale studiata, anche l’indie. Se andate ad un seminario con gente di un publisher e proponete una cosa che non ha pubblico, vi cagano in bocca. Le premesse del discorso esistono già, sono sempre esistite ed esisteranno sempre.

 
Non è che è positiva o negativa, è che è una scelta di mercato che comunque comporta un fattore di rischio, che ti impone di tenere alta la qualità del tuo prodotto. Sennò (e inizio a sentirmi ridondante) non entri nei desideri dei giocatori. Avere accesso a tutto il catalogo elimina il pepe al culo degli sviluppatori, e distrugge quel meccanismo desiderio -> rinuncia -> soddisfazione di cui ho parlato fino ad ora. Per inciso, nella mia vita ho fatto un solo abbonamento nell'ambito ludico, il Live su 360 per un anno. Da li in poi niente Live, niente Plus, niente Now. Solo Netflix con dei miei amici, che guarda caso, non utilizzo mai, ma proprio mai. Ed è il motivo per cui sono corsi ai ripari con un'overdose di produzione originali netflix (di dubbissima qualità), perchè la flessione era evidente e sul mercato stavano per entrare nuovi concorrenti.
Vedila così, una vetrina come il Game Pass ti permette anche di andare oltre il limite. D'accordissimo che i dev possano avere meno "culo al pepe", ma d'altro canto è una "sicurezza" che ti permette anche di osare in fase di sviluppo. Mentre con i tempi delle produzioni AAA, ormai è sempre più complicato farlo.

Sul discorso Netflix, per me sfondi una porta aperta. Ma Netflix sta calando non per il modello in sé, ma per i contenuti proposti e per la politica dei prezzi a dir poco folle.

 
Gli "interessi" si chiamano: catalogo a tempo, only dd e nessuna possibilità di scelta, sceglie Microsoft per te. Potrei paragonarlo a Netflix, a Spotify, ad EA Access e così via, ma tanto il discorso non cambierebbe :asd:  
Ma ripeto, Netflix e Spotify sono proprio un altro tipo di media i paragoni con loro continuo a non capirli   :asd:

EA acces invece è quello che più si avvicina ma rimane comunque un pass di UNA sola Software House, che si riallaccia al discorso di qualche post fa che ho fatto. Ma se prendesse piede alla fine avremo ancora più abbonamenti rispetto a quelli che ci sono per le serie tv/anime... e allora li voglio proprio vedere il guadagno che avremo noi videogiocatori :asd:

 
@yonkers86 si parlava di smartphone, in realtà se guardi i dati di 2018-2019 si è arrivati ad una logica flessione proprio perché fisiologicamente arrivi ad un limite, dire che si cambia smartphone ogni anno perché che lo compagnie ti spingono è una generalizzazione forte.

Il paragone si fa perché i servizi hanno dei punti in comune sebbene i media e le logiche commerciali dietro siano diversi, ed è è evidente e logico che un servizio di questo tipo non può omologare i gusti, Stranger Things non è Thirteen, prende sensibilità diverse, Amazon nel giro di pochi mesi ha tirato fuori Refn e The Boys. I servizi sono diversi ma la logica di vendita è quella, arrivare a più persone possibili. E allora devi differenziare il servizio.
Ok, pensavo si parlasse del mercato videoludico :unsisi:

Scusa ma i punti in comune devono anche essere caratterizzanti per rendere il paragone calzante, ergo il fatto che siano due servizi in abbonamento con contenuti per buona parte in rotazione (Netflix mica tanto) non basta per me. E quello che dici mi pare concordare con il mio punto di vista, anche perchè Netflix e Amazon non possono fare diversamente. La loro mission è univoca, anche se Netflix pare stia entrando anche nel mercato cinematografico tradizionale. Io penso che tutti questi servizi abbiano le peculiarità proprie del media a cui appartengono, non credo rappresentino paragoni calzanti proprio perchè toccano corde diverse e modi di fruire molto diversi tra loro. In teoria, IN TEORIA, non si dovrebbe fruire un videogame come se fosse junk tv. E invece...

 
Vedila così, una vetrina come il Game Pass ti permette anche di andare oltre il limite. D'accordissimo che i dev possano avere meno "culo al pepe", ma d'altro canto è una "sicurezza" che ti permette anche di osare in fase di sviluppo. Mentre con i tempi delle produzioni AAA, ormai è sempre più complicato farlo.

Sul discorso Netflix, per me sfondi una porta aperta. Ma Netflix sta calando non per il modello in sé, ma per i contenuti proposti e per la politica dei prezzi a dir poco folle.
ma quello è proprio il problema del modello: proporre tanti contenuti a cadenza regolare 

facendo così aumenti anche i costi e questo si ripercuote sui prezzi degli abbonamenti

 
Il singolo non fa la statistica, e la statistica dice che da quando sono state attuate queste politiche Apple e Google sono diventate le due aziende più ricche del pianeta. Pianeta. L'obsolescenza programmata è l'equivalente delle microtransazioni o dei DLC, per questo l'ho inserita nel discorso.

Il gaming in affitto ha la stessa filosofia di fondo, e l'influenza che potrà avere sulla massa non è minimizzabile con un "ma tanto io gioco solo quello che mi interessa". Non è che funziona così l'induzione, o meglio, funziona proprio così perchè si è inconsapevoli.
Ma le microtransazioni e i dlc esistono da molto prima del game pass, anzi grazie ad esso non spendi 70 euro per un gioco monco.

Che poi, se non è giusto pagare così poco per giocare, non lo è nemmeno pagare 70 euro a gioco (spesso pure monco come tu stesso mi ricordi). Sono due facce della stessa medaglia.

 
Ok, pensavo si parlasse del mercato videoludico :unsisi:

Scusa ma i punti in comune devono anche essere caratterizzanti per rendere il paragone calzante, ergo il fatto che siano due servizi in abbonamento con contenuti per buona parte in rotazione (Netflix mica tanto) non basta per me. E quello che dici mi pare concordare con il mio punto di vista, anche perchè Netflix e Amazon non possono fare diversamente. La loro mission è univoca, anche se Netflix pare stia entrando anche nel mercato cinematografico tradizionale. Io penso che tutti questi servizi abbiano le peculiarità proprie del media a cui appartengono, non credo rappresentino paragoni calzanti proprio perchè toccano corde diverse e modi di fruire molto diversi tra loro. In teoria, IN TEORIA, non si dovrebbe fruire un videogame come se fosse junk tv. E invece...
Netflix lo sta facendo perché ha il pepe al culo, la concorrenza sta diventando elevata e quindi deve alzare l’asticella, o differenziarsi.

Io non sto dicendo che non avete le vostre ragioni, il discorso tuo o di SummerStorm ha una logica e in parte si può condividere, ma io trovo un salto logico perché non vedo le ragioni di temere un appiattimento o peggioramento del prodotto. Perché, dovesse succedere, il servizio andrebbe ad essere colpito perché non è l’unico modo per fruire il media e , nell’ambito dei servizi stessi, c’è concorrenza.
 

Poi potreste aver visto molto lungo e io essere un fesso, tranquillamente 

 
ma quello è proprio il problema del modello: proporre tanti contenuti a cadenza regolare 

facendo così aumenti anche i costi e questo si ripercuote sui prezzi degli abbonamenti
No il problema con le serie tv è che questi imbecilli continuano a finanziare spazzatura :asd:  Se Microsoft farà lo stesso sarò il primo a smettere di abbonarmi, ma finché offrono giochi di qualità il problema non si pone. I loro prezzi stanno aumentando perché stanno crollando gli abbonati. L'anno prossimo ne perderanno 4 milioni circa.

 
ma quello è proprio il problema del modello: proporre tanti contenuti a cadenza regolare 

facendo così aumenti anche i costi e questo si ripercuote sui prezzi degli abbonamenti
Soprattutto quando investi milioni e milioni e milioni di dollari in prodotti originali, senza però differenziare e avere un appiattimento degli introiti. Ora invece hanno rivisto il loro business model, hanno tagliato i budget a-là Bright e l'ultimo di Michael Bay, hanno smesso di comprare a càzzo ai vari festival e preferiscono finanziare direttamente gli autori, hanno messo un piede nel mercato tradizionale.

Ah beh, poi forse il fatto che negli ultimi 15 mesi siano sbucati altri 6/7 servizi in diretta concorrenza FORSE incide sul calo delle sottoscrizioni. FORSE.

Ma ripeto, ha rilevanza ZERO DI ZERO verso il discorso che si faceva

 
Ma ripeto, Netflix e Spotify sono proprio un altro tipo di media i paragoni con loro continuo a non capirli   :asd:

EA acces invece è quello che più si avvicina ma rimane comunque un pass di UNA sola Software House, che si riallaccia al discorso di qualche post fa che ho fatto. Ma se prendesse piede alla fine avremo ancora più abbonamenti rispetto a quelli che ci sono per le serie tv/anime... e allora li voglio proprio vedere il guadagno che avremo noi videogiocatori :asd:
E' lo stesso identico modello di business: paghi poco per avere un catalogo con tot roba al suo interno. Cosa c'è di diverso dal Game Pass? Assolutamente nulla. Non è che se vendo le mele in abbonamento e tu le pere in abbonamento, allora siamo facendo due cose diverse, eh

 
Netflix lo sta facendo perché ha il pepe al culo, la concorrenza sta diventando elevata e quindi deve alzare l’asticella, o differenziarsi.

Io non sto dicendo che non avete le vostre ragioni, il discorso tuo o di SummerStorm ha una logica e in parte si può condividere, ma io trovo un salto logico perché non vedo le ragioni di temere un appiattimento o peggioramento del prodotto. Perché, dovesse succedere, il servizio andrebbe ad essere colpito perché non è l’unico modo per fruire il media e , nell’ambito dei servizi stessi, c’è concorrenza.
 

Poi potreste aver visto molto lungo e io essere un fesso, tranquillamente 
Sì ho intuito che ci capiamo, e non sto cercando di imporre la mia visione. Semplicemente, dal mio punto di vista, i germi ci sono e sono anche abbastanza evidenti. Poi si vedrà, io sono il primo a sperare di sbagliarmi e di prendere una cantonata clamorosa eh.

 
Ma le microtransazioni e i dlc esistono da molto prima del game pass, anzi grazie ad esso non spendi 70 euro per un gioco monco.

Che poi, se non è giusto pagare così poco per giocare, non lo è nemmeno pagare 70 euro a gioco (spesso pure monco come tu stesso mi ricordi). Sono due facce della stessa medaglia.
E' giusto pagare i giochi Nintendo a 60 euro anche dopo anni che sono sul mercato? Sì se sei un fanboy azionista, di quelli che si masturbano se Nintendo caccia uno zero in più alla fine dell'anno. Perché solo così si spiega l'ostracismo di alcuni verso un abbonamento

 
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